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Kuhn: la filiale italiana compie 30 anni

By at settembre 14, 2017 | 20:20 | Print

Kuhn: la filiale italiana compie 30 anni

L’offerta di una gamma di attrezzature completa, di indiscutibili qualità e livello tecnologico, rivolta ad un ampio segmento di mercato che coinvolge, accanto alle tecniche di coltivazione convenzionali, per la fienagione o per le lavorazioni tradizionali, quelle più innovative.

 

PRODOTTI E SERVIZI AL TOP

Una gamma, inoltre, integrata da servizi in grado di incontrare i reali bisogni dell’agricoltura delle diverse zone del Paese. Il tutto all’insegna di un evoluto concetto di filiera, dove prodotti e tecnologie sono parte di un compiuto sistema mirato al migliore risultato finale per ogni specifica coltivazione, passando attraverso tutte le fasi della produzione – dalle scelte agronomiche e colturali ai moderni sistemi di controllo e di gestione automatizzata – fino, appunto, al cruciale mondo dei servizi messi a disposizione dell’azienda agricola attraverso la condivisione, tanto dell’impegno quanto della soddisfazione, con una rete distributiva stabile e motivata.

Una ricetta sapiente, o per meglio dire una politica estremamente intelligente, che ha conferito a Kuhn un ruolo da protagonista di sempre maggiore spicco anche sul nostro mercato nazionale.

Un mercato che ha regalato, e continua a farlo, grandi soddisfazioni a Kuhn Italia, alle prese con i festeggiamenti per un traguardo indubbiamente importante: il trentennio di attività felicemente trascorso dal momento dell’insediamento nel comune di Melegnano, alle porte di Milano, in posizione “strategica”, a meno di 500 chilometri dalla Casa Madre di Saverne, in Alsazia.

 

IN CRESCITA COSTANTE

Trent’anni che hanno visto la filiale italiana del gruppo francese in costante parabola ascendente, collocandosi attualmente a livello europeo al terzo posto in ordine di importanza per l’export del gruppo in termini di risultati con una quota di fatturato che negli ultimi 3 anni ha raggiunto i 26 milioni di euro ed oltre 2.400 macchine in campo per anno.

Risultati conseguiti anche per merito di una impeccabile organizzazione interna e della determinazione ad affermarsi sul mercato con sempre maggiore concretezza manifestata dal management di Kuhn Italia, un team particolarmente dinamico, capace e incline al gioco di squadra.

«Siamo un team di 27 persone molto unito e compatto dove tutti, dalla direzione al marketing fino al servizio tecnico, nutrono una grande passione per questo lavoro», sottolinea Giovanni Donatacci (nella foto sopra), direttore di Kuhn Italia, che Meccagri ha intervistato in occasione della significativa ricorrenza.

 

I FATTORI CHIAVE DEL SUCCESSO

Accertato, dati alla mano, che il bilancio di questi trent’anni di attività può definirsi più che positivo, quali a suo avviso sono stati i fattori chiave del successo della filiale italiana di Kuhn?

«Naturalmente in pole position non può che figurare l’alto profilo, in termini di qualità e di professionalità, del nostro prodotto, a partire da quello entry level, proposto per giunta sul mercato a prezzi adeguati al suo valore.

Stesso dicasi, in linea con l’altra mission precipua di Kuhn, la capacità di fornire un ventaglio di servizi sempre più ampio e articolato: e questo in favore sia dei concessionari – vedi da ultimo il servizio Kuhn i tech che attraverso un portale dedicato offre loro la possibilità di risolvere qualsiasi tipologia di problematiche tecniche – sia del cliente finale, al quale offriamo, tra l’altro, anche un servizio di consulenza di ordine agronomico ed economico, e che ora stiamo supportando, grazie ad accordi siglati con importanti istituti bancari, anche sul piano finanziario».

