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Ciame vs Agritechnica: il match è rinviato!

By at novembre 23, 2017 | 16:40 | Print

Ciame vs Agritechnica: il match è rinviato!

Ciame (China International Agriculture Machinery Exhibition) e Agritechnica: anche se le proporzioni sono diverse a tutto vantaggio del salone di Hannover, viene spontaneo l’accostamento tra le due più grande rassegne di macchinari agricoli per quanto riguarda rispettivamente Asia e Europa, e non solo per la collocazione temporale (Agritechnica ha preso il via quest’anno una quindicina giorni dopo la chiusura di Ciame) ma anche e soprattutto per lo spaccato che entrambe sono in grado di offrire della meccanizzazione di settore rapportata al bacino di utenza al quale si rivolgono.

 

UNA DIMENSIONE SEMPRE PIÙ INTERNAZIONALE PER LA RASSEGNA CINESE

Ed è proprio con questa chiave di lettura che il divario attualmente esistente tra le due manifestazioni, pur nella diversità delle colture che caratterizzano lo scenario europeo e asiatico, appare progressivamente destinato a colmarsi e lo conferma già oggi la presenza sul palcoscenico di Ciame 2017 di alcuni trattori e mietitrebbie di grandi dimensioni e tecnologicamente al top, la cui collocazione ideale è quella nelle grandi aziende agricole dell’Europa continentale.

In altre parole l’esposizione cinese, ed è quanto abbiamo già potuto riscontrare nelle ultime tre edizioni, va perdendo via via la connotazione marcatamente asiatica che la caratterizzava inizialmente, per assumere, di pari passo con il progredire della propria agricoltura, una dimensione più internazionale.

E anche l’approccio della clientela locale sta cambiando: se per lungo tempo la competizione è stata giocata sul prezzo, a poco a poco si sta facendo largo una nuova generazione di agricoltori-imprenditori sempre più attenta alle prestazioni, all’affidabilità, al comfort e all’estetica.

 

LO SVILUPPO DELLA MECCANIZZAZIONE AGRICOLA

Come ha illustrato Chen Zhi (nella foto sopra), presidente di Caamm, l’associazione che riunisce i costruttori cinesi di macchine agricole nel suo intervento al summit di Agrievolution, svoltosi in contemporanea a Ciame 2017, la meccanizzazione agricola in Cina, partita da una situazione di grande arretratezza, sta vivendo un intenso e rapido sviluppo supportato in larga parte da una politica di incentivi iniziata nel 2004.

Sovvenzioni alla meccanizzazione agricola nel periodo 2004-2017.

clicca sulle tabelle per ingrandirle

Basti dire che solo nel 2016 l’esecutivo cinese ha stanziato 22,8 miliardi di renminbi, equivalenti a 3,4 miliardi di dollari, come sovvenzioni all’acquisto di mezzi agricoli.

 

GLI EFFETTI DEGLI INCENTIVI

Tasso medio di meccanizzazione delle colture.

 

Per effetto di questa significativa iniezione di liquidità il parco macchine, orientato sempre più verso trattori di medie e grandi dimensioni con attrezzature agricole abbinate, ha raggiunto nel 2016 una potenza lorda complessiva di oltre 972 milioni di kilowatt (seppur con un decremento del 13 per cento rispetto al 2015 da imputare però alla crisi subentrata su scala globale), mentre il tasso generale di meccanizzazione delle colture supera il 65 per cento, in crescita di 8 punti percentuali rispetto al 2012, con punte del 94,2 per cento per il frumento, dell’83,1 per cento per il mais e del 79,2 per cento per il riso.

Cifre alla mano, a fine 2016 il parco trattori cinese ammontava a 23,1 milioni di unità, in leggerissima diminuzione (-0,29% rispetto all’anno precedente) – di cui 6,4 milioni appartenenti al segmento “large and medium sized” – quelli delle trapiantatrici di riso e delle mietitrebbie a 7,7 e 1,9 milioni di unità rispettivamente.

