HomeMercatiArgentina, macchine agricole tra luci e ombre: il boom delle mietitrebbie e l’allarme “import” cinese Argentina, macchine agricole tra luci e ombre: il boom delle mietitrebbie e l’allarme “import” cinese Mercati 11/03/2026 - meccagri Il bilancio del 2025 per la meccanizzazione agricola in Argentina si è chiuso con un timido segno positivo in termini di unità immatricolate (+2%), ma le prospettive per il 2026 sono cariche di incognite, avvalorate dai dati preoccupanti del mese di febbraio che confermano quanto il mercato stia accusando il colpo dell’incertezza economica e climatica. Stando alle cifre fornite dalla Divisione Macchine agricole dell’Asociación de Concesionarios de Automotores de la República Argentina (ACARA) che pubblica mensilmente i dati delle immatricolazioni (Informe de Patentamientos), complessivamente le macchine agricole hanno chiuso l’anno scorso con 6.643 unità immatricolate, che, come anticipato, rappresentano un incremento del 2% rispetto alle 6.515 unità del 2024. Ti potrebbe interessare >>> Macchine agricole: l’Argentina non “piange” più MIETITREBBIE, IL VERO MOTORE DELLA CRESCITA Il segmento delle mietitrebbie è stato l’indiscusso protagonista dell’anno, segnando un balzo del 19,2% con 734 unità vendute. Anche se il volume resta al di sotto della media storica degli ultimi 15 anni necessaria per un reale rinnovo tecnologico, si tratta comunque della migliore performance dell’ultimo triennio, trainata dalla domanda di macchine ad alta capacità (classi PG6 e PG7), dove la tecnologia fa la differenza e la cui richiesta risponde all’esigenza di migliorare l’efficienza produttiva. IL DOMINIO TECNOLOGICO DI JOHN DEERE E CNH John Deere si è confermato nel 2025 il leader indiscusso con una quota di mercato del 40,9%, posizione ulteriormente rafforzata a gennaio 2026, quando ha raggiunto il 51,7% del mercato. La sua forza risiede nella capacità di presidiare le fasce di potenza più elevate (PG7 e PG8). Case IH ha mantenuto lo scorso anno la seconda posizione con il 26,6% del mercato grazie a una solida base di utenti che cercano alta produttività. Ad occupare il tezo gradino del podio, sempre nel 2025, è stata New Holland detentrice di un market share del 21,8%, Va però tenuto presente che, sebbene come marchio singolo sia terzo nella classifica per brand, insieme a Case IH permette al gruppo CNH Industrial di chiudere il 2025 come leader assoluto a livello di gruppi con il 48,4%. TRATTORI: STALLO UFFICIALE E IL “MERCATO OMBRA” Il settore dei trattori ha chiuso l’anno in sostanziale pareggio tecnico (+0,3%) con 5.259 unità registrate. Tuttavia, questi numeri raccontano solo una parte della storia. Il dato più eclatante emerso dall’analisi di fine anno riguarda il mercato “ombra”. ACARA stima infatti che nel 2025 siano entrati in Argentina circa 4.000 trattori cinesi al di fuori dei canali formali di immatricolazione. Questo fenomeno porterebbe pertanto il mercato reale dei trattori a sfiorare le 9.000 unità, ben oltre le 5.259 ufficiali, evidenziando una sfida enorme per le reti di vendita consolidate costrette a competere con politiche di prezzo particolarmente aggressive. JOHN DEERE MANTIENE LA VETTA MA CNH ACCORCIA LE DISTANZE Il mercato dei trattori è quello che risente maggiormente della concorrenza “informale” asiatica, ma i canali ufficiali vedono i brand storici mantenere il controllo. John Deere si conferma leader di mercato con il 38,7% e un ampio distacco sugli inseguitori. Nonostante il calo fisiologico di gennaio 2026 (il market share è sceso al 35,7%), resta il punto di riferimento per le medie e grandi potenze (131-240 HP). New Holland ha occupato stabilmente il secondo posto nel 2025, con una quota di mercato del 17,9%, tuttavia a gennaio 2026 è stata scalzata dalla “sorella” Case IH, scendendo al terzo posto con il 14,9%. Case IH, a sua volta, dopo un 2025 al terzo posto con il 13,3% del mercato, ha iniziato il 2026 con un forte scatto, portandosi al secondo posto (16,7%) e contribuendo a ridurre il gap del gruppo CNH nei confronti di John Deere. Tra i produttori nazionali spicca Pauny con una quota del 9,9%. La sfida per i brand storici è sempre più.quella di difendere il valore dell’assistenza post-vendita contro l’aggressività dei prezzi dei nuovi competitor asiatici. IRRORATRICI: SFIDA APERTA TRA INDUSTRIA NAZIONALE E PLAYER GLOBALI Le irroratrici sono state l’unico comparto a chiudere il 2025 in negativo, seppur lievemente (-0,8% con 650 unità). La competizione qui è serratissima: i marchi nazionali mantengono le prime posizioni, ma sentono la pressione dei colossi globali che, grazie alla riapertura delle importazioni, stanno recuperando terreno. Metalfor (21,2% nel 2025) ha chiuso il 2025 come leader (21,2% di market share), simbolo dell’efficienza dell’industria nazionale argentina. A gennaio 2026 però, pur restando sul podio, è scivolata al