Caro gasolio: credito d’imposta del 20% per l’acquisto di carburante agricolo

News 26/03/2022 -

In vigore dallo scorso 22 marzo le misure per contrastare gli effetti economici della crisi ucraina, a cominciare dal caro-energia e dall’impennata dei prezzi delle materie prime che aumentano vertiginosamente i costi di produzione.

In particolare, l’art. 18 del decreto legge n. 21/2022 pubblicato sulla G.U. del 21/03/2022 introduce un contributo sotto forma di credito d’imposta per l’acquisto di carburanti per l’esercizio dell’attività agricola e della pesca. Dunque una parziale compensazione, pari al 20% della spesa sostenuta, relativa al primo trimestre dell’anno 2022.

 

CEDIBILE DALLE IMPRESE BENEFICIARIE AD ALTRI SOGGETTI

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, entro il 31 dicembre 2022; non concorre alla formazione del reddito d’impresa né della base imponibile dell’Irap; è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell’IRAP, non porti al superamento del costo sostenuto; è cedibile, solo per intero, dalle imprese beneficiarie ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari, senza facoltà di successiva cessione, fatta salva la possibilità di due ulteriori cessioni solo se effettuate a favore di banche e intermediari finanziari.

 

VISTO DI CONFORMITÀ

Le aziende beneficiarie devono richiedere il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto al credito d’imposta. Il visto di conformità è rilasciato dai Caf o professionisti abilitati.

 

LE MODALITÀ ATTUATIVE

Le modalità attuative delle disposizioni relative alla cessione e alla tracciabilità del credito d’imposta, da effettuarsi in via telematica, anche avvalendosi degli intermediari abilitati, saranno definite con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate.

 

MISURA QUANTIFICATA IN 140 MILIONI DI EURO

Le provvidenze sono destinate alle imprese esercenti l’attività agricola e si stima che possano rappresentare un contributo per il settore primario pari a 140 milioni di euro a livello nazionale.

In proposito Confagricoltura nel commentare positivamente il provvedimento ha auspicato che, nel prosieguo dell’iter di conversione, le misure previste dal decreto legge Ucraina possano comprendere non solo i consumi di carburante effettuati nel primo trimestre, ma anche quelli dei mesi successivi, in considerazione dell’imminente stagione delle grandi lavorazioni e delle raccolte.

 

L’APERTURA ALL’USO DEL DIGESTATO COME FERTILIZZANTE PER I TERRENI

Nello stesso tempo, il governo ha incrementato per gli operatori del mondo agricolo le opportunità di utilizzo del digestato (di fatto un fertilizzante organico derivante da processi di produzione di biogas per mezzo di liquami d’allevamento e altri sottoprodotti). Una scelta che costituisce un importante precedente, poiché apre la strada all’uso di sottoprodotti vegetali e scarti di lavorazione per la coltivazione dei terreni, contribuendo alla diffusione di pratiche ecologiche e di economia circolare.

«Si tratta certamente di un passo avanti sul piano normativo in termini di stimolo a pratiche colturali sostenibili – ha dichiarato Leonardo Bolis, presidente di Confai Lombardia -. In questa fase particolarmente difficile per imprese agricole e agromeccaniche, il nuovo provvedimento va nella direzione di attutire in parte gli effetti della mancanza di concimi chimici causata dalla guerra tra Russia e Ucraina».

 

 
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Fonte immagine di apertura: Emiliana Serbatoi.
 

 

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