 

LA PROFICUA PARTNERSHIP CON I DEALER

«Sul versante invece degli aspetti più correlati alla visione del Gruppo, anche la crescente importanza riservata alle scelte che privilegiano la responsabilità sociale del prodotto, come quella della sostenibilità espressa in questi ultimi sei anni nella volontà ad investire in misura sempre maggiore in macchine dedicate all’agricoltura conservativa, ha il suo notevole peso.

Tuttavia, se dovessi evidenziare uno dei massimi punti di forza della nostra filiale, metterei sicuramente l’accento sulla perfetta sincronia con i nostri partner, essenziale per garantire al mercato qualità, performance e un livello sempre più alto di servizi. Una sincronia che è il frutto della stretta relazione allacciata con la nostra eccellente rete di vendita, formata da circa 100 dealers moderni, professionali e competenti, sicuri protagonisti nel loro specifico territorio, buona parte dei quali sono con noi fin dagli inizi. Con loro esiste infatti un forte rapporto di partnership, all’insegna della massima trasparenza, basato sulla consapevolezza di una reciproca affidabilità, che si traduce in piena condivisione di strategie e obiettivi comuni, in vista della soddisfazione totale del cliente finale e della creazione di valore a suo beneficio».

 

L’AGRICOLTURA CONSERVATIVA, UNA SCELTA PIONIERISTICA

Lei lo ha accennato prima, ma vale la pena di ribadire che, tra i punti fermi della filosofia del gruppo Kuhn, spicca l’aver sposato da tanto tempo il credo dell’agricoltura conservativa e il conseguente impegno nella sua diffusione. Una scelta che si è rivelata vincente?

«Adesso di tecniche conservative si parla molto e da più parti, in termini di metodologie da sperimentare, ma oramai sono quasi trent’anni che Kuhn, indiscutibilmente pionieristica in questo campo, le sta provando e mettendo a punto. Basti dire che la prima soluzione approntata dal Gruppo per l’agricoltura conservativa in ambito europeo, una seminatrice meccanica da sodo realizzata da Kuhn Huard, il sito dedicato alla produzione di coltivatori e aratri, arrivò sul mercato italiano nel lontano 1990.

Ed in merito all’impegno di Kuhn per la diffusione dei principi dell’agricoltura conservativa, vorrei ricordare su tutti il suo ruolo di partner cofinanziatore di Life Helpsoil, progetto quadriennale sostenuto dalla Comunità Europea, attuato in una ventina di aziende campione della pianura Padana e aree collinari limitrofe e finalizzato alla promozione di tecniche conservative abbinate a pratiche innovative di gestione dei terreni allo scopo di incrementare la sostenibilità e la competitività dell’attività agricola».

 

UN’OFFERTA CHE VERRÀ ULTERIORMENTE AMPLIATA

«Ma se negli ultimi anni stiamo assistendo ad una fase di rinascita delle soluzioni che sposano l’agricoltura sostenibile, anche dietro l’impulso degli incentivi previsti dai Piani regionali di sviluppo (Psr) italiani 2014-2020, in precedenza queste tecniche non sono riuscite a decollare, vuoi per errori di comunicazione vuoi per gli insuccessi derivati da visioni estremistiche dell’agricoltura conservativa, articolata in tante metodologie e che invece è stata spesso semplicisticamente identificata con la semina su sodo, pratica che non può essere generalizzata ma va applicata soltanto in determinate e idonee situazioni.

Quanto a noi, il fatto di avere continuato a crederci nonostante i periodi bui si è rivelato sicuramente una scelta vincente, anche in riferimento alla nostra immagine di specialisti della lavorazione del terreno e della semina, sebbene una valutazione di tutto questo nell’ottica di un risultato vincente dal punto di vista del business e del mercato sposti l’argomento su un piano diverso. Ci siamo comunque conquistati importanti quote di mercato nel segmento delle lavorazioni conservative, e andremo avanti nell’ampliamento dell’offerta in tale direzione, fermo restando che, a mio avviso, le potenzialità di questo mondo non sono state ancora completamente sfruttate».

