MENU

Kverneland: più reddito con l’agricoltura di precisione

By at gennaio 11, 2018 | 19:39 | Print

Kverneland: più reddito con l’agricoltura di precisione

Efficienza, redditività, veloce ritorno degli investimenti. Tutti aspetti che in agricoltura fanno ormai indiscutibilmente rima con i sistemi di precision farming, applicati grazie a macchine che si segnalano per la ricca dotazione di soluzioni altamente tecnologiche, anche e soprattutto a livello di elettronica, quelle Isobus in testa.

 

UNA GIORNATA INFORMATIVA ORGANIZZATA INSIEME A DEKALB

E le nuove tecnologie di precisione, ed in particolare la semina a rateo variabile, sono state il tema centrale dell’incontro organizzato lo scorso novembre in quel di Castiglione delle Stiviere (Mantova) da Kverneland Group Italia di concerto con Dekalb.

Un incontro, svoltosi alla presenza di numerosi agricoltori e contoterzisti, durante il quale un big assoluto dell’agricoltura di precisione come il gruppo Kverneland ha potuto ribadire la propria filosofia costruttiva e confermarsi ancora una volta realtà leader per innovazione anche in questo specifico ambito.

In Europa peraltro – come ricordato da Eleonora Benassi (nella foto sopra), amministratore delegato di Kverneland Group Italia – il nostro Paese viene considerato il fanalino di coda in termini di Sau coltivata con tecniche di agricoltura di precisione (soli 130mila ettari, secondo gli ultimi dati del Mipaaf risalenti al 2015, equivalenti all’1 per cento della superficie complessiva), anche se l’obiettivo ambizioso caldeggiato dal ministero è quello di arrivare entro il 2021 a gestire attraverso il precision farming una quota del 10 per cento della Sau italiana.

Ad ogni modo, mancano dati statistici aggiornati sulla reale diffusione dell’agricoltura di precisione in Italia, che non siano limitati soltanto ai trattori con sistemi di autoguida, ha rilevato Eleonora Benassi.

Sebbene il mondo agricolo abbia la percezione dei vantaggi derivanti dall’applicazione dei sistemi di precisione alle colture di pieno campo, inoltre, una delle principali barriere da abbattere affinché possano esserne apprezzati a fondo i benefici produttivi, ambientali ed economici è rappresentata dalla mancanza anche di dati economici certificati, basati su una sperimentazione sistematica e davvero completa.

 

IL PROGETTO KVERNELAND GROUP ACADEMY-PFE E I PARTNER TECNICI

Mappatura georeferenziata a diverse profondità per determinare come cambia la tessitura e l’origine pedologica dei terreni nei diversi punti.

Ed è proprio con questo obiettivo che Kverneland Group Italia ha lanciato il progetto Kverneland Group Academy-PFE (Precision Farming Economy), condotto sotto il patrocinio dell’Università di Perugia e in collaborazione con i quattro partner tecnici Dekalb e La Cerealtecnica (per la fornitura di sementi), Scam e Adama (per la gestione, rispettivamente, della nutrizione e della protezione delle colture).

Un progetto, operativo dallo scorso autunno, ospitato dall’azienda agricola Le Colombaie di Visano (Brescia), che ha messo 40 ettari di terreni a disposizione di questo importante programma sperimentale mirato a realizzare un confronto tra la cosiddetta agricoltura tradizionale – fatta di aratura, erpicature e guida del trattore e delle attrezzature “a vista” – e le tecniche innovative di minima lavorazione del suolo e strip till, abbinate a ben tre livelli di precisione.

 

LA SPERIMENTAZIONE SU DUE COLTURE, SU UNA SUPERFICIE DI TUTTO RISPETTO

La mappa del suolo: ai diversi colori corrispondono diverse tipologie di suolo e l’indicazione delle parcelle che verranno dedicate al frumento Ludwig con diversi tipi di lavorazione e livello di precisione.

 

Una sperimentazione di pieno campo per molti versi unica, che viene effettuata, innanzitutto, su due colture, anziché su una, vale a dire su frumento foraggero (Ludwig) e mais da insilato (ibridi Dekalb), come ha spiegato Roberto Bartolini, consulente agronomico di Kverneland Group Italia.

Le parcelle, poi, sono particolarmente significative, in media circa 1,5 ettari l’una, e consentono pertanto prove da cui emergono, per la prima volta in ambito nazionale, dati attendibili e probanti in merito ai reali vantaggi economici legati all’investimento in sistemi di precisione.

