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Contoterzisti, l’era del cambiamento

By at Dicembre 12, 2019 | 21:22 | Print

Contoterzisti, l’era del cambiamento

Lo scorso 4 dicembre si è tenuto a Treviglio, in casa Same, il Forum Contoterzisti, una giornata dedicata agli agro-meccanici fortemente voluta dal presidente di Uncai, l’Unione nazionale contoterzisti agromeccanici e industriali, Aproniano Tassinari.

A fare gli onori di casa Lodovico Bussolati, Chief Executive Officer del gruppo SDF, il quale, conclusi i saluti di rito, ha subito lasciato spazio ai lavori.

Da sinistra: Donato Rossi, Aproniano Tassinari, Gianmarco Centinaio, Lodovico Bussolati e Vincenzo Laurendi.

 

«Cambiamento significa innovazione, formazione, gestione e risultato economico – ha esordito Tassinari –. Cambiare significa non dire più “abbiamo sempre fatto così”». Molto apprezzata dal presidente la presenza in sala di Gianmarco Centinaio, ministro dell’Agricoltura durante i 14 mesi giallo-verdi, il quale ha auspicato il confronto con l’attuale maggioranza e ha promesso “nessuna preclusione” alle proposte di chi sta oggi al Governo.

Ai numerosissimi relatori è spettato il compito di tradurre in concreto il concetto di cambiamento introdotto dal Presidente e pertanto si è parlato di nuove tecnologie, di sostenibilità secondo la sua accezione più ampia, di formazione e, anche, della tanto agognata revisione e del nuovo bando ISI Inail. Proprio da questi ultimi temi partiamo per ripercorrere gli spunti più salienti della giornata.

 

REVISIONE, NON CI SONO PIÙ ALIBI

«Non ci sono più alibi di natura tecnica, “la palla” passa alla politica». Così Vincenzo Laurendi (nella foto sopra a sinistra, con il moderatore del dibattito Sauro Angelini di Agrilinea TV) del dipartimento di Innovazione & tecnologia dell’Inail (Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro), sul tema della revisione delle macchine agricole.

Un percorso che, come è noto, è iniziato nel 2012 e che ancora oggi, dopo 8 anni di “falsi allarmi”, non ha trovato una quadra. Ma una svolta sembra essere vicina: il gruppo di lavoro (tecnico) dovrebbe consegnare a gennaio gli ultimi documenti ufficiali che sanciscono la fattibilità tecnica della revisione e pertanto, in pratica, per avviare definitivamente il processo spetta alla componente politica firmare l’ultimo decreto attuativo.

«Attuare la revisione significa attivare concretamente la prevenzione – ha puntualizzato il tecnico dell’Inail – e solo in questo modo potranno essere risparmiati 150 morti all’agricoltura italiana». Ai contoterzisti che vedono la revisione come un ulteriore balzello burocratico, Laurendi ha ricordato che si tratta di una spesa di 60-70 euro da sostenere ogni 5 anni, il cui obiettivo è garantire sicurezza.

 

GARANZIA DI SICUREZZA E TRASPARENZA

«La revisione non è un obolo, ma è un vantaggio, perché la revisione è lo step finale di un percorso che prevede l’adeguamento delle macchine: occorre comprendere il valore intrinseco del collaudo e ragionare in termini di sicurezza».

Quello che naturalmente agita gli agromeccanici è anche la modalità con cui svolgere la revisione, ma anche in quest’ambito Laurendi è stato rassicurante: «Il decreto prevede che ci siano delle stazioni fisse e delle stazioni mobili, anche presso le imprese agromeccaniche. Occorre considerare che le ricadute della revisione sono positive sia in termini di sicurezza della circolazione stradale dei mezzi agricoli, sia in termini di trasparenza nei confronti degli organi di vigilanza».

In pratica, una volta che sarà resa fattibile, sarà la revisione stessa a certificare la sicurezza delle macchine, evitando così sanzioni agli operatori.

Sul tema anche il presidente Tassinari: «Sono un grande fautore del cambiamento e pertanto sono d’accordissimo con la revisione, a patto però che non penalizzi chi fa agricoltura».

 

BANDO ISI INAIL, A BREVE LE DATE

Strettamente connesso con il tema della sicurezza, lo svecchiamento del parco circolante che, come ha ricordato Laurendi, ha oggi una vetustà media trentennale. Per tale motivo anche quest’anno l’Inail erogherà, tramite il bando ISI, gli oramai consueti fondi per l’acquisto di macchine agricole nuove.