secondo posto (17,9%). PLA, il brand di proprietà John Deere, ha mantenuto nel 2025 una quota solida (19,7% del mercato) grazie alla perfetta integrazione tecnologica. All’inizio del 2026 però la quota di mercato, insieme a John Deere, era scesa a circa il 18%. Caiman è la vera sorpresa dell’ultimo periodo. Dopo un ottimo terzo posto nel 2025, con il 16,3% del mercato, ha iniziato il 2026 come leader di mercato a gennaio con il 20,5% delle preferenze, superando Metalfor e confermando l’estrema volatilità del segmento. IL MONITO DI AFAT: SENZA PARITÀ DI CONDIZIONI LA FILIERA È A RISCHIO Oltre alla concorrenza asiatica, l’Associazione argentina dei produttori dei produttori di trattori e altre attrezzature (AFAT) ha espresso profonda preoccupazione per la recente deregolamentazione governativa che, come accennato sopra, consente l’importazione di macchinari usati. Secondo il presidente di AFAT, Leandro Brito (nella foto sopra), questo flusso rischia di competere slealmente con la produzione locale e di destabilizzare il valore residuo dell’usato dei concessionari argentini. Brito ha sottolineato come la filiera nazionale, che conta 12 stabilimenti e dà lavoro a circa 15.000 famiglie, si trovi a competere con Paesi che vantano strutture fiscali, lavorative e finanziarie molto più leggere. «Siamo disposti a competere, ma abbiamo bisogno di condizioni di parità», ha dichiarato, sottolineando altresì un rischio sistemico per gli agricoltori: l’acquisto di macchine importate senza una rete di assistenza e ricambi consolidata. «Una macchina agricola ferma per mancanza di ricambi – ha avvertito – non è solo un danno per il proprietario, ma una perdita di produttività per l’intero sistema Paese». INIZIO DEL 2026 IN CHIAROSCURO: DOPO UN GENNAIO VIVACE, UN FEBBRAIO IN FRENATA Il 2026 è iniziato con segnali di vivacità: a gennaio sono state immatricolate immatricolate complessivamente 494 unità, con una crescita del 4,9% rispetto a gennaio 2025 e un incoraggiante +8,3% rispetto a dicembre. Si è trattato, per l’esattezza di 395 trattori (+4,8% rispetto a gennaio 2025), 60 mietitrebbie (+27,7%) e 39 irroratrici (+21,9%). La doccia fredda è arrivata con il mese di febbraio 2026 che, con sole 360 immatricolate unità tra trattori, mietitrebbie e irroratrici, ha fatto registrare un pesante -27,1% rispetto a gennaio e un altrettanto pesante -10,7% su base annua confermando l’ingresso del mercato in una fase di “stand-by” in attesa della rassegna Expoagro. In dettaglio, le mietitrebbie con 54 unità registrate, hanno subito un calo del 10% rispetto a gennaio e dell’11,5% rispetto a febbraio 2025. I trattori, dal canto loro, sono stati il segmento più colpito in termini di volumi, con 294 unità (-25,6% su base mensile). In grande sofferenza, infine, il comparto delle irroratrici con appena 12 unità e un crollo del 62,5% su base annua. Questi numeri, definiti da ACARA “magri”, riflettono la strategia degli agricoltori che hanno preferito posticipare gli acquisti sperando nei finanziamenti agevolati e nei nuovi lanci previsti per la rassegna di San Nicolás. EXPOAGRO 2026: IL MOMENTO DELLA VERITÀ Tutti gli occhi sono ora puntati su Expoagro, la più grande rassegna agroindustriale all’aperto del Paese, in corso di svolgimento (dal 10 al 13 marzo) nella sua sede permanente di San Nicolás de los Arroyos, nei pressi di Buenos Aires, ritenuta all’unanimità il termometro della fiducia degli agricoltori nonché lo spartiacque per l’anno in corso. Nel 2025, le vendite erano esplose durante la fiera grazie a tassi di finanziamento agevolati al 15%, per poi crollare quando i tassi sono risaliti sopra il 24%. Produttori e concessionari sperano che l’evento possa replicare l’entusiasmo iniziale, offrendo le condizioni necessarie per sbloccare gli investimenti tecnologici di cui le campagne argentine hanno urgente bisogno. Secondo gli analisti, a fronte di un potenziale che non manca – le stime indicano che l’Argentina avrebbe bisogno di 1.200 mietitrebbie e 8.000 trattori l’anno per ammodernarsi. – il mercato si trova davanti a un bivio: o le nuove condizioni di finanziamento e le agevolazioni fiscali (come l’ammortamento accelerato dei beni di capitale) riattiveranno il volano degli ordini gli ordini, o il settore rischia di scivolare in una stagnazione profonda. Secondo ACARA, la ripresa nel 2026 dipende interamente da tre fattori chiave: la stabilità delle variabili economiche, il ritorno di finanziamenti a tassi accessibili e l’andamento del raccolto. La stabilità economica, il sostegno creditizio e condizioni meteo favorevoli saranno gli unici strumenti per contrastare l’avanzata dell’usato e dei prodotti “low-cost” d’importazione. © Barbara Mengozzi Fonte tabelle: Acara, Fonte immagini: Le immagini fieristiche si riferiscono a Expoagro 2026. L’immagine di apertura è stata realizzata con il supporto dell’IA. Argentina | Expoagro 2026