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Kverneland: novità per la lavorazione del terreno e la semina

By at novembre 2, 2017 | 19:19 | Print

Kverneland: novità per la lavorazione del terreno e la semina

Sempre contrassegnate dall’altissimo tasso di innovazione e di avanzati contenuti tecnologici a livello di elettronica, abbinato comunque ad una estrema semplicità di impiego, che rappresenta ormai il tratto distintivo di Kverneland, si apprestano a comparire davanti al grande pubblico di Agritechnica 2017 – dopo l’anteprima offerta lo scorso agosto alla stampa internazionale durante l’evento organizzato nelle campagne di Groesbeek, nei Paesi Bassi – le nuove proposte dedicate dal gruppo norvegese alla lavorazione del terreno e alla semina.

 

KV 2500 I-PLOUGH: DAL TRASPORTO ALL’ARATURA IN TEMPI RECORD

Nell’ambito dell’aratura, innanzitutto, la novità di spicco si segnala sul modello “premium” della gamma di aratri portati reversibili KV 2500, forte di un consistente pacchetto di innovazioni (brevettate), che ha ribadito la leadership mondiale di Kverneland in questo settore.

 

NUOVO SISTEMA DI CONVERSIONE AUTOMATICA TRASPORTO/LAVORO

Kverneland 2500 i-Plough testata in posizione di trasporto.

 

A partire dall’autunno dell’anno prossimo, dunque, sull’ipertecnologico aratro KV 2500 i-Plough (che permette di effettuare tutte le regolazioni essenziali, e poi memorizzarle, direttamente dalla cabina del trattore tramite terminale Isobus) sarà disponibile un nuovo esclusivo sistema di conversione automatica da trasporto a lavoro (e viceversa) molto facile e veloce.

 

DIRETTAMENTE DALLA CABINA DEL TRATTORE

KV 2500 i-Plough concetto rimorchio.

 

Grazie ad alcune caratteristiche specifiche dell’aratro – vale a dire una particolare testata d’attacco al trattore non collegata a terzi punti ed una barra di traino sterzante a 45 gradi, associate ad una speciale ruota trasporto/lavoro e ad un innovativo sistema di ribaltamento – che entrano in funzione simultaneamente con il semplice clic su un’icona sul monitor, sarà infatti possibile, sempre direttamente dalla cabina, variare le due posizioni in pochi secondi.

Il KV 2500 i-Plough si trasforma così in un “rimorchio” perfettamente al seguito del trattore, in vista della massima sicurezza durante il trasporto (non bisognerà scendere dal trattore, quindi, neanche per l’attivazione/disattivazione delle sicurezze richieste dalla regolamentazione stradale).

 

ANCHE PER TRATTORI NON ISOBUS

Uno speciale kit di cavi, inoltre, è stato previsto da Kverneland per consentire anche ai trattori non Isobus compatibili di usufruire di questa nuova tecnologia intelligente che ha arricchito la dotazione hi-tech dell’aratro KV 2500 i-Plough.

 

NUOVA RUOTA AVANZATA

KV 2500 i-Plough nuova ruota avanzata.

 

Da segnalare anche la nuova ruota avanzata sviluppata da Kverneland per il 2500 i-Plough. Con questo nuovo accessorio, disponibile da aprile 2018,  sarà possibile lavorare non avendo l’ingombro della ruota posteriore in caso di finiture dei campi o in presenza di ostacoli.

KV 2500 i-Plough nuova ruota avanzata.

 

Come nel caso della ruota posteriore, anche la ruota avanzata può essere regolata direttamente dalla cabina del trattore tramite un terminale Isobus.

 

NUOVO COLTIVATORE TURBO IN VERSIONE PORTATA

Novità anche sul fronte dei coltivatori, con il completamento dell’offerta del Kverneland Turbo, il versatile coltivatore concepito per poter operare in ogni condizione e in ogni stagione – idoneo infatti per la lavorazione del suolo fino a 15 centimetri di profondità e per quella di arieggiamento del terreno dopo la stagione invernale, come pure per la preparazione del letto di semina e per la lavorazione sulle stoppie o sui residui colturali in estate o in autunno – lanciato dapprima in rinnovata versione trainata e in due modelli da 6,5 e 8 metri di larghezza di lavoro (larghezza di trasporto su strada: inferiore ai 3 metri).

 

LARGHEZZE DI LAVORO TRA I 3 E I 6 METRI E BASSA RICHIESTA PER IL SOLLEVAMENTO

Oggi a questi vengono affiancati cinque nuovi compatti modelli in versione portata con larghezze di lavoro comprese tra i 3 e i 6 metri – il Turbo da 3 metri (nelle foto sopra e sotto), equipaggiato con denti livellanti e rullo a gabbia, richiede una capacità di sollevamento di sole 2,4 tonnellate – per trattori anche di bassa potenza (potenza richiesta minima e massima pari a 80-300 cavalli), caratterizzati da quattro file di denti, anziché da cinque come avviene sui modelli trainati.