 

LA MESSA A CONFRONTO DI TRE LIVELLI DI PRECISIONE SU TRE TECNICHE DI LAVORAZIONE

La semina diretta è stata effettuata con la nuova seminatrice combinata Kverneland u-drill.

 

Per aggiungere un ulteriore dato economico, a beneficio di coloro che non intendono abbandonare le lavorazioni tradizionali del suolo, inoltre, alcune parcelle all’interno dell’azienda Le Colombaie vengono dedicate all’applicazione di tre livelli di precisione anche alle operazioni di aratura e alle erpicature.

Per quanto riguarda il più alto livello di precisione, dalla mappatura del suolo (analisi della tessitura e analisi chimica eseguite rispettivamente con la slitta e con le carotature) sono state ricavate, in base alla variabilità, mappe di prescrizione per la distribuzione a dose variabile di sementi e concimi.

Così in autunno, dopo la lavorazione tradizionale, aratura e erpicatura, si è proceduto alla concimazione a dose fissa e variabile (impiegando in quest’ultimo caso la sofisticata tecnologia di precisione GEOspread di Kverneland, che permette uno spandimento a dosaggio variabile in funzione dei contorni del campo e dei passaggi su aree già coperte) seguita dalla semina del frumento Ludwig su lavorazione tradizionale e dalla semina diretta del Ludwig, combinata con minima lavorazione, su terreno non lavorato (avvalendosi della seminatrice combinata a file U-drill, totalmente Isobus compatibile e dotata di memoria per le operazioni di fine campo, oltre che di controllo satellitare).

In particolare evidenza nell’ambito dei sistemi di minima lavorazione messi in campo in seno al progetto Kverneland Group Academy, poi, figura la nuova generazione del Kultistrip, l’attrezzatura dedicata dal costruttore norvegese alla preparazione del letto per la semina del mais (che avverrà utilizzando una macchina ai vertici del mercato della semina di precisione come la supertecnologica seminatrice Optima, reduce dagli importanti aggiornamenti operati dagli ingegneri di casa Kverneland) mediante strisce di terreno lavorato intervallate da strisce di suolo coperto da residui colturali.

 

PER OGNI IBRIDO LA GIUSTA DENSITÀ DI SEMINA AL VARIARE DEL TIPO DI TERRENO

A proposito dei vantaggi produttivi ed economici assicurati dalla semina del mais a dosaggio variabile, Matteo Masin (nella foto sopra), Technology Development Lead di Dekalb Italia, ha illustrato l’impegno portato avanti da Dekalb sul versante della precisione, sottolineando in primo luogo l’importanza di mettere a frutto la variabilità del suolo, in termini di tipologia e di grado di fertilità, distribuendo la corretta quantità di sementi in base al variare delle caratteristiche, in vista della massima redditività di ogni ibrido di mais su ogni sezione dell’appezzamento.

E quello di Dekalb è un impegno in continua crescita nel tempo, iniziato nel 2015 con tre prove sulla semina a dose variabile in pieno campo e arrivato alle 34 concrete esperienze di sistemi di precisione condotte su ampie superfici di aziende italiane, dal Piemonte al Friuli Venezia Giulia, nel 2017 (nell’ambito di un progetto di respiro europeo che ha interessato in totale 2.500 ettari).

Al pari di quanto avvenuto a Le Colombaie, in tutte le 34 realtà italiane, è stato spiegato, il primo passo ha coinciso con la mappatura dei terreni, per definire con esattezza la variabilità di tessitura e fertilità chimica dei diversi appezzamenti, alla quale è seguita la realizzazione delle mappe di prescrizione da inserire nei monitor Isomatch Tellus delle seminatrici di precisione Kverneland Optima HD, munite della esclusiva trasmissione elettrica e-drive II, messe a disposizione da contoterzisti delle diverse zone d’Italia.

 

DALLA SEMINA A DOSE VARIABILE UN VANTAGGIO DI 98 EURO PER ETTARO

Ebbene, uno sguardo ai dati Dekalb Smart Planting raccolti nel 2017 ha messo in luce come, su 700 ettari di terreni delle aziende coinvolte nel programma – seminati a mais Dekalb (da granella, da trinciato e da pastone, tanto in situazioni irrigue quanto in asciutta) e mappati a livello di tessitura e di produzione finale – il beneficio economico medio derivante dalla semina a dose variabile sia risultato pari a 98 euro per ettaro in più rispetto all’appezzamento testimone seminato a dose fissa. Un guadagno economico – è stato osservato – che riguarda soltanto la dose variabile di seme rapportata alla diversa fertilità dei suoli e che pare quindi verosimilmente destinato ad aumentare ancora, qualora vengano sommati anche i vantaggi offerti dall’applicazione della minima lavorazione e della concimazione a dosaggio variabile.

