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Agco regge all’impatto del Coronavirus nel primo trimestre

By at Maggio 7, 2020 | 19:30 | Print

Agco regge all’impatto del Coronavirus nel primo trimestre

Risultati apprezzabili, poiché ottenuti in condizioni particolarmente difficili, e comunque al di sopra delle aspettative, per il gruppo Agco che nel periodo gennaio-marzo 2020 ha realizzato vendite nette per circa 1,9 miliardi di dollari, in diminuzione del 3,4 per cento (+0,2% a cambi costanti) rispetto allo stesso periodo del 2019.

 

LE PRIORITÀ DI AGCO: TUTELARE I DIPENDENTI E GARANTIRE UN SERVIZIO AGLI AGRICOLTORI

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«Le attuali priorità di Agco – ha dichiarato Martin Richenhagen, presidente del Consiglio di amministrazione, presidente e amministratore delegato di Agco – sono tutelare la sicurezza dei nostri dipendenti e garantire un servizio agli agricoltori di tutto il mondo facendo la nostra parte per minimizzare l’impatto della pandemia Covid-19 sull’approvvigionamento alimentare del globo. Ci troviamo ad operare in un contesto molto dinamico che richiede una rigorosa e coordinata pianificazione aziendale per gestire le nostre attività produttive, la catena di approvvigionamento e l’aftermarket, con il duplice obiettivo di servire in modo efficace i nostri rivenditori e clienti finali e di  mantenere una forza lavoro produttiva. Oltre a riavviare le fabbriche ed accelerare la produzione, restiamo concentrati sui servizi ricambi e l’assistenza post vendita. È gratificante vedere i nostri dipendenti affrontare la sfida di trovare soluzioni innovative per mantenere efficiente la nostra attività e sostenere gli agricoltori mentre continuano a svolgere il loro importante lavoro».

 

UN CONTESTO SOCIO-ECONOMICO GENERALE RICCO DI SFIDE

Illustrando il contesto socio-economico generale, Richenhagen ha sottolineato come le vendite al dettaglio dell’industria nordamericana abbiamo fatto registrare un calo nei primi tre mesi del 2020 rispetto al primo trimestre 2019, con un rallentamento relativo al segmento dei trattori di bassa potenza mentre la domanda per quelli di alta potenza si è mantenuta relativamente stabile.

Nonostante permanga la necessità di sostituire un parco macchine piuttosto datato, i prezzi più bassi delle commodities e un atteggiamento prudenziale da parte degli agricoltori nordamericani stanno condizionando anche la richiesta di attrezzature. Sempre in riferimento agli USA, il pacchetto di aiuti Covid-19 per l’ammontare di 16 miliardi di dollari annunciato di recente dall’Usda a favore degli agricoltori e dei produttori di bestiame potrebbe compensare in qualche modo l’impatto dei prezzi più bassi delle materie prime.

Anche nell’Europa occidentale le vendite al dettaglio del settore hanno subito una seppur leggera diminuzione nei primi tre mesi del 2020. La flessione della domanda registrata in Spagna e in Italia è stata in parte controbilanciata dalla crescita del mercato tedesco.

Il clima secco in gran parte dell’Europa occidentale sta avendo un impatto negativo sul grano seminato in autunno che si tradurrà in una riduzione delle rese. Di contro, una maggiore domanda di esportazione del grano e un progetto di sostegno ai prezzi di questo cereale creano presupposti economicamente favorevoli per gli agricoltori del Vecchio Continente.

Sul fronte dei prodotti lattiero-caseari, i prezzi del latte sono stati messi sotto pressione poiché la domanda è influenzata negativamente dagli effetti della pandemia, mentre per quel che riguarda la carne suina le forti esportazioni ne sostengono i prezzi.

