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FederUnacoma: eletto Malavolti, il “presidente di tutti”

By at giugno 29, 2017 | 16:11 | Print

FederUnacoma: eletto Malavolti, il “presidente di tutti”

Novità in FederUnacoma. Dopo tredici anni di presidenza di Massimo Goldoni, passa alla guida dell’associazione per il biennio 2017-2019 Alessandro Malavolti, titolare e amministratore delegato di Ama spa, una delle realtà industriali di maggiore peso nel comparto della componentistica e accessoristica per macchine agricole e macchine per la cura del verde, con un fatturato annuo di circa 160 milioni di euro, e 16 unità produttive delle quali 13 in Italia, tra cui quella storica di San Martino in Rio (Reggio Emilia).

Già consigliere FederUnacoma dal 2006 al 2010, nonché presidente dal 2010 al 2017 di Comacomp –  l’associazione che in seno alla Federazione rappresenta le industrie della componentistica – Malavolti, che ha ricoperto ruoli di responsabilità anche nelle rappresentanze territoriali di Confindustria Reggio Emilia, è stato eletto a Varignana (BO) durante l’Assemblea Generale dell’associazione.

Emiliano, 46 anni, laureato in economia aziendale, sposato e padre di due figli, Alessandro Malavolti ha accolto la nuova carica con entusiasmo e determinazione: «Ringrazio tutti gli associati che, durante la campagna elettorale, hanno parteggiato per una parte o per l’altra. Hanno dimostrato che per loro FederUnacoma è importante. Penso che chiunque sieda al mio posto debba tener ben presente che vanno fatti gli interessi di tutti, in particolare di quelli che mi hanno criticato, perché sono quelli che hanno bisogno di essere più ascoltati. Vi posso assicurare che nei prossimi due anni porterò avanti i miei progetti, ma soprattutto porterò avanti le idee che mi sono arrivate e che mi arriveranno dagli associati».

 

UN SENTITO RINGRAZIAMENTO AL PREDECESSORE

Alessandro Malavolti (a sinistra), con il presidente uscente Massimo Goldoni.

 

Non sono mancate parole di encomio del neopresidente, verso il presidente uscente: «Massimo Goldoni ha dedicato tredici anni della sua vita all’Associazione e ha dimostrato come la rappresentanza associativa sia una missione nobile e fondamentale. Massimo è per me una persona molto importante, perché ha trasformato la nostra associazione facendola crescere, sia in termini di conoscenza sia in termini di visibilità».

E a Goldoni, Malavolti, ha chiesto di continuare a lavorare insieme: «Spero che voglia lavorare con me per ancora un po’ di tempo. Il contributo di Massimo in termini di conoscenza di questo mondo, dei nostri stakeholders è importantissimo: non possiamo farne a meno».

Un ringraziamento particolare il neo presidente lo ha rivolto al al padre, importante maestro di vita: «mio padre mi ha insegnato per prima cosa che bisogna fare fatica. E, soprattutto, mi ha fatto sbagliare, permettendomi così di crescere. Spero che al momento della mia successione, tra qualche anno, io possa essere così intelligente, così lungimirante, con i miei figli».

Tornando all’Associazione, Malavolti ha ricordato quanto, nonostante la congiuntura economica, sia importante e vitale il settore della meccanizzazione agricola. «Siamo un’associazione fatta da tante piccole, medie e anche grandi imprese. Negli ultimi anni abbiamo dovuto cambiare completamente pelle. Da un mercato chiuso e protetto, abbiamo trovato un mercato globalizzato. Abbiamo fatto i conti con una crisi che dal 2008 a ieri ci ha sconvolti. Siamo riusciti a cambiare, a sopravvivere: siamo stati bravi, sia come associazione, sia, soprattutto, come singole aziende. Ora penso che sia giunto il momento di cambiare ancora. Dobbiamo cambiare continuamente, sia nelle nostre aziende sia nella nostra associazione».

 

IL PROGRAMMA IN SEI PUNTI

Sono sei gli aspetti che Alessandro Malavolti intende affrontare nel biennio di presidenza. In primo luogo intende rafforzare l’associazionismo: «Dobbiamo fare più assemblee, più riunioni tecniche, dobbiamo coinvolgere maggiormente i nostri associati e dare loro servizi ancora migliori. Il nostro associato non deve pensare che Unacoma sia solo Eima. Eima è sì una parte importante, un bell’asset, ma non è FederUnacoma. Il nostro associato deve poter sfruttare, usare, l’associazione».

