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Assomao in FederUnacoma vuole tornare ad essere importante. La parola al vicepresidente Selvatici.

By at Luglio 22, 2015 | 16:36 | Print

Assomao in FederUnacoma vuole tornare ad essere importante. La parola al vicepresidente Selvatici.

Dare voce alle istanze delle piccole e medie imprese, che tuttora costituiscono l’ossatura del sistema economico nazionale, e supportarle con strumenti pratici che permettano, nell’attuale fase di recessione, di recuperare margini di competitività sui mercati domestici ed internazionali.

 

IN CERCA DI RAPPRESENTATIVITÀ

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È uno degli obiettivi dichiarati del nuovo consiglio direttivo di Assomao, l’associazione dei costruttori implements aderenti a FederUnacoma, che, dopo un periodo che potremmo definire di scarsa incisività, appare oggi fortemente intenzionata a svolgere un ruolo attivo all’interno dell’organismo che rappresenta i costruttori di macchine agricole italiani.

«Credo sia significativo sottolineare il fatto che la presidenza e la vicepresidenza siano andate a due aziende medio piccole che, nel nostro come in larghissima parte dei settori produttivi italiani, sono quelle che ancora tengono in piedi il Paese, nonostante le difficoltà quotidiane sempre crescenti che ci troviamo ad affrontare», sottolinea Lorenzo Selvatici (nella foto di apertura) dell’omonima azienda Selvatici, eletto vicepresidente di Assomao nel corso dell’assemblea annuale di FederUnacoma (vedi link) che si è svolta lo scorso 30 giugno (le elezioni del presidente e del vicepresidente del gruppo delle macchine agricole operatrici sono avvenute con un anno di anticipo rispetto a tutte le altre associazioni che compongono FederUnacoma, essendo i vertici di Assomao dimissionari, ndr).

 

RICOMPATTARE LE FILA

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«Insieme al presidente Pier Silvio Mayer (nella foto sopra), titolare dell’azienda Sovema, ringrazio tutti coloro che ci hanno votato per la fiducia – fa presente Selvatici –. Abbiamo davanti 12 mesi per fare qualcosa di buono e concreto per la nostra Associazione e ci auguriamo di riuscire nella missione e di ricompattare un gruppo ad oggi molto disunito. In particolare, vorremmo cercare di dare una impronta molto concreta ed efficace ai nostri incontri, in modo da potere recuperare insieme tutto quello che è andato un po’ smarrito nell’ultimo biennio».

 

I PROGRAMMI DEL NUOVO CONSIGLIO DIRETTIVO

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Un intento condiviso dall’intero consiglio direttivo di Assomao che, riunitosi per la prima volta il 16 luglio, ha messo in cima alle sue priorità quella di far sì che l’associazione torni a far sentire all’interno di FederUnacoma il proprio peso, commisurato ad una rappresentatività che supera il 50 per cento sia come numero di associati sia come gettito contributivo.

«Per fare ciò – precisa Selvatici – cercheremo di fare gioco di squadra e di aumentare la coesione anche all’interno della giunta e del consiglio direttivo di FederUnacoma».

Sul tavolo ci sono già una serie di iniziative, come quella che si prefigge di ottenere un migliore funzionamento dei Piani di sviluppo rurale che, a causa della loro lacunosità, finiranno col far perdere al nostro Paese una cospicua parte dei fondi assegnati a Bruxelles: oltre 1 miliardo di euro già stanziati che rischiano di ritornare nelle casse dell’Unione europea.

Si cercherà anche di far prestare maggiore attenzione alle certificazioni CE e alle normative relative ad alcuni macchinari, in quanto pare che alcuni costruttori non le rispettino correttamente.

 

INTERPRETI DELLE ISTANZE DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE

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Pragmatico e risoluto, Lorenzo Selvatici conosce bene le esigenze di quella piccola e media imprenditoria alla quale la meccanizzazione agricola “made in Italy” deve larga parte del suo successo, in Italia e, soprattutto, all’estero.

La storia dell’azienda di famiglia, della quale Lorenzo ha assunto le redini lo scorso anno, subentrando al padre Franco in qualità di presidente del consiglio di amministrazione, si snoda lungo un percorso comune a quello di tante altre imprese di un comparto che, sviluppatosi nel Dopoguerra partendo da condizioni di grande svantaggio rispetto agli Stati Uniti e ad altri Paesi europei, ha saputo crescere brillantemente sviluppando qualità e tecnologie, fino a proiettare il nostro Paese sul podio della classifica mondiale dei Paesi esportatori di macchine per l’agricoltura e il movimento terra.

 

LA FORZA DELL’EXPORT

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Attualmente la Selvatici esporta circa il 65 per cento della propria produzione. Si tratta di macchine per la lavorazione del terreno (vangatrici), destinate essenzialmente all’orticoltura e alla viticoltura, ma che possono essere usate anche in campo aperto in condizioni particolari (per esempio terreni molto bagnati).

In listino ci sono anche trivelle e arieggiatori per la manutenzione dei tappeti erbosi in stadi e campi da golf.

Nel complesso, una gamma caratterizzata da elevata specializzazione e customizzazione dell’offerta, grazie alla quale la ditta di San Lazzaro di Savena, in provincia di Bologna, è riuscita ad ottenere nel primo semestre 2015, a dispetto della sfavorevole congiuntura economica internazionale, un incremento del 5 per cento del fatturato globale.

 

© Barbara Mengozzi

 

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