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DLG Feldtage 2020: in epoca di Covid-19 a diserbare i campi ci pensano i robot

By at Luglio 9, 2020 | 23:50 | Print

DLG Feldtage 2020: in epoca di Covid-19 a diserbare i campi ci pensano i robot

Usciti nel corso degli ultimi anni dalla contestualizzazione in un futuro futuribile per passare ad un impiego concreto – seppure di nicchia e ancora da perfezionare – in diverse aziende agricole europee, i robot specializzati nel diserbo meccanico hanno mostrato durante l’emergenza sanitaria Covid-19 di possedere i requisiti necessari per proporsi come alternativa efficace ed ecosostenibile al tradizionale controllo chimico delle malerbe.

Si giustifica così l’attenzione riservata ai farmbot diserbanti da DLG (Società tedesca per l’agricoltura) che ha dedicato loro uno specifico webinar nel corso dell’edizione interamente digitale dei DLG Feldtage 2020, con interventi di esponenti del mondo della ricerca e dell’industria sapientemente coordinati da Klaus Erdle (nella foto sopra), DLG Competence Center Agriculture.

 

FARMDROID, CAMPIONE DI DISERBO ROBOTIZZATO

A convincere i più scettici ci ha pensato René Jannick Jørgensen (nella foto sotto), CEO di FarmDroid, che ha illustrato l’esperienza di campo della giovane società danese da lui presieduta dimostrando che i robot autonomi FarmDroid – in grado di eseguire semina e diserbo meccanico avvalendosi tramite GPS di coordinate geografiche di alta precisione, con il duplice vantaggio di una sensibile riduzione dei costi e dell’azzeramento delle emissioni di anidride carbonica – sono affidabili lavoratori, tanto più durante una pandemia.

Progettati per appezzamenti fino a 20 ettari e caratterizzati da una larghezza di lavoro di 3 metri ed un peso di circa 700 chili, i valenti FarmDroid possono lavorare a velocità comprese tra 450 e 950 metri all’ora e con una precisione di 8 millimetri sulla fila e nell’interfila.

L’alimentazione avviene mediante l’energia solare con l’ausilio di una batteria tampone e tra i vantaggi, come ha fatto presente Jørgensen, ci sono sia quello di poterli lasciare soli in campo a svolgere il loro lavoro, grazie alla connessione alla stazione RTK, sia quello di poterli trasportare facilmente da un appezzamento all’altro.

Il rovescio della medaglia consiste nel fatto che il campo non deve superare una pendenza di 10 gradi, determinata dal rapporto peso/potenza del robot.

 

RITORNO DELL’INVESTIMENTO INIZIALE IN MENO DI DUE ANNI

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In fase di testaggio in sei Paesi UE, FarmDroid (FD20 v2.0 l’ultima versione, nella foto sotto e in quella di apertura) ha coperto più di mille ettari nella primavera di quest’anno e già si può tracciare qualche bilancio anche dal punto di vista economico tenendo presente che per acquistarlo bisogna sborsare intorno ai 65 mila euro.

«Prendendo come riferimento una superficie dai 7 ettari in su in meno di due anni – ha spiegato Jørgensen – si riesce a recuperare l’investimento iniziale in uno scenario tipico in cui il robot viene impiegato per il controllo delle infestanti su barbabietola biologica nella stagione primaverile e su colza o altre colture simili durante l’autunno». Ma ci sono stati anche agricoltori “creativi” che lo hanno utilizzato per molte colture differenti e sono riusciti a così migliorare il “business case” al di là dei calcoli fatti dall’azienda danese.

Le valutazioni espresse da una cinquantina e passa di agricoltori europei sul lavoro svolto da FarmDroid sono decisamente incoraggianti, in termini non solo di performance elevate ma anche di capacità di eliminare l’esigenza di “finitura” attraverso il diserbo manuale, e c’è addirittura chi ha deciso di ordinare un secondo robot come risposta alla pandemia Covid-19.

 

KULT: DISERBO DI PRECISIONE CON SENSORI E TELECAMERE

Di notevole interesse anche l’intervento di Christian Kirchhoff (nella foto sopra), CEO di KULT (Kress Umweltschonende Landtechnik GmbH), società tedesca che vanta un’esperienza trentennale nella produzione di attrezzature per il diserbo meccanico, compresi sistemi robotizzati e tecnologie basate su telecamere e sensori.

Kirchhoff ha ripercorso le principali tappe dell’azienda dalla sua fondazione fino alle più recenti avanzate soluzioni tecniche elaborate quali iVision SV (nelle foto sopra e sotto), sistema di spostamento laterale guidato da telecamera adattabile ad un’ampia gamma di coltivatori con larghezza di lavoro fino a 12 metri che, in combinazione con il sistema di sarchiatura Habicht (anch’esso di fabbricazione KULT), garantisce una guida eccellente senza errori, anche nel caso di presenza elevata di infestanti e di fallanze sulle file coltivate, e un controllo preciso delle erbe infestanti a velocità elevate fino a 20 chilometri orari.

La telecamera con grandangolo permette di tenere sotto controllo più file contemporaneamente e programmi precaricati di riconoscimento delle file coltivate risparmiano lo stancante lavoro di sterzatura degli organi sarchianti lungo la fila.

