Eima 2022: il “road show” in Africa centro-orientale, dove è in crescita la domanda di macchine agricole

Mercati 19/07/2022 -
Eima 2022: il “road show” in Africa centro-orientale, dove è in crescita la domanda di macchine agricole

Si è svolto dall’11 al 15 luglio il road show di Eima International 2022 in Africa centro-orientale che, partito da Addis Abeba, in Etiopia, ha fatto tappa nelle le capitali di Uganda e Kenya – Kampala e Nairobi – rispettivamente il 13 e il 15 luglio.

 

LA GRANDE KERMESSE DELLA MECCANICA AGRICOLA AL CENTRO DEGLI INCONTRI CON LA STAMPA DI SETTORE E CON UN PUBBLICO DI OPERATORI SELEZIONATI DAGLI UFFICI LOCALI DELL’AGENZIA ICE

Promosso dall’Agenzia ICE e da FederUnacoma, l’associazione italiana dei costruttori di macchine agricole, il tour ha visto la partecipazione delle rappresentanze diplomatiche italiane nei tre Paesi africani, e ha centrato l’obiettivo di presentare la prossima edizione della rassegna bolognese, la prima al mondo per livello di internazionalità, ad un pubblico di operatori economici altamente selezionato, un target in linea con le tecnologie che le case costruttrici esporranno ad Eima dal 9 al 13 novembre prossimo.

Senza trascurare il fatto che il road show nel continente africano ha rappresentato anche l’occasione per preparare le attività delle delegazioni ufficiali che nel corso di Eima International saranno a Bologna per gli incontri d’affari con le industrie espositrici italiane.

 

IN CRESCITA NEI TRE PAESI DELL’AFRICA CENTRO-ORIENTALE IL VALORE DELLE IMPORTAZIONI DI TECNOLOGIE PER L’AGRICOLTURA

Già nel corso del 2021 – hanno evidenziato gli organizzatori – Etiopia, Kenya e Uganda hanno registrato, secondo gli analisti della società StudiaBo un sensibile incremento del valore delle importazioni di macchinari agricoli, con percentuali anche superiori al 30 per cento.

La crescita dell’import, stando alle previsioni degli analisti, dovrebbe proseguire fino al 2025 con tassi compresi tra il 6  e il 12 per cento. Nei prossimi anni i tre Paesi dell’Africa centro-orientale esprimeranno dunque una significativa domanda di macchine per l’agricoltura ed Eima International, con i suoi circa 50 mila modelli esposti, offre tutte le più avanzate soluzioni tecnologiche per ogni tipo di agricoltura.

 

IL RILANCIO DELLA COOPERAZIONE FRA ETIOPIA E ITALIA

L’agricoltura è il settore fondamentale dell’economia etiope e le macchine agricole innovative possono accrescere di molto la produttività dei terreni. Il fabbisogno di macchine agricole in Etiopia è ampio, giacché molto estese e diversificate sono le coltivazioni che caratterizzano il Paese.

L’agricoltura rappresenta quasi la metà del PIL etiope – è stato ricordato nel corso della conferenza stampa che si è tenuta l’11 luglio  ad Addis Abeba che ha visto come relatori il direttore dell’Ufficio ICE locale Riccardo Zucconi, il primo segretario dell’Ambasciata italiana in Etiopia Andrea Pascali e il vicedirettore generale di FederUnacoma Fabio Ricci – e impegna l’85 per cento della popolazione.

 

AGRICOLTURA SEMPRE PIÙ STRATEGICA NELL’ECONOMIA DEI PAESI AFRICANI, CHE ESPRIMONO UNA DOMANDA DI MACCHINARI SPECIFICI PER LE COLTURE E I MODELLI DI IMPRESA AGRICOLA CHE LI CARATTERIZZANO

Rinnovare il settore agricolo – è stato detto in conferenza – significa accrescere in modo sensibile la redditività delle produzioni e la qualità della vita delle comunità rurali etiopi. Ogni produzione, dai cereali alle oleaginose, fino agli ortaggi e alla frutta richiede macchine specifiche, in grado di preparare ed eseguire la semina, di fare le concimazioni, i trattamenti, l’irrigazione e la raccolta dei prodotti.

All’esposizione dell’Eima sono in mostra infiniti modelli di macchine e attrezzature specifici per queste produzioni, molti dei quali progettati proprio per operare in contesti climatici e ambientali come quelli etiopi.

