HomeEventiEIMA Agrimach 2025: attrezzature made in Italy per colmare i gap tecnologici dell’agricoltura indiana EIMA Agrimach 2025: attrezzature made in Italy per colmare i gap tecnologici dell’agricoltura indiana Eventi 04/12/2025 - meccagri Nell’anno fiscale 2025-2026 l’India si affermerà come la quarta potenza economica mondiale. Con un Prodotto Nazionale Lordo che il Fondo Monetario Internazionale stima in 4,187 trilioni di dollari, il Subcontinente indiano scavalcherà il Giappone collocandosi alle spalle di Stati Uniti, Cina e Germania, con la prospettiva di superare quest’ultima già nel 2028 per insediarsi al terzo posto. CON 200 MILIONI DI ETTARI COLTIVABILI E UNA LEADERSHIP NELLA PRODUZIONE DI MOLTE IMPORTANTI COMMODITIES, L’INDIA COPRE DA SOLA IL 7,5% DELLA PRODUZIONE AGRICOLA MONDIALE Il settore agricolo si conferma uno dei cardini su cui poggia il sistema produttivo indiano. L’agricoltura infatti partecipa alla formazione del PIL con una quota del 18% e impiega circa la metà della forza-lavoro complessiva. Grazie ai suoi 200 milioni di ettari di superficie agricola, dei quali 140 milioni seminati, il colosso asiatico copre da solo il 7,5% della produzione agricola mondiale ed è oggi il primo produttore assoluto di legumi, latte e spezie, e il secondo produttore di grano, cotone, canna da zucchero, frutta, verdura, pesci da allevamento e tè. IL SUBCONTINENTE È IL PRIMO MERCATO AL MONDO PER TRATTRICI VENDUTE, MEDIAMENTE PIU DI 900 MILA L’ANNO: NUMERI RECORD MA SVILUPPO DISOMOGENEO L’imponente sviluppo dell’economia agricola visto in questi anni è stato favorito anche dalle politiche del governo federale che hanno incentivato gli acquisti di macchinari agricoli. Nel periodo compreso tra il 1975 e il 2017 l’intensità di meccanizzazione è cresciuta del 600%, passando da una media di 0,36 kW/ha ad una di 2,48 kW/ha. Oggi l’India è il primo mercato mondiale per numero di trattrici annualmente vendute: ad agosto di quest’anno le immatricolazioni hanno raggiunto quota 615 mila, e si prevede che a fine anno verrà superato il totale di 900 mila unità (per lo più modelli di bassa e media potenza), un numero quattro volte superiore a quello immatricolato negli USA. L’ECONOMIA AGRICOLA INDIANA STA VIVENDO UN PERIODO DI GRANDE CRESCITA, RESA POSSIBILE DALLA MECCANIZZAZIONE DI MOLTE LAVORAZIONI AGRICOLE, MA È CONDIZIONATA DAL DIVARIO ESISTENTE TRA LE DIVERSE REGIONI DEL PAESE E LE DIFFERENTI TIPOLOGIE DI COLTURE Nonostante gli ingenti investimenti in mezzi meccanici, la modernizzazione dell’agricoltura indiana resta però un processo ancora in corso. Il subcontinente si trova infatti a dover colmare un divario significativo tra le diverse regioni del Paese e le differenti tipologie di colture, alcune delle quali presentano livelli tecnologici inadeguati rispetto ai fabbisogni effettivi ed è evidente che il primato dell’economia agricola indiana può essere consolidato e incrementato solo con l’apporto di tecnologie innovative. Attraverso l’impiego di mezzi meccanici e sistemi di nuova generazione, infatti, l‘economia agricola del Subcontinente può non solo incrementare produttività e resilienza, ma può anche garantire la sostenibilità delle produzioni. EIMA AGRIMACH, LA RASSEGNA INTERNAZIONALE DELLE MACCHINE AGRICOLE PER IL MERCATO INDIANO È in questo contesto in cui la tecnologia ricopre il ruolo di formidabile acceleratore di crescita – tanto più importante a fronte delle grandi sfide che il mondo agricolo è chiamato ad affrontare in questi anni, dall’incremento della popolazione globale al contrasto degli effetti del cambiamento climatico – che si è svolta la nona edizione di EIMA Agrimach, la rassegna internazionale delle tecnologie per l’agricoltura dell’India e del Sud-est asiatico, organizzata dalla Federazione italiana dei costruttori di macchine agricole FederUnacoma e dalla Federazione indiana delle Camere di Commercio e Industria FICCI. OLTRE 180 ESPOSITORI, 18 DEI QUALI ITALIANI, E OLTRE 40 MILA