Axema (costruttori) e Sedima (rivenditori): sos in una lettera aperta al Governo francese

Mercati 27/04/2022 -

Un segnale d’allarme e una richiesta di sostegno lanciati alla classe politica francese ed europea da parte dei rappresentanti del settore della meccanizzazione agricola d’Oltralpe, vivamente preoccupati a fronte di una congiuntura economica estremamente problematica e sempre più pesante.

Congiuntura che parla di una impennata dei prezzi delle materie prime, di una forte carenza di componenti, idraulici ed elettronici in particolare, di grandi difficoltà di approvvigionamento e di tempi di consegna più lunghi: una situazione grave e senza precedenti che mette a repentaglio gli attori dell’intera filiera delle agro-attrezzature, dai costruttori ai rivenditori agli agricoltori.

 

LE PREOCCUPAZIONI DEI RAPPRESENTANTI DEL SETTORE DELLA MECCANIZZAZIONE AGRICOLA FRANCESE DI FRONTE AD UNA CONGIUNTURA ECONOMICA GRAVISSIMA ESPRESSE AI LEADER POLITICI

Ecco perché l’associazione francese dei costruttori di macchine agricole Axema e quella dei distributori Sedima hanno di recente scritto congiuntamente  una lettera aperta – co-firmata da Frédéric Martin e da Loic Morel, presidenti rispettivamente di Axema e di Sedima – indirizzata al governo, illustrando i vari aspetti dell’attuale critico frangente ed esprimendo la loro apprensione, con l’intento di allertare i leader politici di Francia e, in generale, d’Europa.

 

DRAMMATICO AUMENTO DEI PREZZI DELLE MATERIE PRIME NEL 2022 A CAUSA DELLA GUERRA IN UCRAINA

 

Dopo un 2021 che si è chiuso con un record di vendite di macchine agricole, in Francia come nel resto d’Europa, pur se segnato dai suddetti problemi legati al brusco rialzo dei prezzi dell’acciaio e al difficoltoso approvvigionamento – viene innanzitutto osservato nella lettera – il 2022 ha manifestato un andamento in deciso peggioramento, aggravato dalla guerra in Ucraina che ha messo fine alle speranze dei costruttori di macchine agricole che auspicavano un ritorno alla normalità in situazione di post-pandemia.

Oltre alla stabile carenza di alcuni componenti, infatti, i prezzi delle materie prime  hanno fatto registrare un vorticoso aumento a partire dallo scorso 24 febbraio ed ora le quotazioni dei metalli e dell’energia stanno battendo tutti i record. Le lamiere d’acciaio del Nord Europa venivano scambiate nel gennaio 2021 a 680 euro a tonnellata, saliti poi a 950 euro all’inizio di gennaio di quest’anno, per raggiungere adesso prezzi pari a 1.800 euro a tonnellata, con punte di a 2.200 euro, ragguaglia Axema.

E i fornitori dei costruttori, anch’essi dipendenti da catene di approvvigionamento con forti problemi, viene aggiunto, non sono più in grado di garantire prezzi e scadenze e applicano aumenti di prezzo senza preavviso ai loro clienti, che sono costretti a trasferirli a loro volta, in tutto o in parte.

 

UNA SITUAZIONE CHE SI TRADURRÀ IN ULTERIORI AUMENTI DEI PREZZI DELLE MACCHINE E IN RITARDI NELLE CONSEGNE 

Fatto sta che una simile impennata delle quotazioni sta obbligando i costruttori di macchine agricole ad applicare nuovi rialzi di prezzo, dopo quelli medi del 10-15 per cento già riscontrati nel 2021, tenendo presente che alcuni marchi non riescono a trasferire l’intero aumento delle loro spese, il che mette a dura prova il loro flusso di cassa. Di conseguenza ulteriori incrementi di prezzo sono adesso previsti: inflazione di cui le aziende della meccanizzazione agricola francese mettono però in discussione la sostenibilità, paventando il suo effetto recessivo.

