Cantina Freccianera, Fratelli Berlucchi e Landini: questione di blasone

Cantina Freccianera, Fratelli Berlucchi e Landini: questione di blasone

Cantina Freccianera, Fratelli Berlucchi e Landini, una storia di fiducia e qualità.

“Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori, / le cortesie, l’audaci imprese io canto”. Sono questi i celebri versi che danno inizio all’Orlando Furioso, il celebre poema cavalleresco pubblicato all’inizio del sedicesimo secolo da Ludovico Ariosto. Immaginiamo allora di immergerci in quel mondo di castelli e cavalieri, in territori magici dove la natura la fa da padrona. Immaginiamo poi di trovarci in Franciacorta, dove il clima si fa mite grazie alla vicinanza con il lago d’Iseo e dove le dolci colline moreniche sono vestite di nobili filari di vite.

Cantina Freccianera Fratelli Berlucchi e Landini

In questo scenario romanzesco i protagonisti si troverebbero sicuramente a brindare durante i banchetti con i vini di una delle cantine più nobili di questa terra, Freccianera Fratelli Berlucchi, e i loro validi alleati nelle avventure di tutti i giorni sarebbero i trattori specializzati Rex4 di Landini. La celebre cantina bresciana e la storica azienda reggiana hanno infatti stretto da una decina d’anni una solida collaborazione che, nel solco di una tradizione plurisecolare, promuove con orgoglio un’eccellenza dal sapore autentico e inconfondibile.

 

UN’AZIENDA NATA NEL 1927 TRA MURA TRECENTESCHE E AFFRESCHI RINASCIMENTALI

Cantina Freccianera Fratelli Berlucchi e Landini
Fra le antiche volte del Trecento impreziosite da affreschi rinascimentali della Cantina Freccianera a Corte Franca, nel cuore della Franciacorta, incontriamo l’Ing. Alessandro Berlucchi che ci racconta la storia della cantina di famiglia: «L’azienda nasce nel 1927, quindi siamo ormai prossimi al secolo di attività. È una delle realtà più storiche della Franciacorta nonché una delle fondatrici del Consorzio, che può contare su circa 65 ettari di proprietà dedicati alla viticoltura ai quali se ne aggiungono altri cinque di bosco.I nostri terreni si sviluppano da Adro verso Brovaglio d’Iseo interessando tutta Corte Franca, a cinque chilometri a sud del lago d’Iseo».

 

UN TERRITORIO RESO UNICO DAL MICROCLIMA DEL LAGO D’ISEO E PROTETTO DAI COLLI MORENICI

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Il rapporto con il territorio e in particolare con il vicino lago gioca un ruolo importante per l’attività vitivinicola di Freccianera: «L’influsso del lago d’Iseo è importante perché crea un microclima che caratterizza il cuore della Franciacorta. Le colline di origine morenica che cingono questo territorio formano una barriera naturale che ci permette di godere di un microclima davvero unico che giova alle nostre viti, rivelandosi un importante valore aggiunto che rende unici i vini di questa area».

La geografia del territorio svolge dunque una funzione essenziale per la viticoltura, facendo della Franciacorta una regione pregna di storia geologica e umana. Il nome Franciacorta, secondo una delle narrazioni più accreditate, deriva dal termine “corti franche”, ovvero corti esentasse: piccoli paesi gestiti da monaci o feudatari che vivevano dei prodotti della terra resi rigogliosi dal clima del lago d’Iseo. Già nel Medioevo si parlava infatti di “Franzacurta”, delineando una storia plurisecolare da sempre vocata alla viticoltura che negli anni Sessanta e Settanta del Novecento ha ottenuto fama a livello mondiale.

 

UNA STORIA CHE SI INTRECCIA CON L’ARTE GRAZIE AL CONTRIBUTO DI FRANCO MARIA RICCI

Cantina Freccianera Fratelli Berlucchi e Landini

Il fascino della Cantina Freccianera risiede nella sua commistione di eleganza, tradizione, arte e innovazione. Nata come “Azienda Agricola Fratelli Berlucchi”, il brand Freccianera è stato ideato successivamente, nel 1978 per la precisione, dalla genialità creativa di Franco Maria Ricci, compianto grafico, editore e designer – nonché amico di lunga data della famiglia bresciana – che ha disegnato l’iconica etichetta presente su tutte le bottiglie della cantina, caratterizzata da quell’elegante combinazione di nero e oro che rappresenta uno dei tratti distintivi dell’artista parmense.

