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Kubota sempre più full-liner, anche in Italia

By at settembre 14, 2017 | 17:28 | Print

Kubota sempre più full-liner, anche in Italia

Kubota prosegue spedita anche in Italia il suo cammino verso la full-line, un percorso attentamente pianificato ed articolato in tre fasi: dalla fase 1, avviata alla scorsa Eima, che ha previsto l’introduzione nell’offerta di implements in livrea arancione delle attrezzature per la fienagione e la concimazione fabbricati da Kverneland, si è entrati da poco nella fase 2 relativa alla lavorazione del terreno e alla semina (la commercializzazione è appena iniziata) e ci si sta preparando alla terza ed ultima fase che riguarderà nello specifico l’agricoltura di precisione, con l’immissione sul mercato dei prodotti a decorrere dagli inizi del prossimo anno.

Senza dubbio una bella prospettiva per la rete distributiva italiana della corporation giapponese che lo scorso luglio ha avuto la possibilità di toccare con mano i risultati del programma di implementazione delle attrezzature a marchio Kubota.

Teatro della presentazione una delle più grandi e innovative aziende del Nord Italia, l’azienda agricola Le Colombaie di Visano, in provincia di Brescia, dove è stato allestita una tribuna per permettere agli ospiti di assistere alla presentazione in forma statica di una ventina di macchine, alla quale hanno fatto seguito le demo in campo organizzate in tre distinti cantieri, il tutto affidato alla sapiente regia di Sandro Battini, direttore commerciale di Kverneland Group Italia.

Come ha sottolineato Eleonora Benassi (nella foto sopra con Luca Romagnoli), amministratore delegato di Kverneland Group Italia, una full line così completa rappresenta una proposta di business altamente attrattiva per i dealer Kubota, sempre fermo restando il caposaldo dell’apertura di Kubota alle attrezzature, vale a dire l’esigenza che quest’ultime siano relazionate alle potenze dei trattori del brand giapponese, che al momento si fermano a 175 cavalli.

«Noi arriviamo da una storia di trattori e quello delle attrezzature è un territorio da capire e da condividere ma di certo l’orange implement crea nuovi scenari e nuove opportunità», ha ribadito Luca Romagnoli, responsabile della filiale Kubota in Italia Divisione Trattori.

 

CANTIERE LAVORAZIONE TRADIZIONALE

Il primo implement ad esibirsi nel cantiere dedicato alla lavorazione tradizionale è stato l’aratro portato reversibile RM2000 (nella foto sopra), omologo del Kverneland 150B e proposto anche nella versione V dove la lettera V sta per Variomat, un sistema brevettato che permette una regolazione veloce ed infinita della larghezza di lavoro.

 

ARATRO RM (REVERSIBLE MOUNTED) 2000, PER TRATTORI FINO A 150 CAVALLI

La serie di aratri Kubota RM2000, adatta a terreni da leggeri a medi e a trattori fino a 150 cavalli, è disponibile con un’ampia gamma di versoi. In campo abbiamo visto il corpo elicoidale n. 28 che permette di lavorare fino a profondità 30 centimetri allargando il solco per utilizzi con pneumatici larghi, da 520 fino a 710 pollici.

Da segnalare le ancore tubolari, che, non essendo “piene”, permettono di tenere contenuto il peso dell’attrezzo rendendo possibile l’abbinamento con trattori di potenze più basse rispetto a quelle normalmente richieste, e il collegamento del telaio alla testata tramite un particolare supporto a parallelograma che permette alla macchina di essere sempre centrata alla trattrice.

Tutti gli avanvomeri dispongono di una regolazione a tacche e in occasione di Agritechnica 2017 verrà introdotta la regolazione centralizzata dell’altezza di lavoro mediante una semplice leva.

 

SEMINATRICE PNEUMATICA SD1300M CON ERPICE ROTANTE PH2301

In campo sempre nell’ambito di questo primo cantiere la seminatrice pneumatica SD1300M in combinata con l’erpice rotante a disco PH2301.

Disponibile con larghezza di lavoro di 2,50 e 3 metri, la serie di seminatrici portate SD1000M è caratterizzata da dimensioni compatte e peso ridotto che la rendono abbinabile anche a trattori di bassa potenza (sono richiesti 175 cavalli). Può disporre di trasmissione idraulica e, grazie al triangolo universale di accoppiamento, può essere collegata a qualsiasi erpice rotante Kubota o (solo questo modello) ad erpici di altri marchi.