PRESENZE PROVENIENTI DA TUTTE LE REGIONI DELL’INDIA E DAI PAESI DEL SUD-EST ASIATICO La kermesse agromeccanica, di scena presso I’Indian Agricultural Research Institute (IARI) di Pusa a New Delhi dal 27 al 29 novembre, ha visto la presenza di oltre 180 brand indiani ed esteri – 18 le case italiane presenti alla kermesse – su una superficie complessiva di più di 30 mila metri quadrati, con un’area prove esterna di tremila metri quadrati. Presenti nei tre giorni di EIMA Agrimach – che ha fatto ritorno nella capitale indiana dopo la trasferta a Bangalore, dove si sono svolte le edizioni del 2022 e del 2024 con la finalità di rispondere a una specifica domanda di meccanizzazione di quelle colture frutticole e orticole che trovano ampia diffusione proprio nelle regioni sudorientali e sudoccidentali del Subcontinente, rispetto alle quali l’area di Bangalore risulta essere in posizione baricentrica – circa 40 mila visitatori tra operatori, tecnici, delegati e buyer provenienti da tutte le regioni del Subcontinente ma anche dall’estero, in particolare da Thailandia, Vietnam e dallo Sri Lanka. In esposizione trattrici, macchine per la lavorazione del terreno, sistemi di irrigazione ma anche soluzioni per l’agricoltura di precisione, droni e tecnologie digitali di nuova generazione in grado di soddisfare i fabbisogni tecnologici di una tipologia di agricoltura, caratterizzata da una notevole variabilità pedoclimatica e dalla presenza di modelli produttivi assai diversificati. L’INNOVAZIONE AL CENTRO DEL CONVEGNO INAUGURALE DELLA KERMESSE, CHE VUOLE ESSERE ANCHE UN’OCCASIONE DI CONFRONTO TRA TECNICI, STAKEHOLDER E DECISORI PUBBLICI SUI TEMI DI MAGGIOR RILIEVO PER L’ECONOMIA AGRICOLA DEL SUBCONTINENTE Ma la rassegna di Nuova Delhi non è soltanto una piattaforma commerciale e promozionale, in quanto rappresenta anche una importante occasione di confronto tra tecnici, stakeholder e decisori pubblici sui temi di maggior rilievo per l’economia agricola dell’India. In questa prospettiva, FICCI e FederUnacoma hanno calendarizzato per i tre giorni di EIMA Agrimach diversi convegni di approfondimento. Quello inaugurale del 27 novembre dal titolo “La tecnologia al servizio delle sfide degli agricoltori in un contesto globale”, si è soffermato sul contributo strategico che i sistemi di nuova generazione possono dare alla crescita sostenibile, alla produttività e alla resilienza dell’agricoltura indiana. Ti potrebbe interessare >>> Cooperazione italo-indiana e innovazione al centro di EIMA Agrimach 2025 La giornata del 28 novembre è stata dedicata alla tematica delle startup con l’evento intitolato “Startup agromeccaniche: guidare l’innovazione e l’accessibilità nell’agricoltura indiana”, mentre il convegno di chiusura della rassegna, il 29 novembre, intitolato “Formare i giovani e gli agricoltori per un futuro agricolo meccanizzato e digitale” ha affrontato la questione dei nuovi profili professionali richiesti dal settore agricolo per sfruttare tutte le potenzialità offerte dalle tecnologie di nuova generazione. Anche questa edizione di EIMA Agrimach ha confermato il valore strategico che l’evento fieristico riveste per le industrie della meccanica agricola rappresentando un’occasione di business in un contesto straordinariamente dinamico. In questa cornice si sono inserite anche le attività di internazionalizzazione che, promosse dall’Agenzia ICE in collaborazione con FederUnacoma, hanno confermato il ruolo strategico dell’India non soltanto come partner diretto ma come ponte verso altri mercati. IL COMPARTO INDIANO DELLA MECCANICA AGRICOLA, CHE NEL 2023 VALEVA 13,7 MILIARDI DI DOLLARI, SUPERERÀ IN UN DECENNIO I 30 MILIARDI. GROSSE OPPORTUNITÀ PER IL MADE IN ITALY, IN GRADO DI DIVERSIFICARE L’OFFERTA OLTRE IL TRATTORE Secondo l’Agenzia ICE il comparto indiano della meccanica agricola, che a fine 2023 valeva complessivamente 13,7 miliardi di dollari, è destinato a crescere in modo imponente nei prossimi anni, raggiungendo