 

QUATTRO FILE DI DENTI, LA PRIMA E L’ULTIMA SUL TELAIO

Turbo 5000F (anche nella foto di apertura).

 

Per ottenere la massima compattezza possibile dei coltivatori Turbo portati, inoltre, la prima e l’ultima fila di denti sono state posizionate direttamente sul solido telaio, in grado di far fronte a forti sollecitazioni durante il trasporto su strada a 40 chilometri orari e di reggere l’attacco dei rulli più pesanti come, tra i rulli attivi dell’assortimento Kverneland, l’Actipack da 560 millimetri.

Si tratta di denti molto robusti e capaci di grande flessibilità – anche grazie all’ampia spirale e alla luce da terra di 725 millimetri che determinano al contempo una serie di elevate vibrazioni a tutto vantaggio di un eccellente sminuzzamento – con una distanza tra dente e dente di 19 centimetri per garantire un ottimo deflusso delle zolle di terreno su tutta la larghezza di lavoro

 

Le specifiche tecniche

 Modello Turbo
3000
Turbo
3500
Turbo
4000F
Turbo
5000F
Turbo
6000F
Numero di denti 15 17 21 27  31
Larghezza di lavoro
2,82 3,19 3,94 5,07 5,81
Larghezza rulli (metri)
 3,00 3,50 4,50 5,50 6,00
Numero denti per fila 4 4 4 4 4
Larghezza di trasporto (metri)  3,00  3,50 2,90 2,90 2,90
Spaziatura tra le file (millimetri) da 550 a 600
Sezione del telaio (millimetri) 100×100
 Attacco Cat II & III
Luce da terra (millimetri) 725
Regolazione spazio tra i denti (millimetri) 190
Regolazione profondità Idraulica tramite spaziatori
Livellamento Denti livellatori
Rulli disponibili Rullo gabbia, Doppio rullo gabbia, Actiring, Actiflex, Actipack
Potenza richiesta min/max (cavalli)
 80/150 100/175 120/200 150/250 180/300
Peso totale con rullo gabbia (chilogrammi) 1.325 1.460 1.565 2.955 3.215
Peso totale con rullo Actiflex (chilogrammi) 1.540 1.715 2.863 3.295 3.645
Peso totale con rullo Actipack (chilogrammi)  1.720 1.915 3.129 1.202 3.981

 

DUE TIPI DI DENTI PER LA GAMMA TURBO: REFLEX E C-TINE AUTORESET

Al fine di accentuarne le ottime doti di versatilità, poi, Kverneland ha predisposto per la sua gamma di coltivatori Turbo una nuova linea di accessori.

Vedi, per poter miscelare e rompere la zolla anche a basse profondità, il dente Reflex (nella foto sopra), dalla nuova sagomatura pensata in vista di un sempre maggiore effetto vibrante, che consente di tagliare eventuali residui con la possibilità di arretrare in presenza di ostacoli.

In caso di operazioni di natura più intensiva, invece, il nuovo dente C-tine Autoreset (nella foto sopra), regolato con una pressione al suolo di 270 chilogrammi, è in grado di lavorare ad una profondità massima di 20 centimetri e di mantenerla costante grazie alla sua robustezza.

 

DIVERSE TIPOLOGIE DI PUNTE

Tre, inoltre, le tipologie di punte a disposizione del dente Reflex: quella stretta da 55×15 millimetri, per una lavorazione profonda con buona stabilità e basso consumo di carburante; la doppia punta da 125 millimetri, reversibile, per una miscelazione intensiva del terreno; la punta ad alette per un taglio su tutta la larghezza di lavoro.

Il dente C-tine, dal canto suo, può essere equipaggiato con diverse soluzioni, che prevedono una punta reversibile, combinabile con alette e protezioni per il dente, oppure il nuovo sgancio rapido knock-on con punte da 80, 150 e 250 millimetri.

 

DUE SISTEMI DI LIVELLAMENTO POSTERIORE

Kverneland Turbo 8000T con nuove opzioni.

 

La capacità di far fronte ad ogni condizione operativa è assicurata al Kverneland Turbo anche da due differenti configurazioni di livellamento posteriore: un sistema a denti (indicato al cospetto di scarsi residui colturali) ed un più efficace livellamento a dischi, con cuscinetti esenti da manutenzione.

