Antonio Carraro: un futuro all’insegna della full line, spingendosi oltre i 100 CV, e del 100% Made in Italy

Antonio Carraro: un futuro all’insegna della full line, spingendosi oltre i 100 CV, e del 100% Made in Italy
INTERVISTA AD ALBERTO POLLASTRI, COUNTRY SALES MANAGER DI ANTONIO CARRARO 

Proporsi come full liner nel proprio segmento di mercato, con una gamma completa e diversificata in grado di coprire la fascia di potenza da 20 a oltre 100 cavalli, e sfruttare appieno il valore aggiunto di una produzione Made in Italy. Si muovono lungo queste due direttrici le strategie di sviluppo di Antonio Carraro, uno dei pochi brand che, nonostante la profonda crisi che ha colpito il mercato delle macchine agricole, è riuscito a mantenere e addirittura a incrementare la propria quota.

Alberto Pollastri, Country Sales Manager di Antonio Carraro

Ne abbiamo parlato con Alberto Pollastri, Country Sales Manager & Sales Board Member presso il Gruppo di Campodarsego (PD), nel contesto di Agrilevante, che ha segnato tra l’altro il debutto in ambito fieristico dei nuovissimi Panther, gli entry level firmati Antonio Carraro.

 

L’INGRESSO IN GAMMA DEI SUPERCOMPATTI PANTHER
Antonio Carraro Panther 26 M

Diamo il via a questa intervista parlando proprio dei Panther, i supercompatti con i quali avete ampliato la gamma partendo dal basso. Come mai questa scelta?

«La scelta di fare entrare in gamma questi entry level è nata dalla forte richiesta proveniente dalla nostra rete di vendita, a fronte della consistente crescita dell’immatricolato registrata negli ultimi anni da questi trattorini rivolti in particolare a quelli che possiamo definire “gli hobbisti del weekend”. Un’utenza che per certi versi sta abbandonando gradualmente il motocoltivatore per passare a una macchina un po’ più strutturata, e da questo punto di vista possiamo dire che per noi si tratta di un “ritorno al passato” nel senso che andiamo a riacquistare quella clientela che già faceva parte del nostro paniere clienti visto che le radici dell’azienda includono i mezzi monoasse e i motocoltivatori. Con quest’ultima new entry puntiamo ad offrire, nella nostra nicchia di mercato, una gamma completa che va  da  22 cavalli fino a oltre 100 cavalli con i prodotti che arriveranno l’anno prossimo».


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GLI SPECIALIZZATI DELLE SERIE CENTO, LA NEW ENTRY DEL 2026

Antonio Carraro TRG 11200
Il riferimento è agli specializzati della serie Cento di cui abbiamo visto un assaggio all’EIMA dello scorso anno?

«Esattamente. Sempre nell’ottica della full line ci siamo proposti di completare la nostra offerta anche verso l’alto con gli specializzati della serie Cento e serie R. All’ultima edizione dell’EIMA abbiamo offerto un’anteprima con il modello TRG 11200 da 103 cavalli (nella foto sopra, ndr)e altri lanci in questa direzione si susseguiranno nei prossimi mesi, già a partire dalla fine di quest’anno. Il tutto, tengo a precisarlo, restando strettamente nell’ambito di quella che è sempre stata la nostra nicchia di mercato, al cui interno intendiamo essere full liner. In altre parole, non siamo assolutamente interessati ai trattori da campo aperto, si tratta di una battaglia che, tra virgolette, non combattiamo ora e non combatteremo mai».

 

L’AVVIO DELLA PARTNERSHIP CON FPT IN AMBITO MOTORISTICO E IL VALORE AGGIUNTO DEL 100% MADE IN ITALY

Possiamo anticipare che i nuovi trattori Antonio Carraro abbineranno alla connotazione di specializzati quella di essere 100% Made in Italy, visto che in sostituzione dei “tradizionali” motori Yanmar monteranno propulsori FPT?

«È così. L’intera gamma da 100 cavalli monterà motori FPT: si tratta di una partnership che è nata consequenzialmente a quella con Carraro Spa, visto che loro già da diversi anni avevano optato per queste motorizzazioni, e che si è rafforzata nell’ultimo periodo. Mi preme però far presente che non intendiamo affatto abbandonare completamente Kubota e Yanmar, perché si tratta per noi di partner “storici” che producono motori al top per performance ed affidabilità, grazie ai quali i nostri modelli hanno trovato un equilibrio vincente, premiato dal mercato, e che sarebbe un errore modificare».

