Brasile: una ripresa “selettiva” per il Paese termometro dell’agrobusiness mondiale

Brasile: una ripresa “selettiva” per il Paese termometro dell’agrobusiness mondiale

Una produzione agricola record che però non si traduce automaticamente in acquisti di nuovi macchinari. È decisamente un Brasile a due volti quello che fa da scenario ad Agrishow 2026, la più grande rassegna di tecnologia agricola dell’America Latina di scena a Ribeirão Preto, nello stato di San Paolo, dal 27 aprile al 1° maggio. Se, da un lato, l’agroindustria rimane uno dei pilastri dell’economia del Paese latino-americano, contribuendo al PIL per circa il 25% , il settore dei macchinari agricoli sta affrontando una preoccupante serie di cali.

Brasile - Agrishow 2026

Stando ai dati forniti da Anfavea, l’Associazione Nazionale dei Costruttori di AutoVeicoli, nel 2025 le vendite di macchine agricole da parte degli associati si sono attestate a 49.800 unità, con una diminuzione del 3,6% rispetto all’anno precedente . Si è trattato del quarto anno consecutivo di calo, dopo la forte crescita registrata all’inizio di questo decennio in linea con i risultati storici dell’agroindustria brasiliana, anche durante la pandemia.

 

IL FRENO DEL CREDITO: ELEVATI TASSI DI INTERESSE E PRUDENZA FINANZIARIA

«La crescita dell’attività agricola, che è più volatile e incerta di quella dei macchinari stradali, si verifica in un contesto di tassi di interesse elevati, che, rendendo il credito troppo oneroso, incidono direttamente sul settore dei macchinari agricoli», ha fatto presente il presidente di Anfavea Igor Calvet (nella foto sopra), sottolineando la necessità di rafforzare gli strumenti di finanziamento, come il Plano Safra (piano agricolo) e le linee di credito della BNDES (Banca nazionale per lo sviluppo economico e sociale). In altre parole, negli ultimi anni, gli agricoltori si sono trovati ad affrontare costi di produzione crescenti, pressioni sui prezzi delle materie prime e, soprattutto, tassi di interesse elevati che hanno ridotto l’attrattività delle linee di finanziamento bloccando di fatto gli acquisti  di nuovi macchinari, nonostante gli ottimi raccolti.

 

MERCATO A DUE VELOCITÀ: IL LATIFONDO SI FERMA, LA PICCOLA IMPRESA RESISTE

Brasile - Agrishow 2026

Questo comportamento risulta particolarmente evidente se si analizzano le vendite in Brasile per tipologia di macchinari. Le macchine che richiedono maggiori investimenti, come le mietitrebbie, sono quelle che hanno risentito del calo maggiore, nell’ordine del 22%. Lo stesso dicasi per i trattori di alta potenza. I trattori di dimensioni più piccole hanno registrato prestazioni migliori (una flessione del 2,1%), principalmente grazie alle aziende agricole a conduzione familiare, che hanno accesso a linee di credito più convenienti, come il Pronaf Mais Alimentos, che offrono tassi di interesse agevolati, prossimi al 5%.


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SI ACCENTUA IL DEFICIT COMMERCIALE

Un’altra tendenza che sta prendendo piede e che fa da campanello d’allarme alla perdita di competitività dell’industria nazionale è l’aumento delle importazioni. Nel 2025, sempre secondo Anfavea, sono cresciute del 17% raggiungendo la cifra record di 11.000 unità, con un impatto già chiaramente visibile nella bilancia commerciale. Per il secondo anno consecutivo, infatti, il consueto surplus nel settore dei macchinari agricoli si è trasformato in un deficit, con la differenza che lo scorso anno il divario si è ampliato. «C’è un deficit di 2.000 unità tra importazioni ed esportazioni» ha osservato Calvet, facendo presente che il saldo commerciale negativo nel settore delle macchine agricole sta mettendo sotto pressione i produttori e la catena di approvvigionamento, nonché gli investimenti programmati per quest’anno.

 

L’ONDA D’URTO DI CINA E INDIA

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L’India, con 6.000 unità, è stata lo scorso anno il principale fornitore di macchinari agricoli al mercato brasiliano. La Cina, a sua volta, ha registrato una crescita dell’85,7% nelle esportazioni verso il Brasile, raggiungendo le 3.900 unità lo scorso anno.

Secondo uno studio commissionato da Anfavea e condotto dal Boston Consulting Group (BCG), i prodotti cinesi e indiani presentano vantaggi rispetto ai prodotti nazionali in settori quali economie di scala, prezzi dell’acciaio e costi del lavoro. Di conseguenza, i costi di produzione possono essere inferiori fino al 27% rispetto a quelli del Brasile. Di fronte a questo divario di prezzo, la decisione dell’agricoltore tende ad essere pragmatica: se l’attrezzatura soddisfa le esigenze e costa meno, la scelta diventa quasi automatica.

