CEMA: preoccupazione per l’industria di settore esclusa dal periodo di transizione di Omnibus IV

News 25/02/2026 -
CEMA: preoccupazione per l’industria di settore esclusa dal periodo di transizione di Omnibus IV

Quella che doveva essere una importante opportunità per le imprese europee si è trasformata in una situazione problematica per i costruttori di macchine agricole: CEMA, l’associazione che rappresenta i costruttori europei di macchinari agricoli, assieme ad altri collaboratori ha espresso preoccupazione per la proposta Omnibus IV, che vede i settori coperti dal Regolamento Macchine (UE) 2023/1230 come gli unici esclusi dal periodo transitorio di 24 mesi concesso a tutti gli altri settori interessati dal pacchetto legislativo. Tale discrepanza solleva non poche preoccupazioni in vista dell’attuazione prevista per gennaio 2027.

 

UNA DISPARITÀ INGIUSTIFICATA TRA I SETTORI

Omnibus IV, noto anche come “Omnibus Semplificazione” è un pacchetto legislativo che introduce la nuova categoria di imprese small mid-cap e propone misure per ridurre gli oneri normativi e favorire la crescita e la competitività delle aziende europee, in particolare quelle industriali in espansione.

Il punto spinoso riguarda la modernizzazione dei processi normativi e la promozione della digitalizzazione, obiettivi importanti per il raggiungimento dei quali è stato previsto un periodo transitorio di 24 mesi. I settori coperti dal Regolamento Macchine (UE) 2023/1230 partirebbero però da una situazione di svantaggio: mentre altri settori beneficerebbero di un periodo di adattamento di due anni per le Dichiarazioni di Conformità elettroniche obbligatorie, i produttori di macchine agricole dovrebbero conformarsi direttamente alla data di applicazione del Regolamento Macchine, ovvero gennaio 2027, senza alcun periodo di transizione aggiuntivo.

 

PREVISTA LA FORNITURA DELLA DICHIARAZIONE DI CONFORMITÀ IN FORMATO DIGITALE

Trattandosi di un cambiamento significativo sarebbero numerose le modifiche da introdurre: il Regolamento Macchine, ad esempio, consente esplicitamente ai produttori di fornire la DoC in formato cartaceo o digitale. L’Omnibus IV eliminerebbe questa possibilità e renderebbe obbligatoria la fornitura digitale a partire da gennaio 2027, senza il periodo di adattamento di due anni concesso ad altri settori.

 

 AUMENTO DEI COSTI E INCERTEZZA LEGALE TRA LE CRITICITÀ

CEMA sa bene che il settore delle macchine è caratterizzato da lunghi cicli di sviluppo dei prodotti, catene del valore complesse e significativi investimenti iniziali. I requisiti del Regolamento Macchine sono stati negoziati per diversi anni per garantire una conformità pratica e sicura. L’introduzione di requisiti digitali obbligatori senza alcun periodo di transizione imporrebbe modifiche immediate al sistema, aumenterebbe i costi e creerebbe incertezza giuridica, in particolare per le piccole e medie imprese. Uno scenario in netto contrasto rispetto a quello prefigurato dagli obiettivi di Omnibus IV.

 

PREOCCUPAZIONE ANCHE PER I RISCHI DI CYBERSECURITY CONNESSI ALL’ACCESSO DIRETTO ALLA DICHIARAZIONE DI CONFORMITÀ DI OGNI MACCHINA

Omnibus IV - "Accesso diretto” tramite codice QR alla Dichiarazione di Conformità di ogni singola macchina

Ulteriori preoccupazioni derivano dagli emendamenti adottati dal Parlamento europeo che richiedono un “accesso diretto” tramite codice QR alla Dichiarazione di Conformità di ogni singola macchina. Ciò eliminerebbe la possibilità di creare landing page sicure in cui gli utenti possano recuperare il documento pertinente inserendo informazioni identificative. Tale requisito si discosta dal Regolamento Macchine concordato, che consente la fornitura delle Dichiarazioni di Conformità sia in formato cartaceo che digitale. L’attuazione di questa modifica a meno di un anno dall’entrata in vigore del Regolamento prevista per gennaio 2027 aumenterebbe i rischi per la sicurezza informatica, aggiungerebbe complessità amministrativa e imporrebbe costi a breve termine alle aziende senza chiari benefici in termini di applicazione.

 

PERPLESSITÀ SUL PERIODO E LE MODALITÀ DI RICHIESTA DELLE ISTRUZIONI CARTACEE

L’attenzione di CEMA si è focalizzata anche su un altro punto saliente, dal momento che la proposta del Parlamento Europeo di estendere il periodo durante il quale possono essere richieste istruzioni cartacee – 24 mesi per i consumatori e 6 mesi per gli utilizzatori professionali – introduce ambiguità giuridica. La nozione di “consumatore”, infatti, non è definita in modo uniforme nella legislazione pertinente e i produttori non dispongono di mezzi pratici per verificare lo status di coloro che presentano tali richieste.

 

LE RICHIESTE DEL CEMA A COMMISSIONE, PARLAMENTO E CONSIGLIO EUROPEO: PARITÀ DI TRATTAMENTO, ACCESSO SICURO E CHIAREZZA NORMATIVA

Nel suo comunicato, CEMA ha specificato di voler contribuire attivamente alla buona riuscita di Omnibus IV: «I produttori europei sostengono l’ambizione dell’UE di modernizzare i processi normativi e promuovere la digitalizzazione. Gli strumenti digitali possono rafforzare la competitività e migliorare la conformità, ma l’attuazione deve rimanere coerente, sicura e basata su tempi realistici». Proprio per tale motivo l’associazione invita la Commissione Europea, il Parlamento Europeo e il Consiglio a prendere in esame i seguenti punti:

  • Concedere al settore dei macchinari lo stesso periodo transitorio di 24 mesi previsto per altri settori merceologici dall’Omnibus IV;
  • Eliminare l’obbligo di “accesso diretto” per garantire un accesso sicuro e affidabile alle Dichiarazioni di Conformità;
  • Eliminare le disposizioni che creano incertezza giuridica in merito alle istruzioni cartacee.

 

Fonte: CEMA
Immagini realizzate con l’IA.

 

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