 

UN ARTICOLATO CONCETTO DI SPECIALIZZAZIONE

Kuhn è riuscita in un’impresa apparentemente “impossibile”: conciliare una gamma complessa e variegata con una solida immagine da specialista riferita ad ognuna delle diverse linee di prodotto a listino, da quelle legate alle tecniche più convenzionali fino, come appena visto, a quelle idonee a supportare le nuove scelte agronomiche, quali le modernissime soluzioni dedicate alle lavorazioni no Pto. Che cosa significa per voi oggi, alla luce delle ultime evoluzioni del mondo dell’agricoltura, un sempre più marcato livello di specializzazione?
 

 

«Stiamo andando incontro ad un’era nella quale qualità e sostenibilità delle produzioni saranno aspetti sempre più imperativi in vista di una moderna e remunerativa agricoltura, cosicché prescindere da una sua crescente specializzazione non sarà davvero possibile. E Kuhn fin dal principio ha voluto essere associata ad un’idea di alta specializzazione, scegliendo per le sue numerose famiglie di prodotto partner specializzati e professionali.

Oggi tuttavia il nostro concetto di specializzazione si spinge al di là dell’ambito del prodotto, visto che disporre di una gamma completa non basta più, e coincide con un interesse rivolto a 360 gradi verso i diversi settori dell’agricoltura e concretizzato mediante un’attività che, oltre all’offerta tecnologica, comprende il trasferimento di know how al mondo agricolo attraverso vari canali: azioni formative, ad esempio, ma anche dimostrazioni in campo e momenti di confronto diretto tra agricoltori, concessionari ed esperti dei vari temi.

Intendiamo proporci, insomma, nel ruolo di consulenti professionali globali all’interno di un’azienda agricola, in grado di fornire non soltanto competenze relative alla macchina tout-court ma anche una serie di risposte, tecnologie e soluzioni che riescono a coprire tutto il processo dello specifico indirizzo colturale di quell’azienda, consentendo così ad agricoltori e contoterzisti di ottimizzare i risultati degli investimenti».

 

LA CENTRALITÀ DELLA FIGURA DEL PRODUCT SPECIALIST

«Naturalmente tutto questo ha comportato per il gruppo Kuhn una forte maturazione anche a livello organizzativo: ogni unità di produzione funziona infatti secondo una logica specialistica, è prima di tutto una unità di competenza e specializzazione, ma sotto la gestione di una unica organizzazione interna e di un unico brand. Per quanto riguarda Kuhn Italia, abbiamo molto investito – ai fini di una gestione sempre più professionale e specializzata di ogni nostra famiglia di prodotto al servizio della rete e del cliente finale – sulla figura del product specialist, deputato ad offrire supporto, relativamente appunto ad ogni famiglia di prodotto, al responsabile commerciale che, affiancato dal tecnico specializzato, gestisce ognuna delle cinque aree territoriali in cui è ripartita la rete distributiva».

 

LA NASCITA DEI K-TEAM

«In un’ottica di sempre più accentuata specializzazione, comunque, siamo intervenuti anche all’interno della rete, individuando nell’ambito della struttura del concessionario gli specialisti di vendita dei vari settori, che sono diventati i player di quelli che abbiamo chiamato K-Team, con i quali vengono programmate a cadenza quadrimestrale riunioni finalizzate alla discussione e all’approndimento delle tematiche inerenti la singola materia specialistica».

 

CONFERMA DI UNA STRATEGIA VINCENTE

Qualità delle produzioni e sostenibilità, da un punto di vista economico e ambientale, associate ad innovazione e competitività: queste le direttrici fondamentali sulle quali Kuhn ha negli ultimi anni impostato la propria concezione strategica per affrontare da leader il mercato delle attrezzature agricole. Proiettando più avanti lo sguardo nel futuro, l’ottica rimane la stessa?

