HomeEventiAEF Plugfest 2026: il futuro dell’agricoltura connessa fa tappa a Bologna AEF Plugfest 2026: il futuro dell’agricoltura connessa fa tappa a Bologna Eventi 01/10/2026 - Tommaso Foglia Tra test ad alta velocità, intelligenza condivisa e il nuovo standard ISOBUS, oltre 330 esperti si sono dati appuntamento nel capoluogo emiliano per rendere trattori e macchine operatrici sempre più connessi, autonomi e universali. Tecnologie digitali, automazione di processo, raccolta e analisi interpretativa dei dati: oggi l’agricoltura di precisione non è più una promessa per il domani, ma una componente intrinseca dei processi produttivi nei campi. Spinta dalla necessità di rispondere a sfide ambientali, gestionali ed economiche sempre più complesse, la transizione digitale consente agli agricoltori di ottimizzare le rese e promuovere una reale sostenibilità, risparmiando preziose risorse naturali, finanziarie e umane. IL RUOLO DI AEF E LO STANDARD ISOBUS PER L’INTEROPERABILITÀ DEI DATI In questo scenario, la vera partita si gioca sull’interoperabilità dei dati. Far dialogare trattori e attrezzature operatrici di marchi differenti mediante un linguaggio comune è la grande sfida del settore. Una sfida raccolta già nel 2008 dall’AEF (Agricultural Industry Electronics Foundation), nata con l’obiettivo di uniformare lo standard ISOBUS (ISO 11783). Grazie alle linee guida dell’associazione, il linguaggio-macchina per la gestione e l’automazione avanzata è diventato universale e non più vincolato ai singoli brand. Per toccare con mano l’evoluzione di questo ecosistema, il punto di riferimento annuale resta l’AEF Plugfest. Un appuntamento che si ripete con cadenza annuale, ogni autunno, e che quest’anno si è svolto a Bologna, alla presenza anche di Meccagri, invitata dietro le quinte dell’evento. 3.400 TEST IN TRE GIORNI , LA MARATONA DELL’INTEROPERABILITÀ Da sinistra: Norbert Schlingmann, Alfred Kornes, Alessio Bolognesi e Andrew Oliver Guidati da Andrew Oliver (Chairman AEF), Norbert Schlingmann (General Manager AEF), Alfred Kornes (leader comunicazione e marketing AEF) e Alessio Bolognesi (responsabile servizio tecnico FederUnacoma), martedì 15 settembre ci siamo immersi nel vivo dei lavori. I numeri dell’edizione emiliana confermano la rilevanza internazionale dell’evento: 330 presenze complessive; Circa 120 ingegneri in rappresentanza di 49 case costruttrici di trattori e 70 brand di macchine operatrici e attrezzature; Oltre 3.400 sessioni di prova effettuate. La logistica della sala è un ingranaggio perfetto: 49 postazioni da lavoro dove, ogni 30 minuti, un produttore di attrezzature si interfaccia con un costruttore di trattori differente per testare nuovi software, verificare le compatibilità e risolvere bug in tempo reale. Niente pesanti macchinari da movimentare: all’interno di speciali valigette rigide sono racchiusi simulatori realistici dei trattori (completi di display, task controller, joystick, centraline, volanti e ricevitori GPS). Un laboratorio virtuale ma estremamente fedele all’originale. Al termine dei 30 minuti i moduli sotto test (le centraline delle macchine operatrici) si spostano e vanno nella postazione successiva per una nuova prova d’intesa. LE NOVITÀ DELL’AEF PLUGFEST 2026: LE NUOVE FRONTIERE DEL LINGUAGGIO ISOBUS L’edizione 2026 ha visto il debutto di banchi di prova dedicati alle frontiere più avanzate della connettività agricola. Tra queste spiccano l’High Speed ISOBUS (HIS), l’evoluzione del sistema TIM2 (Tractor Implement Management 2), la nuovissima piattaforma AgIN e due laboratori dedicati ai pre-test di conformità secondo i nuovi protocolli (conformance test). HIGH SPEED ISOBUS (HIS): BANDA LARGA E TRASMISSIONE DATI AD ALTA VELOCITÀ Procedendo in ordine, il sistema HIS, ISOBUS ad alta velocità, è una rete ethernet di stampo automotive da un Gigabit di banda, progettata per portare la comunicazione a banda larga su cavo tra trattore e macchina operatrice. L’obiettivo principale di questa soluzione è quello di trasferire il sistema ISOBUS tradizionale su questa nuova infrastruttura, e conseguentemente poter implementare nuove funzioni: trasmissione di flussi video digitali, velocizzazione dei tempi di risposta, possibilità di effettuare regolazioni estremamente precise sulle attrezzature, come gestire seminatrici a 40 file per singolo attuatore e non a blocchi, come avviene oggi per la limitata capacità di trasferimento dati del sistema. TIM2: CONTROLLO AVANZATO, SICUREZZA CRITTOGRAFATA E GUIDA AUTONOMA TIM2 invece è un aggiornamento del vecchio implemento TIM già rilasciato da AEF che possiede diverse novità. La tecnologia TIM si basa sempre su ISOBUS e permette alla centralina della macchina operatrice di accedere e controllare alcune funzioni chiave del trattore, tra cui velocità, sterzo, mandata dell’impianto idraulico e oggi, grazie ai nuovi implementi della TIM2, anche il sollevatore e l’attacco a tre punti posteriore, per ottimizzarne le