Argentina: in cerca di misure per dare continuità all’euforia del mercato

Mercati 01/04/2021 -

È un clima effervescente, accompagnato da entusiasmo e brillanti aspettative quello che caratterizza in questo periodo l’industria argentina produttrice di macchine agricole, largamente propensa ad investire nell’ampliamento e nel rinnovo dei propri stabilimenti  per soddisfare con maggiore efficienza una domanda che, in fase di netta ripresa dopo la débâcle  del 2018, anche nel 2021, grazie al favorevole andamento climatico e alla corsa dei prezzi dei cereali, dovrebbe attestarsi su buoni livelli.

 

FATTURATO DI SETTORE OLTRE I 100 MILIARDI DI PESOS

Fanno da traino all’ottimismo i risultati da record dello scorso anno durante il quale, stando alle cifre ufficiali fornite dall’Instituto Nacional de Estadística y Censos (INDEC) –  il fatturato del comparto ha superato il valore di 100.000 milioni di pesos, facendo registrare un aumento dell’80,8 per cento rispetto al 2019 (praticamente il doppio dell’inflazione registrata nel periodo), con consistenti incrementi per tutti e quattro i grandi gruppi di macchine agricole presi in esame: +54,4 per cento per le mietitrebbie, +130,5 per cento per le seminatrici, +55,9 per cento per i trattori e +118,6 per cento per le attrezzature.Andando ad esaminare le unità vendute, le migliori performance appartengono alle attrezzature  salite dalle 7.635 unità del 2019 alle 10.014 unità del 2020 con una crescita del 31,2 per cento; le seminatrici a loro volta sono cresciute del 24,9  per cento  (da 2.010 a 2.511 unità).

Più contenuto l’aumento relativo ai trattori, in crescita del 4,3 per cento con 6.532 unità (di cui 5.204 di produzione nazionale e le restanti importate), mentre  le mietitrebbie sono scese dalle 861 unità vendute nel 2019 a 843 unità (di cui 538 prodotte in loco) subendo un calo del 2,1 per cento.

 

FIDUCIA PER IL 2021

«Se non succede niente di particolare, il 2021 sarà un anno positivo, perché i prezzi dei cereali sono buoni, il clima si sta mostrando favorevole in  buona parte del Paese e ci aspettiamo da parte delle banche pubbliche e private l’erogazione dei crediti a tassi interessanti», ha dichiarato Néstor Cestari (nella foto sopra) presidente della Cámara Argentina de Fabricantes de Maquinaria Agrícola (CAFMA), l’associazione che rappresenta i costruttori argentini di macchine agricole, confermando le fiduciose attese del settore. «L’anno scorso è andata molto bene – ha aggiunto – con vendite superiori del 30 a quelle del 2020, le persone sono entusiaste e il produttore deve cambiare molti macchinari, quindi nutriamo grandi attese».

 

UN TESSUTO PRODUTTIVO PIUTTOSTO ETEROGENEO

Dalla recente indagine “Relevamiento Estructural del Sector de Fabricantes de Maquinaria Agrícola y Agropartes en Argentina” commissionata dalla stessa CAFMA all’Istituto IERAL (Instituto de Estudios sobre la Realidad Argentina y Latinoamericana) emerge che nel Paese sono presenti 1.202 aziende – con una forza lavoro complessiva di 26.500 unità – costituite per l’85 per cento da ditte familiari. La massima concentrazione si registra nelle province di Santa Fe (533 imprese), Córdoba (398) e Buenos Aires (163.)

A sua volta la “Nota settoriale Macchine agricole” a cura dell’ufficio ICE – Agenzia di Buenos Aires, datato febbraio 2020, sottolinea come quello delle macchine agricole sia un settore con un forte impatto economico-sociale sugli ambienti produttivi, a causa della generazione di un alto numero di posti di lavoro, esternalità, reddito distributivo e legame con il territorio.

L’Argentina è il secondo Paese al mondo per l’impiego di agricoltura di precisione dopo gli Stati Uniti e il primo in America Latina per quanto attiene a sviluppo, produzione e utilizzo di questo tipo di tecnologia. Inoltre, l’Argentina ha più di 20 imprese in tutto il mondo che producono elettronica e software per macchine agricole altamente tecnologiche, che elaborano le informazioni e consentono di migliorare le prestazioni, e questo settore esporta in modo competitivo in oltre 50 Paesi.

