Autonomia tra i filari: oltre il mito del “senza operatore”

Robot 30/07/2026 -
Autonomia tra i filari: oltre il mito del “senza operatore”

Tramontato il sogno del “tutto elettrico e tutto autonomo” di Monarch, messo a dura prova dalla difficoltà delle operazioni in campo, la meccanizzazione viticola sta imboccando una “via di mezzo” estremamente concreta, coniugata in scelte tecnologiche differenti tra loro – analizzate a grandi linee qui di seguito – ma che condividono la strategia di fondo di integrare l’intelligenza artificiale direttamente nel DNA dei trattori specializzati che i viticoltori già conoscono.

In altre parole, come è stato efficacemente sintetizzato da più parti, l’autonomia nel vigneto non è più una corsa a chi toglie prima l’operatore dal sedile, ma a chi riesce a rendere il trattore un compagno di lavoro capace di gestire da solo le fasi più ripetitive e faticose, come i trattamenti fitosanitari, lasciando all’agricoltore il controllo decisionale.

 

NEW HOLLAND T4 ELECTRIC POWER: IL PIONIERE SILENZIOSO

NEW HOLLAND T4 ELECTRIC POWER

New Holland, pur avendo collaborato con Monarch, ha optato per una piattaforma più solida, dotata di esclusive funzioni autonome pensate per la gestione quotidiana del vigneto, che integra la meccanica tradizionale con la propulsione elettrica.

NEW HOLLAND T4 ELECTRIC POWER

È nato così il T4 Electric Power che, completamente alimentato da un pacco batterie in grado di garantire il funzionamento per una giornata intera, a fronte di tempi di ricarica di un’ora soltanto, offre una potenza massima di 120 cavalli, una coppia massima di 440 Nm e una velocità massima di 40 km, prestandosi ottimamente a compiere quelle operazioni specialistiche che richiedono un trattore di bassa potenza.

 

Le funzionalità Autonome

NEW HOLLAND T4 ELECTRIC POWER
Come anticipato, il T4 Electric Power offre diverse funzioni autonome progettate per ridurre il costo totale di esercizio (TCO), assistere l’operatore durante la guida, migliorare le prestazioni e la qualità complessiva delle applicazioni e utilizzare al meglio le competenze dell’operatore.

In particolare, grazie alla tecnologia Smart Roof – un esclusivo sistema di “awareness” ovvero di sorveglianza a 360 gradi che integra sensori, telecamere e centraline al fine di rilevare ed evitare ostacoli, sincronizzare più macchine e controllare lo stato dei processi – il trattore offre la funzione “Follow Me”. In questa modalità, il mezzo segue letteralmente l’operatore impegnato a terra fermandosi e ripartendo in sincronia con i suoi movimenti.

NEW HOLLAND T4 ELECTRIC POWER

Allo stesso modo, la modalità Shadow permette all’operatore di guidare la macchina dall’esterno usando il controllo gestuale, evitando così di dovere rimanere sempre all’interno della cabina stessa.Per finire, la funzione Invisible Bucket (benna invisibile), grazie allo Smart Roof, offre la possibilità di vedere in tempo reale cosa c’è davanti e all’interno della benna anteriore, “rendendola” virtualmente trasparente sul display in cabina.

In evidenza, tra i vantaggi operativi legati alla propulsione elettrica, la silenziosità che permette lavorazioni notturne vicino ai centri abitati senza disturbare, mentre la coppia istantanea del motore elettrico garantisce un controllo della trazione superiore nelle ripartenze in pendenza.

 

DEUTZ-FAHR: IL TRATTORE “SENSORE”


Per il gruppo SDF, e in particolare per Deutz-Fahr, l’autonomia è il naturale traguardo di una meccanica già pesantemente digitalizzata avente come base la trasmissione TTV (a variazione continua) che, gestita elettronicamente, permette al software di controllo di regolare la velocità con una precisione millimetrica.