Le etichette presenti ancora oggi sulle bottiglie della Cantina si distinguono per la forma unica e riconoscibile, non rettangolare ma “a scudo”, rappresentante la freccia che ha ispirato il disegno di Franco Maria Ricci.

 

UNA PRODUZIONE D’ECCELLENZA NEL CUORE DELLA FRANCIACORTA
Cantina Freccianera Fratelli Berlucchi e Landini

Da sinistra: Gianluigi Corriga, Pietro Zubani, Alessandro Berlucchi e Massimo Vegro

Tra le antiche mura della Cantina invecchiano bottiglie che rappresentano l’anima del territorio: Franciacorta, Franciacorta Millesimato e Franciacorta Riserva, oltre a Curtefranca e ad un Merlot ricavato da una vigna del 1978.

Ogni anno i vigneti della Famiglia Berlucchi permettono l’imbottigliamento di 400mila bottiglie e da quel momento ha inizio l’affascinante processo di invecchiamento: «Da disciplinare del Franciacorta – spiega Alessandro – ogni bottiglia deve invecchiare in cantina almeno 24 mesi, che diventano 36 per il Millesimato. Ovviamente ci sono diverse bottiglie che invecchiano molto di più, così da offrire dei prodotti ancora più ricercati e pregiati capaci di esprimere al meglio i profumi e i sapori delle vigne della Franciacorta. La cura, il tempo e la gestione della bottiglia sono i cardini del nostro lavoro».

 

PASSIONE, LAVORO E MACCHINE AFFIDABILI: QUESTI I SEGRETI DIETRO IL SUCCESSO DI FRECCIANERA

Cantina Freccianera Fratelli Berlucchi e Landini
«Il primo segreto per produrre un vino di qualità è la passione» racconta Alessandro Berlucchi. «Se non hai la passione e anche la cura famigliare, intesa come quell’insieme di rapporti interpersonali che si possono instaurare anche in un ambiente di lavoro come questo, il prodotto non sarà mai all’altezza delle aspettative. È necessario prendersi cura di persone e territori per raggiungere certi obiettivi. Dopo la passione, due elementi fondamentali sono il lavoro e i mezzi giusti che ti aiutino nelle attività quotidiane. Il segreto sta nel trovare un connubio vincente tra questi fattori.»

 

LAVORO MANUALE, MECCANIZZAZIONE E ROBOTICA: UNA VISIONE APERTA ALLA RICERCA DELLA MIGLIORE SOLUZIONE PER OGNI ATTIVITÀ

Cantina Freccianera Fratelli Berlucchi e Landini
Lavoro manuale, meccanizzazione e automazione sono le tre facce del lavoro tra i filari della Cantina Freccianera. Operazioni come la potatura e la vendemmia vengono svolte rigorosamente a mano, mentre per le altre lavorazioni scendono in campo i quattro Landini presenti in flotta.

L’attenzione, tuttavia, è rivolta anche all’automazione, come ha raccontato l’Ing. Berlucchi: «C’è un occhio attentissimo alla robotica e all’Intelligenza Artificiale. Passo dopo passo la ricerca propone soluzionI sempre più interessanti, ma l’intervento manuale rimane comunque fondamentale in alcune operazioni come la potatura, dove è difficile per un robot individuare con precisione tutti i punti in cui potare. Noi siamo aperti all’innovazione e siamo curiosi di scoprire le proposte che giungeranno nei prossimi anni».

 

FRECCIANERA E LANDINI, UN RAPPORTO DI FIDUCIA CHE CONTINUA A RINNOVARSI

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Il racconto di Alessandro Berlucchi è una dichiarazione d’amore nei confronti delle vigne e dell’attività di famiglia: «Possedendo 65 ettari vitati, abbiamo a cuore la gestione della terra. Da poco più di un decennio abbiamo avviato una proficua collaborazione con Landini che, come siamo soliti fare, è cresciuta passo a passo nel segno della fiducia e del rispetto reciproci. Dal primo trattore acquistato undici anni fa siamo arrivati oggi a possedere una flotta interamente Landini composta da due Rex4-90S, un Rex4-100S e dal nuovo Rex4-120S RoboShift. Abbiamo acquistato un trattore ogni due anni circa e abbiamo letto la soddisfazione nei volti dei nostri collaboratori che li usano tutti i giorni. Quando c’è da acquistare un trattore, infatti, lasciamo che a scegliere sia chi ci lavora per interegiornate e stagioni».

