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Combi Mais 6.0: un nuovo capitolo nel segno dell’agricoltura di precisione

By at Giugno 27, 2019 | 23:26 | Print

Combi Mais 6.0: un nuovo capitolo nel segno dell’agricoltura di precisione

Continua a manifestare il suo dinamismo e il suo costante percorso evolutivo a livello di innovazione e di sostenibilità Combi Mais, l’ormai ampiamente collaudato protocollo di coltivazione approntato da Mario Vigo (nella foto sotto e al microfono in quella di apertura), presidente di Innovagri, ed attualmente applicato su una superficie di una trentina di ettari di appezzamenti investiti a mais all’interno dell’azienda agricola Folli di Mediglia, nei pressi di Milano, suddivisi in tre parcelle dalla superficie di oltre nove ettari ciascuna.

Arrivato adesso al sesto anno di ricerca, sperimentazione ed esperienza in campo, e guardando sempre ai traguardi dei superiori livelli di produttività, qualità e redditività nella produzione di granella, il progetto di maiscoltura, costantemente perfezionato di anno in anno, si rinnova ancora una volta e compie passi in avanti notevoli su vari fronti, come emerso durante la presentazione alla stampa di Combi Mais 6.0 di scena lo scorso 21 maggio presso la nuova sede dell’Associazione Granaria di Milano nella Torre uffici SogeMi, la società che gestisce i mercati agroalimentari all’ingrosso di Milano.

 

MAIS NON SOLO PER USO ALIMENTARE MA ANCHE ZOOTECNICO

Nella sua sesta edizione, innanzitutto, Combi Mais allarga il proprio raggio d’azione ed estende la gamma delle sue applicazioni all’alimentazione zootecnica.

Non è più da solo dunque il comprovato ibrido di mais Sy Brabus di Syngenta, destinato alla produzione di farina per polenta commercializzata con successo presso i supermercati e ipermercati a insegna Iper, Unes e U2 sotto il marchio “Il Viaggiator Goloso”, la linea top di gamma pensata per offrire, anche ai palati più esigenti, le migliori specialità, selezionate dietro attenta ricerca dei prodotti più genuini, contraddistinte da elevata qualità e sostenibilità economica e ambientale.

Ma in seno al progetto medigliese gli è stato quest’anno affiancato un secondo ibrido adatto alla produzione di granella per filiera animale, il Sy Fuerza, sempre di Syngenta e sempre ad elevato potenziale produttivo, allo scopo di venire incontro all’esigenza avvertita dal settore della zootecnia di poter produrre quantità e qualità tali da garantire una remunerazione migliore rispetto a quanto ottenuto da chi produce per la “massa”.

 

INVARIATO IL TRAGUARDO DELLE 20 TONNELLATE DI GRANELLA PER ETTARO

Resta confermato naturalmente, ed è ormai a portata di mano, l’obiettivo di raggiungere una resa di 20 tonnellate di granella di mais per ettaro sulla superficie aziendale seminata a Sy Brabus.

Tutto questo corroborato dal costante monitoraggio eseguito lungo tutte le fasi produttive, cosicché il progetto è in grado di fornire al consumatore finale precise garanzie di qualità, sanità e salubrità della granella ottenuta attraverso il suo protocollo di produzione sostenibile.

Combi Mais aderisce infatti, tra l’altro, al programma “Mais in Italy”, lanciato da Syngenta con l’obiettivo di sensibilizzare i produttori italiani su temi importanti quali la gestione delle micotossine, l’utilizzo responsabile degli agrofarmaci e l’uso efficiente dell’acqua.

 

AGRONOMIA E INNOVAZIONE VANNO A BRACCETTO

L’introduzione del secondo ibrido di mais per l’alimentazione zootecnica, comunque, non rappresenta l’unica novità annoverata da Combi Mais 6.0 che – dopo le semine effettuate entro la prima decade di aprile sulle varie parcelle in situazioni climatiche praticamente opposte (terreno supersecco per le prime due e molto bagnato per la terza) – conferma l’impiego di metodologie sempre più sofisticate in materia di precision farming, irrigazione e nutrizione messe a punto dai partner del progetto, combinando l’expertise di aziende leader in agribusiness ognuna per la propria parte di competenza.