«La nostra visione strategica non cambia, anzi si rafforza a fronte dell’evoluzione del mercato, anche alla luce di eventuali variabili legate alla decisione, da parte di alcuni grandi costruttori di trattori, di indirizzarsi sempre più verso la full-line ed imporre alla rete di concessionari i loro marchi di attrezzature. Il gruppo Kuhn, come è stato più volte ribadito in contesti ufficiali dal Management del Gruppo di Saverne, possiede tutte le armi per affrontare al meglio ogni possibile situazione, forte di una forte stabile posizione finanziaria, della sua gamma completa, e del suo altissimo livello di specializzazione nel settore delle attrezzature, requisito fondamentale in tale ambito che non può essere guadagnato in un breve periodo, e non intende allargare il proprio raggio d’azione alla sfera trattoristica».

 

SONDARE LE OPPORTUNITÀ DELL’E-COMMERCE

«Anche in futuro quindi si farà leva sempre sui quei punti di forza e su quelle linee guida che hanno consentito di acquisire sempre maggiori quote di mercato, il che autorizza a proseguire su questa strada con giustificata fiducia. Un universo da esplorare e comprendere bene nelle sue potenzialità, semmai, è quello dell’e-commerce, un’incognita certo ma anche una innegabile realtà, di cui probabilmente si dovrà tenere conto nei prossimi anni, quantomeno per determinate tipologie di attrezzature».

 

AL FIANCO DEL CLIENTE, IN OGNI FASE

A proposito della massima soddisfazione del cliente finale, come spesso sottolineato vostra assoluta priorità, oltre a far conto a tale scopo su una gamma esaustiva di prodotti e servizi commisurati alle diverse realtà aziendali, ci sembra di capire che la filiale italiana di Kuhn abbia decisamente puntato su una profonda interazione con agricoltori e contoterzisti, cercando con loro un continuo contatto e un feedback costante…

«Operando in stretto raccordo con i nostri partner, perché il più alto livello di soddisfazione del cliente può essere realizzato soltanto lavorando insieme, tanto noi quanto i nostri dealer abbiamo messo i professionisti dell’agricoltura al centro assoluto di tutte le attenzioni. Confrontarsi con l’utente finale rappresenta infatti per Kuhn Italia il punto di partenza di tutto il proprio lavoro, assegnando estrema importanza ai momenti di incontro, di relazione, di scambio di idee e di vedute, in quanto il cliente stesso costituisce per noi una indispensabile fonte di informazioni, indicazioni e stimoli ai fini dello sviluppo di nuovi prodotti e servizi realmente a misura delle specifiche necessità.

Dobbiamo dunque essere al fianco del cliente in ogni fase, per materializzare le sue idee ed anticipare le sue particolari esigenze, fornendogli, al di là delle richieste, ciò di cui ha effettivamente bisogno».

 

I PROGETTI PER LE GRANDI AZIENDE E IL CRM 4.0

«Ma c’è di più. Oggi su questo fronte stiamo sviluppando anche progetti espressamente dedicati. Vorrei citare in tal senso il progetto per le grandi aziende, avviato circa un anno e mezzo fa in coordinamento con i nostri concessionari e destinato a rivolgersi all’azienda agricola di grandi dimensioni o al grande contoterzista con un approccio diverso, che contempla servizi adeguati alle prerogative di questo particolare target.

Molto interessante, in questo caso però a livello generale di gruppo Kuhn, risulta poi il progetto CRM 4.0, grande ed evoluto data base che raccoglie dati e informazioni, sia dei clienti Kuhn sia degli interlocutori con cui sono stati stabiliti contatti nelle varie occasioni fieristiche o di incontro in campo, e che rappresenta un valido strumento cui attingere per creare azioni mirate e generare opportunità al concessionario segnalandogli coloro che hanno manifestato interesse all’acquisto».