 

LA FIDUCIA STA ALLA BASE DEL RAPPORTO CON LANDINI E CON IL CONCESSIONARIO PALAZZANI E ZUBANI

Cantina Freccianera Fratelli Berlucchi e Landini

In una cantina che produce annualmente 400mila bottiglie solo dalle proprie vigne è fondamentale poter contare su dei partner di fiducia affidabili: non a caso, dunque, la famiglia Berlucchi si affida a Landini e al concessionario Palazzani e Zubani, che dal 1994 lavora a fianco della multinazionale di Fabbrico.

Come ha spiegato Pietro Zubani: «La nostra concessionaria vanta una importante storicità con i marchi Landini e McCormick e questo ci permette di offrire un servizio valido e puntuale anche per quanto riguarda l’assistenza. Abbiamo visto l’evoluzione di queste macchine negli ultimi trent’anni e abbiamo effettuato importanti investimenti per offrire ai clienti il miglior servizio di assistenza possibile. Saper seguire la macchina e il cliente dopo la vendita è fondamentale per creare un sincero rapporto di fiducia tra le parti».

 

LANDINI REX4 S: UNA MACCHINA COMODA E PERFETTAMENTE SU MISURA PER I VIGNETI DELLA FAMIGLIA BERLUCCHI

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I vigneti della Cantina Berlucchi si caratterizzano per il sesto d’impianto da 230 x 90 centimetri, una misura che permette di lavorare comodamente con gli specializzati Rex4 S di Landini che offrono una piattaforma abbastanza larga abbinata a una cabina più stretta per passare meglio tra le chiome.

Cantina Freccianera Fratelli Berlucchi e Landini

A testimoniare la bontà di queste macchine ci pensa Gianluigi Corriga, responsabile dei vigneti della Cantina Freccianera: «Il primo elemento è la comodità: io e i miei tre colleghi passiamo giornate intere su questi trattori e possiamo dire di scendere a fine giornata con la schiena rilassata. Quando parlo di comodità intendo fare riferimento anche all’ergonomia dei comandi, con tutti i pulsanti e le leve che sono veramente a portata di mano e permettono così di gestire facilmente e intuitivamente il trattore. Il joystick, in particolare, è facile da utilizzare e tutti i pulsanti sono stati studiati per offrire i giusti servizi senza essere ridondanti. Considerando che ogni trattore lavora circa 1.400 ore annue, poter contare su un trattore comodo ed efficiente è davvero importante».

 

DAL CAMPO ALLA STRADA, LA TRASMISSIONE ROBOSHIFT HA SEMPRE IL RAPPORTO GIUSTO

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A essere promossa a pieni voti è stata anche la trasmissione robotizzata RoboShift, peculiarità degli specializzati Landini: «Confesso che inizialmente ero scettico – ammette Gianluigi – dato che provenivo da una lunga esperienza con le trasmissioni meccaniche e temevo che l’elettronica avrebbe presentato delle noie poco gradite.

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Dopo aver provato questo trattore su consiglio del concessionario mi sono dovuto subito ricredere: la trasmissione RoboShift non solo è facile da utilizzare, ma anche robusta e affidabile. È una soluzione che si comporta bene anche quando effettuiamo i trasporti, con i rapporti che si sono dimostrati ben congegnati sia per il lavoro in campo che per quello su strada».

 

UNA FLOTTA CHE SI TINGE SEMPRE PIÙ DELL’AZZURRO LANDINI

Il prossimo acquisto della Cantina Freccianera? Un altro celeste di Fabbrico ovviamente. «In azienda abbiamo ancora un vecchio trattore che utilizziamo solo in un appezzamento. Quando fra due o tre anni rifaremo quel vigneto allora cambieremo questo trattore per dare il benvenuto al quinto Landini della flotta, ovviamente dotato di cabina originale di categoria 4».

