BKT Case Histories: Attems-Marchesi Frescobaldi, lo pneumatico giusto per far correre il trattore

BKT 12/01/2023 -
BKT Case Histories: Attems-Marchesi Frescobaldi, lo pneumatico giusto per far correre il trattore

Un esempio di costruttiva sinergia tra utilizzatore finale, dealer di zona e i due produttori di pneumatici e macchinari arriva dalla Tenuta Attems-Marchesi Frescobaldi, con sede a Capriva del Friuli (GO), azienda protagonista della storia del vino in Friuli-Venezia Giulia.
Al centro della soddisfazione di tutte le parti coinvolte c’è un trattore Landini Rex4 modello S (vigneto) equipaggiato con pneumatici BKT AGRIMAX RT 765: «Abbiamo tempi di lavorazione concitati sia per i trattamenti, sia per la vendemmia – riassume Simone Lepre, tecnico agrario che da oltre 15 anni lavora per la tenuta e che segue, in particolare, tutti gli aspetti della meccanizzazione aziendale –. Non possiamo restare a piedi, gli pneumatici devono essere affidabili tanto quanto il trattore».

 

QUARANTA ETTARI DI VIGNETO NEL COMPRENSORIO DEL COLLIO GORIZIANO

Diretta da Gianni Napolitano, e di proprietà della famiglia Frescobaldi dal 2000, la Tenuta vanta una lunga storia. Risale infatti all’inizio del 1100 il primo documento che attesta i possedimenti di vigneti in Collio da parte della dinastia Attems.
Oggi si sviluppa su una superficie di circa 40 ettari a uve bianche, eccezion fatta per una varietà di Cabernet Franc di rosso. Il grosso della produzione è incentrato sulle varietà autoctone, in particolare Ribolla ferma e Tocai. Sauvignon, Pinot Grigio e Chardonnay completano l’offerta, mentre per il prossimo futuro, con nuovi impianti, si pensa di recuperare la Malvasia Istriana.

Tutte le vigne si trovano nel Comune di Gorizia: 15 ettari sono localizzati nella zona alluvionale dell’Isonzo, i restanti 25 sono in zona collinare. Sono tutti vigneti rinnovati, il che ha permesso di incrementare il numero di ceppi per ettaro: «Abbiamo appena raggiunto il traguardo del milione di bottiglie, tutte destinate al canale Horeca – riferisce Lepre –. Il principale mercato di sbocco è quello europeo, con il mercato italiano che fa sicuramente da traino. Ma lavoriamo molto bene anche negli Stati Uniti, in Canada e in Giappone».

A caratterizzare la zona è il microclima: «Ci troviamo in un territorio fresco, ma mitigato dalla vicinanza del mare, in linea d’aria siamo a 15 chilometri dal Golfo di Trieste», fa notare Lepre. Per via delle scarse piogge quest’anno, rispetto alla norma, l’annata non è stata particolarmente complessa sul fronte dei trattamenti in campo. Di contro, si sarebbe potuto presentare il problema della carenza idrica, ma la pratica del sovescio ha permesso di non andare in sofferenza anche nelle zone difficilmente irrigabili. «Crediamo molto nelle lavorazioni del terreno, in particolare nel sovescio, perché siamo convinti che la qualità dell’uva si fa prima di tutto in campo – spiega –. Anche quest’anno, nonostante le difficoltà oggettive dovute alla siccità, abbiamo avuto un raccolto più che soddisfacente sia in termini quantitativi, sia in termini qualitativi».

