Climmar: Fendt si conferma il brand più amato dai dealer

News 10/12/2020 -

Tripletta di  Fendt che nel 2020, per il terzo anno consecutivo, si è posizionata al vertice della classifica del Dealer Satisfaction Index (Indice di soddisfazione dei concessionari nei confronti dei costruttori), il tradizionale sondaggio condotto da Climmar –  l’Associazione dei concessionari europei di macchine agricole che raggruppa oltre 19.000 dealer in rappresentanza di 16 Paesi –  giunto alla sua decima edizione.

«Quest’anno  – ha spiegato il presidente di Climmar Erik Hogervorst illustrando i risultati nel corso di Eima Digital Preview – sono state ricevute 862 risposte al questionario, in calo rispetto alle 1.077 del 2019, in quanto solo 8 Paesi hanno partecipato, a causa della defezione di Regno Unito e Austria impossibilitati dal Covid-19 ad effettuare l’indagine».

Il DSI valuta la qualità del rapporto costruttore/concessionario su 14 aspetti: Immagine e impatto del brand, Marketing di trattori, Marketing di parti di ricambio, Servizi post-vendita e garanzia,  Servizi informatici, Pubblicità e materiale di supporto prodotti, Amministrazione e termini di pagamento, Formazione, Management, Rapporti costruttore/dealer,  Contributo alla redditività, Migliorie, Offerte di finanziamento e Protezione dai furti.

 

SUL PODIO, INSIEME A FENDT, KUBOTA E CLAAS

DSI 2020 – Classifica generale

 

Fendt si è piazzata in testa alla classifica generale con 14,5 punti, seguita da Kubota (13,8) e Claas (13,7). Quest’ultima ha migliorato di 0,5 punti il risultato del 2019, e lo stesso ha fatto Valtra, al quinti posto, che ha guadagnato due posizioni rispetto allo scorso anno, mentre hanno peggiorato in particolare le loro performance John Deere (1 punto in meno), costretta a lasciare il podio e relegata all’ottavo posto, e Case IH (-0,7) che è scivolata al nono posto, seguita da New Holland (-0,4), fanalino di coda.

Massey Ferguson, che si era piazzata penultima nel 2019, recupera due posizioni (+0,2) e si colloca al settimo posto, alle spalle di Same (-0,4), scesa dal quarto al sesto posto.

La media dei punteggi nel 2020 si è fermata a quota 13, in linea con il risultato del  2019 (13,1).

Entrando nei dettagli, per quanto riguarda Immagine e impatto del marchio la media generale è scesa da 15 a 14,7 punti percentuali, con riscontri positivi per Massey Ferguson (+0,3) e Deutz-Fahr (+0,2) e negativi per Case IH e Valtra (-0,9).

Pressoché invariata la valutazione della formazione (13,5 nel 2020 e  13,6 nel 2019) con Valtra (+1) e Claas (+0,5) in netto miglioramento e John Deere in forte peggioramento (-1,3).

Relativamente ai rapporti dealer/costruttore, per i quali la media generale rispetto allo scorso anno è scesa da 14,1 a 13,9, semaforo verde per Fendt (+0,6) ed altri, tra cui  Deutz-Fahr (+0,4) e Valtra (+0,3), mentre  John Deere subisce anche qui un deciso calo (-1,7).

Infine, analizzando il contributo alla redditività, a fronte di una media generale cresciuta dal 12,2 al 12,4, Claas mette a segno il miglior risultato con +1 e John Deere il peggiore con -0,7.

 

SFIDE DIFFICILI VINTE GRAZIE AD UNA SOLIDA PARTNERSHIP TRA LA CASA COSTRUTTRICE E I SUOI CONCESSIONARI

«Il 2020 è stato un anno turbolento per tutti noi. Siamo contenti che i nostri partner di vendita europei abbiano valutato Fendt in maniera così positiva quest’anno. Grazie alla collaborazione professionale con i nostri concessionari in molteplici aree, come gli ordini delle macchine, la fornitura di componenti di ricambio e di assistenza fino alla consegna delle nuove macchine, siamo stati in grado di superare congiuntamente le sfide mai affrontate prima che abbiamo riscontrato nel 2020 e abbiamo continuato a supportare gli agricoltori in maniera professionale – ha dichiarato  Christian Erkens, direttore Vendite Fendt regione EME (Europa e Medio Oriente) commentando il brillante risultato ottenuto –. La gestione coscienziosa della disponibilità di macchine durante il lockdown in primavera ha contribuito in particolare ad aumentare la fiducia riposta dai clienti nei propri concessionari».

 

UN’INDAGINE PER MISURARE L’IMPATTO DI COVID-19 SUI DEALER

Con l’occasione Hogervorst ha illustrato anche i risultati dell’indagine condotta da Climmar presso i propri associati lo scorso mese di maggio per valutare l’impatto  della pandemia di Covid-19.

In base alle risposte, a quella data l’80 per cento dei concessionari stava ancora risentendo delle conseguenze dovute alla crisi Covid-19 (il 61% in modo limitato, il 19% in modo ancora consistente) e l’impatto maggiore veniva avvertito a livello di ufficio vendite (74%).

Per i successivi tre mesi il 72 per cento delle aziende si aspettava un calo del fatturato (di cui il 31% superiore al 10%, il 25% inferiore al 10% e il 16% superiore al 25%), mentre il 19 per cento non prevedeva cambiamenti sostanziali e il 9 per cento si attendeva addirittura un incremento del fatturato (6% meno del 10% di incremento e 3% più del 10% di incremento).

 

TREND E RIPARTIZIONE DEL FATTURATO NEI DIVERSI PAESI

Nel 2020 il fatturato medio di un concessionario in Europa è risultata pari a 2,539 miliardi di euro, con una media di 10,9 dipendenti. La ripartizione del fatturato è risultata mediamente la seguente: 56 per cento proveniente dalle vendite di macchine nuove, 16 per cento dalle parti di ricambio, 13 per cento dall’usato, 11 per cento dall’officina e 4 per cento da servizi esterni.

Confrontando il primo semestre 2020 con lo stesso periodo del 2019, Belgio, Germania, Polonia e Ungheria hanno fatto registrare un fatturato complessivo in crescita, Regno Unito, Francia, Svizzera e Danimarca un fatturato stazionario, Italia, Austria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Paesi Bassi, Svezia e Lettonia un fatturato in calo.

Per quanto riguarda le vendite di macchine nuove, Svizzera, Belgio, Germania e Polonia hanno visto aumentare il fatturato, Francia, Ungheria e Slovacchia sono rimaste invariate, Italia, Austria, Repubblica Ceca, Paesi Bassi, Regno Unito, Danimarca, Svezia e Lettonia hanno subito un calo.

Decisamente più positivo il trend  per il reparto officina e le parti di ricambio dove nessun Paese ha fatto registrare cali: in particolare il fatturato è rimasto invariato in Italia, Svizzera, Austria, Slovacchia, Svezia e Lettonia, ed è aumentato in tutti gli altri Paesi; nel caso dei pezzi di ricambio, fatturato stabile nel primo semestre 2020 rispetto ai primi sei mesi del 2019 in Italia, Svizzera, Austria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Belgio e Lettonia mentre tutti gli altri Paesi hanno registrato incrementi.

La presentazione di Climmar con i risultati del DSI 2020 e l’andamento del settore a questo link

 

 
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