Un particolare parallelogramma a quattro punti assicura una regolazione ottimale dell’erpice rotante e della barra di semina. Tra gli aspetti da evidenziare il fatto che la regolazione della profondità di lavoro dell’erpice rotante non interferisce sulla profondità di semina e si possono gestire volumetrie di diverso tipo.

Il falcione a dischi CX-II garantisce un perfetto posizionamento del seme e si avvale dell’azione combinata di dischi convessi in acciaio e dischi flessibili in plastica disassati e di diametri differenti. Il disco convesso in acciaio forma un solco di semina ben definito, con una leggera ricompattazione. La struttura di questo disco consente inoltre di lavorare a velocità più elevate, e in particolare la forma convessa assicura un ottimo controllo della profondità. A sua volta il disco in plastica flessibile mantiene il solco ben aperto per agevolare il posizionamento del seme ed effettua un’azione pulente sul disco in acciaio, contribuendo alla prevenzione di blocchi.

La SD1300M è equipaggiata con il distributore elettrico Eldos che tramite il software GEO control integrato ed un segnale Gps esclude automaticamente le file per evitare sovrapposizioni.

L’erpice PH2301, appartenente alla serie PH2001, è ideale per aziende di medie dimensioni o contoterzisti, è utilizzabile direttamente su sodo e richiede potenze da 85 fino a 180 cavalli.

Il modello che abbiamo visto in campo, con larghezza di lavoro di 3 metri, montava il nuovo rullo Packer Shark (il nome fa riferimento al fatto che la conformazione dei denti ricorda quella delle pinne dello squalo) che ha nella leggerezza il suo punto di forza, con un peso alleggerito di 110 chilogrammi rispetto ad un normale rullo Packer della dimensione montata sul cantiere e pertanto paragonabile a quello di un rullo gabbia.

 

CANTIERE MINIMA LAVORAZIONE

Nel cantiere dedicato della minima lavorazione abbiamo visto operare l’erpice a dischi CD 2300 a regolazione idraulica (nella foto sopra) e il coltivatore CU 3300 Autoreset.

 

ERPICE A DISCHI CD2300 A REGOLAZIONE IDRAULICA

L’erpice CD2300 è caratterizzato da un telaio molto robusto e compatto in grado di sostenere qualsiasi rullo o applicazione posteriore e da una testata d’attacco rinforzata. I dischi, di forma conica e di poco meno di 600 millimetri di diametro, mostrano una forte capacità di penetrazione nel suolo e sono in grado di assicurare un costante angolo di taglio indipendentemente dall’usura del disco stesso grazie anche alla particolare regolazione dell’overlap tra le due file di dischi.

Chiude il passaggio il rullo Actipack che si avvale dell’azione combinata di dischi di taglio integrati che rompono le zolle più grandi, e di coltelli di affinamento regolabili così da modificarne l’aggressività.

CD sta per Compact Disc e il numero 2000 contraddistingue la versione Profi (professionale) che è affiancata da una versione più economica (Farmer) contraddistinta dal numero 1000.

 

COLTIVATORE CU3300 AUTORESET

La gamma di coltivatori Kubota CU3000 offre una larga scelta ed intercambiabilità con modelli da 3 fino a 4 metri ed è contraddistinta dalle presenza di tre file di denti ideale per la semina o in presenza di abbondanti residui, mentre la gamma CU2000 a due file di denti si presta a lavorazioni che richedono minori potenze di traino.

Nel modello CU3300 visto in campo (anche nella foto di apertura) è stata rimossa la prima fila costituita da tre ancore e sostituita con una dischiera anteriore, in modo da avere un abbattimento iniziale dei residui colturali.

Il     famoso     Sistema     di     sicurezza     “AutoReset”   di   Kverneland   (lo   stesso     utilizzato sugli aratri), oltre a garantire la   massima   sicurezza   riduce   sensibilmente   i costi di manutenzione. L’escursione e la conseguente compressione della balestra   garantiscono   il   superamento   di   ostacoli   oltre i 35 centimetri.

 

CANTIERE CROP CARE

All’interno del terzo cantiere, incentrato sul Crop Care (concimazione e diserbo) hanno operato le due botti da diserbo XMS112 HOSA 15 FMC e XMS213 HC 18 FMA e lo spandiconcime a disco DSM-W GEOspread 1550.