 

NEL SEGNO DELLA SOSTENIBILITÀ

Lotta integrata, confusione sessuale, ottimizzazione dei prodotti fitosanitari e vendemmia rapida, intensa e perlopiù meccanica sono gli elementi cardine del metodo produttivo di Frescobaldi, a cui si aggiungono le potature secondo il metodo della scuola di Simonit e Sirch: «Per noi si tratta di un investimento che si traduce in una maggiore longevità delle vigne – riferisce Lepre –. Così come guardiamo molto alla biodiversità: crediamo che agricoltura e territorio debbano convivere in maniera sostenibile».
Nei progetti di breve termine, oltre al progressivo ampliamento della superficie produttiva, la proprietà ha intenzione di costruire una nuova cantina tra i vigneti, in una zona centrale e coreografica, che ne permetterà anche lo sviluppo turistico.

 

IL RUOLO CENTRALE DELLA MECCANIZZAZIONE

Per la Tenuta Attems-Marchesi Frescobaldi la meccanizzazione riveste un ruolo centrale: il parco macchine è composto solo da trattori gommati, di cui cinque sono il modello Rex di Landini. La maggior parte delle macchine ha un’età media di quattro anni, ma ci sono anche trattori che hanno superato le 12mila ore di lavoro: «Cerchiamo di garantire un certo turnover per avere un parco macchine sempre aggiornato ed efficiente».

L’ultimo arrivato in azienda, ad agosto 2022, è un Rex4 modello S (vigneto) equipaggiato con pneumatici BKT AGRIMAX RT 765 (380/70 R 28 posteriori, 280/70 R 18 anteriori). Il trattore ha già totalizzato circa 250 ore di lavoro.

 

LA PROFICUA PARTNERSHIP CON ARGO TRACTORS

Da sinistra: Andrea Caglio, Field Engineer BKT, Alice Maggioni, assistente Marketing BKT, e Simone Lepre, tecnico agrario della Tenuta Attems-Marchesi Frescobaldi.

«L’azienda è totalmente affidata nelle mani sapienti di Landini – precisa Lepre –. Si tratta di accordi che Frescobaldi ha stretto già qualche anno fa e che riteniamo solidi e duraturi. Siamo stati felici, viste le già positive esperienze che abbiamo avuto in passato, di ricevere una macchina gommata BKT».

A fare da trait d’union Massimo Pauletto di Agriosso srl, il concessionario Argo Tractors di zona: «Collaboriamo benissimo con Agriosso perché ci supporta nella scelta dei macchinari – commenta Lepre –. Tendenzialmente tutte le nostre macchine sono accessoriate al top, con l’ultimo Rex4 arrivato in azienda stiamo puntando molto sulla precisione e sull’agricoltura 4.0. Di fatto stiamo cercando di interconnettere le nostre pratiche colturali al supporto digitale che la tecnologia odierna può darci, siamo consapevoli e stiamo toccando con mano l’importanza del dato: meglio si conosce l’azienda, meglio si lavora».

«Poiché l’azienda continua a crescere e poiché in progetto ci sono dei nuovi impianti già nel prossimo futuro – aggiunge Lepre – abbiamo già finalizzato, per il 2023, l’acquisto di un altro trattore Rex4 modello S. Anche su questo, così come abbiamo fatto per quello arrivato ad agosto, abbiamo opzionato l’assale sospeso anteriore, il quale si è rivelato rivoluzionario: ci agevola molto di più sulla percorrenza e sulla scorrevolezza del trattore in presenza di asperità, senza considerare il comfort e la sicurezza in collina, perché tutti gli pneumatici sono appoggiati sul terreno».

«Sul trattore in arrivo – precisa Pauletto – abbiamo concordato anche il cambio robotizzato, un altro passo avanti verso il miglioramento delle performance. Una decisione nata dal proficuo confronto che abbiamo da sempre con Frescobaldi».

