Arbos: da società di engineering a global player, con tanto di full-line

News 14/07/2016 -
Arbos: da società di engineering a global player, con tanto di full-line

A un anno esatto di distanza, lo scorso 3 luglio, Arbos è tornata a Piacenza, nel cuore della città, replicando l’esperienza fatta nel 2015, per continuare il racconto della rinascita di Arbos.

 

A PIACENZA, UN ANNO DOPO

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Una rinascita che è già tangibile, con la presenza a piazza Cavalli, accanto agli storici Bubba LO5 e UT6 e ad una trebbia Cav. Bubba del 1019 (nella foto sotto), dei nuovissimi trattori Arbos da campo aperto e specializzati, insieme al primo prototipo della mietitrebbia C5200, che proprio nella città emiliana, culla del brand Arbos, ha avuto la sua anteprima mondiale.

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Non più solo la rievocazione del passato, dunque, ma anche la concretezza di un presente che apre la strada al futuro di un grande progetto industriale.

 

“DETTO, FATTO”, LO SLOGAN DELL’EVENTO

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Partita qualche anno fa in un capannone di Calderara di Reno (Bologna) come società di progettazione fra lo scetticismo generale, Lovol Arbos Group spa si è trasformata in tempi record in una holding industriale che arriverà a fatturare già nel 2016 fra gli 80 e 90 milioni di euro, con un organico attivo in Italia di 360 dipendenti ai quali si aggiungono circa 100 unità in Cina.

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Un brillantissimo risultato che giustifica il claim “Detto-Fatto” adottato per il convegno “Arbos, la realizzazione di un progetto globale”, di scena in una sala gremita (poco meno di 500 presenze) del Palazzo Gotico di Piacenza, lo stesso che aveva ospitato nel 2015 il primo convegno del gruppo italo-cinese.

 

UNA SERIE DI OBIETTIVI CENTRATI

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E, in effetti, sono numerosissimi i traguardi fin qui raggiunti: dallo sviluppo del prodotto al lancio internazionale alla scorsa Agritechnica, dagli investimenti e innovazioni apportate al modernissimo stabilimento Matermacc all’ingresso tra i finalisti del Tractor of the Year, al salvataggio e alla ricapitalizzazione di Goldoni spa.

 

PROIETTATI VERSO LA FULL-LINE

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Ma sono ancora più numerosi i progetti che il Gruppo – tra i primi 3 costruttori italiani di macchine agricole per superficie industriale con 285.000 metri quadri di superficie industriale in Italia, considerando gli stabilimenti di San Vito al Tagliamento (PN), Migliarina di Carpi (MO) e Calderara di Reno (BO) – intende portare a termine nel breve periodo.

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Da sinistra nella foto: Vincenzo Perazzoli, Alessandro Zambelli, responsabile Marketing, ShenYang, Ernesto Ferrini, presidente Camae, Andrea Bedosti, Massimo Zubelli e Gianni del Gobbo.

 

Il cammino di Arbos, dunque, è appena agli inizi perché, come ha spiegato Andrea Bedosti, consigliere delegato di Lovol Arbos Group spa, il prossimo passo sarà quello di affermare Arbos come marchio globale, dotato di un’autentica full-line e meritevole di un posto nell’Olimpo dei primi cinque costruttori di macchine agricole su scala mondiale.

 

LO SVILUPPO DELLA GAMMA DI TRATTORI ARBOS

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Per quanto riguarda lo sviluppo della gamma di trattori Arbos, come ha precisato Gianni del Gobbo, responsabile progettazione trattori Arbos, la serie 5000 (fino a 130 cavalli) è già in produzione in Cina, nel moderno stabilimento di Weifang (nella foto sotto), per i clienti cinesi.

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A sua volta la versione rigorosamente “made in Italy”, allestita negli stabilimenti di Migliarina di Carpi e provvista di un nuovissimo motore common rail emissionato Stage IV/Tier 4 Final marcato Kohler ed una nuova linea di trasmissione con 5 rapporti e 3 o 4 gamme, sarà disponibile alla vendita sul mercato europeo entro la fine del 2016.

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Le serie 6000 (da 140 a 200 cavalli) e 7000 (da 200 a 260 cavalli) sono in fase avanzata di prototipazione e saranno sul mercato tra la fine del 2017 e gli inizi del 2018. In evidenza tra le caratteristiche tecniche motori a 6 cilindri dei quali non è stato ancora svelato il brand, cambio powershift a 3-4 rapporti e sollevatore da 8.000 e 10.000 tonnellate rispettivamente.

