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Argentina: a Expoagro in cerca della ripresa, dopo un anno da cancellare

By at Marzo 14, 2019 | 20:17 | Print

Argentina: a Expoagro in cerca della ripresa, dopo un anno da cancellare

“Un anno da dimenticare”. Così la Cámara Argentina de Fabricantes de Maquinaria Agrícola (CAFMA), l’associazione che rappresenta i costruttori argentini di macchine agricole, ha archiviato il 2018, anno durante il quale si è assistito ad un autentico precipitare delle vendite.

 

IL CROLLO DEL MERCATO NEL 2018

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Basta dare un’occhiata alle cifre ufficiali fornite dall’Instituto Nacional de Estadística y Censos (INDEC) – ferme per ora al terzo trimestre 2018 – che danno la dimensione di una débacle.

Cominciando dai trattori, nei primi nove mesi del 2018 sono stati vendute  4.778 unità (di cui 3.263 di produzione nazionale e le restanti importate), contro le 7.034 unità (di cui 4.913 “made in Argentina”) del corrispondente periodo del 2017, con una flessione del 32,1 per cento.

Ancora peggiori sono risultate le performance delle mietitrebbie, ferme nel periodo 1° gennaio-30 settembre  a 633 unità vendute (di cui 370 prodotte in loco), a fronte delle 1.053 (di cui 636 fabbricate in Argentina) dei primi nove mesi del 2017, e pertanto in calo del 39,9 per cento.

Un po’ meglio è andata alle attrezzature scese, sempre con riferimento allo stesso lasso di tempo, da 6.877 a 5.050 unità con una flessione del 26,6 per cento, mentre le seminatrici e le irroratrici trainate e semoventi (categorie calcolate a sé), sono diminuite rispettivamente del 19,3 per cento (da 1.573 a 1.269 unità) e del 25,8 per cento (da 841 a 624).

Con riferimento invece al fatturato, nel terzo trimestre dello scorso anno è stata raggiunta la cifra di 7.576,6 milioni di pesos che corrisponde ad una flessione dell’8,7 per cento rispetto al risultato dello stesso periodo del 2017.

 

LA PEGGIORE SICCITÀ DEGLI ULTIMI CINQUANT’ANNI

Le autorità governative indicano tra i principali fattori del crollo del mercato del macchinario agricolo la lunga fase siccitosa (è stata definita la peggiore siccità degli ultimi cinquant’anni) che nel corso del 2018 ha messo in ginocchio l’agricoltura, settore peraltro strategico per l’economia del Paese, al terzo posto nella classifica mondiale degli esportatori di soia e mais.

Gli industriali, a loro volta, pongono però l’accento sugli altissimi tassi di interesse, sulla mancanza di linee di credito per gli agricoltori, sulla svalutazione del peso argentino, che nell’ultimo anno si aggira attorno al 50 per cento, e sull’incertezza per lo sviluppo economico.

 

IL RICORSO AD UN MAXI-PRESTITO DAL FONDO MONETARIO

Mauricio Macri, intervenuto a Expoagro 2019.

 

Com’è noto, a maggio 2018, il presidente Mauricio Macri si è visto costretto a ricorrere al Fondo monetario internazionale con il quale ha concordato uno “Stand by Agreement” (SBA) di tre anni per 50 miliardi di dollari con l’obiettivo di “rassicurare” gli investitori sulla capacità del Governo di far fronte ai crescenti interessi sul debito e di trovare nel Fondo uno “scudo” contro la svalutazione prodotta da quello che il Governo argentino ha definito un fattore “esogeno”, cioè l’apprezzamento del dollaro statunitense.

A distanza di pochi mesi, poi, il Governo ha dovuto rivedere l’Accordo con il Fondo ed è stata concordata un’estensione della linea di credito fino a 57,1 miliardi di dollari entro il 2021.

 

I COSTRUTTORI CHIEDONO  MISURE PER DIFENDERE LA PRODUZIONE NAZIONALE

«La situazione è notevolmente peggiorata a partire dallo scorso maggio a causa della mancanza di credito», ha spiegato  il presidente di CAFMA Raul Crucianelli (nella foto sopra), titolare di un’azienda leader nella produzione di seminatrici.

