CNH Industrial inaugura il primo Dynamic Simulator per il settore agricolo

Primo piano 26/10/2022 -
CNH Industrial inaugura il primo Dynamic Simulator per il settore agricolo

Non c’è più nulla di ignoto e di non verificabile ex ante nella progettazione delle macchine del Gruppo CNH Industrial da quando, nello stabilimento di San Matteo (Modena), il team di progettisti può contare sul Dynamic Simulator.

 

TECNOLOGIA FINO AD OGGI UTILIZZATA LIMITATAMENTE ALL’AUTOMOTIVE

Inaugurato il 25 ottobre scorso, il simulatore è concettualmente molto simile a quelli che vengono impiegati nel settore automotive; si tratta però di un inedito per il mondo agricolo e per quello construction.

«Il Dynamic Simulator si inserisce nell’attività di testing virtuale di CNH Industrial – ha spiegato durante la presentazione ufficiale Carlo Lambro, Brand President di New Holland Agriculture e CEO di CNH Industrial Italia –. Si tratta di una rivoluzione nel nostro settore, dove la tecnologia può fare davvero la differenza nello sviluppo di prodotti sempre più sostenibili, avanzati e sicuri».

Nella pratica, il Dynamic Simulator consente di verificare il comportamento dinamico delle macchine prime che vengano messe in produzione, a tutto vantaggio dell’efficienza del ciclo progettuale e produttivo. Con il simulatore, infatti, si possono prevedere eventuali malfunzionamenti sul concept e intervenire per risolvere problematiche che altrimenti sarebbero individuabili solo in un secondo momento, a industrializzazione già avviata.

 

VANTAGGI TANGIBILI, E NON SOLO PER L’AZIENDA 

Laboratorio per l’integrazione dell’alta tensione.

Il Dynamic Simulator non è quindi un esercizio di stile, ma uno strumento utile nella pratica, che porta con sé almeno due vantaggi tangibili: il primo riguarda la riduzione dei costi legati ai processi di definizione del concept e delle funzionalità, il secondo è da ascrivere nell’ambito dell’ottimizzazione dei tempi di introduzione sul mercato di nuove tecnologie. Con la verifica a monte, i tempi si accorciano, a tutto vantaggio dell’ingresso, in campo, di nuove macchine tecnologicamente avanzate.

 

STABILIMENTO DI RICERCA DI SAN MATTEO, POLO DI ECCELLENZA A LIVELLO MONDIALE

Il nuovo laboratorio per l’integrazione dei sistemi elettrici ed elettronici.

Progettato e realizzato in tutte le sue parti dal team di 15 ingegneri impiegati nello stabilimento di San Matteo, il Dynamic Simulator è frutto di oltre un anno di lavoro e di importanti investimenti dell’azienda sia in termini di innovazione tecnologica, sia in termini di nuove assunzioni: sono infatti state assunte, dall’inizio dell’anno in corso, 150 persone. Di queste, 120 sono ingegneri impegnati a sviluppare nuove tecnologie.

«Lo stabilimento di San Matteo – ha ricordato Vincenzo Retus, responsabile Relazioni industriali – ha un significato particolare per il Gruppo, anche per via della lunga storia che ha alle spalle. Già parte di FiatAgri, la divisione di Fiat specializzata nella costruzione di macchinari agricoli, in particolare trattori, il centro di sviluppo prodotto di San Matteo è stato realizzato 45 anni fa, nel 1977. Si estende su un’area di oltre 200mila metri quadri ed è uno dei principali Centri Logistici di CNH nel mondo».

Qui lavorano 1100 risorse, di cui circa la metà – 530 per la precisione – sono ingegneri che fanno capo al dipartimento di Ricerca & Sviluppo per il settore agricolo. Un nucleo di 30 ricercatori è dedicato alla simulazione virtuale, la metà di questi ha lavorato alla realizzazione del Dynamic Simulator.

«Il nostro investimento è anche sulle persone oltre che sulla tecnologia, e l’Italia ricopre un ruolo importante per il Gruppo, tanto che è al primo posto per numero di dipendenti (4.500), ospita 4 stabilimenti di produzione (su 10 in Europa) e altri due centri di Ricerca oltre a questo: Lecce e San Piero in Bagno – ha evidenziato Carlo Alberto Sisto, president EMEA di CNH Industrial –. L’Emea, e quindi anche l’Italia, contribuisce per circa il 37% al fatturato globale di CNH Industrial. La nostra speranza è crescere anche nel prossimo anno, per portare avanti questa logica di investimento».

 

L’APPOGGIO DELLE ISTITUZIONI

Da sinistra, Vincenzo Colla, Ludovica Carla Ferrari, Carlo Lambro, Carlo Alberto Sisto, Vincenzo Retus e Stefano Bonaccini.

L’inaugurazione del Dynamic Simulator è avvenuta alla presenza delle istituzioni del territorio: sono intervenuti l’assessore regionale allo Sviluppo economico e green economy, lavoro, formazione, Vincenzo Colla, l’assessora per Città smart, Politiche economiche, Turismo, Servizi demografici del Comune di Modena Ludovica Carla Ferrari, e Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna.

Quest’ultimo ha riferito: «L’Emilia-Romagna si candida a diventare una Data Valley di livello internazionale. Al Tecnopolo di Bologna è già attivo il Centro Meteo e nelle prossime settimane inaugureremo Leonardo, il supercomputer che metteremo al servizio del Paese e dell’Europa per competere alla pari con i colossi mondiali dei big data, come Usa e Cina. Nascerà una cittadella internazionale della scienza dell’innovazione, che rafforza la Rete regionale dei Tecnopoli e dell’Alta tecnologia, in grado di attrarre circa 1.500 ricercatori da tutto il mondo».

Stefano Bonaccini con alcuni degli ingegneri del team impiegato presso Il centro di Ricerca e Sviluppo di San Matteo (MO).

«Vogliamo cavalcare i cambiamenti, senza paura del futuro, ma con la voglia di costruirlo oggi, giorno per giorno – ha aggiunto –. E vogliamo collaborare con le imprese che condividono questa impostazione, come in questo caso: l’investimento di CNH Industrial rappresenta un’opportunità straordinaria al servizio di un settore strategico dell’economia regionale, come l’agricoltura. Noi continueremo a mettere al servizio delle imprese bandi, risorse e know-how per investimenti in tecnologia, innovazione e digitale».

«L’alleanza con le istituzioni e la politica sono fondamentali per i piani di crescita aziendali al meglio e a lungo termine, e giocano un ruolo importante nel percorso verso l’innovazione tecnologica che punta ad aumentare la produttività nel rispetto ambientale – ha replicato Carlo Alberto Sisto –. La nostra azienda investe oltre il 4% del fatturato globale in R&S, per lo sviluppo di nuove soluzioni a supporto della nostra crescita internazionale e anche dei territori in cui siamo presenti. San Matteo ha un significato particolare per noi, perché si trova nel cuore delle innovazioni tecnologiche delle industrie agricola e automobilistica: la Motor Valley».

 

UN PUNTO DI RIFERIMENTO PER L’ELETTRIFICAZIONE

A conferma dell’eccellenza del Centro di Ricerca e Sviluppo di San Matteo e del ruolo di primo piano che potrà dare nel campo dell’elettrificazione, ad agosto 2022 il Ministero dello Sviluppo Economico ha autorizzato un accordo per l’innovazione che supporta lo sviluppo di una tecnologia elettrico-ibrida per trattori, mettendo a disposizione 7,9 milioni di euro all’interno di un progetto di investimento complessivo per questo sito da 39,4 milioni.

 

© Emanuela Stìfano

 

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