È stato svelato inoltre il piano di sviluppo di 2 nuove piattaforme utility light nel segmento sotto i 100 cavalli, serie 3000 (40-60 cavalli) e 4000 (60-100 cavalli), macchine molto versatili caratterizzate da un concetto spinto di modularità, che dovrebbero essere pronte tra il 2019 e il 2020.

 

LE NOVITÀ PER GLI SPECIALIZZATI

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Novità anche per quel che riguarda le 5 tipologie di macchine (trattori compatti, specialistici e isodiametrici, motoagricole e motocoltivatori) in cui si articola la gamma Goldoni delle quali ci occupiamo in un spazio apposito (vedi link).

 

NUOVE ATTREZZATURE PER MATERMACC

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Quanto a MaterMacc, il portafoglio prodotti attualmente limitato al mondo della semina di precisione darà spazio anche alle attrezzature per la lavorazione del terreno e agli sprayer (portato/trainati e semoventi) per i trattamenti antiparassitari.

 

IL PRIMO PROTOTIPO DELLA MIETITREBBIA C5200

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Ma veniamo alla “star” dell’evento, la mietitrebbia C5200 è stata presentata per l’occasione dall’ing. Vincenzo Perazzoli che, protagonista già dello sviluppo delle storiche mietitrebbie Arbos, lavora al progetto Macchine da raccolta.

 

CAPACITÀ DI MULTI-RACCOLTA

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«Il prototipo presentato – ha affermato Perazzoli – è il primo passo per un progetto di rinnovamento di una macchina che ancora oggi, a 25 anni di distanza dall’immissione in commercio dell’ultimo esemplare, è in linea o superiore alle macchine della concorrenza in quanto a performance e mantiene dei punti di forza unici come la versatilità di trebbiatura e la pulizia del prodotto raccolto».

Nei nuovi modelli C5000, a 5 scuotipaglia, e C6000 a 6 scuotipaglia, resta pertanto invariato, con l’introduzione di qualche piccola modifica, il sistema trebbiante, autentico cavallo di battaglia della mietitrebbia Arbos, mentre per il motore, la trasmissione, l’idraulica, la cabina e l’elettronica di bordo è stato deciso di rivolgersi a qualificati fornitori europei.

 

UNA VISIONE INNOVATIVA

Per completare la gamma di prodotto, Lovol Arbos potrà contare, come di consueto, sul supporto della casa madre cinese. Con la stessa filosofia con cui è stata costruita la Grande Muraglia – pietra su pietra, passo dopo passo – il Gruppo continuerà a portare avanti un progetto che è al tempo stesso industriale, agronomico e culturale.

 

L’INTEGRAZIONE CON IL CICLO AGRONOMICO

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Quello di Lovol Arbos, infatti, come ha tenuto ad evidenziare Bedosti, non è un approccio basato semplicemente su conoscenze di ingegneria meccanica: Lovol Arbos progetta le macchine in funzione del ciclo agronomico per il quale sono chiamate ad operare.
Non a caso la Sostenibilità del processo agronomico costituisce uno dei cinque pilastri sui quali si basa la struttura del piano industriale del Gruppo, accanto ad Engineering, Produzione, Distribuzione, Comunicazione e brand.

 

IL MARCHIO ARBOS NEI MERCATI INTERNAZIONALI

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E, proprio in riferimento alla distribuzione commerciale e allo sviluppo del business internazionale, c’è da registrare, accanto al grande successo riscosso da Arbos nelle principali fiere internazionali, la recente apertura della filiale Lovol Arbos Iberica, che gestirà i mercati spagnolo e portoghese e coordinerà il mercato sudamericano, e la nomina dei primi importatori ufficiali Arbos, in Romania e in Turchia.

Tutte le attività di vendita saranno supportate dai servizi di assistenza tecnica e ricambi mentre la neonata Arbos Finance fornirà i servizi finanziari, ha fatto presente Massimo Zubelli, direttore Vendite e Marketing.

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Su questo terreno si sta lavorando anche in Cina, dove, come ha sottolineato con grande soddisfazione Shen Yang (a sinistra nella foto sopra, con Ferrini e Bedosti), presidente di Lovol Arbos Group Spa e rappresentante del gruppo Lovol Heavy industry Ltd, in chiusura dei lavori, presto aprirà a Tianjin la prima concessionaria del brand italo-cinese, identificato nel Paese del Dragone come marchio “top di gamma”, simbolo di innovazione e agricoltura sostenibile.

 

© Barbara Mengozzi

 

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