L’esecutivo dell’associazione dei costruttori argentini ha deplorato il fatto che la Banca centrale abbia ritirato le linee di credito sovvenzionate per gli agricoltori e ha chiesto alle autorità governative di aumentare al 60 per cento la percentuale di “componenti nazionali” richiesta ad una macchina agricola affinché possa essere considerata di fabbricazione nazionale e accedere ai finanziamenti, prendendo esempio dal Brasile. Crucianelli considera questa una questione chiave per mantenere in vita l’industria nazionale produttrice di macchine agricole.

«Non ci opponiamo alle importazioni di macchinari stranieri – ha ribadito più volte il numero uno di CAFMA ­– ma  dovrebbero essere fissate delle condizioni molto chiare per differenziare le macchine prodotte in Argentina da quelle di fabbricazione estera».

«Abbiamo un carico fiscale che rappresenta il 40 per cento del valore di una macchina e con questo “fardello” non siamo in grado né di  esportare né di competere con le multinazionali che arrivano in Argentina – ha puntualizzato Crucianelli – . Per questo chiediamo che a beneficiare di eventuali finanziamenti e sussidi siano solo le macchine di fabbricazione domestica, vale a dire quelle in cui parti e componenti importati non superino il 40 per cento del costo di produzione».

 

LE CIFRE DELLA CRISI DEL SETTORE

Per sensibilizzare il Governo sulle dimensioni della crisi che attraversa il settore CAFMA ha condotto un’indagine presso i propri associati (i risultati sono stati presentati a ottobre 2018) dalla quale emerge che una percentuale compresa tra  il 22 e il 25 per cento delle aziende intervistate prevede, per fronteggiare la situazione, di implementare la riduzione dell’orario di lavoro, sospendere dal lavoro una parte del personale, avviare una procedura di crisi preventiva o adottare altre misure analoghe. Il che significa che su un universo di circa 700 aziende del settore a livello nazionale più di 150 si troverebbero in difficoltà.

Ma c’è di più. Delle 127 società che hanno risposto all’indagine, il 67 per cento ha stimato che, a conclusione dei bilanci, le vendite del 2018, misurate in unità, scenderanno tra il 20  e il 60 per cento rispetto al 2017. E, sempre stando ai risultati dell’indagine, il comparto delle macchine agricole potrebbe perdere 7.000 posti di lavoro.

 

A EXPOAGRO UNA VASTA OFFERTA DI LINEE DI CREDITO A TASSI SCONTATI

È in questo non facile contesto che si sta svolgendo Expoagro la più grande rassegna argentina dedicata a dimostrazioni in campo di macchine ed attrezzature agricole, in calendario dal 12 al 15 marzo a San Nicolás de los Arroyos, lungo l’autostrada n. 9 che collega la capitale Buenos Aires alla città di Rosario.

Nel 2018 la rassegna ha visto la presenza di 460 aziende su 200mila metri quadrati di superficie espositiva e la partecipazione di 150 mila visitatori (di cui 5 mila stranieri in rappresentanza di oltre  30 paesi) che hanno generato vendite per 20.000 milioni di dollari e 10.000 richieste di prestiti bancari.

«Ci sarà una forte presenza dei nostri associati – ha dichiarato Crucianelli –, molti dei quali faranno un grosso sforzo per esserci». Di certo sarà anche un’importante occasione per tastare il polso al settore e scoprire se già si riesce a cogliere qualche segnale di quella ripresa del Paese che, stando alle  previsioni del Fondo monetario, dovrebbe iniziare nel secondo trimestre del 2019 con i prossimi raccolti.

Quel che è certo che in questa edizione di Expoagro ancor più che nelle precedenti l’attenzione generale è rivolta, oltre che alle nuove tecnologie, alle offerte di linee di credito in pesos o in dollari a tassi favorevoli per l’acquisto delle macchine agricole, con pacchetti speciali messi a punto dai vari istituti di credito espressamente per la rassegna e validi in taluni casi solo nei giorni della manifestazione,

Come ha fatto presente il presidente del Banco Nación Javier González Fraga «le banche devono competere per i tassi e le industrie dei macchinari agricoli per il prezzo».

 

© Barbara Mengozzi

 
Fonte immagini: Expoagro (le immagini si riferiscono all’edizione 2019).
 

 

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