 

MERCATO IN CRESCITA, STANDO ALLE PREVISIONI

E le prospettive di crescita sono decisamente incoraggianti. Stando ai trend delineati nella sua relazione da Philip Nonnenmacher, capo del comitato economico di Agrievolution, il mercato delle macchine agricole della Cina, superato lo slowdown del 2016 che l’ha visto attestarsi a quota 20,3 miliardi di dollari (vedi tabella qui sopra), dovrebbe far registrare a fine 2017 una crescita del 4 per cento e anche nel 2018 l’andamento previsto è al rialzo (da +4 a +10%) (vedi tabella qui sotto), come indica anche l’Agrievolution Business Barometer dello scorso ottobre dal quale sono emerse per la Cina delle aspettative positive da parte del 44 per cento degli intervistati.

 

IL PIÙ GRANDE COSTRUTTORE MONDIALE

Per completare il quadro numerico, a settembre di quest’anno la Cina rappresentava il più grande costruttore mondiale nel settore della meccanizzazione agricola con una quota del 21,2 per cento sul totale (era il 14,2% nel 2010) (vedi tabella qui sopra).

Giro d’affari (in blu) e profitti (in rosso) delle imprese cinese costruttrici di macchine agricole in centinaia di milioni di renminbi).

 

Sempre in base alla statistica, nel 2016 il giro d’affari delle oltre 2.300 ditte costruttrici di macchine agricole classificate come “large-scale” ammontava a 451,6 miliardi di renminbi, corrispondenti a 67,4 miliardi di dollari, e il 2017 dovrebbe chiudersi con un risultato senz’altro migliore, dal momento che a fine agosto il reddito d’impresa complessivo delle aziende sopra menzionate aveva già raggiunto i 321 miliardi di renminbi (+8,89% sullo stesso periodo dell’anno precedente) e i profitti erano a quota 17,7 miliardi di renminbi (+5,17%).

 

AMPI SPAZI PER MIGLIORARE

Tuttavia, come recita testualmente la Global Edition della rivista “Agricultural Machinery Market” realizzata da Camda, l’associazione che rappresenta i distributori di macchine agricole, e pubblicata lo scorso agosto, «dal raffronto con i maggiori Paesi industrializzati emerge che c’è ancora largo spazio per migliorare: la crescente domanda di meccanizzazione agricola e l’insufficiente fornitura di nuove tecnologie e nuovi macchinari diventa la principale contraddizione nello sviluppo della meccanizzazione agricola cinese. Di conseguenza la Cina esprime una forte richiesta di macchine straniere tecnologicamente avanzate».

Macchine che, in linea di massima, in questa fase il Paese non sembra essere in grado di produrre internamente se non ricorrendo a know-how tecnologico di importazione.

 

UN’OPPORTUNITÀ PIUTTOSTO CHE UNA MINACCIA

È vero che, in prospettiva, l’intento di Pechino è quello di trasformare radicalmente il sistema produttivo cinese, portando le aziende locali a competere in segmenti tecnologicamente avanzati, e con questa finalità è stato messo a punto l’ambizioso programma di sviluppo noto come “Made in China 2025” (nel quale la meccanizzazione agricola viene individuata come uno dei dieci settori-chiave), ma è altrettanto vero che allo stato attuale, sempre citando la Global Edition della rivista “Agricultural Machinery Market”, lo sviluppo della meccanizzazione agricola cinese e la sua affermazione sui mercati globali sono ostacolati dalla carenza di investimenti in Ricerca e Sviluppo.

Una lacuna che si traduce in una generale scarsa capacità di applicare i risultati della ricerca all’industria – e pertanto in una scarsa propensione ad innovare –, responsabile del gap tecnologico tra i prodotti fabbricati in Occidente, ad alto valore aggiunto, e quelli locali, la cui collocazione è per lo più circoscritta a mercati meno sviluppati come quelli asiatici e africani.