 

L’IMPORTANZA DELLA GOMMATURA

«Abbiamo un utilizzo degli pneumatici parecchio importante, poiché l’azienda si sviluppa per buona parte su terreni pesanti. Questi derivano dalla ponca, uno strato di argille compresse tipico della zona che, sebbene conferisca alle uve del Collio mineralità e aromaticità uniche, a seconda di una serie di fattori può trovarsi in diversi stadi, da compatto a sbriciolato – riferisce Lepre -. Per tale motivo abbiamo necessità di meccanizzare, perché dobbiamo compensare le diverse situazioni con concimazioni, estirpatura, ripuntatura, e tutte le altre lavorazioni necessarie per cercare di avere una vigoria della vigna il più omogenea possibile, in modo da ottenere lo stesso grado di maturazione e di qualità su tutto il vigneto. Inoltre, va precisato che l’utilizzo dello pneumatico è a tuttotondo perché, oltre al lavoro in vigna, impieghiamo i trattori anche per il trasporto su strada. Le nostre macchine lavorano mediamente 1000 ore l’anno».

 

AGRIMAX RT 765, LO PNEUMATICO TUTTOFARE, PER L’UTILIZZO MISTO IN CAMPO E SU STRADA

In questo contesto, AGRIMAX RT 765 di BKT si è rivelato lo pneumatico giusto nel posto giusto. «AGRIMAX RT 765 è lo pneumatico tuttofare, dunque corretto per l’utilizzo misto in campo e su strada – conferma Andrea Caglio, Field Engineer di BKT -. La misura /70 permette di avere una buona capacità di carico anche a pressioni più basse, senza quindi sprofondare nel terreno. Inoltre è dotato di una buona carcassa molto guidabile anche su strada, grazie alla spalla non eccessivamente alta che conferisce stabilità».

Quanto alla pressione di utilizzo corretta, l’esperto condivide l’importanza di lavorare a basse pressioni: «Con il sovescio l’obiettivo è ridurre al massimo il compattamento del terreno – precisa Lepre –. Noi di norma teniamo 1.2 bar sugli anteriori e 1.5 sui posteriori, per cercare di avere uno pneumatico che lavora sì a bassa pressione, ma che è anche in grado di supportare quasi tutti i carichi». «Allo stesso tempo – aggiunge Caglio – in vigna si è costretti a lavorare con pneumatici stretti e pertanto, lo pneumatico che monta il Rex4, si rivela perfetto».

«I filari  della Tenuta Attems-Marchesi Frescobaldi sono tutti larghi due metri per una questione pratica e di ottimizzazione – argomenta Lepre –. Ma è una scelta che ci vincola a scegliere macchine che abbiano una certa stazza per portare a termine le lavorazioni del terreno, ma con ingombro ridotto, non più di 1,5 metri di larghezza».

 

OTTIME PERFORMANCE ED ELEVATA STABILITÀ ANCHE SULLE PENDENZE E IN CONDIZIONI GRAVOSE

«Ci troviamo in una zona piuttosto piovosa e pertanto siamo in lotta perenne con la Peronospora. Siamo dunque costretti a entrare in vigneto con una certa frequenza e può capitare di dover lavorare con parecchio fango, in condizioni tutt’altro che ottimali – prosegue Lepre –. Perciò un altro aspetto che riteniamo fondamentale nella scelta dello pneumatico è la sua capacità di conferire stabilità anche sulle pendenze e in condizioni di lavoro non sempre ideali. Si tratta infatti di un discorso di sicurezza, ma anche di capacità operative della macchina».

«Siamo convinti che non si possa sbagliare la scelta dello pneumatico e pertanto ci siamo a lungo confrontati con Pauletto fino ad arrivare alla decisione che si è rivelata vincente – conclude Lepre –. Sulle nostre macchine gli pneumatici durano circa 3000-3500 ore per gli anteriori, 6-7 mila ore per i posteriori, poiché facendo trattamenti sul bagnato cerchiamo di non arrivare mai al limite, il trattore deve essere sicuro e deve “correre”. Di sicuro torneremo a scegliere BKT».

 

© Emanuela Stìfano

Nella foto di apertura da sinistra: Andrea Caglio, Massimo Pauletto e Simone Lepre.

 

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