In Sud America, sempre relativamente al primo trimestre dell’anno, si registra una diminuzione delle vendite al dettaglio del settore, a carico principalmente dei mercati al di fuori del Brasile. In Brasile e in Argentina, nonostante i benefici di un brillante primo raccolto che, sommati a tassi di cambio favorevoli, fanno da traino ad un’economia relativamente positiva, gli agricoltori mostrano un approccio cauto agli acquisti di attrezzature che è conseguenza del contesto economico e politico.

«Mentre gli effetti della pandemia di Covid-19 avranno un impatto sulla domanda nel 2020 – ha fatto presente Richenhagen –  ci sono indicatori promettenti circa la capacità di resilienza dell’industria del macchinario agricolo. Sebbene la nostra produzione abbia subito una flessione in alcune aree geografiche, noi continuiamo a supportare in modo aggressivo l’attività di vendita al dettaglio nei nostri mercati globali».

 

GRADUALE RIPRESA DELLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE

In Cina le attività produttive di Agco, che erano state sospese all’inizio del primo trimestre, sono tornate a livelli quasi normali.

Nelle principali fabbriche europee è ripresa la produzione che era stata interrotta da fine marzo per gran parte del mese di aprile, con l’eccezione dello stabilimento di Suolahti in Finlandia che è stato costretto a sospendere la produzione il 30 aprile a causa di un incendio subito dal fornitore con data di riavvio prevista per giugno. Si sta pianificando di continuare a produrre durante il periodo destinato alla manutenzione estiva e di chiusura per le vacanze al fine di recuperare in parte le perdite di capacità produttiva nel bilancio annuale.

La produzione nelle più importanti fabbriche del Sud America è stata sospesa per gran parte di aprile e riavviata alla fine del mese. Nel Nord America invece si è continuato a produrre senza interruzioni ma con capacità limitate in alcuni casi a causa delle limitazioni imposte dalla manodopera.

«Sono molto orgoglioso del notevole sforzo fatto dal team Agco per assicurarsi la continuità nell’approvvigionamento di componenti da parte dei nostri partner nella catena di fornitura e mettere a punto protocolli per garantire condizioni di lavoro sicure al fine di supportare le richieste dei nostri clienti », ha aggiunto Richenhagen.

Nella tabella qui sopra sono riportate le percentuali di perdita della capacità produttiva, rispetto al dato del 2019, per effetto dell’interruzione delle attività in riferimento alle quattro regioni e relativamente sia al primo trimestre sia al mese di aprile.

 

VENDITE IN CRESCITA IN NORD E SUD AMERICA PER LA CORPORATION DI DULUTH

In Nord America le vendite nette di Agco sono aumentate nei primi tre mesi del 2020 dell’11,7 per cento, esclusi gli effetti negativi della conversione valutaria.

Gli aumenti più consistenti hanno riguardato i trattori di alta potenza, le attrezzature Precision Planting, società acquistata nel quarto trimestre del 2017, e quelle per la fienagione.

Vendite in crescita anche in Sud America (+13,8%), in uno scenario caratterizzato però da bassi livelli della domanda da parte dell’industria e dall’impatto negativo dei costi associati ai cambiamenti tecnologici introdotti negli stabilimenti brasiliani per la fabbricazione di nuovi prodotti.

 

TREND NEGATIVO NELLE REGIONI EME E APA

Trend negativo nella regione Eme (Europa-Medio Oriente), dove le vendite nette sono diminuite del 4,7 per cento, esclusi gli effetti favorevoli delle differenze cambio. Una situazione da ascrivere essenzialmente alla perdita di produzione causata dagli impatti della crisi Covid-19.

Un consistente calo delle vendite (-13,4%) è stato registrato anche nella regione Asia/Pacifico/Africa.

 

RITIRATA LA GUIDANCE FINANZIARIA

Data l’incertezza causata dalla pandemia di Covid-19, Agco lo scorso 23 marzo ha ritirato la guidance finanziaria per il 2020. Per il bilancio 2020 permangono numerose incertezze relative alla domanda del settore, ai vincoli produttivi e ad altri impatti della pandemia.

 

 
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