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Eima Agrimach 2017: la cooperazione italo-indiana dà i suoi frutti

By at dicembre 10, 2017 | 18:07 | Print

Eima Agrimach 2017: la cooperazione italo-indiana dà i suoi frutti

Una manifestazione decisamente in crescita e non solo per l’elevata affluenza di pubblico ma anche per i contenuti tecnici e l’alto livello della convegnistica che ha fatto da contrappunto all’esposizione e alle prove dimostrative di mezzi meccanici.

In altre parole ce n’è abbastanza per affermare che Eima Agrimach, la rassegna internazionale della meccanica agricola – frutto della partnership italo-indiana tra la federazione delle camere di commercio e dell’industria indiana Ficci e la federazione dei costruttori italiani di macchine agricole FederUnacoma –, che si è svolta alla periferia di New Delhi dal 7 al 9 dicembre, ha confermato alla quinta edizione di costituire a pieno titolo non solo l’evento promozionale e commerciale più significativo nel Subcontinente indiano ma anche un prezioso punto di riferimento per gli operatori dell’intera area asiatica.

 

UN FUTURO TECNOLOGICO PER L’AGRICOLTURA DEL SUBCONTINENTE

In mostra a Pusa, presso il Campus del centro ricerche agricole Iari, dinnanzi ad un pubblico di agricoltori, tecnici della meccanizzazione e operatori economici, un’ampia e variegata offerta di mezzi meccanici, accuratamente selezionati sulla base delle esigenze dell’agricoltura indiana e dei Paesi asiatici: trattrici, mietitrebbiatrici, mietilegatrici, trinciatrici, trapiantatrici per risaie, motocoltivatori, ma anche attrezzature per la lavorazione del terreno, macchine per i trattamenti, sistemi per l’irrigazione, impianti per gli allevamenti, e componentistica che abbraccia un’ampia rosa merceologica – dai cilindri idraulici agli attacchi a tre punti fino ai vomeri e alle zappette.

Complessivamente sono state 300 le industrie costruttrici, indiane ed estere (di cui una quarantina quelle italiane, partecipanti sia in forma diretta sia attraverso la rappresentanza di aziende importatrici), presenti alla rassegna, con migliaia di modelli di macchinari e componenti per ogni esigenza produttiva.

Eima Agrimach non vuole limitarsi però ad esporre nuove ed efficienti tecnologie ma intende altresì svolgere una funzione di orientamento commisurata alle esigenze crescenti di meccanizzazione agricola del Paese.

 

LE GRANDI POTENZIALITÀ DELLA COOPERAZIONE ITALO-INDIANA

Una valenza che fa della rassegna un importante strumento di rafforzamento delle relazioni tra Italia, paese partner ufficiale della manifestazione, e India. Non è casuale che il ministro dell’Agricoltura italiano, Maurizio Martina (nelle foto sopra e sotto relative alla cerimonia di inagurazione), abbia voluto essere presente personalmente a New Delhi per partecipare alla rassegna, a conferma di come i rapporti bilaterali fra i due Paesi siano importanti soprattutto nel settore dell’agricoltura e dell’agroindustria.

Il taglio del nastro di Eima Agrimach 2017. Da sinistra: Francesco Pensabene, direttore Ice India; Lorenzo Angeloni, ambasciatore italiano in India; Maurizio Martina, ministro Politiche Agricole; e Alessandro Malavolti, presidente FederUnacoma.


 

«Eima Agrimach costituisce l’esempio piu evidente di come la cooperazione fra Italia ed India possa essere efficace e fruttuosa e come l’Italia, Paese leader nella produzione agricola di qualità e nella fabbricazione di macchinari agricoli, possa offrire all’India le proprie competenze e la propria esperienza», ha dichiarato a sua volta l’ambasciatore italiano a New Delhi, Lorenzo Angeloni, nel proprio intervento al convegno inaugurale della rassegna indiana.

Immagine del convegno inaugurale di Eima Agrimach 2017.


 

L’Italia si pone ai primi posti a livello mondiale nella produzione di macchine agricole (circa 7,5 miliardi di euro il fatturato annuo del comparto) e l’India rappresenta attualmente il primo mercato al mondo in termini quantitativi, con circa 600 mila trattrici assorbite ogni anno, circa 100 mila trebbiatrici, oltre 4 mila mietitrebbiatrici ed oltre 50 mila motocoltivatori.

 

LA PRESENZA IN INDIA DELL’INDUSTRIA ITALIANA DELLA MECCANICA AGRICOLA

Ma la cooperazione tra i due Paesi riguarda solo in parte gli scambi commerciali, e si configura soprattutto come opportunità di partnership e joint venture tecniche e industriali.

Lo conferma il fatto che in questi anni importanti industrie italiane hanno realizzato insediamenti produttivi in India (vedi Ama, Bcs, New Holland, Oerlikon Graziano, Adr, Bondioli & Pavesi, Carraro Group, Cbm, Maschio Gaspardo, Lombardini-Kohler, Ognibene Power, Safim, Serigrafia 76, Comer Industries, Walvoil, Same Deutz-Fahr.).

Si tratta di insediamenti strategici che mirano a soddisfare la domanda di macchinario che emerge nel Paese, ma anche di avamposti utili per accedere agli altri mercati asiatici (vedi ad esempio Pakistan, Indonesia, Vietnam, Filippine) nei quali l’agricoltura è in forte sviluppo e la domanda di macchinario dovrebbe crescere in modo consistente nei prossimi anni.