 

MASSIMA ATTENZIONE AL TERRITORIO

 

Quanto detto in merito all’attenzione da parte di Kuhn Italia ad offrire all’agricoltore e al contoterzista tutto ciò che effettivamente gli occorre, in funzione della specifica realtà in cui si trova ad operare, non può che coniugarsi ad una strategia che privilegia il territorio nelle sue variegate espressioni.

«Certamente è così. Nella nostra prospettiva che nell’ultimo decennio sempre più vede nella concreta collaborazione tra Kuhn, dealer e clienti finali un unico anello della catena di formazione di valore, il territorio rappresenta la base per una attività di vendita, di servizi e di assistenza che risulti, secondo i nostri intenti, veramente ed efficacemente mirata.

Perché offrire risposte mirate alle esigenze di un mondo agricolo che necessita non soltanto di nuovi prodotti, ma anche di nuove metodologie colturali, di nuove competenze e di professionalità, lo ribadisco, oggi fa la differenza e su questa via ci siamo mossi tempestivamente, anticipando i cambiamenti, tanto da poter a buon diritto affermare di essere all’avanguardia».

 

SODDISFARE OGNI ESIGENZA COLTURALE

 

«In tale ottica riserviamo forte interesse non soltanto alle grandi manifestazioni internazionali ma anche agli eventi a più spiccata valenza territoriale, quali fiere a tema specifico, durante le quali è possibile un più diretto contatto con i produttori, e giornate dimostrative itineranti, in linea con una filosofia sempre più orientata alla diversificazione territoriale allo scopo di dare voce alle necessità e alle problematiche agricole così mutevoli, in un Paese vario com’è l’Italia, da un’area all’altra.

E, considerato che negli ultimi anni il Gruppo ha molto lavorato sulla ricerca di soluzioni per le molteplici sfaccettature dell’agricoltura italiana, con l’obiettivo di fornire soluzioni vere e proprie, tecniche colturali, e non singole attrezzature, siamo realmente in grado di assecondare ogni esigenza colturale, con una visione globale sull’intera filiera di ciascuna produzione.

 

UNA GAMMA COMPLETA DI SOLUZIONI

Oggi infatti Kuhn Italia sta estendendo la sua visione da specialista e non parla soltanto di attrezzature bensì di cantieri di lavoro altamente specializzati, studiati ad hoc per servire in modo ottimale filiere colturali specifiche. Possiamo fare un esempio emblematico a tale riguardo?

«Basti pensare alla filiera del riso, di assoluto rilievo nel nostro Paese e dove si registra una elevatissima attenzione prestata dagli agricoltori nei confronti dell’evoluzione tecnologica, sulla quale abbiamo sempre più concentrato impegno e sforzi. Il risultato è una gamma completa di soluzioni, studiate espressamente per adattarsi appieno alle condizioni di coltivazione particolarmente difficili tipiche dei terreni investiti a riso, che ci ha consentito di affermare il nome Kuhn nel cuore della risicoltura nazionale, l’areale vercellese in primis, dove vantiamo una ormai abituale presenza all’importante appuntamento annuale della Fiera in Campo di Vercelli, tradizionalmente dedicato al riso».

 

UN INTERO CANTIERE DI LAVORO PER IL RISO

 

«Un’offerta, quella firmata Kuhn, che annovera la combinata di semina meccanica Sitera, proposta al pubblico italiano nella versione 3000, con larghezza di lavoro di tre metri, ma anche, sul versante delle tecniche più convenzionali, l’aratro reversibile Multi Master 113 T “speciale risaia”, variante del noto Multi Master dotata delle migliori tecnologie di casa Kuhn in materia di aratura, selezionate in base alla loro attitudine a rispondere al meglio alle specifiche esigenze della risicoltura.