Ma già in questi termini si è al cospetto di un beneficio economico di sicuro rilievo, considerato che i 98 euro per ettaro in più garantiti dalla semina a rateo variabile servono già a coprire i costi della mappatura del suolo, dato conoscitivo fondamentale per l’azienda agricola e utile a definire le linee operative agronomiche degli anni a venire.

 

OPTIMA TF PROFI E OPTIMA V, SEMINATRICI ALL’AVANGUARDIA

Durante l’incontro di Castiglion delle Stiviere, infine, Sandro Battini (nella foto sopra), direttore commerciale di Kverneland Group Italia, ha evidenziato agli occhi del pubblico le prerogative salienti dei modelli di punta della qualificata gamma di seminatrici di precisione Optima impiegati nella sperimentazione della semina a rateo variabile.

Due le versioni proposte in tale ambito, la Optima TF Profi e la Optima V, entrambe recentemente potenziate nelle già ragguardevoli performance.

 

NUOVO ELEMENTO DI SEMINA HD-II

Entrambe infatti dalla prossima primavera potranno essere equipaggiate del nuovissimo elemento di semina HD II SX “High Speed” (nella foto sopra) – lanciato in occasione dell’ultima edizione di Agritechnica – che consente di raggiungere velocità di lavoro pari a ben 18-20 chilometri orari.

Grazie alla nuova tecnologia SX, il seme viene depositato nel solco da un flusso d’aria a velocità che toccano i 70 chilometri orari, tramite un espulsore rotativo in gomma che ne assicura la protezione e garantisce in ogni caso la massima precisione di semina.

 

NUOVA TRAMOGGIA DA 2.000 LITRI

La seminatrice Optima TF Profi (nella foto sopra) con telaio trainato, Isobus compatibile al 100 per cento, è provvista di nuova tramoggia per il concime da 2.000 litri con sistema di distribuzione a trasmissione elettroidraulica, per migliorare anche il dosaggio del fertilizzante in fila, e coclea di carico pieghevole automatica, oltre che del già citato sistema di distribuzione elettrica del seme e-drive II e di quattro pneumatici (due standard e due optional).

Quanto alla Optima V, seminatrice portata che opera sia su sodo sia su terreno lavorato o semi-lavorato, a caratterizzarla è soprattutto il telaio, leggero ma robusto e telescopico, così da poter passare velocemente a diverse distanze di interfila di semina, con la possibilità di avere un’opzione di sei file più una.

Posizionato esattamente al centro della macchina e sopra le ruote di profondità, l’unità di semina HD II annovera elementi che pesano singolarmente 129 chilogrammi (incrementabili di altri 100 chilogrammi per semine perfette in ogni situazione).

 

GEOSEED, SISTEMA INTELLIGENTE DI DEPOSIZIONE DEL SEME

Le seminatrici Optima possono operare ad alte velocità anche in combinazione con le tecnologie elettroniche, e quindi con il già noto sistema GEOControl – che unitamente ad un collegamento Gps permette una distribuzione precisa e omogenea dei semi in grado di evitare sovrapposizioni – e con GEOseed, l’innovativo sistema di trasmissione grazie al quale, in abbinamento al satellite con segnale RTK, è possibile scegliere lo schema di semina, a dose variabile o a “diamante” ad alta densità, più indicato per ottimizzare il rendimento e contenere i costi, oltre a poter effettuare la coltivazione con interfila ad una angolazione di 90 gradi rispetto alla direzione di semina, minimizzando così il rischio di danni alle colture.

Tornando al progetto Kverneland Group Academy PFE in svolgimento presso l’azienda Le Colombaie, al termine del primo anno di attività sperimentale in campo, e quindi alla fine del 2018, si tireranno le somme fornendo i dati economici e produttivi dettagliati delle diverse metodologie messe a confronto.

 

© riproduzione riservata
 
 

 

Per saperne di più: www.kvernelandgroup.it

 

Condividi

Eventi , ,

Related Posts

Comments are closed.

Processing...
Thank you! Your subscription has been confirmed. You'll hear from us soon.
Iscriviti alla newsletter di Meccagri
ErrorHere