HomeNewsCrisi Goldoni: i turchi di Asko non cedono sul dimezzamento del personale Crisi Goldoni: i turchi di Asko non cedono sul dimezzamento del personale News 12/03/2026 - meccagri C’era molta attesa per l’esito del Tavolo regionale di salvaguardia occupazionale sulla Goldoni-Keestrack convocato il 9 marzo 2026 presso la Regione Emilia-Romagna alla presenza di sindacati, rappresentanze dei lavoratori, proprietà e amministratori del territorio, ma purtroppo l’incontro si è concluso con un nulla di fatto e la situazione per la storica azienda di Migliarina di Carpi resta estremamente delicata o, per usare le parole dell’assessore regionale allo Sviluppo economico Vincenzo Colla, “molto complessa”. L’OFFERTA DI ASKO HOLDING E IL NODO OCCUPAZIONALE Al centro della discussione c’è l’unica proposta d’acquisto attualmente sul tavolo, quella del gruppo turco Asko Holding. Sebbene l’interesse di un grande gruppo internazionale sia un segnale positivo per la continuità del marchio, il piano industriale presentato è considerato “insufficiente” sotto il profilo sociale e i dettagli preoccupano molto le istituzioni e i sindacati. Il punto di rottura riguarda il numero di lavoratori. La proposta di Asko Holding che prevede un taglio del personale superiore al 50% è stata definita “irricevibile” dai sindacati (Fiom-Cgil), che a loro volta hanno sollecitato garanzie per l’intero bacino occupazionale di Migliarina di Carpi e Rio Saliceto, ma l’azienda turca ha confermato la volontà di passare a 41 dipendenti dagli attuali 97, tutti già adesso in cassa integrazione a zero ore. Ti potrebbe interessare >>> Goldoni Keestrack: dalla turca Asko una proposta “indecente” LA REGIONE CHIEDE GARANZIE OCCUPAZIONALI ALLA PROPOSTA DI ACQUISTO «Gli aspetti occupazionali espressi dall’unica proposta di acquisto oggi in campo, all’interno della procedura di composizione negoziata della crisi, rimangono ancora un elemento di preoccupazione», ha dichiarato l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Paglia. «Occorre avere la certezza – ha aggiunto – che le persone che hanno dato valore all’azienda siano coinvolte nel progetto di rilancio. E poi che sia il Piano industriale di Asko, che ha espresso parole positive sull’indotto e sulla presenza del territorio, a convincere i lavoratori che il sito e la produzione del sito avranno futuro. Infine, coloro che vogliano uscire volontariamente siano messi nelle migliori condizioni possibili di farlo». A detta della Regione non si può accettare un piano che “dimezzi” una realtà storica del territorio senza solide motivazioni industriali e sociali e l’esubero di circa la metà della forza lavoro attuale, è stato definito «estremamente preoccupante e non accettabile in questi termini». L’assessore Paglia ha ribadito che le istituzioni non daranno il via libera a un piano che non preveda una maggiore tutela del bacino occupazionale ed è stato chiesto formalmente ad Asko e alla proprietà attuale (Keestrack) di rivedere i numeri del piano industriale e di ripresentarsi al tavolo con una proposta che riduca drasticamente gli esuberi. Non è stata ancora fissata una data esatta per il prossimo incontro, ma la Regione ha espresso la volontà di riconvocare le parti entro 10-15 giorni per verificare i passi avanti. IN UN QUADRO DI FORTE INCERTEZZA CRESCE LA TENSIONE Dopo l’incontro, le rappresentanze sindacali hanno espresso forte insoddisfazione, sottolineando che, nonostante la “composizione negoziata” della crisi sia in corso, mancano ancora risposte concrete sul futuro produttivo del sito. Nei prossimi giorni potrebbero essere indette nuove assemblee dei lavoratori per decidere eventuali mobilitazioni. ©Meccagri riproduzione riservata Fonte immagini: Goldoni Keestrack Asko Holding | Goldoni Keestrack