 

BOTTE DA DISERBO XMS112 HOSA 15 FMC

Pensata e sviluppata per la semplicità di utilizzo abbinata alla tutela dell’ambiente, la gamma XMS di botti da diserbo portate Kubota si articola nelle versioni XMS1 e XMS2 (la X richiama il progetto iXter di Kverneland) disponibili rispettivamente in tre modelli con tramogge da 800, 1.000 e 1.200 litri e in quattro modelli con tramogge da 1.000, 1.300, 1.600 e 1.800 litri, offerti con due differenti tipologie di barra HOSA in allumino e HC in acciaio a geometria variabile.

La serie XMS1, contraddistinta da basso peso e grande compattezza, pur non essendo Isobus e quindi non offrendo la possibilità di gestire le dosi variabili, dispone di un pacchetto con comandi elettrici (EC) o completamente computerizzati che permette di gestire dal trattore aperture e chiusura delle sezioni in automatico.

Nel modello visto in campo il monitor FMC (Flowmate Control) permette la gestione di tutte le funzioni di volumetria della barra e mediante uno switch box si possono governare tutte le funzioni elettroidrauliche.

 

BOTTE DA DISERBO XMS213 HC 18 FMA

La serie XMS2 è invece disponibile in versione interamente Isobus compatibile, permettendo dunque di gestire le dosi variabili seguendo la mappa di prescrizione. L’operatore, attraverso il terminale Isomatch Tellus o Isomatch Tellus GO, ha il pieno controllo di tutte le funzioni delal macchina, direttamente dal posto di guida del trattore.

Questa serie prevede la possibilità di utilizzare un serbatoio frontale XFT da 1.100 litri di capacità grazie al quale si possono raggiungere 3.000 litri di capienza totale e la gestione di due prodotti contemporaneamente.

L’opzione iXclean Pro offre anche un programma automatico di risciacquo e pulizia per l’intera botte del diserbo semplicemente premendo un tasto ed evitando il ricorso al biobed.

Il modello in campo XMS213 HC 18 FMA con capacità del serbaotio di 1.300 litri montava una barra in acciaio da 18 metri a geometria variabile per gestire l’apertura e la chiusura delle varie sezioni in modo indipendente. L’ingombro delle barre chiuse è di 2,5 metri.

 

SPANDICONCIME A DISCO DSM-W GEOSPREAD 1550

A chiusura delle dimostrazioni in campo, lo spandiconcime DSM-W GEOspread 1550, con tramoggia da 1.550 litri, ingombro di 2,20 metri e copertura di spandimento di 30 metri, gestisce 14 sezioni da 2 metri ciascuna grazie alla presenza delle precamere e di due attuatori montati su ogni disco, evitando quindi le sovrapposizioni.

Lo spandiconcime, con 4 celle di carico, lavora tramite sensore di referenza e Geopoint per ottenere precisione e uniformità nello spadimento. In questo caso specifico è stato visto in azione sulla stessa mappa di prescrizione sulla quale avevano lavorato le due botti da diserbo.

Grazie al sistema di spandimento RotaFlow il concime cade dal serbatoio in una precamera dove viene fatto ruotare per essere rilasciato delicatamente sul disco in modo che la pala non lo danneggi. Il prodotto assume grande accelerazione, ma viene evitata la frammentazione dei granuli. Il dispositivo TrimFlow permette invece la copertura della distribuzione in un solo passaggio a bordo campo.

La serie DSM-W è Isobus compatibile di serie.

 

LE ALTRE MACCHINE

In evidenza tra le macchine in esposizione statica la seminatrice pneumatica di precisione PP 1450V e-drive II (nelle foto sopra e sotto), caratterizzata da un ballasting kit che le permette, nonostante si tratti di una macchina portata, di seminare su sodo, su semilavorato e su terreno lavorato.

Estremamente versatile, consente con la stessa macchina di seminare a file variabili, a file parallele e a quinconce. Interamente Isobus, gestisce la trasmissione eletttrica con motorini a bassa tensione.

Meritano una segnalazione, per finire, l’erpice rotante PH1500F con rullo packer da 585 millimetri, un modello pieghevole da 5 metri di larghezza di lavoro con cuscinetti a rulli conici e disposizione elicoidale dei rotori che determina un minor assorbimento di potenza.

 

© Barbara Mengozzi

 

 

 

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