 

Ferma restando l’esigenza di differenziare l’offerta motoristica per accontentare una clientela altrettanto diversificata e spesso fedele a un particolare brand, la collaborazione con FPT vi offre la possibilità di presentarvi con un prodotto 100% made in Italy, una peculiarità che ad Agrilevante avete voluto mettere in bell’evidenza…

«Sì. Abbiamo portato ad Agrilevante il nuovo modello TGF 8200 Cento, azionato dal motore 4 cilindri da 2,8 litri di cilindrata F28 di FPT, che pertanto aveva tutte le carte in regola per essere accompagnato dalla dicitura “100% Made in Italy”, una caratterizzazione alla quale la nostra azienda è sempre stata molto legata. Non dimentichiamo che Antonio Carraro è un marchio storico italiano, riconosciuto ufficialmente come tale dal ministero dello Sviluppo Economico nel 2022. Anche la nuova proprietà, subentrata nel 2023 alla famiglia del fondatore, è italianissima e questo è un aspetto molto importante per tutti noi.

Per quanto riguarda i motori, ci eravamo rivolti ai giapponesi perché i loro prodotti erano perfettamente in grado di soddisfare l’esigenza di compattezza richiesta da mezzi che devono operare in contesti non facilmente accessibili, spesso ad altitudini elevate e su pendenze accentuate e, senza nulla togliere a queste partnership, che comunque rimarranno in atto, ci ha fatto particolarmente piacere poter stringere nuovamente una collaborazione con un’azienda italiana».

 

Una collaborazione, dunque, quella con FPT, che vedrà ulteriori sviluppi nel corso del 2026?

«Con la stessa motorizzazione, le unità 11200 da 103 cavalli (75,6 kilowatt), verranno realizzati diversi modelli, a cominciare molto probabilmente dal TGF, che tra l’altro è la nostra macchina più venduta nel Sud Italia, fino ad arrivare a disporre di una gamma completa e su questo fronte si concentrerà la nostra attività di sviluppo nel 2026».

 

FIDUCIA NEL FUTURO SOSTENUTA DALLE BUONE PERFORMANCE COMMERCIALI
Antonio Carraro Tony 8900 TRG "basso"

Il Tony 8900 TRG “basso” premiato per l’innovazione al Concorso “Agrilevante – Macchine per l’agricoltura mediterranea” edizione 2025

Una pianificazione per un futuro al quale Antonio Carraro, a differenza di altri costruttori, può guardare con una buona dose di ottimismo, visti i positivi risultati che state ottenendo. Non è così?

«Fortunatamente sì. Confermo che quest’anno stiamo andando piuttosto bene. Non solo abbiamo avuto degli ottimi mesi rispetto al 2024, che però non è stato un anno brillante, ma soprattutto ci stiamo riposizionando sul 2023, il nostro anno record. Quindi possiamo dire che la tanto auspicata ripresa noi la stiamo già vivendo, ormai da più di 12 mesi, e possiamo permetterci di guardare con fiducia al futuro, grazie anche, per quanto riguarda il mercato Italia, a quegli incentivi statali che stanno facendo da traino a un ritorno agli investimenti da parte del mondo agricolo».

 

ALLA CONQUISTA DI NUOVI MERCATI, CON UNA “MARCIA IN PIÙ” RISPETTO AI SOLI ISODIAMETRICI

Ottime performance da parte vostra sorrette, per rifarci al discorso iniziale, da ponderate strategie…

«Indubbiamente l’inserimento in gamma dei Panther e degli specializzati  ci ha permesso anche di sviluppare il fatturato, dal momento che non c’è stato nessun tipo di sostituzione interna bensì si è trattato dell’ampliamento della nostra offerta con prodotti per noi completamente nuovi che ci hanno permesso non solo di conquistare nuovi clienti ma anche di approcciare nuovi mercati nuovi che con i soli isodiametrici ci erano preclusi, dal momento che vengono spesso considerate macchine difficili rispetto ai trattori cosiddetti standard. L’azienda, d’altra parte, si sta sempre più focalizzando sull’espansione all’estero, fermo restando che l’Italia rimarrà sempre il nostro core business ma il trend altalenante del mercato interno ci impone di individuare nuovi sbocchi per far fronte ai periodi difficili».

Per finire, quali sono i Paesi target nei quali intendete stabilire o rafforzare la vostra presenza?

«In relazione alla nostra presenza ad Agrilevante citerei senz’altro il Nord Africa, un bacino al quale abbiamo sempre guardato con grande attenzione, favoriti anche dalla vicinanza logistica, tant’è vero che abbiamo degli importatori praticamente in tutte le nazioni, dal Marocco alla Libia, all’Egitto e agli altri Paesi. Riteniamo che ci siano delle opportunità interessanti, anche se le cifre ovviamente non sono quelle dei mercati del bacino del Mediterraneo, come Spagna e Grecia, dove siamo presenti ormai storicamente, in Spagna addirittura con una filiale che ci garantisce un controllo diretto sulla rete.

Un’altra area sulla quale stiamo puntando molto è quella del Middle East, dove c’è una forte necessità di modernizzare le tecniche e i mezzi agricoli per aumentare la produttività e l’efficienza».

 

© Barbara Mengozzi

 
Fonte immagini: Antonio Carraro, Meccagri
 

 

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