 

L’INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE, ASPETTO PRIORITARIO

Il secondo punto è l’internazionalizzazione: «Dobbiamo aiutare l’associato a vendere di più». Il presidente suggerisce dunque maggiori missioni all’estero, più collettive, più fiere fuori dai confini. «Siamo uomini con la valigia, capaci di esplorare i mercati esteri, farne diretta esperienza, familiarizzare con essi e portarne testimonianza. Dobbiamo stringere relazioni fortissime con le Associazioni dei distributori, di tutti i Paesi, perché sono loro i nostri clienti. Dobbiamo fare network».

Il terzo punto del programma riguarda il servizio tecnico, un aspetto che secondo il presidente è molto apprezzato dagli associati, ma che può essere ulteriormente migliorato: «Non sediamoci sugli allori, ma cerchiamo di migliorare prendendo spunto da quello che fanno le associazioni di altri Paesi». Fondamentale per Malavolti sarà anche lavorare sulla Pac 2020-2016 e sui Psr, linfa vitale per tutti gli associati.

 

NON SOLO EIMA

Tornando a Eima, per Malavolti occorre rendere l’esposizione ancora più attrattiva. Ma – ha aggiunto – ci sono altre manifestazioni di cui tener conto. Occorre lavorare su Agrilevante, su AgriUmbria, sulle fiere estere, per esempio l’India: «Dobbiamo lavorare per portare le nostre macchine all’estero», ha sottolineato.

Infine, l’ultimo punto, ossia la formazione. «Il mondo sta cambiando – ha chiosato Malavolti –. Dobbiamo supportare i nostri associati in due direzioni, sia facendogli comprendere le nuove dinamiche di agri-business, sia nel monitoraggio dei finanziamenti».

«Lavorerò senza preconcetti, senza pregiudizi – ha concluso il neopresidente di FederUnacoma –. Porterò avanti le mie proposte, consapevole che possono essere giuste o sbagliate. Sono aperto a tutte le vostre osservazion e  le vostre critiche. Siamo un’associazione: dobbiamo lavorare tutti per il bene di tutti». Infine, un invito, un augurio, a tutti gli associati: «rendete le vostre aziende le migliori sul mercato. Fate le migliori macchine agricole, i migliori componenti, le migliori macchine da giardinaggio. Rendiamo le nostre aziende eccellenti; solo così lo sarà anche la nostra associazione».

 

LA SQUADRA AL COMPLETO

In FederUnacoma non cambia solo il presidente. L’assemblea è stata infatti chiamata a eleggere anche i presidenti e i vicepresidenti delle singole associazioni, che insieme formeranno il nuovo Consiglio di Presidenza e Consiglio Generale.

Sono dunque stati eletti, per Assomao, l’associazione costruttori implements, Lorenzo Selvatici (Selvatici srl) e Massimo Bergo (Maschio Gaspardo spa), rispettivamente presidente e vicepresidente; Roberto Pini (Bcs Spa) è invece il presidente di Assomase,  l’associazione costruttori macchine semoventi, e Stefano Cesari (FM Matras srl) il suo vice; prende il timone di Assotrattori Manlio Martilli (Argo Tractors spa) –il vicepresidente è Riccardo Bonciani (Bcs Spa) – mentre sostituisce Alessandro Malavolti Pier Giorgio Salvarani (Salvarani srl), che diventa presidente Comacomp, l’associazione costruttori componentisti. Al suo fianco, in qualità di vicepresidente, Antonella Varini (Walvoil spa). Infine, per Comagarden, l’associazione costruttori macchine per il giardinaggio, sono stati eletti Franco Novello (Stiga spa) in qualità di presidente, e Roberto Peruzzo (Peruzzo srl), in qualità di vicepresidente.

Malavolti durerà in carica due anni e il suo mandato, secondo quanto previsto dai statuti di Confindustria, potrà essere rinnovato per ulteriori due anni.

 

© Emanuela Stìfano

 

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