 

IL FATTORE PREZZO PESA ANCHE NEGLI APPALTI PUBBLICI

Ma c’è di più. A generare forti preoccupazioni nel management di Anfavea c’è anche il forte aumento della quota di macchinari importati negli appalti pubblici: una situazione che ha spinto l’organizzazione a chiedere chiarimenti in merito presso il governo federale e il potere legislativo. Sia i prodotti cinesi sia quelli indiani si sarebbero aggiudicati appalti pubblici che dovrebbero considerare non solo il luogo di produzione e i posti di lavoro creati nel paese, ma anche la qualità dei macchinari e l’assistenza tecnica.

Da qui l’esigenza di rivedere urgentemente questo aspetto, dal momento che i produttori locali sono tenuti al rispetto di  standard e normative non richiesti ai prodotti importati. «Questo rappresenta una sfida urgente per sostenere la produzione interna, altrimenti si rischia di perdere investimenti, posti di lavoro, know-how strategico e gettito fiscale generato dall’industria dei macchinari semoventi –  ha affermato Calvet –. E tutto ciò sta accadendo in un Paese noto per la forza dei suoi settori agroindustriale e delle costruzioni».

 

L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA: IL FATTURATO PREMIA LA TECNOLOGIA

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Decisamente più rassicurante la disamina del trend del settore dei macchinari agricoli sul fronte del fatturato. In  questo caso  i dati sono forniti da Abimaq, l’Associazione brasiliana dell’industria dei macchinari e delle attrezzature, secondo la quale Il fatturato netto totale del settore dei macchinari e degli attrezzi agricoli in Brasile ha raggiunto i 66,75 miliardi di R$ nel 2025, in aumento del 7,4% rispetto al 2024, grazie ai produttori sostenuti dai raccolti record di soia e mais.

In dettaglio, sempre nel 2025, i ricavi derivanti dalle vendite sul mercato interno, che rappresentano la maggior parte del fatturato, hanno raggiunto i 57,6 miliardi di R$, con un incremento del 6,7% rispetto al 2024 «Dopo due anni di declino si è registrata una crescita interessante – ha dichiarato nel corso  di una conferenza stampa di settore Cristina Zanella, direttrice di Competitività, Economia e Statistica presso Abimaq –. Venivamo da un periodo di maltempo e prezzi bassi che hanno inciso negativamente sugli investimenti … (ma) il 2025 ha avuto condizioni meteorologiche piuttosto favorevoli, con una crescita dei raccolti che ha permesso di ottenere profitti dagli investimenti».

Lo scorso anno, da fonte Abimaq, le vendite totali di trattori e mietitrebbie del settore in Brasile hanno raggiunto le 61.064 unità, con una crescita del 14,1% rispetto al 2024 nonostante il rallentamento osservato a dicembre quando le vendite sono diminuite del 15,6% rispetto allo stesso mese del 2024 attestandosi a 4.098 macchine.

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Per quanto riguarda i trattori, che hanno rappresentato la quota maggiore del volume, le vendite sul mercato interno hanno raggiunto le 52.124 unità nel 2025 con un incremento del 16,5% rispetto al 2024 nonostante un calo del 18,1% a dicembre rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Nel caso delle mietitrebbie, invece, le vendite sul mercato interno sono cresciute del 5,2% nel corso dell’anno raggiungendo le 3.410 unità, sebbene a dicembre si sia registrato un calo del 13,7% rispetto allo stesso mese del 2024.

 

EXPORT A QUOTA 1,63 MILIARDI DI DOLLARI (+12,2%)

Brasile Agrishow 2026

Sul fronte dell’export è stata raggiunta la cifra di 1,63 miliardi di dollari, con un incremento del 12,2% rispetto al 2024, mentre le importazioni sono cresciute dell’1,4%, raggiungendo 1,22 miliardi di dollari. Per quanto riguarda il mercato estero, destano preoccupazione gli ostacoli legali all’accordo di libero scambio tra l’Unione Europea e il Mercosur, nonché la già menzionata avanzata della Cina in questo settore.

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Negli ultimi 10 anni, il Paese asiatico non figurava tra i produttori ed esportatori di macchinari agricoli, e l’emergere della Cina in questo segmento mette in allerta il settore, poiché è in gioco la competitività nella produzione di attrezzature. «L’espansione della sua presenza globale in questo segmento fa parte del piano strategico del governo cinese. In particolare, per quanto riguarda le macchine di piccole dimensioni destinate all’agricoltura familiare, i cinesi hanno venduto parecchio in Brasile negli ultimi mesi. Ciò riflette la perdita di competitività subita dall’industria nazionale dei macchinari e delle attrezzature negli ultimi decenni”, ha sottolineato Zanella.

Per finire, con riferimento all’occupazione, il settore ha chiuso il 2025 con 122.200 addetti, con un incremento del 6,8% rispetto al 2024.

 

PRIMO TRIMESTRE 2026: SEGNALI DI CONTRAZIONE E “INVASIONE” ESTERA

Brasile Agrishow 2026

I primi tre mesi del 2026 hanno confermato le difficoltà del settore, con le vendite interne di macchine agricole che, stando ai dati di Anfavea, hanno registrato una flessione del 13,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, fermandosi a 9.800 unità (erano 11.300). A pesare è soprattutto il costo del denaro, con il tasso di riferimento Selic salito al 14,75% a marzo, che ha contribuito a una contrazione del 13% nelle erogazioni di credito rurale.