Secondo quanto riferito da Vincenzo Laurendi il bando 2020 dovrebbe essere pubblicato a breve e conterrà qualche novità rispetto al passato, innanzitutto si parlerà di rottamazione.

Al momento però non vi è certezza circa le date di pubblicazione – ma si ipotizza entro la fine di dicembre – non si conosce l’entità del fondo, e nemmeno il meccanismo di erogazione dei contributi. Ma, se sarà riconfermato quanto fatto negli anni scorsi, è presumibile che tra marzo e aprile dovranno essere presentate le domande tramite click day, il che significa che in un giorno preciso, a un orario preciso, chiunque sia interessato ad accedere al contributo dovrà inviare online la propria domanda.

La parola d’ordine è tempestività: negli scorsi anni gli incentivi (per il 2019 si trattò di 370 milioni di euro) furono assegnati fino a esaurimento secondo l’ordine cronologico di arrivo.

 

L’INNOVAZIONE COME FATTORE DELLA PRODUZIONE

«L’agricoltura sta diventando più globale e competitiva e pertanto occorre incorporare le nuove tecnologie in tutte le imprese agricole, a prescindere dalle dimensioni – ha ricordato Paolo De Castro (nella foto sopra), intervenuto in differita da Bruxelles –. Per poterlo fare, è necessaria una rete importante di contoterzisti, gli unici a poter portare innovazione anche dove la struttura aziendale non lo consentirebbe».

In linea con il pensiero di De Castro anche Vanni Ferrari (nella foto sopra), di SDF, che ha delineato uno scenario futuro ben preciso: aumenterà la popolazione a livello mondiale, diminuirà il terreno disponibile e dunque occorrerà accrescere la produttività del singolo ettaro. Inoltre, in Europa, aumenterà la domanda di prodotti agricoli ad alto valore. Gli agricoltori e i contoterzisti dovranno quindi mettere in campo un’agricoltura ad alto tasso di innovazione.  «Tecnologia e sostenibilità e specializzazione sono i mantra del futuro», ha evidenziato Ferrari.

Sul tema dell’innovazione anche Paolo Cera (primo da sinistra nella foto sopra), Marketing Manager Kuhn Italia: «Sicuramente quello della digitalizzazione è uno dei temi del futuro – ha spiegato – ma ancor prima occorrono attrezzature innovative». Cera si è dunque soffermato in particolare sullo spandiconcime: «si tratta di un’attrezzatura che racchiude lo stimolo all’innovazione – ha puntualizzato –. L’Italia ha rappresentato una Scuola in questo senso, la più grande innovazione di Kuhn nel settore è nata nel vercellese».

Sempre sulla necessità di innovazione nelle aziende agricole anche Donato Rossi di Confagricoltura, il quale ha ricordato come tra Uncai e Confagricoltura si sia instaurata, al posto della “sopportazione reciproca” del passato, una “collaborazione sincera”, volta a creare la giusta massa critica che occorre per affrontare il cambiamento.

«Oggi raccontiamo una storia diversa rispetto a ieri – ha fatto presente Rossi –. L’utenza si è qualificata, tutte le aziende agricole necessitano di innovazione e anche quelle di maggiori dimensioni fanno fatica ad ammortizzare l’acquisto di macchine importanti. La collaborazione tra la nostra associazione sindacale e quella dei contoterzisti è fondamentale per affrontare l’agricoltura presente e futura».

 

TOPCON AGRICULTURE E UNCAI, SIGLATO L’ACCORDO

A confermare la centralità del tema della collaborazione, a conclusione del Forum Contoterzisti è stato siglato un accordo, un protocollo di intesa, tra Uncai e TopCon Agriculture.

Marco Miserocchi (nella foto sopra con Tassinari), Country Manager Topcon Agriculture, ha commentato: «Uncai ha sentito l’esigenza di accrescere la formazione concreta dei contoterzisti e ci ha coinvolto in questo progetto. Siamo ben lieti di poter mettere a disposizione degli operatori italiani il nostro Centro prove di Modena dove potranno essere testate, nei 40 ettari disponibili, le migliori tecnologie disponibili».

 

© Emanuela Stìfano

 

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