Contoterzismo agricolo in crescita del 47 per cento dal 2010 al 2020

News 01/02/2022 -

Le attività agricole per conto terzi dal 2010 al 2020 sono aumentate del 47 per cento passando da 2.408,1 a 3.193,6 milioni di euro: valori estremamente significativi per le attività di supporto e secondarie dell’agricoltura.

Fonte: CREA, Annuario dell’Agricoltura 2020, Volume LXXIV

 

UNA SOLA BATTUTA D’ARRESTO, NEL 2020, A CAUSA DELLE RESTRIZIONI IMPOSTE DALLA PANDEMIA

Si tratta di un trend che prosegue da anni e che solo la pandemia ha fermato, ma di pochissimo, dal momento che tra il 2019 e il 2020 si è verificata una contrazione dello 0,5 per cento, dovuta soprattutto alla scontistica seguita al crollo dei costi energetici del 2020, situazione però ribaltata nel ‘21 e ‘22 con i rincari record.

«I dati emersi dall’ Annuario dell’agricoltura italiana 2020 del Crea scontano, tuttavia, un limite che lo stesso Consiglio per la ricerca in agricoltura rileva, vale a dire la mancanza di un censimento delle imprese agromeccaniche. Non è, infatti, realistico stimare le attività connesse al 2%. La stessa Istat, interpellata da Uncai, ha convenuto sulla necessità di avviare una puntuale analisi del contoterzismo in Italia», spiega il presidente di Uncai (Unione Nazionale Contoterzisti Agromeccanici e Industriali), Aproniano Tassinari.

 

IL RUOLO CHIAVE DEL CONTOTERZISMO, SIA PER LE AZIENDE MEDIO-GRANDI SIA PER QUELLE PIÙ PICCOLE

Il Crea registra un importante aumento del volume di lavorazioni conto terzi svolte e delle superfici lavorate, in particolare sulle colture specializzate. Parallelamente è diminuita la tendenza a infortuni sul lavoro, grazie alla maggiore specializzazione del personale delle imprese agromeccaniche.

Ma è soprattutto la possibilità che il contoterzismo offre nella riduzione, se non eliminazione, del rischio di impresa del proprietario, a rappresentare il principale elemento che fa propendere verso questa scelta. In questo contesto, il ricorso al contoterzismo ha svolto un ruolo chiave, sia di supporto, nel caso delle aziende più strutturate, che puntano a rendere più efficiente la gestione delle operazioni colturali, sia di sopravvivenza, nel caso delle microaziende agricole che non possiedono mezzi a sufficienza.

 

L’IMPORTANZA DI UN ALBO NAZIONALE DEGLI AGROMECCANICI COME ATTESTATO DI PROFESSIONALITÀ, FORMAZIONE E COMPETENZE

La diffusione di un contoterzismo professionale viene interpretata dal Crea come una nota positiva per l’agricoltura. «Si tratta di un importante riconoscimento per Uncai e la sua battaglia per il riconoscimento delle imprese che svolgono lavorazioni agromeccaniche in modo professionale, ossia con un orientamento prima di tutto al cliente, distinguendole dalle aziende agricole che le svolgono come attività connessa, cioè per integrare il reddito aziendale», prosegue Tassinari che aggiunge come su tale principio Uncai porti avanti la richiesta di un Albo Nazionale degli agromeccanici che ne attesti professionalità, formazione e competenze, dopo quelli regionali di Lombardia ed Emilia-Romagna ottenuti da Uncai.

«L’Albo – ribadisce Tassinari  – permetterebbe forme di finanziamento, da non confondere con i PSR, dedicate agli imprenditori agromeccanici professionali per l’acquisto di macchinari che sarebbero sovradimensionati e antieconomici per una azienda agricola e con un impatto agro ambientale su larga scala, e forme di sostegno alle aziende agricole che si avvalgono di servizi conto terzi certificati, eseguiti per mezzo di strumenti tecnologici innovativi».

 

 
Fonte: Uncai
Fonti immagini: New Holland Agriculture (apertura), Crosetto Rimorchi.
 

 

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