Caro gasolio: azzerare le accise e ridurre l’IVA, la proposta degli agromeccanici Uncai a Draghi

News 11/03/2022 -

Grande risalto sui media nazionali alle difficoltà degli agromeccanici a far fronte al caro gasolio e, in particolare, alla proposta avanzata da Uncai, l’Unione nazionale contoterzisti agromeccanici e industriali, in una lettera inviata al presidente Mario Draghi e ai ministri Stefano Patuanelli, Roberto Cingolani, Enrico Giovannini, Daniele Franco e Giancarlo Giorgetti, di azzerare le accise del carburante agricolo agevolato e portare l’Iva dal 10 al 4% perché il gasolio, in agricoltura è bene di prima necessità, senza il quale non avremmo farina, pane e pasta.

 

PER COMPENSARE L’IMPENNATA DEI COSTI ENERGETICI OCCORRE UN BONUS LAVORAZIONI AGROMECCANICHE ALLINEATO CON LE TABELLE ETTARO-COLTURA

«L’attenzione di tg e testate nazionali anche per chi svolge conto terzi le lavorazioni meccaniche nei campi ci fa sperare che la nostra lettera al presidente Draghi riceva l’attenzione che crediamo meriti», ha commentato il presidente di Unacai Aproniano Tassinari, aggiungendo come anche la proposta Uncai di un bonus agromeccanici sia un elemento chiave per attenuare le conseguenze del caro carburanti, almeno in agricoltura.

«Serve a garantire agli agromeccanici i costi di produzione che stanno anticipando – ha spiegato Tassinari –. Se un anno fa per ritirare a inizio anno 100mila litri di gasolio agricolo un’impresa agromeccanica spendeva 65mila euro, oggi per lo stesso quantitativo occorrono quasi 130mila euro. Quelle dei nostri associati sono imprese di media grandezza, che potrebbero non riuscire a reggere un’esposizione finanziaria di tale misura fino a dicembre, quando verranno fatturate  le lavorazioni ai clienti»

In breve, il bonus costituirebbe una garanzia per agromeccanici e agricoltori. «Uncai chiede quindi un incontro urgentissimo con Governo e Ministeri per affrontare insieme agli agricoltori le conseguenze del caro energia nel comparto».

 

IL RUOLO SEMPRE PIÙ DETERMINANTE DEL CONTOTERZISMO AGRICOLO

Gli agromeccanici lavorano per conto degli agricoltori oltre il 50 per cento dei 12,8 milioni di ettari di SAU italiana, la percentuale tocca il 70 per cento nel caso dei seminativi e punte oltre il 90 per cento nella sola raccolta del grano, del mais o delle barbabietole, dove occorre mettere in campo mietitrebbiatrici e scavabietole estremamente costose.

Percentuali prossime al 100 per cento si registrano, invece, nell’operazione, importantissima dal punto di vista ambientale, di interramento dei liquami. Si sta, inoltre, sempre più diffondendo la raccolta meccanizzata conto terzi nei vigneti e negli uliveti.

Le tariffe agromeccaniche sono commisurate alle tabelle ettaro-coltura emanate dal Ministero delle politiche agricole, dove sono stabiliti i quantitativi minimi di carburante necessari per ciascun intervento.

 

L’ALLINEAMENTO CON LE TABELLE ETTARO-COLTURA RENDEREBBE FACILE LA QUANTIFICAZIONE DEL BONUS

«I dati e le misurazioni in possesso del Ministero possono permettere di quantificare un equo bonus lavorazioni agromeccaniche per i lavori eseguiti, e mettere così al sicuro il lavoro e le aziende», ha sostenuto Aproniano Tassinari che ha concluso affermando che «con tale provvedimento possiamo finalmente capovolgere anche il paradigma bugiardo di un’agricoltura che inquina sempre, e operare una rivoluzione concettuale e culturale nel Paese dove l’agricoltura è meritevole di bonus e non di favori, come invece fanno credere espressioni come ‘gasolio agevolato’ o ‘sussidi ambientalmente dannosi’».

 

 
Fonte: Uncai
Fonte immagine di apertura: Claas Italia.
 

vedi anche: Il caro gasolio rischia di fermare i trattori nelle campagne

 

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