Deere & Company: le pressioni sulla catena di approvvigionamento frenano la produzione

Mercati 26/05/2022 -
Deere & Company: le pressioni sulla catena di approvvigionamento frenano la produzione

Una domanda che si mantiene forte in presenza però di pressioni sulla catena di approvvigionamento che incidono sui livelli di produzione e sui programmi di consegna. Così John C. May, presidente e amministratore delegato di Deere & Co., ha sintetizzato lo scenario che ha  fatto da sfondo all’attività del Cervo nel secondo trimestre dell’anno fiscale 2022 conclusosi il 2 maggio (l’anno fiscale di Deere & Co. inizia il 1° novembre e termina il 31 ottobre). May ha anche ringraziato i dipendenti, i fornitori e i rivenditori Deere che stanno lavorando duramente per affrontare le sfide in essere. «Siamo orgogliosi – ha detto – dei loro sforzi straordinari per fornire i prodotti ai nostri clienti il prima possibile in circostanze difficili».

 

FATTURATO A QUOTA 9,56 MILIARDI DI DOLLARI (+5%) NEL SECONDO TRIMESTRE DELL’ANNO FISCALE 2022

Cifre alla mano, Deere & Co. ha registrato nel secondo trimestre dell’anno fiscale 2022 un utile netto di 2,098 miliardi di dollari, corrispondenti a 6,81 dollari per azione, rispetto a un utile netto di 1,790 miliardi di dollari, corrispondenti a 5,68 dollari per azione, registrato nel  trimestre terminato il 2 maggio 2021.

Le vendite nette e i ricavi a livello mondiale sono cresciuti dell’11 per cento raggiungendo quota 13,370 miliardi di dollari.

 

VENDITE NETTE DI PRODUZIONE E AGRICOLTURA DI PRECISIONE IN AUMENTO DEL 13 PER CENTO

Le vendite nette del segmento Produzione e Agricoltura di Precisione (Production & Precision Ag)  hanno raggiunto nel secondo  trimestre la cifra di 5,117 miliardi di dollari, rispetto ai 4,529 miliardi di dollari dello stesso periodo del 2021, con un incremento del 13 per cento che va ricondotto ai prezzi più remunerativi e ai maggiori volumi delle spedizioni.                   .

L’utile operativo è aumentato anch’esso, a quota 1,057 miliardi di dollari (+5%) principalmente a causa ai prezzi più remunerativi, dei maggiori volumi delle spedizioni e del mix di vendite favorevole. Queste voci sono state parzialmente compensate dall’aumento dei costi di produzione, dalle maggiori spese di  ricerca e sviluppo e vendita, nonché dalle più elevate spese amministrative e generali e dalle svalutazioni legate agli eventi in Russia/Ucraina.

In crescita, seppure più contenuta, anche il segmento Piccola agricoltura e Giardinaggio (Small Ag & Turf), le cui vendite nette del trimestre, a quota 3,570  miliardi di dollari (+5%)  sono cresciute grazie all’ottimizzazione dei prezzi parzialmente compensata dallo sfavorevole impatto della conversione valutaria.

L’utile operativo è sceso da 648 a 520 milioni di dollari (-20%) principalmente a causa dei maggiori costi di produzione, del mix di vendita meno favorevole e delle più elevate  spese di  vendita, amministrative, generali e in ricercva e sviluppo. Queste voci sono state parzialmente compensate dall’ottimizzazione dei prezzi.

Le vendite legate all’edilizia e alla forestazione (Construction & Forestry) hanno raggiunto i 3,347 miliardi di dollari (+9%) e l’utile operativo di questa divisione è salito da 489 a 814 milioni di dollari.

 

PREVISIONI ANCORA AL RIALZO

Il costruttore americano ha alzato le previsioni rispetto alla precedente guidance e prevede ora un utile netto per l’anno fiscale 2022 compreso tra 7,0 miliardi e 7,4 miliardi di dollari, incluso un guadagno netto di 220 milioni di dollari da voci speciali nel secondo trimestre del 2022. Si tratta di una revisione al rialzo rispetto alla stima precedente di 6,7-7,1 miliardi di dollari.

«Guardando al futuro, riteniamo che la domanda di macchine agricole continuerà a beneficiare di fondamentali positivi, nonostante i problemi di disponibilità e le pressioni inflazionistiche che incidono sui costi degli input dei nostri clienti – ha fatto presente May ­–. La strategia Smart Industrial dell’azienda e le Leap Ambitions recentemente annunciate sono incentrate sull’aiutare i clienti a gestire costi più elevati e input sempre più scarsi, migliorando al contempo i loro rendimenti, attraverso l’uso delle nostre tecnologie integrate».

 

 
Fonte: Deere & Co.
 

 

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