Cooperazione italo-indiana e innovazione al centro di EIMA Agrimach 2025

Eventi 27/11/2025 -
Cooperazione italo-indiana e innovazione al centro di EIMA Agrimach 2025

Si è svolta nella mattina del 27 novembre a New Delhi, presso il Campus universitario di IARI PUSA, la cerimonia d’inaugurazione di EIMA Agrimach India, la rassegna internazionale della meccanica agricola, frutto della collaborazione italo-indiana tra FederUnacoma e FICCI. Nell’ampio padiglione allestito per i convegni, i rappresentanti delle istituzioni e degli enti organizzatori hanno sottolineato l’importanza dell’agricoltura nell’economia del Subcontinente indiano e il ruolo dell’innovazione tecnologica.

 

RUOLO CHIAVE DELLA COOPERAZIONE E DELLE RELAZIONI ISTITUZIONALI

Da sinistra nella foto: Sabrina Mangialavori, Simona Rapastella, TR Kesavan.

Su questo tema si è soffermato il presidente del Comitato Organizzatore FICCI – EIMA Agrimach India e membro del Consiglio di Amministrazione e Group President di TAFE, TR Kesavan, che ha sottolineato il valore strategico delle partnership tra Italia e India per lo sviluppo di sistemi agromeccanici avanzati.

EIMA Agrimach 2025 - Simona Rapastella

Simona Rapastella (nella foto sopra), direttore generale di FederUnacoma, la Federazione italiana dei costruttori di macchine agricole, ha evidenziato come il nuovo sistema di relazioni che si sta delineando a livello istituzionale tra i due Paesi dia un forte impulso alla cooperazione. L’India ha infatti un posto di rilievo nelle politiche commerciali italiane, essendo oggi inserita nel Piano d’Azione per l’export italiano nei mercati extra-UE ad alto potenziale promosso dal Ministero Italiano degli Esteri e della Cooperazione Internazionale. Molte saranno, nei mesi e negli anni prossimi, le iniziative di collaborazione nel settore della meccanica agricola – ha spiegato Rapastella – con “focus group” dedicati all’analisi dei fabbisogni di meccanizzazione nel Subcontinente e ai possibili programmi di formazione per il personale tecnico.

 

MECCANIZZAZIONE E CRESCITA DEL SETTORE PRIMARIO INDIANO

EIMA Agrimach India 2025

L’economia agricola indiana ha vissuto in questi anni un processo di rapida trasformazione, reso possibile proprio dalla meccanizzazione delle principali lavorazioni agricole, che ha permesso al settore primario di raggiungere posizioni di eccellenza, come ha evidenziato Shashi Kant Singh, Partner di PWC India. Il comparto ha ancora significative potenzialità di crescita, per cogliere le quali – ha detto Kant Singh – la meccanizzazione e l’impiego di tecnologie di nuova generazione svolgono un ruolo centrale.

 

AGENZIA ICE E AMBASCIATA ITALIANA PROMUOVONO LE TECNOLOGIE

Nel contesto di una partnership sempre più stretta tra l’industria agromeccanica italiana e le aziende agricole indiane, l’Agenzia ICE rappresenta un key player, come ha ricordato il vicedirettore dell’Ufficio ICE di Nuova Delhi Sabrina Mangialavori (prima da sinistra nella foto sopra). Con un’ampia gamma di servizi, che includono iniziative promozionali, expertise sui mercati esteri, assistenza alle imprese – ha spiegato Mangialavori – l’Agenzia collabora con le PMI italiane per consolidare le proprie partnership e relazioni commerciali con il mondo produttivo indiano. In questo scenario – ha aggiunto il vicedirettore dell’Ufficio ICE Mangialavori – EIMA Agrimach costituisce una piattaforma strategica per la cooperazione fra Italia e India.

EIMA Agrimach 2025 - Antonio Bartoli

L’ambasciatore italiano in India Antonio Bartoli (nella foto sopra) si è soffermato su uno degli aspetti più rilevanti di tale cooperazione, l’implementazione tecnologica dell’economia agricola indiana. I costruttori italiani di macchine agricole sono da sempre all’avanguardia nello sviluppo di soluzioni innovative per il settore primario, finalizzate a migliorare la sostenibilità delle lavorazioni, incrementare le rese e ottimizzare l’impiego dei fattori produttivi. In questa prospettiva, come ha sottolineato l’ambasciatore, è necessario promuovere l’adozione di tecnologie italiane di nuova generazione da parte degli agricoltori indiani.

 

INCENTIVI GOVERNATIVI E FABBISOGNI DI MECCANIZZAZIONE

Per raggiungere tale obiettivo è possibile utilizzare non soltanto la leva del marketing ma anche promuovere iniziative di cooperazione tra gli agricoltori del subcontinente. Nel corso del suo intervento, Devesh Chaturvedi (nella foto sopra), segretario del Dipartimento dell’Agricoltura e del Benessere degli Agricoltori presso il Ministero dell’Agricoltura dell’India, si è soffermato sugli strumenti di agevolazione messi a punto dal governo per incentivare la meccanizzazione del settore primario e favorire la diffusione di macchinari di nuova generazione. Oltre a segnalare la necessità di promuovere l’uso dei mezzi meccanici anche nelle piccole aziende agricole, che rappresentano la struttura portante del settore primario del subcontinente, il Segretario  Chaturvedi  ha anche ribadito l’esigenza di migliorare i servizi di assistenza post-vendita sui macchinari e di favorire l’uso delle macchine da parte delle donne.

Nel corso della presentazione di EIMA Agrimach è stato diffuso un videomessaggio del Ministro italiano dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida. Qualità e affidabilità – ha detto Lollobrigida – sono elementi distintivi delle macchine agricole “made in Italy”, che sono in grado di coniugare sostenibilità ambientale e produttiva e che, anche per questo, sono in grado di soddisfare i fabbisogni tecnologici dell’agricoltura indiana.

 

LE PROSPETTIVE PER L’AGRICOLTURA INDIANA

L’evento inaugurale di EIMA Agrimach si è concluso con le considerazioni di Subroto Geed, Co-Presidente del Comitato Nazionale Agricoltura di FICCI e Presidente per l’Asia Meridionale di Corteva Agriscience, che ha spiegato come la crescita della domanda globale di derrate alimentari, dovuta all’incremento della popolazione mondiale, possa incentivare lo sviluppo e l’espansione dell’economia agricola dell’India. Una possibilità che, ha sottolineato Geed, può essere colta attraverso un coinvolgimento e un impegno corale di tutti gli attori della filiera.

 

Fonte: FederUnacoma

 

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