 

GLI INCONTRI BUSINESS–TO–BUSINESS

Nella partnership italo-indiana, che assegna all’Italia lo status di Paese Partner e quindi di interlocutore privilegiato nello sviluppo di attività tecniche e commerciali con il Paese asiatico, un ruolo decisivo è quello svolto dall’Ice-Agenzia, alla quale si deve l’organizzazione, insieme a FederUnacoma, di delegazioni di operatori esteri (Bangladesh, Cambogia, Filippine, Indonesia, Malaysia, Myanmar, Sri Lanka, Tailandia e Vietnam i Paesi presenti con delegazioni ufficiali) che nel corso di Eima Agrimach hanno dato vita ad un fitto programma di incontri d’affari con le industrie espositrici.

 

EIMA AGRIMACH ED EIMA INTERNATIONAL, UN “FILO DIRETTO” TRA NEW DELHI E BOLOGNA

Alessandro Malavolti (a sinistra nella foto), presidente di FederUnacoma, e Massimo Goldoni, amministratore delegato di FederUnacoma surl.


 

Nel contesto della rassegna della meccanica agricola di New Delhi è avvenuta anche la presentazione dell’edizione 2018 di Eima International, la grande esposizione di settore che si terrà a Bologna dal 7 all’11 novembre prossimo e che andrà a rafforzare ulteriormente la cooperazione tra Italia e India nel settore della meccanica agricola.

Nell’ultima edizione di Eima International (novembre 2016) sono state 30 le aziende espositrici indiane, con la presenza dei maggiori marchi operanti nel Paese, e nelle ultime edizioni è cresciuto in modo vistoso il numero degli operatori economici indiani che si recano alla rassegna di Bologna per sviluppare incontri di affari: dai 135 dell’edizione 2008 agli oltre 600 dell’edizione 2016.

«Per l’anno 2018 si prevede un ulteriore incremento della presenza indiana sia in termini di espositori sia in termini di visitatori – ha sottolineatol’amministratore delegato di FederUnacoma surl Massimo Goldoni nella conferenza di presentazione di Eima International 2018 e questo sarà il risultato delle attività promozionali svolte in questi anni da FederUnacoma e Ficci, e la continuazione naturale dei contatti e delle relazioni commerciali sviluppatesi proprio grazie alla fiera di Delhi».

 

INDIA, IL PRIMO MERCATO A LIVELLO MONDIALE PER QUANTITÀ

Lo scorso anno – secondo i dati di Agrievolution, presentati dal responsabile per gli affari comunitari di FederUnacoma Marco Pezzini nel corso dell’incontro dal titolo “Future Trends of Agricultural Machinery: International Perspective”, svoltosi anch’esso nel contesto di Eima Agrimach) –, le trattrici vendute in India hanno raggiunto le 570 mila unità, e quelle vendute in Cina le 420 mila, per un totale di 990 mila macchine, numeri impressionanti se si pensa che equivalgono ad oltre la metà del mercato mondiale delle trattrici (1,9 milioni di unità nel 2016) e che l’intera Europa ha chiuso l’anno con poco più di 165 mila unità, gli Stati Uniti con circa 211 mila unità.

 

L’INCREMENTO DELLA MECCANIZZAZIONE NON BASTA

Come è stato sottolineato nel corso di un altro incontro organizzato nel contesto di Eima Agrimach, sul tema “Corporate Interventions in Crop Residue Management & Doubling Farmers Income Through Mechanisation”, la meccanizzazione agricola è la chiave per accrescere la produttività dell’agricoltura mondiale, ma deve agire in combinazione con altri fattori anch’essi importanti per migliorare le performance del settore primario.

Un Paese come l’India conta una superficie media aziendale di 0,7 ettari – è stato evidenziato durante il convegno – e questo non consente economie di scala e non favorisce una vera industrializzazione dei sistemi produttivi. Occorre dunque una meccanizzazione appropriata e sostenibile anche in termini di investimenti, deve essere favorita l’introduzione di sistemi per l’agricoltura di precisione particolarmente intuitivi e facili da utilizzare per gli agricoltori, ed è necessario integrare l’intervento della macchine con pratiche agronomiche sempre più aggiornate abbinate a training formativi per gli operatori agricoli ad ogni livello.

 

IL CONCORSO “GAME CHANGERS IN INDIAN AGRICULTURE”

Obbedisce alla logica di far crescere la competitività del sistema produttivo indiano il concorso denominato “Game Changers in Indian Agriculture”, finalizzato a valorizzare quelle idee, promosse dagli studenti delle Università e delle Scuole di agraria del Paese, che possono rappresentare un “punto di svolta” rispetto ad alcune necessità dell’agricoltura indiana.

Il primo premio – consegnato dal presidente di FederUnacoma Alessandro Malavolti al termine della giornata dedicata alle innovazioni – è andato ad un giovane ricercatore che ha sviluppato un particolare modello di diserbatrice, in grado di estirpare con efficacia le piante infestanti, evitando il ricorso a diserbanti chimici e quindi riducendo sensibilmente l’impatto ambientale di questa pratica che resta fondamentale per proteggere le colture e ottimizzarne le rese.

 

Fonte testo e immagini: FederUnacoma
 

 

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