«La rassegna – ha spiegato Fabio Ricci –  si rivolge ad una platea di operatori professionali, e si presenta con una rigorosa suddivisione merceologica che prevede 14 settori di specializzazione e 5 saloni tematici. Per orientare i visitatori nei vasti padiglioni della fiera (120 mila metri quadrati la superficie netta impegnata dalla rassegna) e per promuovere le relazioni d’affari, l’Agenzia ICE e FederUnacoma organizzano visite mirate nei vari settori della rassegna e incontri “B2B” fra operatori economici e case costruttrici, mentre un ricco programma di convegni e seminari consente di approfondire tematiche tecniche, come ad esempio quelle relative ai cambiamenti climatici e alla gestione delle risorse idriche, sempre più necessarie e preziose».

 

PRESENTE ALL’EIMA UNA DELEGAZIONE DI OPERATORI ECONOMICI ETIOPI

Ad Eima International sarà dunque presente una delegazione ufficiale di operatori economici etiopi promossa da ICE e FederUnacoma, e saranno presenti rivenditori, imprenditori e tecnici del settore agricolo provenienti dal Paese africano (circa 70 nell’edizione 2018 prima delle restrizioni a causa dell’emergenza sanitaria).

Eventi come Eima 2022 sono l’occasione per rafforzare i rapporti di cooperazione fra Etiopia ed Italia – ha ricordato Riccardo Zucconi – in un settore come l’agricoltura che assume un valore sempre più strategico nel contesto africano, per rispondere all’incremento demografico e per incrementare l’autonomia dei singoli Paesi proteggendoli anche da fattori geopolitici che possono mettere in crisi le forniture di beni alimentari.

Ogni iniziativa di cooperazione fra Etiopia e Italia – ha sottolineato infine il rappresentante dell’Ambasciata Andrea Pascali – si colloca in una cornice molto favorevole, viste le relazioni eccellenti che esistono fra i due Paesi, e la comune sensibilità per un modello di sviluppo che punta ad accrescere la produttività e il benessere, ma nella massima attenzione per l’ambiente e per le risorse naturali che sono un patrimonio da tutelare e da consegnare alle generazioni future.

 

UGANDA, UNA DELLE NAZIONI AFRICANE CON LE MAGGIORI POSSIBILITÀ DI SVILUPPO, MA SERVE UNA MECCANIZZAZIONE DI NUOVA GENERAZIONE

L’agricoltura ugandese ha un ruolo di primo piano nello scenario africano. Grazie alle sue risorse naturali, alle competenze agronomiche e al supporto delle politiche pubbliche l’Uganda è indicata dagli osservatori economici come una delle nazioni del continente con le maggiori possibilità di sviluppo. Tema centrale per il Paese è però dotarsi di una meccanizzazione di nuova generazione, in grado di migliorare la produttività delle coltivazioni e nello stesso tempo preservare le risorse naturali.

Di questo si è parlato nel corso della conferenza stampa tenutasi il 13 luglio a Kampala. Dinnanzi ad un pubblico composto da giornalisti e operatori economici ugandesi, i relatori hanno illustrato le opportunità di cooperazione fra Uganda ed Italia in tema di meccanizzazione agricola, e presentato la 45ma edizione di Eima International che prevede la partecipazione di una delegazione ufficiale dal Paese africano e un programma di incontri d’affari tra le industrie costruttrici presenti alla rassegna e gli operatori economici ugandesi.

 

LA GRANDE VARIETÀ DI COLTIVAZIONI PRESENTI IN UGANDA RICHIEDONO QUELL’AMPIEZZA DI GAMMA CHE L’INDUSTRIA ITALIANA PUÒ OFFRIRE

Il presidente di FederUnacoma Alessandro Malavolti ha ricordato come Eima international – direttamente organizzata da FederUnacoma – sia una delle maggiori rassegne al mondo in tema di meccanica agricola, la prima per ampiezza di gamma e per livello di internazionalità.

L’ampia merceologia esibita alla fiera di Bologna (circa 50 mila modelli di macchine, attrezzature e componenti) è suddivisa in 14 settori di specializzazione e in 5 saloni tematici, tra i quali Eima Energy, il salone dedicato  alle filiere bioenergetiche, un settore quest’ultimo particolarmente interessante per l’Uganda – ha ricordato Malavolti – che ha un cospicuo patrimonio forestale e che punta ad investire sulle fonti energetiche alternative.

In questa sconfinata gamma di macchine e attrezzature gli operatori e gli imprenditori agricoli ugandesi possono trovare i mezzi più adatti per coltivazioni estensive quali mais, riso, sorgo, patata, ma anche per le produzioni più tipiche delle proprie regioni come caffè, cotone, tapioca e banane.