DEUTZ-FAHR autonomi

L’innovativa tecnologia Smart Vineyard Tractor, premiata come Novità Tecnica a EIMA 2024, introduce l’innovativo concetto del “trattore sensore”, ovvero un mezzo attrezzato per la raccolta automatica di dati agronomici finalizzati al monitoraggio della coltura, che abilita al contempo il veicolo a funzioni innovative, come la guida senza operatore a bordo e la gestione autonoma delle attrezzature.

 

Un intero ciclo di lavoro automatizzato

DEUTZ-FAHR autonomi

Smart Vineyard Tractor, grazie al set di sensori evoluti e alla centralina a elevata capacità di calcolo posta sul tetto della cabina, è in grado di raccogliere ed elaborare in tempo reale una numerosa serie di dati provenienti dall’ambiente in cui è immerso, per ottenere non solo lo svolgimento autonomo delle operazioni nel filare, ma anche la mappatura dell’evoluzione della crescita vegetativa e dello stato fisiologico della coltura, permettendo anche di eseguire diagnosi precoci dell’insorgenza delle più comuni patologie viticole.

In concreto, avanzati algoritmi di Intelligenza Artificiale fanno in modo che il trattore e le attrezzature abbinate siano in grado di operare in completa autonomia all’interno del vigneto, ottimizzandone in tempo reale il comportamento in funzione delle condizioni ambientali e operative.

Caratteristica fondamentale di Smart Vineyard Tractor è la completa integrazione nei modelli della serie 5 DF/DS/DV TTV, mantenendo inalterata la struttura originale delle macchine, ma ampliandone significativamente la versatilità. Sono mezzi che possono infatti lavorare sia con l’operatore a bordo sia come robot totalmente autonomi, se la normativa lo consente.

 

FENDT e100 V VARIO: L’ELETTRICO CHE SI PREPARA AL “DRIVERLESS”

FENDT e100 V VARIO
Un posto di rilievo in questa carrellata tecnologica lo merita indubbiamente anche Fendt con l’e100 V Vario, modello con cui il costruttore di Marktoberdorf ha portato la celebre trasmissione a variazione continua nel mondo della propulsione a batteria.

Spinta da un pacco batterie da 100 kWh, che garantisce un’autonomia operativa compresa tra le 4 e le 7 ore nei lavori a carico parziale (come il diserbo meccanico o la cimatura), la macchina sfrutta soluzioni hardware mirate a ottimizzare ogni singolo chilowattora. Tra queste, spiccano la funzione Start-Stop e l’evoluto sistema di recupero dell’energia in frenata tramite pedale, fondamentali per rigenerare la carica durante i continui rallentamenti in capezzagna.

FENDT e100 V VARIO

Pur mantenendo la cabina tradizionale per l’operatore umano, la macchina integra tecnologie che ne automatizzano gran parte del lavoro operativo.
Non si tratta, per l’esattezza, di un trattore a guida autonoma nativa, ma può essere considerato a tutti gli effetti il perfetto trampolino di lancio verso il futuro driverless del marchio.

 

Fendtone: l’infrastruttura dell’autonomia

L’automazione tra i filari firmata Fendt non passa semplicemente dall’hardware, ma trova il suo fulcro in FendtONE, il sistema operativo proprietario che combina soluzioni di smart farming e di gestione aziendale per l’uso integrato in campo e in ufficio. Nel contesto dell’evoluzione robotica, FendtONE agisce come una vera e propria infrastruttura digitale abilitante.

Attraverso la componente offboard (in ufficio), il viticoltore pianifica le traiettorie millimetriche e i compiti operativi; tramite il cloud, queste istruzioni vengono digerite dalla componente onboard (la macchina), che le esegue in campo dialogando in tempo reale con le attrezzature tramite lo standard ISOBUS TIM (Tractor Implement Management).

 

L’ultimo upgrade: scambio dati e sincronizzazione in campo

Recentemente arricchita di nuove e importanti funzioni, la piattaforma FendtONE fa un ulteriore passo avanti verso la gestione automatizzata della flotta. Grazie alla funzione Workgroup, oggi è possibile lo scambio di dati in tempo reale tra più macchine impegnate nello stesso appezzamento.