Senza dimenticare – si prosegue nella lettera redatta dai costruttori e dai concessionari francesi – il duro colpo subito a livello commerciale dalle case costruttrici presenti sui mercati russo e ucraino, private dalla guerra di sbocchi fino all’anno scorso in rapida crescita. Dati alla mano, nel 2021 queste aziende hanno esportato attrezzature in Russia e in Ucraina, principalmente trattori, aratri, seminatrici e irroratrici, per un valore complessivo di 166 milioni di euro (ovvero il 4 per cento delle esportazioni francesi di attrezzature agricole), in incremento  del 60 per cento rispetto all’anno precedente.

Axema evidenzia anche le difficoltà di approvvigionamento esacerbate dal conflitto e le conseguenti difficoltà nel portare avanti all’interno degli stabilimenti programmi di produzione ben organizzati, Una disorganizzazione che si riflette nell’allungamento dei tempi di consegna delle macchine agricole. Tempi che risultano aumentati in media di 11 settimane rispetto ad una situazione di normalità (fonte: Indagine congiunturale Axema, 17-31 gennaio 2022) e che al momento attuale ammontano mediamente a 19 settimane, per tutte le aziende associate ad Axema, salendo a 30 settimane per i trattori. In alcuni siti produttivi, viene riferito, centinaia o addirittura migliaia di macchine vengono immagazzinate in attesa di parti per l’assemblaggio finale.

 

PESANTI RIPERCUSSIONI ANCHE PER I CONCESSIONARI

A sopportare il peso delle problematiche vissute dai costruttori sono i concessionari, che trovano sempre più difficile trasferire integralmente gli aumenti dei prezzi di acquisto delle attrezzature ai loro clienti agricoltori, con il rischio di un forte impatto sul loro equilibrio finanziario. I ritardi nella consegna di nuove attrezzature, inoltre, costringono i distributori, in attesa della consegna stessa, a trovare soluzioni alternative complesse e costose per fornire agli agricoltori macchine usate. Da valutare anche il fatto che, rileva Sedima, «il valore di mercato del reso da parte dell’agricoltore nell’ambito del suo acquisto di nuove attrezzature risulta notevolmente inferiore al previsto  e sbilancia il rapporto finanziario tra distributori e agricoltori».

Già pesantemente colpiti dall’aumento dei prezzi dei fattori di produzione, poi, gli agricoltori rischiano di ritardare i loro investimenti, mentre, per quanto riguarda coloro che hanno già investito, il rischio è quello che le loro macchine potrebbero non essere consegnate in tempo per la stagione, mettendo a repentaglio la corretta esecuzione delle lavorazioni in campo e ipotecando i prossimi raccolti in un contesto di crisi alimentare legata alla guerra in Ucraina.

 

A RISCHIO L’INTERA FILIERA DELLA MECCANIZZAZIONE AGRICOLA, DAL FORNITORE DI MATERIE PRIME FINO ALL’AGRICOLTORE

L’onda d’urto, in definitiva, sta scuotendo l’intera catena del valore della meccanizzazione agricola, mettendone in crisi ogni anello, dal fornitore di materie prime all’industriale, dal distributore all’agricoltore. Eppure, si sottolinea, è questo settore nella sua interezza che ha il compito di garantire l’autonomia alimentare francese ed europea, ed è in quanto tale indiscutibilmente riconosciuto come strategico.

 

UNA RICHIESTA DI SOSTEGNO URGENTE RIVOLTA AL GOVERNO FRANCESE E A TUTTA LA CLASSE POLITICA EUROPEA

Di qui il sentito appello rivolto alle autorità pubbliche da parte degli attori della filiera francese affinché venga loro fornito un sostegno urgente e tutto il supporto necessario per essere in grado di far fronte alle principali sfide alimentari ulteriormente rafforzate dalla crisi in Ucraina.

 

 
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Fonte immagini: Claas (apertura), Innov-Agri Facebook, EVAgri.
 

 

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