 

TUTTE LE REGOLAZIONI SONO IDRAULICHE

E, sempre nell’ottica della semplicità di utilizzo prioritaria per il gruppo norvegese, tutte le operazioni di regolazione sul coltivatore Turbo sono facili, sicure e possono essere effettuate senza impiego di utensili: la profondità viene regolata tramite cilindri idraulici muniti di spessometri e l’angolazione del sistema di livellamento si esegue mediante lo spostamento di particolari perni a parallelogramma (modificando la profondità di lavoro non è necessario cambiare l’angolazione dei livellatori grazie alla cinematica di cui sono dotati).

È possibile poi regolare idraulicamente anche i denti esterni del gruppo di livellamento, il che consente di manovrare o procedere con velocità in presenza di ostacoli o di strade strette.

 

VERTICAL TILLAGE CON IL TURBO-MAX DI GREAT PLAINS

Restando in tema di coltivatori, in mostra ad Hannover presso lo stand Kverneland le nuove proposte frutto dell’acquisizione, risalente al maggio 2016, da parte di Kubota Corporation della statunitense Great Plains e della successiva decisione di integrare nell’offerta del gruppo Kverneland rivolta all’agricoltura europea i prodotti della società “sorella”.

Sotto i riflettori di Agritechnica, pertanto, il Turbo-Max di Great Plains (nella foto sopra) con tecnologia di vertical tillage: un coltivatore che lavora verticalmente il terreno senza compattarlo, declinato nelle nuove compatte versioni da 3 metri di larghezza operativa (la più interessante per il mercato italiano) e da 6 e 8 metri (ripiegabili a 3 metri per il trasporto).

 

DUE FILI DI DISCHI SEGUITE DA RULLI A DITA

Great Plains Turbo-Max.

 

Utilizzato principalmente per la preparazione del letto di semina, Turb-Max dispone di due file di dischi Turbo dal diametro di 510 millimetri – con sistema brevettato di angolazione regolabile idraulicamente da 0 a 6 gradi, così da adattarsi alle varie condizioni del campo – seguite da rulli a dita (nella foto sotto) deputati all’eliminazione dei residui di raccolta e di eventuali malerbe. A disposizione, poi, numerose opzioni di rulli posteriori, singoli o doppi, per pressare e livellare il suolo.

Il terreno viene dunque gestito al meglio, con tutti i vantaggi offerti dal vertical tillage, da questo eclettico coltivatore, che può effettuare una lavorazione fino a 13 centimetri di profondità ad una velocità di 10-15 chilometri orari, con una richiesta di soli 20 cavalli per metro di potenza di trazione.

 

NUOVA UNITÀ DI SEMINA OPTIMA SX AD ALTA VELOCITÀ

Kverneland Optima TFprofi equipaggiata con l’unita di semina SX ad alta velocità.

 

Sul versante semina, in grande evidenza ad Hannover l’ultimo aggiornamento realizzato dagli ingegneri di Kverneland Group per potenziare le performance di macchine già ai vertici del mercato della semina di precisione come Optima in versione TFprofi e Optima V.

Entrambe infatti dalla prossima primavera potranno essere equipaggiate (in quantità limitata) della nuovissima unità di semina Optima SX “High Speed”, che consente di raggiungere velocità di lavoro pari a ben 18 chilometri orari.

Grazie alla nuova tecnologia SX, il seme viene depositato nel solco da un flusso d’aria a velocità che toccano i 70 chilometri orari, tramite un espulsore rotativo in gomma che ne assicura la protezione e garantisce in ogni caso la massima precisione di semina.

 

NESSUN GENERATORE NECESSARIO

Con questo concetto di trasmissione del disco di semina gli sforzi sono ridotti al minimo pertanto, la potenza necessaria per l’alimentazione di ogni elemento non necessita di alcun generatore di corrente ausiliario.

 

MASSIMO DELLA FUNZIONALITÀ CON GEOCONTROL E GEOSEED

Optima SX, inoltre, può operare ad alte velocità anche in combinazione con la tecnologia Isobus, e quindi con il già noto sistema GeoControl – che unitamente ad un collegamento Gps permette una distribuzione precisa e omogenea dei semi in grado di evitare sovrapposizioni – e con GeoSeed, l’innovativo sistema di trasmissione grazie al quale è possibile scegliere lo schema di semina, a file parallele o a “diamante” ad alta densità, più indicato per ottimizzare il rendimento e contenere i costi, oltre a poter effettuare la coltivazione con interfila ad una angolazione di 90 gradi rispetto alla direzione di semina, minimizzando così il rischio di danni alle colture.

 

© Barbara Mengozzi

 

Per saperne di più: www.kvernelandgroup.it

 

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