Per agevolare le operazioni, la funzione Coverage Guidance crea linee guida georeferenziate che si adattano dinamicamente alla modalità di lavoro dell’operatore, favorendo l’uso della guida automatica anche da parte degli utenti meno esperti.

 

Gestione delle capezzagne e connettività estrema

Il pacchetto di aggiornamenti tocca anche la gestione delle manovre a fine filare. La nuova Gestione della capezzagna in caso di ostacoli consente di generare linee di svolta intelligenti che tengono conto degli impedimenti fisici in campo, rendendo possibile l’utilizzo ottimale dell’intera gamma di funzioni del Section Control e del TI Headland.

Sul fronte operativo, l’architettura elettronica permette ora di azionare dalla cabina, contemporaneamente e in modo indipendente l’uno dall’altro, due attrezzi ISOBUS combinati (ad esempio una gestione interceppo e un atomizzatore). Infine, per ovviare ai cronici problemi di ricezione nelle valli o nei vigneti più fitti, il nuovo WiFi Connector memorizza i dati di telemetria a bordo quando la copertura di rete è scarsa, provvedendo all’aggiornamento automatico sul cloud non appena il segnale ritorna disponibile.

 

LA “TERZA VIA” DEL RETROFIT

Per molte aziende viticole, la vera rivoluzione non consiste nell’acquistare un nuovo trattore, ma nell’elevare all’autonomia le macchine già presenti in rimessa.

 

BLUEWHITE PATHFINDER, ISTRUISCE” I TRATTORI GIÀ IN USO

BLUEWHITE PATHFINDER

Ad aprire la strada in questo ambito rivolgendosi fin da subito a trattori per frutteti e vigneti è stato il sistema Pathfinder di Bluewhite (precedentemente nota come Blue White Robotics), specialista israelo-americano nell’agricoltura autonoma guidata dall’intelligenza artificiale, con sede a Fresno in California.

Pathfinder è un kit di retrofit aftermarket che trasforma pressoché qualsiasi trattore specializzato in una sofistica macchina autonoma. Attraverso una combinazione di sensori (LiDAR, telecamere ad alta risoluzione e GNSS), visione artificiale, intelligenza artificiale avanzata e l’efficiente edge computing, il sistema assume il controllo dello sterzo, della trasmissione e degli attrezzi, trasformando un trattore convenzionale in un robot capace di operare h24, anche in ambienti privi di segnale GPS e in condizioni difficili.

Il vero valore aggiunto di Bluewhite Pathfinder, oggi pienamente in commercio, risiede nel sistema di gestione Compass: una piattaforma software centralizzata che permette a un singolo operatore di supervisionare da remoto un’intera flotta di trattori impegnati in diverse operazioni, controllando anche le operazioni degli attrezzi collegati.

Compass, inoltre, invia avvisi immediati all’operatore se i sensori di bordo rilevano ostacoli imprevisti o anomalie (in quel caso il trattore si arresta immediatamente, garantendo standard di protezione elevatissimi anche in contesti con personale a terra), e registra le prestazioni della macchina e i dati agronomici del campo per ottimizzare le lavorazioni future.

 

FARMX ORCHARDPILOT: L’AUTONOMIA CHE “LEGGE” IL VIGNETO

FARMX ORCHARDPILOT

Accanto a Bluewhite Pathfinder, emerge con forza la soluzione OrchardPilot di FarmX, azienda leader nell’agricoltura di precisione e nelle tecnologie autonome per la gestione delle colture, con sede a Mountain View, in California.

Anche in questo caso si tratta di un kit di retrofit “plug-and-play” che può essere installato su trattori specializzati esistenti, ma con una filosofia fortemente orientata al dato.Basato sulla piattaforma proprietaria Perceptive Navigation® (PN) di FarmX, OrchardPilot, grazie alla potente intelligenza artificiale integrata e avvalendosi di una combinazione di sensori LiDAR, telecamere tridimensionali e visione artificiale, elabora l’ambiente circostante in tempo reale ed è in grado di navigare con precisione millimetrica tra i filari, proprio come un essere umano.

