Addio ad Antonio Maschio, la determinazione silenziosa di uno dei pionieri dell’agromeccanica nazionale

News 19/03/2026 -
Addio ad Antonio Maschio, la determinazione silenziosa di uno dei pionieri dell’agromeccanica nazionale

Con la scomparsa di Antonio Maschio, il mondo dell’industria agricola perde un pioniere e la terra veneta uno dei suoi figli più legati alle proprie radici.

Nato a Campodarsego nel 1938 e cresciuto negli anni difficili della guerra insieme alla sorella Giselda e ai fratelli Egidio e Giorgio, Antonio ha incarnato i valori di quella generazione che ha saputo ricostruire il futuro con le proprie mani. Dopo un’infanzia segnata dai sacrifici e dal lavoro iniziato a soli undici anni, scelse di restare radicato alle sue origini e alla sua famiglia, nonostante le lusinghe dell’emigrazione.

 

L’INSCINDIBILE LEGAME CON LA TERRA VENETA

Antonio è stato parte di quella straordinaria stirpe di capitani d’industria veneti che hanno trasformato il Veneto nel cuore pulsante dell’agromeccanica italiana. In una terra fertile non solo di messi, ma di ingegno e visione, ha saputo interpretare lo spirito del “fare” tipico della sua gente, trasformando l’intuizione artigianale in un’eccellenza tecnologica riconosciuta in tutto il mondo. La sua storia si intreccia con quella di un territorio che ha fatto dell’amore per la terra il motore di un’inarrestabile innovazione industriale.

 

IL LAVORO E IL SENSO DEL DOVERE I SUOI VALORI CARDINE: DALLE PRIME ZAPPATRICI FATTE A MANO ALLA MASCAR

La sua avventura imprenditoriale nasce quasi in punta di piedi: nella casa delle frese (“la casèta” con davanti “el campèto”), tra il giardino e la stalla di casa, prendono forma le prime macchine agricole, frutto di ingegno, lavoro e sacrificio, condiviso in una prima fase con il fratello Egidio, con il quale diede vita alla Maschio Gaspardo.

Successivamente, con la stessa determinazione silenziosa che lo contraddistingueva, Antonio scelse di intraprendere un nuovo percorso mettendosi in proprio con i figli Mariateresa e Sante. Nacque così, nel 1998, la Mascar (nella foto sopra), una sfida che, superate le incertezze dell’avvio, è diventata una realtà affermata a livello globale. Oggi l’azienda, specializzata nella fienagione e nella semina, è presente in tutto il mondo, con una rete che si estende dall’America Latina all’Estremo Oriente, in Corea e in Cina. Grazie a prodotti tecnicamente all’avanguardia, supportati da un rapporto di stima e fiducia con i clienti, compete con i grandi colossi del settore agricolo.

In questo percorso di eccellenza, la figlia Mariateresa è arrivata a ricoprire  nel 2023 la carica di presidente di FederUnacoma, prima donna nella storia dell’associazione.

 

IL BARICENTRO DEGLI AFFETTI: LA FAMIGLIA PRIMA DI TUTTO
Antonio Maschio con i figli Mariateresa e Sante in occasione del ventennale della Mascar

Antonio Maschio con i figli Mariateresa e Sante in occasione del ventennale della Mascar

Per Antonio la famiglia è sempre stata il centro di gravità di ogni sua scelta. Anche quando il lavoro cresceva e gli impegni aumentavano, restava un uomo riservato e semplice, capace di trovare nella casa e nei suoi affetti il vero punto di equilibrio. Insieme alla moglie Silvana, sposata nel 1966, ha costruito un legame profondo fondato sulla condivisione. Nei figli Mariateresa e Sante non vedeva solo il futuro dell’impresa, ma soprattutto la continuità di quei valori di onestà e responsabilità in cui aveva sempre creduto.

 

L’EREDITÀ UMANA: “ANDIAMO AVANTI”

Nel libro che ripercorre la sua vita, scritto da Biagio D’Angelo, emerge il ritratto di un uomo che non si è mai lasciato scoraggiare dalle “montagne alte da scalare”. Come ricorda il figlio Sante, la sua forza non era gridata, ma espressa in un invito costante alla fiducia: «Ogni volta ci dava una forza che io non lo so mica come faceva. Non abbiate mai paura, ci diceva, andiamo avanti ».

Ed è questo il messaggio, diventato il titolo del libro, che Antonio Maschio lascia in eredità: un invito a guardare al domani con coraggio, senza mai dimenticare il valore del dovere, della riservatezza e dell’umanità.  Antonio è rimasto infatti fino all’ultimo l’uomo della “caséta”, legato alla semplicità e al senso del dovere. Il suo esempio resta nell’eredità di valori trasmessi ai figli e nella stima dei collaboratori che in lui hanno visto non solo un grande imprenditore, ma un uomo di straordinaria umanità.

 

 
© Meccagri – riproduzione riservata.
Fonte immagini: Mascar.