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Lochmann: atomizzatore trainato RPS 10/80UQW2, per i vigneti a spalliera

By at luglio 20, 2017 | 10:45 | Print

Lochmann: atomizzatore trainato RPS 10/80UQW2, per i vigneti a spalliera

Ricerca, innovazione e grande passione. Sono le tre parole chiave del successo della Lochmann Plantatec, brillante azienda insediata in comune di Nalles (Bolzano) e specializzata nella progettazione e costruzione di attrezzature per la protezione delle colture, che ha saputo ben affermare i propri prodotti sul mercato internazionale.

 

IL LEGAME CON IL TERRITORIO

Creata nel 1997 come parte del gruppo Lochmann e perfetta espressione del suo territorio, l’Alto Adige, caratterizzato dalla presenza importantissima di impianti frutticoli e viticoli, la Lochmann Plantatec ha scelto di concentrarsi esclusivamente sulla produzione di atomizzatori, trainati e portati, per l’utilizzo tra filari stretti, piante alte, vigneti ed altre coltivazioni.

 

SOLUZIONI SPECIFICHE PER ESIGENZE SPECIFICHE

Una gamma estremamente qualificata e tecnologicamente avanzata, frutto della costante attività di ricerca e sviluppo condotta all’interno del proprio ufficio tecnico – in diretto contatto con i principali enti universitari e centri di sperimentazione a livello europeo – così da essere in grado di offrire alla clientela alle prese con la complessa tematica della difesa delle colture la risposta più valida per ogni necessità nel campo dell’irrorazione.

 

ATOMIZZATORI TRAINATI SERIE RPS

 

Soluzioni specifiche dedicate ad esigenze specifiche, insomma, come dimostra un atomizzatore in grande evidenza tra quelli presentati da Lochmann Plantatec ad Enovitis in campo 2017: il modello RPS 10/80UQW2, progettato dal reparto engineering della vivace ditta altoatesina espressamente per i vigneti a spalliera, esponente di punta della serie RPS di nuovi atomizzatori trainati che, grazie ai contenuti innovativi e al ricco equipaggiamento standard, garantiscono una funzionalità ulteriormente migliorata, sicura e confortevole.

 

SCHEMA MODULARE

Forniti con una ventola doppia assiale antitorsione, gli atomizzatori serie RPS sono stati concepiti secondo uno studiato schema modulare che consente l’opzione tra diverse misure di timoni, ventole, comandi di regolazione, getti, con la conseguente possibilità di configurare una macchina ottimizzata per qualsiasi tipo di impianto da trattare. La costruzione compatta, inoltre, offre, in virtù delle ridotte misure di ingombro, un facile impiego anche negli spazi limitati.

 

CISTERNA CAPIENTE E COMPATTA

Ed in tema di compattezza, tra i maggiori punti di forza di questa serie di atomizzatori trainati spicca, appunto, la nuova cisterna in polietilene dall’esclusivo design che riesce a conciliare notevole volume con dimensioni contenute.

Vedi quella montata sul modello RPS 10/80UQW2, decisamente compatta, ma dotata di una capacità del serbatoio dell’acqua pulita pari a 115 litri, equivalente ad oltre il 10 per cento della capienza della cisterna stessa (1100 litri).

 

DISTRIBUZIONE ORIZZONTALE DELL’ARIA

A contraddistinguere però l’atomizzatore di Lochmann Plantatec presente all’ultima edizione di Enovitis in campo è soprattutto la sua distribuzione dell’aria completamente orizzontale, caratteristica in grado di evitare derive e di effettuare un trattamento sulla vite uniforme ed omogeneo sia a destra sia a sinistra, dal basso in alto: prerogative testate e certificate tramite il controllo aria/acqua che l’azienda (“ad oggi siamo l’unico costruttore italiano a fare questo”, viene sottolineato) esegue nella propria stazione di controllo.

 

RIDUZIONE DELLA DERIVA

In favore del basso impatto ambientale, con riduzione al minimo della deriva, risparmio di prodotti chimici e maggiore velocità di lavoro, gioca l’evoluto sistema di distribuzione computerizzata, che permette la programmazione della quantità di acqua per ettaro indipendentemente dalla velocità di avanzamento.

 

APERTURA E CHIUSURA DEI GETTI AUTOMATIZZATA

Sul tecnologico atomizzatore trainato firmato da Lochmann Plantatec, inoltre, due fotocellule a raggi infrarossi – collegate al computer Spg10 – comandano autonomamente, senza intervento dell’operatore, l’apertura e la chiusura dei getti.

La sospensione dell’erogazione del prodotto, in particolare, viene attivata sia durante il trattamento (quando le fotocellule non “leggono” l’apparato fogliare per mancanza di vegetazione) sia a fine filare, come pure in fase di cambio di direzione in capezzagna, anche in presenza di piante di confine o di altre colture che non debbono essere trattate.

 

© riproduzione riservata
 
 

 

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