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Berti: le nuove trinciatrici, dall’industria 4.0 per lo smart farming

By at Ottobre 30, 2019 | 20:25 | Print

Berti: le nuove trinciatrici, dall’industria 4.0 per lo smart farming

SPECIALE AGRITECHNICA 2019

A chiusura di un 2019 particolarmente denso di eventi significativi che la ha vista festeggiare i sessanta anni di attività (vedi link), in concomitanza con l’inaugurazione del suo nuovo stabilimento, realizzato in tempi record secondo i dettami dell’industria 4.0, la Berti Macchine Agricole affronta al meglio, come da tradizione, l’importante appuntamento con Agritechnica.

L’azienda veronese, specialista indiscussa del settore delle trinciatrici, offre infatti al grande pubblico della manifestazione di Hannover un ricco menu formato da innovative soluzioni, efficaci e competitive, frutto di marcata professionalità e di corposi investimenti, che continuano a conferirle sui mercati di tutto il mondo una chiara e solida immagine di qualità e affidabilità.

 

ZETA, LA TRINCIATRICE PRIVA DI  INGOMBRI

Lancio internazionale, in primo luogo, per la nuova trinciatrice Zeta, indicata soprattutto, grazie alla sua trasmissione centrale, per le aziende vitivinicole in regime di coltivazione biologica (e non) e caratterizzata principalmente dall’assenza del carter cinghie laterale presente su tutte le trinciatrici convenzionali.

Eliminando il fastidioso ingombro della trasmissione laterale delle cinghie, di fatto, lo spazio della macchina risulta pari alla larghezza di lavoro, le fiancate dell’attrezzatura sono arrotondate e prive di qualsiasi sporgenza e l’operatore ha la possibilità di lavorare al centro della fila ed essere equidistante dai filari, favorendo così l’intervento di qualsiasi attrezzatura per la gestione del sottofila, come ad esempio le diserbatrici meccaniche Ecosprint ed Ecorow firmate sempre Berti.

La trasmissione centrale della trinciatrice Zeta alimenta due rotori, che possono essere equipaggiati di mazze o coltelli in grado di triturare erba e residui legnosi di diametro fino a 4-5 centimetri. L’attrezzatura, inoltre, viene fornita di rullo posteriore di appoggio e di ruote anteriori che garantiscono un perfetto adattamento alla superficie. Disponibile in versione posteriore e frontale nelle misure di lavoro da 150 a 250 centimetri.

 

GREEN, LA COMPATTA REVERSIBILE, CON DOPPIA FUNZIONE

Sulla ribalta fieristica di Hannover sarà in evidenza anche la compatta trinciatrice Green, reversibile, idonea allo sfalcio di erba, cespugli e ramaglie dal diametro massimo di 2 centimetri in parchi, aree verdi e campi da gioco e abbinabile a trattori con potenze comprese tra i 30 e i 55 cavalli (se applicata anteriormente può disporre a richiesta di motore idraulico e ruote pivottanti).

Realizzata con acciai speciali, la trinciatrice Green risulta essere robusta e resistente allo stesso tempo; l’elevato numero di utensili e la presenza dei contro-coltelli consentono uno sminuzzamento ottimale del manto erboso. Lo spostamento laterale è realizzato su tubi cromati e la trasmissione può essere a 540, 1.000 e 2.000 giri al minuto dalla presa di forza del trattore. Green è disponibile al momento nelle misure di 160 e 180 centimetri.

 

TRINCIASTOCCHI LAND/P, PIÙ POTENZA CON MINORE SLITTAMENTO

Altra novità presentata da Berti ad Agritechnica 2019, poi, la trinciastocchi pieghevole Land/P, da applicare a trattori con potenze che vanno da 150 a 250 cavalli, adatta per la trinciatura di stocchi di mais, cotone, erba, soia, sorgo e girasole e disponibile nelle misure di lavoro di 400, 500 e 600 centimetri.

Robusta e leggera grazie alla sua struttura costruita con l’impiego di acciai speciali, la nuova Land/P – conforme ai criteri di sicurezza previsti dalle nuove normative per le attrezzature da utilizzare a pieno campo – è equipaggiata di rotori di grandi dimensioni, provvisti di coltelli o mazze, in grado di garantire una polverizzazione perfetta del residuo vegetale.

Requisito saliente di questa nuova trinciastocchi, tuttavia, è il tenditore automatico delle cinghie (in dotazione standard), che assicura una maggiore aderenza della cinghia alle pulegge motrici, minimizzando così lo slittamento delle cinghie stesse e aumentando la potenza trasmessa, in favore di un maggiore rendimento e di più agevoli operazioni di manutenzione.

 

DECESPUGLIATRICE FORESTALE PARK/FM, MASSIMA RESISTENZA CON UN PESO CONTENUTO

In bella mostra al salone tedesco, infine, il modello Park/FM, decespugliatrice forestale idraulica di ultima generazione della gamma aziendale di questa tipologia di attrezzature da applicare alle macchine per il movimento terra, alle quali l’impresa di Caldiero riserva cure particolari, in termini di impiego di materiali di prima scelta e di attento controllo di tutte le fasi di montaggio, per garantirne sicurezza, affidabilità e capacità di fornire un risultato finale impeccabile.

La Park/FM, nello specifico, abbinabile ad escavatori con peso operativo compreso tra 6 e 11 tonnellate, si rivela adatta alla trinciatura di erba, arbusti, cespugli e all’abbattimento e trinciatura di rami e tronchi con diametro massimo di 10 centimetri.

Per realizzare la struttura (cassa/telaio principale e rotore) di questa decespugliatrice, provvista di trasmissione laterale a cinghie, sono stati utilizzati resistenti acciai speciali come Hardox e Strenx, che consentono resistenze meccaniche molto più elevate.

Il rotore di tipo forestale dal diametro di 360 millimetri è alimentato da un motore idraulico a pistoni ed è dotato di mazze forgiate e bonificate a scomparsa a doppio tagliente, che garantiscono risultati strepitosi in termini di resa; il flusso idraulico dell’escavatore è regolato dal kit delle valvole “Berti Fluid Box”, progettate e realizzate anch’esse da Berti.

L’equipaggiamento standard della Park/FM può essere completato a richiesta con la sella d’attacco e con il martinetto per l’apertura e chiusura del cofano con tubi, al fine di facilitare la manutenzione del rotore.

 

 
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