 

LA CURA DELLE VIGNE PASSA ANCHE DALLE STAZIONI METEO E DALLE TRAPPOLE PER INSETTI

Aziende come Freccianera sanno bene quanto ogni piccolo dettaglio sia importante per ottenere un prodotto di qualità, motivo per cui tra i filari trova posto una stazione meteo connessa con tutte le altre presenti in Franciacorta in modo da poter confrontare i dati raccolti. Inoltre, la Cantina può contare anche su una trappola per gli insetti infestanti, così da ottenere dati importanti per scegliere il momento migliore per effettuare i trattamenti.

 

PROMOSSO A PIENI VOTI IL LANDINI FLEET MANAGEMENT, UNO STRUMENTO COMODO ED EFFICIENTE

Una nota di merito è stata rivolta in particolare al Landini Fleet Management, il sistema telematico ideato per monitorare le principali attività della flotta. A testimoniarlo è stato proprio Gianluigi Corriga: «Mi trovo benissimo con Landini Fleet Management soprattutto perché può essere gestito dal computer. Poter inserire i dati dall’ufficio a fine giornata è una gran comodità perché consente di gestire l’intera flotta nelle migliori condizioni».

 

LANDINI REX4 120S: 112 CAVALLI DI AGILITÀ


Soffermandoci sulle caratteristiche tecniche dell’ultimo arrivato tra i filari di Corte Franca, il Landini Rex4 120S RoboShift monta un motore Deutz AG TCD Stage V a 4 cilindri da 2,9 litri in grado di erogare una potenza massima di 112 cavalli (77 kilowatt) e una coppia di 420 Newtonmetro. Nella versione S il serbatoio del gasolio offre una capacità di 60 litri ed è abbinato a un serbatoio per l’AdBlue da 7,5 litri.

 

SI LAVORA SEMPRE CON LA GIUSTA MARCIA GRAZIE ALLA TRASMISSIONE ROBOSHIFT

La trasmissione robotizzata RoboShift offre 48+16 rapporti con super riduttore. Si tratta di un cambio servoassistito sia sulle tre marce sotto carico H-M-L sia sulle quattro marce di guida Speed Four, assicurando un comfort ineguagliabile grazie alla gestione tramite il joystick multifunzione.

La trasmissione elettronica RoboShift, inoltre, consente di scegliere tra la semplicità della modalità manuale, che permette di gestire il cambio con due tasti, e la comodità della modalità automatica, che individua in autonomia la marcia migliore.

 

FINO A 88 LITRI/MIN DI PORTATA IDRAULICA PER I SERVIZI CON UN SOLLEVATORE POSTERIORE DA 2.700 CHILOGRAMMI


Landini offre di serie sui Rex4 un impianto idraulico con pompa doppia da 58 + 30 litri/min, ma su richiesta è possibile disporre di una pompa tripla da 30 + 58 + 36 litri/min. In quest’ultimo caso 88 litri/min vengono dedicati al sollevatore posteriore e ai distributori posteriori e ventrali. A tal proposito, lo specializzato di Fabbrico monta fino a sette distributori, di cui quattro posteriori meccanici o elettroidraulici e tre ventrali elettroidraulici.

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Il Rex4 può venire equipaggiato sia con un selettore di flusso con deviatore a quattro o sei vie in uscita, sia con un divisore di flusso per regolare la portata dell’olio nei distributori. In più, può disporre di stabilizzatori, terzo punto e asta destra idraulici, con due semplici pulsanti che ne gestiscono i movimenti. Il trattore è in grado di sollevare posteriormente sino a 2.700 chilogrammi e anteriormente 1.700 chilogrammi.

 

CABINA LOUNGE CAB: TRA I FILARI COME IN SALOTTO

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La cabina a quattro montanti Lounge Cab si distingue per comfort e visibilità grazie alle ampie vetrature e alla piattaforma piana. Nonostante la larghezza esterna di 1.000 millimetri proposta dalla versione S, il conducente può contare su tutto lo spazio necessario per lavorare comodamente grazie al volante con colonna di sterzo telescopica, reclinabile e solidale al cruscotto e al pannello strumenti digitale che informa costantemente sull’operato del trattore.

Un ruolo importante in termini di comfort lo gioca anche l’assale anteriore sospeso, in grado di abbattere le vibrazioni anche sulle superfici più sconnesse.

 

© Francesco Ponti

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