L’attività agricola punta ad una sempre più marcata industrializzazione – ha spiegato nel corso dell’incontro il vice direttore Generale di FederUnacoma Fabio Ricci –  vale a dire una razionalizzazione dei processi e un’ottimizzazione nell’uso dei fattori produttivi, e questo è possibile solo con l’impiego di una meccanizzazione avanzata. D’altra parte – ha aggiunto Ricci – l’esigenza di salvaguardare la biodiversità e i modelli di sviluppo delle comunità rurali richiedono una meccanizzazione non più standardizzata ma estremamente flessibile, adatta alle condizioni ambientali e sociali di ogni singolo territorio.

L’ampiezza di gamma e la flessibilità delle tecnologie – ha ricordato ancora il presidente Malavolti – è il punto di forza dell’industria italiana, e questo prospetta ottime possibilità di cooperazione fra i due Paesi in questo specifico settore.

 

L’EXPORT DI MACCHINARIO AGRICOLO ITALIANO IN UGANDA HA RAGGIUNTO NEL 2021 IL VALORE DI 2,2 MILIONI DI EURO

Le esportazioni di macchinario agricolo italiano in Uganda – ha spiegato il direttore dell’ICE Agenzia ad Addis Abeba (competente per l’Uganda) Riccardo Zucconi – sono ammontate nel 2021 a 2,2 milioni di euro annui, di cui il 64 per cento relativo a macchine per le industrie agrarie, il 15 per cento relativo a trattrici e il 12 per cento ad attrezzature per la lavorazione del terreno e la semina.

 

UNA COOPERAZIONE TECNICA E COMMERCIALE CHE SI PRESENTA SEMPRE PIÙ SOLIDA

Ma le relazioni tecniche e commerciali possono incrementarsi notevolmente – ha aggiunto Zucconi – nel quadro di un interscambio complessivo tra i due Paesi sempre più positivo, cresciuto del 45 per cento negli ultimi tre anni.

Mai come in questi ultimi anni – caratterizzati da una lunga pandemia, dagli effetti dei cambiamenti climatici e più di recente dal conflitto in Ucraina – l’agricoltura è emersa come un settore altamente strategico, fondamentale non soltanto per garantire la sicurezza alimentare globale, ma anche per assicurare la più efficiente gestione delle risorse naturali e, di conseguenza, la stabilità economica e politica di ogni Paese – ha detto nel proprio intervento l’ambasciatore italiano a Kampala Massimiliano Mazzanti – e la cooperazione nel settore dell’agribusiness fra Uganda ed Italia, e più in generale fra Europa e Africa, rappresenta oggi più che mai una priorità nell’agenda economica bilaterale.

 

KENYA: FONDAMENTALE LA MECCANIZZAZIONE AGRICOLA PER MIGLIORARE LA PRODUTTIVITÀ DEI TERRENI E OTTIMIZZARE LE POCHE RISORSE IDRICHE DISPONIBILI

Anche in Kenya la conferenza stampa promossa da ICE-Agenzia e da FederUnacoma per presentare la 45esima edizione di Eima International ha costituito  l’occasione per mettere a fuoco i fabbisogni di tecnologie della nazione ospitante, un Paese che punta ad accrescere la produttività agricola per garantire la sicurezza alimentare e sviluppare il commercio, ma che deve fare i conti con un contesto ambientale e geografico non favorevole.

La maggior parte del territorio del Kenya, infatti, è costituita da suoli aridi e semiaridi, mentre soltanto il 20 per cento dei terreni presenta condizioni buone per le produzioni agricole. La resa del settore primario è pertanto condizionata dalle caratteristiche pedologiche dei suoli, e dalle variabili meteoclimatiche.

Come è stato ricordato nel corso dell’incontro – che ha visto come relatori il direttore dell’ICE di Addis Abeba (competente per il Kenya) Riccardo Zucconi, il primo segretario commerciale dell’Ambasciata d’Italia a Nairobi Giacomo Montemarani, il presidente di FederUnacoma Alessandro Malavolti e il vicedirettore generale di FederUnacoma Fabio Ricci – il Paese dell’Africa centro-orientale, uno tra i più colpiti dalle conseguenze del riscaldamento globale, si trova ad affrontare ripetuti e prolungati periodi di siccità, che indeboliscono la capacità produttiva di un comparto tanto più strategico in quanto chiamato a soddisfare una domanda alimentare in forte crescita.