Un qualificato pool di realtà di primo piano del settore, dunque, che integrano in modo sinergico genetica, protezione delle piante, meccanizzazione e irrigazione e mettono oggi a disposizione del programma macchine, dispositivi e sistemi hi tech decisamente evoluti, in vista di una crescente precisione tecnologica dedicata all’ottimizzazione dei vari processi produttivi.

 

LA TECNOLOGIA DIGITALE GRANDE PROTAGONISTA

Così, dopo le crescenti aperture degli anni scorsi, il protocollo 2019 prevede un ricorso sempre più massiccio alla tecnologia digitale attraverso piattaforme che utilizzano informazioni provenienti da sensori, satelliti e banche dati per indicare gli esatti momenti in cui effettuare interventi irrigui o di protezione delle piante nelle corrette quantità, in modo da poter pianificare azioni in grado di salvaguardare il potenziale produttivo.

Le strategie di irrigazione e di fertilizzazione si sono fatte ancora più mirate e intelligenti e anche quest’anno interessanti novità in ambito di agricoltura di precisione sono arrivate dal partner Topcon Agriculture, azienda leader di mercato specializzata nella progettazione, sviluppo e produzione di soluzioni per il precision farming e di software per il settore agricolo.

 

GPS E SENSORISTICA PER L’ACQUISIZIONE DELLE MAPPE DI VEGETAZIONE E PRODUZIONE

Grazie alla collaborazione con Topcon Agriculture, quindi, è stato possibile installare sul trattore Deutz-Fahr 5115.4G un sistema di agricoltura di precisione in grado di gestire la guida della macchina durante la semina, la concimazione e l’irrigazione tramite Gps, come pure la relativa raccolta dati che consente poi la predisposizione di mappe di vegetazione e di produzione utili a pilotare gli interventi.

Il sistema di guida RTK è composto, tra l’altro, di Monitor X35, volante elettrico AES35, segnale di correzione e sensore di sterzo.

A disposizione per le operazioni di copertura, inoltre, il sistema di monitoraggio della vegetazione Cropspec, deputato a rilevare e registrare lo sviluppo vegetativo della coltura nelle varie fasi di crescita (interfacciato allo spandiconcime di precisione Axis di Kuhn equipaggiato per la fertilizzazione a rateo variabile in tempo reale).

New entry del 2019, poi, è Farmshots, l’innovativa piattaforma digitale di Syngenta (nella foto sopra) che consente di monitorare l’avanzamento dello stato vegetativo della coltura, identificando velocemente situazioni del campo riconducibili a problematiche agronomiche, irrigue o patologiche sulla base di rilevazione NDVI e permettendo di realizzare mappe di prescrizione per intervenire in modo mirato nelle aree a stress e determinare il momento più idoneo per la raccolta.

 

UNA PARTNERSHIP DI ALTO LIVELLO

Assieme a Syngenta e a Topcon Agriculture, il capitolo sei di Combi Mais – coordinato in tutti gli step delle attività dall’Istituto di Agronomia dell’Università di Torino – vede ancora una volta coinvolti gli altri partner consolidati del progetto: Netafim (leader nello sviluppo di soluzioni per l’irrigazione a goccia e la microirrigazione) e Unimer (ai vertici in Italia nell’ambito della concimazione organica e minerale), accanto ai quali figurano altri marchi di assoluto spicco come Cifo, specialista della concimazione fogliare, e come Deutz-Fahr, che ha reso disponibile per il programma anche un potente ed efficiente trattore Agrotron 7250 TTV (nella foto sopra) con cambio a variazione continua, ai vertici della tecnologia made in Germany ma anche del comfort operativo, grazie alla cabina MaxiVision 2, della sicurezza e del rendimento sia su campo sia su strada.

