Brasile: i raccolti record fanno da traino alla meccanizzazione

Mercati 22/04/2021 -

Stando ai dati raccolti da Anfavea (Asociação Nacional de Fabricantes de Veículos Automotores), l’Associazione brasiliana dei costruttori di autoveicoli, nel 2020 sono state vendute nel Paese 47.077 macchine agricole (comprendenti oltre ai trattori, gommati e cingolati, mietitrebbie e macchine per la raccolta della canna da zucchero, motocoltivatori) e stradali (retroescavatori, che rappresentano poco meno del 10 per cento del totale), in crescita del 7,3 per cento rispetto al 2019.

 

UNO SCENARIO FAVOREVOLE AGLI INVESTIMENTI IN MACCHINARIO AGRICOLO

Un ottimo risultato da ascrivere principalmente ai prezzi elevati – in alcuni casi ai massimi storici – delle materie prime, alla solida domanda esterna rivolta in primo luogo a cereali e zucchero di produzione locale e alla prospettiva di un raccolto record di soia nel 2020-21 che hanno reso in generale lo scenario favorevole agli investimenti in macchinario agricolo, presupposto imprescindibile ai fini di un aumento della produttività.

Se le notizie che arrivano dal Paese carioca sono tutt’altro che rassicuranti, con la pandemia fuori controllo e la variante brasiliana del virus che si sta accanendo in particolar modo sulle fasce della popolazione più giovane, sta di fatto che il PIL dell’agrobusiness brasiliano, che assorbe circa un lavoratore su tre, continua a far registrare buone performance (+2,06% nel dicembre 2020) accompagnate da rilevanti potenzialità di crescita.

Lo scorso anno, dopo il calo delle vendite di trattori e mietitrebbie che ha caratterizzato il primo semestre rispetto al corrispondente periodo del 2019, già a partire dal mese di luglio il mercato ha imboccato la via della ripresa, fino ad arrivare a far registrare nel mese di dicembre, alla vigilia della raccolta dei semi oleosi nel Paese che inizia a gennaio, un autentico boom con poco più di 5.000 unità vendute, equivalenti al 49,8 per cento in più rispetto a dicembre 2019.

E anche il 2021 si è aperto nel migliore dei modi, visto che, secondo i dati divulgati da Abimaq, l’Associazione brasiliana dell’industria di macchinari e attrezzature, le vendite del settore delle macchine agricole sono aumentate del 55,2 per cento  nei primi due mesi del 2021 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

 

PRODUZIONE IN CALO PER LE INTERRUZIONI DELLA CATENA DI FORNITURA

Sul fronte della produzione invece, maggiormente colpita dalla pandemia a causa delle interruzioni nella catena di approvvigionamento dei componenti, sono state raggiunte nel 2020 le 47.919 unità, in calo del 9,8 per cento su base annua.

Emblematico il trend del mese di dicembre che con 4.977 unità ha messo a segno una crescita del  117,6 per cento anno su anno, anche se con un lieve incremento di solo lo 0,3 per cento rispetto a novembre.

 

PREVISTO PER IL 2021 UN AUMENTO DELLE VENDITE DEL 10 PER CENTO

Per quanto riguarda le previsioni per l’anno in corso, a detta di João Marchesan, presidente del consiglio di amministrazione di Abimaq, dovrebbe continuare a mostrarsi promettente, in quanto i prezzi delle commodities, come la soia e il mais, nel mercato internazionale si mantengono elevati, unitamente all’apprezzamento del dollaro e al favorevole andamento climatico che ha visto l’auspicato ritorno delle piogge.

Questi aspetti secondo Abimaq consentono di prevedere la continuità della crescita nel medio e lungo termine in quanto l’agricoltura sta andando bene e così la domanda di cibo che continua a crescere.

In particolare, un aspetto sul quale Marchesan ha richiamato l’attenzione è il fatto che il Brasile è diventato un importante fornitore di cibo al mondo, principalmente all’Asia, dove si sta assistendo ad una penuria di aree coltivabili a fronte del progressivo aumento della popolazione e dei fabbisogni di cibo, peraltro sostenuti da un incremento dei redditi.

Conti alla mano, le stime per il 2021 sono di una crescita delle vendite del 10 per cento (equivalente ad un incremento del 3% al netto dell’inflazione), che dovrebbe portare a realizzare un fatturato di 45 miliardi di real brasiliani (all’incirca 6,7 miliardi di euro).

«Si tratta di una visione realistica – ha fatto presente Marchesan – anche in considerazione del fatto che la necessità di ammodernamento del parco macchine è molto grande». Secondo Abimaq, infatti, il 50 per cento delle macchine agricole brasiliane è in uso da oltre 10 anni.