FARMX ORCHARDPILOT

La sua particolarità è la capacità di operare anche in condizioni di segnale GPS degradato (frequente in vigneti con chiome molto fitte, vicino a infrastrutture, ecc.) e in assenza di altre forme di connettività grazie alla “localizzazione e mappatura simultanea” (SLAM).La raccolta di dati sul campo permette al viticoltore di creare mappe di prescrizione tramite un’applicazione su smartphone facendo dell’autonomia lo strumento principale della viticoltura di precisione 4.0.

La piattaforma è compatibile con tutte le principali marche e modelli di trattori specializzati e con qualsiasi attrezzo trainato, e il kit di autonomia richiede un solo giorno lavorativo per essere completamente operativo sul mezzo.

 

SABANTO AUTONOMY: LA SOLUZIONE CHE GESTISCE LE ATTIVITÀ RIPETITIVE

SABANTO AUTONOMY

Anche Sabanto, azienda statunitense all’avanguardia nell’automazione agricola, offre kit di retrofit che, combinando telecamere avanzate, sensori per il rilevamento degli ostacoli e sistemi GNSS di estrema precisione con applicazioni intuitive per dispositivi mobili e desktop, una volta installati sul trattore in uso offrono un controllo completo e un monitoraggio in tempo reale sul campo permettendo all’operatore di concentrarsi su altre attività.

Il kit di automazione Steward, ultimo nato, consta di un sistema hardware e software installabile in circa un giorno su trattori convenzionali di medie dimensioni, non altera le impostazioni di fabbrica e permette di passare dalla guida manuale a quella autonoma tramite un interruttore.

L’unità di controllo principale del trattore comunica con un software basato su cloud, consentendo agli utenti di controllare e monitorare le attrezzature da remoto. Il software genera un percorso che il trattore deve seguire in base a parametri quali la geometria del campo, l’angolo di passaggio desiderato, la sovrapposizione e il numero di passaggi a fine campo.

 

AGTONOMY: L’AUTONOMIA INTEGRATA IN PARTNERSHIP CON I GRANDI BRAND

AGTONOMY

Agtonomy, startup statunitense di intelligenza artificiale e servizi software specializzata nell’automazione intelligente per il settore agricolo, anziché costruire trattori autonomamente, fornisce software e servizi per aiutare gli OEM ad accelerare le loro trasformazioni digitali, integrando l’intelligenza artificiale fisica (Physical AI) nelle loro macchine.

La piattaforma Agtonomy di terza generazione, in particolare, combina guida GPS, navigazione basata sulla visione e intelligenza artificiale fisica per automatizzare il lavoro ripetitivo sul campo, consentendo al contempo visibilità e controllo in tempo reale tramite un’app intuitiva e supportando la gestione remota e intelligente di flotte miste. Il software è attualmente disponibile su trattori compatti e di medie dimensioni con potenza compresa tra 45 e 112 CV e può essere utilizzato per attività come falciatura, irrorazione, diserbo e trasporto su una vasta gamma di colture permanenti (specializzate) e terreni.

AGTONOMY

Nel giugno 2025, Kubota North America ha annunciato di aver stretto una partnership con Agtonomy per accelerare la diffusione della guida autonoma nelle colture specializzate ad alta intensità di manodopera. Le due parti hanno stipulato un accordo di licenza strategico che integra il software di autonomia basato sull’intelligenza artificiale di Agtonomy nei trattori M5N di Kubota.

Questa nuova partnership si unisce a quella più longeva con Doosan Bobcat, iniziata nel febbraio 2023, inizialmente come collaborazione, e ampliata più avanti nell’estate 2025, quando Bobcat ha scelto di effettuare un investimento strategico in Agtonomy.

 

© Barbara Mengozzi

 

Fonte immagini: Agtonomy, Bluewhite, Deutz-Fahr, FarmX, Fendt, New Holland Agriculture, Sabanto .

vedi anche >>>> Speciale Meccanizzazione per il Vigneto 2026

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