 

SOLUZIONI DI MECCANIZZAZIONE CONSERVATIVE E SOSTENIBILI

In azione sui campi di Mediglia anche nel 2019, poi, le proposte a marchio Kuhn, altro partner storico di Combi Mais, che, secondo la sua filosofia incentrata sull’innovazione e sulle soluzione conservative e sostenibili, ha messo al servizio del progetto un cantiere per la meccanizzazione del mais formato da attrezzature adatte alla preparazione del terreno tramite tecniche di minima lavorazione, alla semina di precisione (aspetto fondamentale, quello della precisione nella distanza del seme sulla fila e della uniforme profondità di semina, per assicurare i migliori risultati del progetto in termini di rese produttive e di sanità della granella) e alla concimazione di alta precisione.

Il compito di preparare con minima lavorazione i terreni coinvolti nel progetto Combi Mais 6.0, allo scopo di rispettare al massimo la struttura del suolo e di contenere i fenomeni erosivi, è spettato al polivalente coltivatore a denti Cultimer 300 (nella foto sopra) di casa Kuhn, capace di lavorare il terreno – sia in superficie (6-7 centimetri) sia ad una profondità di 7-15 centimetri per incorporare i residui colturali, ma anche estirpando profondamente fino a 30-35 centimetri in sostituzione dell’aratura – e di frantumarlo e miscelarlo.

Equipaggiato a Mediglia di rullo T-Ring (dal diametro di 600 millimetri, particolarmente indicato per i terreni limosi e in grado di consentire il controllo della profondità di lavoro, il compattamento della miscela formata e la lavorazione di finitura in vista della successiva semina) e trainato dal trattore Agrotron 7250 TTV di Deutz-Fahr, alle doti di polivalenza il coltivatore Cultimer associa quelle di elevata sicurezza di impiego: il robusto telaio ed il sistema di sicurezza non-stop con doppia molla garantiscono infatti un lavoro senza intralci anche sui suoli più difficili.

 

SEMINA E CONCIMAZIONE DI PRECISIONE CON LE ATTREZZATURE KUHN

All’insegna dei principi di precision farming, inoltre, Kuhn ha messo all’opera sui campi di Robbiano di Mediglia la sua seminatrice pneumatica Maxima 2 TI (trainata dal trattore Deutz-Fahr 5115.4G) (nelle foto sopra e sotto), particolarmente indicata per la semina su terreno minimamente lavorato e caratterizzata da notevoli requisiti di robustezza, affidabilità e precisione.

Dotata di elementi di semina a doppio disco con spargiresiduo anteriore, Maxima 2 deve la sua capacità di assicurare una precisa collocazione del seme ad una uniforme profondità proprio alla speciale struttura dell’elemento di semina, che alla caduta alta del seme abbina come detto la presenza di doppi larghi dischi aprisolco (seguiti da un assolcatore e da un ruotino premi-seme) e di ruotini di chiusura che avvicinano al solco la terra fine per ricoprirlo, risultando molto importanti nei casi in cui sia scarsa la terra fine disponibile o quando ci si trovi ad operare su suolo secco o argilloso, a maggior ragione in presenza di residui vegetali.

Sul fronte della concimazione di alta precisione firmata Kuhn, invece, al lavoro nell’ambito di Combi Mais 6.0 lo spandiconcime centrifugo Axis 20.2Q (nella foto sopra), con banda di distribuzione di 16 metri e regolabile al cento per cento dalla cabina del trattore attraverso la centralina di comando, a garanzia, oltre che di ottimale adattamento dello spargimento alla forma del campo, di forte riduzione dello scarto fra dosaggio teorico ed effettivo.

 

UN’ATTENTA ANALISI DELLA QUALITÀ DEL RACCOLTO

Passando alla raccolta del mais, che secondo la storicità dell’azienda si posizionerà a cavallo della seconda metà di settembre, verrà effettuata con mietitrebbia dotata di sensori ed eventualmente di NIR che misureranno i dati produttivi e di umidità generando la mappa della produzione, fondamentale per capire cosa è successo, punto per punto dell’appezzamento, e perché.

L’incrocio tra le mappe di vegetazione (da Farmshots), le analisi del terreno e le mappe di produzione, infine, permetterà di accertare le aree e le motivazioni di stress, da correggere nel successivo ciclo produttivo.

 

© Stefania Capponi

 

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