Ed il criterio specialistico prosegue anche nell’ambito delle attrezzature che vanno a completare il cantiere di lavoro per la coltura del riso, vedi gli innovativi spandiconcime Axis.2 con carrello risaia, il coltivatore per lavorazioni passive Cultimer e la nuova irroratrice trainata Lexis 3000, compatta ed ergonomica, provvista di serbatoio da 3000 litri di capacità e caratterizzata da grande semplicità di impiego, sviluppata dal Gruppo dietro nostra precisa indicazione».

 

MACCHINE “SU MISURA” PER IL MERCATO ITALIANO

La nuova irroratrice entry level nata in base alle indicazioni della filiale italiana. E poi, per citare solo altri due casi, le seminatrici Espro, progettate con l’occhio rivolto anche ai campi nazionali, e il nuovo modello di coltivatore combinato Performer 3000, da tre metri di larghezza operativa e per trattori con potenze comprese tra 250 e 350 cavalli. Negli ultimi anni, non c’è che dire, la casa di Saverne ha speso un forte impegno nella messa a punto di soluzioni più idonee alle peculiari realtà dell’agricoltura italiana. Il nostro mercato nazionale continua dunque a rivestire grande importanza nelle strategie globali di Kuhn?

 «Assolutamente sì. Il mercato italiano, oltre che in termini di vendite, riveste notevole importanza strategica sul piano del ritorno di informazioni dal campo determinanti per lo sviluppo di nuovi prodotti. L’Italia in effetti, con il suo territorio estremamente cangiante per situazioni colturali e condizioni del terreno, viene vista come un rilevante banco di prova per le macchine: non a caso gli agricoltori e i contoterzisti italiani risultano tra i migliori tester nell’ambito di Kuhn.

Dall’Italia arrivano pertanto stimoli decisivi in favore dell’innovazione, come attestato dai casi citati, e posso anticipare che molte delle nuove proposte che saranno presentate alla prossima edizione dell’Agritechnica di Hannover derivano da nostri spunti e nostre idee. Del resto, pensando ad esempio all’alimentazione animale e quindi ai carri miscelatori, chi possiede tutte le credenziali per fornire giusti input al miglioramento di prodotto in misura maggiore della nostra struttura, alla quale è sufficiente osservare e dare risposte alle esigenze delle aziende agricole dell’area di produzione del Grana Padano o del Parmigiano Reggiano?»

 

IMPORTANTI NOVITÀ IN ARRIVO NELLA FIENAGIONE

Restando alla realtà agricola dell’area emiliana coinvolta nella produzione del Parmigiano Reggiano, oggi Kuhn, coerente con la sua filosofia, le mette a disposizione una meccanizzazione completa, che consente una gestione ottimale dell’intera filiera produttiva. Sul versante della fienagione, nello specifico, il gruppo ha in rampa di lancio qualche novità?

«La qualità delle forme di Parmigiano Reggiano inizia dalla produzione foraggera e Kuhn, in vista dell’alto livello qualitativo e della redditività del prodotto finale attraverso la costante salvaguardia del valore energetico e delle proprietà organolettiche del fieno o dell’insilato, offre alle aziende agricole una filiera meccanizzazione integrale che annovera soluzioni, tecnologie e percorsi agrotecnici marcatamente innovativi, coprendo tutte le tappe del processo produttivo, dallo sfalcio alla gestione sul campo, fino alla raccolta e alla conservazione del foraggio.

Oltre a questo, poi, è cresciuto nel tempo l’interesse verso il suddetto settore dell’alimentazione animale, come attesta in particolare il lancio sul mercato dei carri miscelatori della serie Profile: è da alcune stagioni ormai che Kuhn ha portato in Italia i primi semoventi, macchine equipaggiate di coclee concepite in funzione delle peculiari esigenze della zootecnia nazionale, con ottimi riscontri.