In questo scenario di stasi interna, spicca però il boom delle importazioni, cresciute complessivamente nel primo trimestre 2026 del 48,4%, a quota 3.350 unita, a fronte delle 2.260 macchine agricole importate dal Brasile nello stesso periodo del 2025. Il dato più eclatante riguarda i mezzi provenienti dalla Cina, le cui importazioni sono balzate del 191,6% nel trimestre, trainate soprattutto dai trattori di piccola potenza per l’agricoltura familiare.

 

ORIZZONTE 2026: TRA CAUTELA STATISTICA E OTTIMISMO TECNOLOGICO

Le proiezioni per l’intero anno riflettono la divergenza di vedute tra le due sigle: Anfavea mantiene un approccio cauto e prevede il quinto calo annuale consecutivo per le vendite unitarie di macchine agricole nel Paese sudamericano, stimando una flessione del 6,2% che porterebbe il volume complessivo a circa 46.700 macchine. L’associazione ritiene infatti che l’attività agricola risentirà degli effetti della guerra in Iran, come l’aumento dei costi dei fertilizzanti e dei trasporti, che andranno ad aggravare la crisi di redditività nel settore agricolo con i margini di profitto degli agricoltori sotto pressione e le difficoltà nell’ottenere credito a causa degli alti tassi di interesse.

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Abimaq, dal canto suo, pur riconoscendo un rallentamento rispetto ai risultati del 2025, formula una previsione positiva con una crescita del fatturato del 3,4%. Secondo l’associazione, la spinta arriverà ancora una volta dalla produzione agricola record, che spingerà i produttori più strutturati a investire in tecnologie avanzate, compensando così il calo dei volumi con macchinari a più alto valore aggiunto.

 

PIANO SAFRA 2026/2027, LA PROMESSA DI UNA SVOLTA POLITICO-ECONOMICA

Mentre i padiglioni di Ribeirão Preto aprono le porte all’eccellenza tecnologica di Agrishow, nell’aria si respira l’attesa per quello che promette di essere il Plano Safra della svolta Definito come lo strumento che dovrà garantire una ‘corazza’ finanziaria ai produttori, il piano non mira solo a rimpinguare le casse del credito rurale, ma a ridefinire le regole d’ingaggio del settore, puntando su una robustezza mai vista prima per contrastare l’apatia degli investimenti dell’ultimo biennio.

Il ministro dell’Agricoltura, André de Paula, ha infatti rassicurato a più riprese il settore circa la volontà di ampliare ampliare sensibilmente il volume complessivo delle risorse per rispondere alle sfide globali e ai colli di bottiglia del credito rurale. Ma la vera carta vincente è stata giocata proprio sul palcoscenico di Agrishow: l’annuncio durante l’apertura della fiera del programma “Move Agrícola’” – una linea di credito da 10 miliardi di Real gestita da Finep con tassi d’interesse agevolati a una sola cifra – rappresenta il primo segnale tangibile di questa nuova stagione di supporto alla meccanizzazione.

 

LA “VIA ITALIANA” ALL’EFFICIENZA: TECNOLOGIA E COMPONENTISTICA ALLA PROVA DEL MERCOSUR

In un mercato che, come abbiamo visto, premia sempre più il valore tecnologico rispetto ai volumi puri, l’industria italiana della componentistica e dell’agricoltura 4.0 gioca una partita decisiva. Se l’invasione asiatica sposta la competizione sul prezzo nel segmento entry-level, la domanda dei grandi produttori del Centro-Ovest punta dritta verso efficienza e connettività: due pilastri del Made in Italy che includono qualità costruttiva, innovazione, personalizzazione e servizi post-vendita avanzati.

Brasile Agrishow 2026

Come evidenziato dai recenti forum economici sul tema, la convergenza tra la spinta del nuovo Plano Safra e le prospettive di abbattimento tariffario legate all’accordo UE-Mercosur sta creando una finestra di opportunità unica. Per le aziende italiane, la sfida non è più solo vendere macchine, ma integrarsi in una filiera brasiliana sempre più alla ricerca di soluzioni che riducano i costi operativi.

In quest’ottica, la crisi dei volumi si trasforma in un formidabile acceleratore per l’aggiornamento tecnologico, confermando il Brasile come il laboratorio a cielo aperto della meccanizzazione mondiale.

 

© Barbara Mengozzi

 

Fonte immagini:  Agrishow Oficial 2026 Flickr, BENZI, Case IH, Emiliana Serbatoi,  Lovol, New Holland Agriculture, Walvoil. 
In merito alla discrepanze tra i dati forniti da Anfavea e quelli di Abimaq viene fatto notare, tra le altre cose, che nei dati Anfavea  non rientra John Deere, che è uscita dall’associazione nel 2020. 

 

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