 

UN GAP TECNOLOGICO DA COLMARE

Come viene evidenziato nel Report “Macchine e attrezzature agricole” a cura di ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, Ufficio di San Paolo, datato Dicembre 2020, pur essendo la domanda interna di macchine e attrezzature agricole in gran parte soddisfatta, il governo brasiliano spinge per un continuo miglioramento della tecnologia delle macchine e degli strumenti agricoli in uso; esistono pertanto buone opportunità per le aziende italiane del settore delle macchine agricole, sue componenti e utensileria.

«Terreno fertile – si legge nella nota – si presenta nel Paese specialmente per le imprese italiane del settore delle parti e componenti di elevata qualità etecnologie di punta, alla luce dello sviluppo locale delle macchine e attrezzature agricole. Il potenziale per le esportazioni italiane si concentra su trattori, pezzi di ricambio e componenti».

Il panorama precedentemente illustrato e la crescente necessità di aumentare di produttività agricola locale attraverso uno strumento già ben sviluppato sui mercati europei, l’agricoltura di precisione, potrebbe portare ad un aumento delle importazioni, creando opportunità anche per l’Italia di espandere la propria presenza sul mercato brasiliano.

 

INTERESSANTI OPPORTUNITÀ PER LE AZIENDE ITALIANE

«Le macchine agricole prodotte in Brasile – fa presente il Report di settore – hanno una buona tecnologia, ma i grandi produttori internazionali garantiscono un maggiore apporto tecnologico. Con il crescente bisogno di macchine ad alto livello tecnologico, integrate con un’agricoltura di precisione, l’opportunità di penetrazione del mercato per i trattori e le macchine agricole italiane può essere significativa».

L’export italiano in Brasile di Macchine e attrezzature agricole è passato da 602,9 milioni di dollari nel 2018 a 677,9 nel 2019, con un incremento del +13,5 per cento, e ai trattori spetta una percentuale del 24,4 per cento. In questo segmento l’Italia possiede a una quota del 3,6 per cento ed è il sesto partner del Brasile.

Le opportunità, sottolinea lo studio di settore, sono date soprattutto dalle tecnologie emergenti e da soluzioni dirompenti: connessioni multiple, agrotech, automazione e intelligenza artificiale.

 

LA RIPRESA DELL’EXPORT

Sempre secondo Anfavea, le esportazioni brasiliane di macchinario agricolo hanno raggiunto nel 2020 quota 8.594 unità, in calo del 33,3 per cento rispetto al 2019, per un valore complessivo di 1,855 miliardi di dollari.

Nei primi mesi del 2021 si è verificata però un’inversione di tendenza e la ripresa delle esportazioni in atto ha contribuito all’aumento dei ricavi del settore. Per l’esattezza nel primo bimestre dell’anno in corso le esportazioni di macchine agricole sono cresciute del 66 per cento, mentre le importazioni sono diminuite del 17,3 per cento.

 

I LIMITI DEL CREDITO

Per concludere, dal settore dell’agrobusiness, inteso in senso lato, il Paese si aspetta un contributo significativo alla ripresa dell’economia, al sostegno dell’occupazione e del reddito, nonché al mantenimento dei flussi di importazione a fronte dell’instabilità dell’attuale scenario economico, ancora pesantemente condizionato dalla pandemia.

Le premesse ci sono ma, anche se in seconda battuta rispetto alle riforme, fiscali, amministrative e politiche di cui il Paese assolutamente necessita, l’accesso al credito resta un presupposto imprescindibile,

Come ha fatto presente lo stesso Marchesan, lo scorso anno di fronte ad una carenza nelle linee del piano Safra (Piano Raccolto) – il programma del governo federale responsabile della destinazione di finanziamenti a condizioni agevolate per lo sviluppo dell’attività agricola di piccoli, medi e grandi produttori del Brasile – molti agricoltori hanno fatto acquisti utilizzando le proprie risorse.

Altri produttori con meno liquidità hanno investito utilizzando risorse di BNDES (Banco Nacional de Desenvolvimento Econômico e Social) e banche private, che applicano però tassi di interesse superiori al 9 per cento.

 

ASPETTANDO AGRISHOW

A tastare il polso del settore ci penserà l’ormai imminente Agrishow – Fiera Internazionale di Tecnologia Agricola (www.agrishow.com.br) considerata la seconda più grande fiera del genere al mondo, e la più grande in America Latina.

La 27esima edizione della manifestazione, calendarizzata nel 2020, è stata posticipata a causa dell’emergenza sanitaria al 21-25 giugno 2021 ed è prevista anche la partecipazione di una ventina di aziende italiane in una collettiva organizzata da ICE-Agenzia.

L’edizione 2019 di Agrishow ha visto la presenza di oltre 800 marchi su 520.000 metri quadrati di superficie e di oltre 150 mila visitatori.

 

© Barbara Mengozzi

 

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