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Cema come Ponzio Pilato nello scontro tra Sima ed Eima

By at Maggio 2, 2019 | 20:58 | Print

Cema come Ponzio Pilato nello scontro tra Sima ed Eima

È caduto nel vuoto, almeno per ora, l’appello di FederUnacoma al Cema, il Comitato europeo che raggruppa le associazioni dei costruttori di macchine agricole, per una presa di posizione nella contesa Eima-Sima.

Com’è ormai risaputo, nel tentativo di contrastare la “trovata” francese di spostare la rassegna internazionale della meccanica agricola Sima dalla sua storica collocazione, nel febbraio degli anni dispari, ad una nuova, nel novembre degli anni pari, in parziale sovrapposizione con l‘Eima di Bologna, FederUnacoma aveva sollecitato l’intervento del Cema ritenendolo «la sede naturale nella quale salvaguardare e conciliare gli interessi delle imprese del settore».

 

NESSUNA PRESA DI POSIZIONE DA PARTE DEL COMITATO

Il Comitato però, ben lungi dal prendere misure nei confronti di Axema, l’associazione dei costruttori transalpini organizzatrice della rassegna parigina, ha assunto un atteggiamento “pilatesco” dichiarandosi dispiaciuta per l’accaduto ma lasciando che a dirimere la questione siano i due contendenti, Francia e Italia.

A riportare la risposta firmata da  Jéröme Bandry, segretario generale del Cema, è il Sole 24 Ore dello scorso 30 aprile in un articolo ripreso anche dal news magazine digitale specializzato “Industria Italiana”.

. «Non possediamo e non organizziamo fiere e non incassiamo proventi dai saloni – ha affermato Bandry –. La programmazione e la sequenza delle maggiori fiere europee del settore sono state discusse in diverse occasioni, all’interno sia del board sia dell’assemblea generale, senza peraltro mai portare a raccomandazioni ufficiali di Cema. Prendiamo perciò atto degli annunci fatti, siamo dispiaciuti che gli organizzatori dei rispettivi eventi fieristici non siano stati in grado di trovare un accordo per il bene superiore dell’industria».

 

MA FEDERUNACOMA NON CI STA

Una dichiarazione di neutralità che non poteva non sollevare la reazione dell’associazione dei costruttori italiani, sostenitrice già in passato dell’esigenza di un intervallo temporale “cuscinetto” tra due eventi fieristici in concorrenza tra loro.

«Il Comitato europeo dei costruttori Cema – replicano i vertici di FederUnacoma – sembra volersi chiamare fuori dalla questione, sostenendo che la materia fieristica non è di propria competenza e limitandosi a constatare che i due enti organizzatori di Eima e Sima non sono riusciti a trovare un accordo. Contestiamo nel modo più netto questa impostazione, giacché le fiere europee della meccanica agricola sono organizzate non da enti terzi ma direttamente dalle associazioni nazionali dei costruttori, associazioni che aderiscono al Cema e che hanno il dovere di armonizzare nell’ambito del Comitato le proprie attività».

Ma c’è anche un’altra situazione che gli organizzatori di Eima intendono rigettare: quella di essere considerati con gli organizzatori francesi come due contendenti che si pongono sullo stesso piano. «L’Eima – tiene a sottolineare FederUnacoma –  è rimasta fedele alle proprie date e alla propria programmazione, mentre il subbuglio è stato creato dai Saloni Francesi, che hanno attaccato la nostra Esposizione con un intento chiaramente ostile. Per queste ragioni abbiamo fatto passi formali chiedendo al Comitato Europeo di pronunciarsi nel merito della questione».

La battaglia, dunque, prosegue e la prossima scadenza, come riferisce Il Corriere di Bologna dello scorso 1° maggio, è fissata per il 3 giugno, data di svolgimento della riunione, in Germania, del board del Cema che dovrebbe ufficializzare la propria sentenza.

 

 
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