 

LA POPOLAZIONE DEL PAESE AFRICANO È PASSATA IN SOLI 40 ANNI DA 16 A 55 MILIONI DI ABITANTI, A FRONTE DI UNA SUPERFICIE COLTIVABILE CHE NON SUPERA IL 20 PER CENTO DEL TERRITORIO NAZIONALE  

Tra il 1980 e il 2020 il Kenya ha registrato un incremento molto consistente della popolazione, passata da poco più di 16 milioni a circa 55 milioni, e questo – è stato spiegato in conferenza stampa dal direttore dell’ICE Zucconi – rappresenta una grande criticità per l’agricoltura locale. La necessità di garantire il sostentamento di una popolazione sempre più numerosa ha favorito non soltanto la parcellizzazione dei terreni a più elevato potenziale agricolo – ha aggiunto Zucconi – ma anche la messa a coltura dei terreni marginali più aridi, e quindi più “a rischio”.

Nei prossimi anni il trend di crescita demografica dovrebbe proseguire (nel 2039 si raggiungeranno gli 81 milioni di abitanti) facendo lievitare ancora di più i consumi alimentari, e proprio per fronteggiare questa situazione nel 2019 il Governo del Kenya ha lanciato un ampio programma pluriennale (dal 2019 al 2029), teso al potenziamento dell’agricoltura. Tra le linee di intervento individuate come prioritarie, l’adozione di sistemi d’irrigazione che garantiscano gli apporti idrici necessari per le coltivazioni ottimizzando gli usi dell’acqua, e l’implementazione del parco macchine agricole con mezzi di ultima generazione che consentano di gestire in modo ottimale i fattori produttivi.

 

IN MOSTRA ALL’EIMA LE TECNOLOGIE PIÙ ADATTE ALLE NECESSITÀ DEL PAESE

Per le caratteristiche e le esigenze specifiche del settore agricolo keniota – ha detto il presidente di FederUnacoma, Alessandro Malavolti – una rassegna come Eima International, la prima al mondo per caratura internazionale e per ampiezza di gamma, può rappresentare un appuntamento fondamentale, giacché può offrire modelli e sistemi perfettamente adatti alle realtà locali.

Di particolare interesse per gli operatori del Kenya all’interno della rassegna bolognese il salone Idrotech dove – ha proseguito il presidente di FederUnacoma – più di 200 aziende italiane ed estere presentano le migliori tecnologie in fatto di impianti, macchinari, attrezzature e componenti che bene si adattano anche alle condizioni dei Paesi africani. A Bologna operatori economici e buyer kenioti possono trovare i mezzi meccanici più adatti per coltivazioni quali mais, grano, patate e canna da zucchero, particolarmente diffuse nel Paese.

 

IN CRESCITA LA COOPERAZIONE ITALO-KENIANA NEL SETTORE

Del resto, già oggi la cooperazione italo-keniana nel campo della meccanizzazione agricola è particolarmente solida. Per il Kenya – ha ricordato il vicedirettore generale di FederUnacoma, Fabio Ricci – l’Italia è il sesto fornitore di macchine agricole, dopo India, Cina, Brasile, Israele e Turchia, con un valore delle esportazioni che nel triennio 2019-2021 si è incrementato in misura significativa, fino a raggiungere i 5 milioni di euro.

Nei primi tre mesi del 2022 – ha proseguito Ricci – la crescita delle nostre esportazioni è stata ancora più vistosa raggiungendo, con un valore di 3,3 milioni di euro, più della metà di quanto realizzato nell’arco dell’intero 2021 (+220% di incremento nel raffronto fra primo trimestre 2022 e 2021). Secondo le previsioni degli analisti di Export Planning, tra il 2022 e il 2025 le importazioni di macchinari per l’agricoltura dovrebbero crescere ulteriormente a un tasso medio annuo pari al 7 per cento. Questo trend prospetta nuove possibilità per rafforzare la cooperazione italo-keniana in un campo, quello della meccanizzazione agricola, che mai come in questo momento appare basilare per la crescita economica e sociale del grande Paese africano.

 

 
Fonte testo: FederUnacoma
Fonte immagini: Alt Agricultural Equipment Importer Pic,  CMC Motors Group-New Holland, CNH Industrial, Ethiopian Agricultural Businesses Corporation, FederUnacoma Road Show 2022, ICS Agri Kenya Limited-Landini (ics-agri.com),  Italy in Ethiopia Facebook, Jiji.co.ke, sametractors.co.ke.

 

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