Ma non è tutto. L’85 per cento delle attrezzature e degli strumenti tecnologici di cui il Paese ha bisogno è prodotto in Argentina trattandosi dell’unico Paese dell’America Latina in grado di soddisfare queste caratteristiche con la sua industria, grazie alla rete tra pubblico e privato, composta da aziende nazionali, statali e multinazionali.

 

L’INDUSTRIA CHIEDE UNA NORMATIVA CHE TUTELI IL PRODOTTO DI FABBRICAZIONE NAZIONALE

Per mantenere vivo il dinamismo che si registra in quest’ultimo periodo a livello imprenditoriale, sostenuto peraltro da promettenti portafogli ordini,  l’industria chiede linee di credito specifiche. «Ci stanno ascoltando perché aumentiamo il personale offrendo un lavoro stabile come non accadeva  da tempo» ha fatto presente Cestari.

E mentre gli istituti di credito pubblici e privati moltiplicano le loro proposte creditizie, caratterizzate da tassi e termini che siano da stimolo agli acquisti, c’è un altro fronte sul quale le organizzazioni di settore stanno lavorando e riguarda la messa a punto di una legge che differenzi le macchine di fabbricazione nazionale da quelle importate, sulla scia della normativa che già regola l’industria dei ricambi auto e tutela le PMI locali rispetto alle multinazionali.

«Non intendiamo affatto mettere dei paletti alle importazioni – spiega Cestari – ma semplicemente chiediamo qualcosa di simile a quello che accade in Brasile, dove se non se produci internamente il 60 per cento di ciò che vendi il tuo prodotto è considerato d’importazione e pertanto non hai diritto ad agevolazioni o sovvenzioni. D’altra parte, una cosa è produrre un’altra è assemblare perché nel primo caso occorrono molte più persone, cambiano i costi delle forniture, le leggi sul lavoro e così via».

 

CRESCE L’APPEAL DEL MACCHINARIO AGRICOLO “MADE IN ARGENTINA”

Una normativa, in poche parole, destinata a premiare le macchine agricole di fabbricazione nazionale che comunque già godono di un buon gradimento da parte degli agricoltori locali. A  tal proposito gli analisti fanno notare il grosso contributo all’aumento del fatturato di settore 2020 fornito  dalle macchine e attrezzature “made in Argentina” da identificare soprattutto in seminatrici, irroratrici e tramogge che hanno fatto registrare consistenti aumenti anche in termini di unità vendute, con +24,9%, +52,2% e +37,6% rispettivamente.

Ma c’è da dire che anche nel caso dei trattori, per i quali, come abbiamo visto, l’incremento complessivo in termini di unità vendute nel 2020 non è andato al di là del 4,3 per cento, i modelli nazionali hanno incrementato le vendite del 31,2 per cento rispetto al 2019 e quelli  di importazione sono diminuiti del 42,2 per cento.

Analogo trend per le mietitrebbie che hanno visto le macchine prodotte in loco crescere del 6,5 per cento e quelle importate diminuire del 14,3 per cento, sempre su base annua.

 

BRASILE AL PRIMO POSTO NELL’EXPORT E NELL’IMPORT

Dopo aver raggiunto nel 2019 il valore complessivo di 118,4 milioni di dollari, in crescita dell’1,5 per cento rispetto all’anno precedente, le esportazioni di macchine agricole hanno subito un forte calo nel primo quadrimestre del 2020, da attribuire in larga misura all’’impatto della pandemia sulla logistica del commercio estero.

Il valore dell’export nel periodo considerato (ultimi dati disponibili) si è attestato a quota 25 milioni di dollari in contrazione del 34,4 per cento rispetto a gennaio-aprile  2019, mentre il calo in termini di volumi (tonnellate spedite) è stato del 27 per cento.

Per quanto riguarda la destinazione delle esportazioni il Brasile si è confermato nel primo quadrimestre 2020 il principale acquirente, con il 60,3 per cento del valore totale esportato, seguito da Uruguay (14,1%), Cile (8,2%) e Stati Uniti (4,9%).

 

© Barbara Mengozzi

 
Fonte immagini: CAFMA, Expoagro 2020, Indecar.
 
 

 

L'azienda del mese
Sotto i riflettori