 

TECNOLOGIA D’IMPORTAZIONE

È quindi evidente che, per raggiungere gli obiettivi che si è dato, il governo cinese non potrà fare affidamento solo sull’innovazione sviluppata dalle imprese e dai centri di ricerca nazionali, ma dovrà necessariamente rivolgersi anche alle imprese straniere.

Una partita questa che si gioca sulla cooperazione – come insegna anche il progetto “One Belt one Road” o “Nuova via della seta”, pensato per realizzare un network di infrastrutture che colleghi Asia e Europa – e che vedrà premiate quelle imprese europee che saranno effettivamente in grado di collaborare attivamente con i cinesi, stabilendo in Cina siti produttivi e centri R&D attraverso progetti di joint venture o società partecipate.

 

CIAME 2017: UN SUCCESSO TU TUTTI I FRONTI

E veniamo ora a Ciame, la più grande manifestazione cinese riservata al comparto delle macchine per l’agricoltura, che si è svolta lo scorso ottobre (dal 26 al 28) a Wuhan, capoluogo della provincia dell’Hubei, nella Cina centrale.

La rassegna, che è organizzata da China Agricultural Machinery Distribution Association (Camda), in collaborazione con China Agricultural Mechanization Association (Cama), associazione per la meccanizzazione agricola, e Caam (China Association of Agricultural Machinery Manufacturers), ha visto quest’anno la partecipazione di 2.000 aziende espositrici – provenienti da più di 30 Paesi – su un’area complessiva di oltre 220.000 metri quadri, ed è stata visitata da oltre 130.000 persone (cinesi e stranieri), provenienti da 50 nazioni.

Nei suoi 58 anni di storia (la prima edizione risale al 1959) Ciame – di cui Meccagri è media partner – è cresciuta in termini qualitativi e logistici ma anche numerici: dieci anni fa l’area espositiva si limitava a 125 mila metri quadrati, gli espositori presenti erano 1.735 e i visitatori 103.000.

 

PRESENTI I GRANDI PLAYER DELLA MECCANIZZAZIONE AGRICOLA

Accanto alle imprese locali – alcune di grosso calibro come Lovol, Yto, Zoomlion, Dongfeng, Shandong Shifeng Group, Shandong Wuzheng Group, Shandong Juming Machinery – erano presenti in fiera i big internazionali della meccanizzazione agricola, tra i quali Agco, Claas, Cnh Industrial (con il brand Case IH e New Holland), Deutz-Fahr, John Deere, Kubota, Kuhn, Yanmar ecc.

 

 

LA COLLETTIVA ITALIANA

A sostegno dei rapporti Italia/Cina e del loro interscambio, anche quest’anno l’Agenzia Ice, in collaborazione con FederUnacoma, ha organizzato una collettiva italiana alla rassegna Ciame ospitata su un’area di circa 400 metri quadrati, che ha visto la partecipazione di una quindicina di aziende specializzate prevalentemente in attrezzature agricole, sistemi di irrigazione e componentistica.

L’area espositiva della collettiva comprendeva anche spazi istituzionali e punti di accoglienza attrezzati per espositori e visitatori.

 

DAI MOTOCOLTIVATORI AI “COLOSSI DI CAMPI ”

Come accennato all’inizio, ha certamente costituito una sorpresa per i visitatori occidentali della rassegna cinese la presenza, a fianco di macchinari adatti a coprire l’intero processo produttivo con un più che giustificato focus su mietitrebbie e trapiantatrici per riso, di alcuni autentici giganti come la mietitrebbia Vector 450, la falciatrinciacaricatrice RSM1401 e il trattore Versatile 2375 del gruppo russo Rostselmash o il trattore 8R-3204 di John Deere.

 

 

I FALSI D’AUTORE!

Per finire, una nota di colore che evidenzia la straordinaria capacità e velocità di imitazione dei prodotti dei player consolidati che contraddistingue i fabbricanti cinesi.

Vi proponiamo qui qualche esempio e in questo caso più che le parole, contano le immagini.

 

© Barbara Mengozzi

 

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