condizioni di lavoro. Questo aggiornamento inoltre introduce anche un livello di sicurezza aggiuntivo che ha il compito di controllare i messaggi che vengono scambiati tra macchina operatrice e trattore tramite un software di crittografia certificato da AEF, in modo che le richieste rimangano dentro dei limiti stabiliti, per evitare che vengano effettuate manovre anomale e pericolose (svolte, frenate o attivazioni di organi incontrollate). La fiducia reciproca tra trattore e macchina operatrice diventa così ancora maggiore e questo risulta essere uno step fondamentale per quello che riguarda la possibilità di sviluppare sistemi autonomi: se l’attrezzo sa come deve funzionare per essere al massimo della sua efficienza e il trattore si fida di quello che l’attrezzo gli richiede in termini di mandata di olio, posizione del sollevatore, velocità e sterzo, ecco che questo nuovo sistema permette di avere un dialogo in grado di far funzionare trattore e macchina operatrice come un’unica unità. La funzionalità TIM2 risulta essere davvero vantaggiosa durante quelle fasi di lavoro che per natura sono molto ripetitive, ad esempio la fase di raccolta del foraggio, dove la rotopressa implementata con questo sistema è oggi in grado di regolare la velocità del trattore per permettere una raccolta funzionale del foraggio in funzione della sua densità, umidità e posizione, arrestare il mezzo quando la camera è piena, attivare il sistema idraulico per lo scarico e avvisare l’operatore quando è pronta a ripartire. All’agricoltore resta pertanto solo il ruolo di supervisore: un tap sul tasto “start” e il monitoraggio del processo. PIATTAFORMA AGIN: IL DATA-SPACE PER UNIFICARE I DATI MULTIMARCA Altra grande attesa è per AgIN, la piattaforma “data-space” in arrivo sul mercato entro la fine dell’anno. Il suo obiettivo è quello di mettere in comunicazione le diverse piattaforme di raccolta e classificazione dei dati di differenti costruttori, permettendo uno scambio di dati sicuro e trasparente per l’utilizzatore. In tal modo verrebbe risolto il tipico problema dell’azienda agricola dove ogni marchio di trattori e attrezzature invia i dati delle proprie macchine sulle proprie piattaforme, costringendo l’agricoltore ad avere i suoi dati sparsi in tanti database che non sono in grado di comunicare tra di loro. Con AgIN, l’agricoltore potrà scegliere una singola piattaforma di riferimento e autorizzare l’afflusso sicuro di tutti i dati generati dal parco macchine, indipendentemente dal marchio di fabbrica. L’abilitazione di questo scambio è sempre basata su una certificazione di AEF e il suo utilizzo è molto semplice: basterà registrare la piattaforma del costruttore su AgIN, installare il plug-in certificato, e iniziare lo scambio dati. Le funzioni supportate saranno molto varie, dalla tracciabilità delle macchine (telemetria di base), consumi di carburante, tempi di lavoro, task-order, fino a mappe di copertura, dosaggi di sementi, concimi, erbicidi e fitofarmaci, mappe di prescrizione e posizionamento GPS. OLTRE IL CAVO: IL DIALOGO WIRELESS TRA MACCHINE IN CAMPO (E SU STRADA) A margine della visita tra cavi, monitor e codici sorgente, è stata data la notizia di un nuovo sviluppo imminente: la tecnologia WIC (Wireless in Field Communication). Il sistema permetterà ai mezzi impegnati nello stesso appezzamento di scambiarsi informazioni in tempo reale, operando come un vero e proprio “plotone” coordinato. Ma, come hanno spiegato Alessio Bolognesi e Norbert Schlingmann, le applicazioni future della tecnologia WIC vanno ben oltre le mappe di lavoro condivise. Sul fronte della Sicurezza stradale (Road Safety), ad esempio, i veicoli agricoli potranno dialogare con le automobili su strada pubblica, inviando allerte automatiche sull’immissione di mezzi lenti. Potranno essere attivate anche forme di cooperazione dinamica: durante operazioni colturali come la trinciatura, ad esempio, la falciatrinciacaricatrice sarà in grado di trasmettere la propria traiettoria al trattore con rimorchio affiancato per ottimizzare il riempimento, mentre il trattore potrà richiedere lo stop a cassone pieno. E, ancora, in futuro, grazie al protocollo WIC, le macchine da raccolta potranno persino controllare direttamente velocità e sterzo dei trattori affiancati, azzerando le barriere tra brand diversi in totale sicurezza. I VANTAGGI DEL PLUGFEST: COLLABORAZIONE E INNOVAZIONE PER L’AGRICOLTURA DEL FUTURO L’AEF Plugfest dimostra come il valore per le aziende partecipanti vada ben oltre il semplice networking aziendale. Riunire in un unico contesto centinaia di tecnici ed esperti evita lunghe e complesse trasferte di test incrociati presso le singole sedi. A Bologna si è toccata con mano una collaborazione concreta e corale: un’ingegneria di squadra orientata a rendere il lavoro degli agricoltori più semplice, efficiente, sostenibile e, soprattutto, meno faticoso. © Tommaso Foglia DISAA – Università di Milano AEF Plugfest 2026