 

PATHFINDER AGRAR: LA SARCHIATRICE CHE SI GUIDA DA SOLA

KULT è anche distributrice ufficiale di Pathfinder Agrar, innovativo sistema prodotto dall’austriaca Nalatec che fornisce una soluzione economica per il diserbo meccanico consentendo di impiegare un comune trattore in abbinamento con la sarchiatrice.

In dettaglio, Pathfinder Agrar è basato su una telecamera fissa montata sul lato del trattore che permette di visualizzare una fila della coltura e su un sistema controllato da APP che attiva un pistone idraulico sul braccio inferiore del trattore in modo da posizionare con precisione la sarchiatrice tra le file.

Da segnalare, infine, le collaborazioni in corso di KULT che realizza tra l’altro componenti per i robot Oz e Dino (nella foto sotto) della francese Naïo Technologies, premiata per Dino, robot autonomo per un controllo di precisione delle erbe infestanti, agli Agritechnica Innovation Awards 2019.

Quanto ai prezzi, i robot da campo di KULT, che utilizzano una combinazione di tecnologie GPS, Lidar e di rilevamento attraverso telecamere, vanno da 25.000 euro per quelli piccoli a 125.000 euro per quelli più grandi provvisti di attrezzature per il diserbo sulla fila.

 

VERSO UN UTILIZZO SEMPRE PIÙ DIFFUSO MA CON QUALCHE OSTACOLO ANCORA DA SUPERARE

Il percorso verso un largo impiego dei farmbot, intesi come alternativa al diserbo meccanico e non solo, è dunque ormai tracciato, avvalorato dalle esperienze di campo e velocizzato in qualche modo dalla messa al bando di alcuni erbicidi come il glifosate.

Certo non mancano ostacoli di natura sia legale sia tecnica, anche questi evidenziati e oggetto di dibattito nel corso dell’incontro organizzato da DLG.

«In commercio, accanto a modelli particolarmente costosi e complessi, ce sono anche di più piccoli e adatti ad una platea più vasta – ha dichiarato Beat Vinzent (nella foto sopra) di LFL, Centro di ricerca statale bavarese per l’agricoltura –. Sta di fatto però che gli agricoltori necessitano di tempo per imparare a gestire i sistemi, esattamente quello che è accaduto quando il robot ha fatto il suo ingresso nelle stalle da latte e prima di un’introduzione su larga scala si è resa necessaria una fase di transizione».

 

IMPARARE A GESTIRE I SISTEMI

«Da parte degli agricoltori ci deve essere un alto livello di coinvolgimento nel momento in cui utilizzano un robot – ha fatto presente Christian Kirchhoff –. In altre parole gli agricoltori devono essere aperti ai nuovi sviluppi, ma anche saper usare i sistemi di sicurezza per monitorare i robot e arrestarli in caso di problemi. Un controllo completo dei sistemi è importante per il futuro insediamento dei robot nelle aziende agricole in tutta Europa».

 

PRONTI PER L’ ASSISTENZA DA REMOTO

Sulla stessa linea René Jannick Jørgensen: «In parole povere, un robot richiede più o meno la stessa attenzione che va riservata a un trattore, anche perché ci sono parti soggette ad usura che devono essere oggetto di una manutenzione costante. Da parte nostra stiamo creando un centro di supporto remoto in grado di individuare e risolvere qualsiasi problematica prima che si manifesti sul campo».

 

IL DISERBO INTELLIGENTE CON IL MACHINE LEARNING E IL LAVORO DI SQUADRA TRA GLI SVILUPPI FUTURI

Come è accaduto per l’irrorazione antiparassitaria, che costituisce oggi una tecnologia matura ma che è passata attraverso diversi stadi evolutivi prima di arrivare a questo traguardo, così anche i robot agricoli dovranno attraversare ancora diverse fasi in vista di un progressivo perfezionamento delle loro capacità di apprendimento, fino a saper distinguere con grande accuratezza, grazie al “machine learning”, le malerbe dalle colture per un diserbo intelligente.

E tra gli sviluppi futuri c’è anche il lavoro di squadra. Tra gli scenari ipotizzabili – ha concluso Arno Ruckelshausen (nella foto sopra), professore all’Università di Scienze Applicate di Osnabrück – ci sono campi brulicanti di piccoli robot autonomi chiamati a svolgere un lavoro di gruppo, ciascuno con compiti precisi e differenti.

In occasione dei DLG Feldtage 2020 avrebbe dovuto svolgersi la diciottesima edizione del Field Robot Event, evento internazionale organizzato con l’obbietivo di testare tecnologie innovative nel campo della robotica e dell’agricoltura di precisione in condizioni reali, durante il quale squadre di studenti gareggiano con i loro robot per ottenere i migliori risultati in campo. A causa dell’emergenza sanitaria Covid-19 anche questo appuntamento è stato rimandato al 2021, sempre nel contesto dei DLG Feldtage, in calendario dall’8 al 10 giugno.

Nell’attesa però a questo link si può prendere visione di un interessante video realizzato da DLG che mostra le performance di alcuni robot protagonisti delle passate edizioni del Field Robot Event.

 

© Barbara Mengozzi

 

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