E a breve, tra il 25 e 28 ottobre prossimi, presenteremo per la prima volta in Italia, in occasione della 72esima Fiera internazionale del bovino da latte di Cremona, il nostro nuovo carro unifeed semovente a coclea verticale SPV Power, tenuto a battesimo all’ultima edizione del Sima di Parigi, che è uscito dallo stadio prototipale e sarà messo a listino nel mese di settembre».

 

SIGNIFICATIVA CRESCITA DEL SETTORE DELL’ALIMENTAZIONE ANIMALE

«Fatto sta che nell’ultimo biennio il settore dell’alimentazione animale sta registrando numeri importanti nell’ambito del fatturato italiano di Kuhn, non più dominato in misura preponderante come in passato – una trentina di anni fa si poteva infatti parlare di una quota del 70 per cento del giro d’affari complessivo – dalle macchine per la fienagione, che continuano comunque a rappresentare un capitolo assai sostanzioso del nostro business, anche se i risultati raggiunti riguardano l’intera gamma Kuhn. In tema di novità relative al settore fienagione, poi, se ne vedranno di particolarmente significative il prossimo novembre ad Agritechnica, e ciò vuol dire che nel 2018 assisteremo all’ingresso sul mercato italiano di nuove proposte di sicuro interesse per il nostro Paese».

 

UNA FORMAZIONE MIRATA

Nella logica di Kuhn Italia, che associa saldamente professionalità del prodotto e professionalità dei servizi ad esso correlati e dell’assistenza, uno degli elementi cardine è rappresentato da sempre dalle attività formative poste in essere nei confronti della vostra qualificata rete di dealers. A quali criteri sono ispirati i più recenti programmi portati avanti in questo ambito, con il traguardo di una sempre più mirata formazione dei vostri partner?

«La formazione resta più che mai ai vertici della nostra attenzione e abbiamo compiuto importanti passi nello sviluppo dei nostri progetti formativi rivolti sia al personale interno sia a tutti i concessionari. Una formazione che per noi non deve essere generica, ma molto specifica e orientata al raggiungimento degli obiettivi commerciali e di politica aziendale.

Ecco perché, per essere perfettamente in sintonia con le più attuali necessità della rete di vendita, da due anni abbiamo messo a punto un nuovo programma di giornate di formazione, organizzate presso il Kuhn Italia Training Center allestito a Melegnano, ponendo in primo piano le caratteristiche del relativo target: individuando perciò all’interno della rete gli interlocutori più adatti ai vari temi da trattare e creando gruppi ben definiti ed omogenei di partecipanti ai corsi. E per questi gruppi così selezionati sono stati predisposti corsi di formazione diversificati, approntati sulla base di tre livelli di preparazione, ruoli e competenze, oltre che in base alle esigenze e agli obiettivi dei concessionari stessi».

 

LARGO SPAZIO ALL’ELETTRONICA

«E, proprio in quanto quella svolta da Kuhn Italia in aula a Melegnano è una formazione ben specifica, può avvalersi del supporto di tutti gli strumenti più avanzati, compresi naturalmente quelli elettronici. Abbiamo in tal senso previsto anche la presenza di isole hi tech dedicate alle simulazioni, vedi quella del monitor del trattore connesso via Isobus con le attrezzature, per favorire una formazione operativa in questo ambito.

Oggi, d’altronde, la digitalizzazione si configura come grande protagonista dell’agricoltura e l’elettronica, leggi tecnologia Isobus, è sempre più presente nelle attrezzature, dal carro miscelatore al giroandanatore, dalla rotopressa alla seminatrice di precisione, per arrivare allo spandiconcime passando attraverso il settore dell’irrorazione. Acquisire una buona conoscenza dello strumento e del linguaggio dell’elettronica risulta dunque ormai d’obbligo, secondo Kuhn Italia, con l’ausilio di una formazione trasversale che dall’organizzazione interna si trasmette poi ai nostri partner per raggiungere successivamente, soprattutto tramite il loro operato, l’utilizzatore finale».

 

© Stefania Capponi
Barbara Mengozzi

 

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