nel 2033 la quota di 31,6 miliardi di dollari, con un tasso d’incremento annuo pari a circa il 9%. La crescita del mercato è legata soprattutto alla diversificazione delle tipologie dei mezzi richiesti dall’agricoltura indiana, non più solo trattrici, ma anche una vasta gamma di macchine operatrici e attrezzature per le lavorazioni, che sono un punto di forza dei costruttori italiani, già da tempo impegnati per lo sviluppo di partnership nel Paese asiatico. Si tenga presente, infatti, che il parco macchine diffuso nelle aree agricole dell’India è composto quasi esclusivamente da trattrici (86% trattrici classiche adibite anche a mezzi di trasporto, e un ulteriore 8% da trattrici di altre tipologie), mentre mancano quasi completamente mezzi per effettuare in modo meccanizzato operazioni colturali come i trattamenti fitosanitari e la raccolta (attualmente solo l’1% del mercato riguarda queste tipologie). Per mantenere una presenza di agricoltori nei territori rurali e far crescere l’economia agricola il Governo indiano ha varato il programma Pm-Kisan, che offre sostegno finanziario ai piccoli agricoltori, mentre per migliorare la qualità delle produzioni sono già attivi da qualche anno il Programma nazionale per l’agricoltura biologica Npop e l’infrastruttura pubblica per l’agricoltura digitale denominata Krishi Dss. Si tratta di strumenti che orientano l’agricoltura verso l’innovazione e che favoriscono la diffusione di una sempre più ampia gamma di tecnologie. AL CENTRO DI EIMA AGRIMACH LA PARTNERSHIP STRATEGICA FRA ITALIA E INDIA La cooperazione italo-indiana, sempre stando a quanto emerge dai dati dell’Agenzia italiana per il commercio estero ICE, si è sviluppata con la realizzazione di insediamenti produttivi italiani in varie regioni del Subcontinente, e con l’espansione delle attività commerciali, ma i margini di crescita sono enormi. Nelle previsioni FederUnacoma/ExportPlanning sia l’import sia l’export dovrebbero registrare sensibili incrementi: le importazioni dall’India in Italia cresceranno mediamente dell’8% all’anno, mentre le esportazioni dall’Italia verso l’India dovrebbero aumentare in valore dagli attuali 26,4 milioni (con una quota di mercato italiana nel Subcontinente del 3,6%) agli oltre 38 milioni previsti nel 2028, con una quota del mercato locale di oltre il 4%. STRATEGIA “DI SISTEMA” In un settore strategico come quello della meccanica agricola la cooperazione italo-indiana richiede investimenti da parte delle aziende, per realizzare insediamenti produttivi nel Subcontinente, ma necessita di sostegni pubblici e di una politica di sistema. L’industria italiana della meccanica agricola merita di essere promossa nel suo complesso – ha ricordato il ministro italiano dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, nel videomessaggio inviato per la cerimonia inaugurale di EIMA Agrimach – per la vasta gamma di tecnologie prodotte, che sono in grado di coniugare produttività e sostenibilità ambientale. Richiede inoltre strategie di sostegno alle esportazioni e di garanzie sul credito, come ha sottolineato l’Ambasciatore italiano in India Antonio Bartoli, intervenuto di persona all’evento inaugurale, sottolineando anche l’intensificazione dei forum e degli incontri bilaterali fra i due Paesi. SUPPORTO ISTITUZIONALE E SCENARI FUTURI DELLA COOPERAZIONE L’India ha oggi un posto di rilievo nelle politiche commerciali italiane, essendo inserita nel Piano d’Azione per l’export italiano nei mercati extra-UE ad alto potenziale promosso dal Ministero italiano degli Esteri e della Cooperazione Internazionale. Nell’ambito di questo Piano, peraltro, si inserisce il Forum Imprenditoriale Scientifico e Tecnologico Italia-India, un evento biennale che promuove la collaborazione tra i due Paesi e che ha tenuto la sua ultima edizione proprio a New Delhi nell’aprile scorso. Sempre a supporto del Piano si devono ricordare i sistemi di finanziamento e di assicurazione per le imprese italiane che intendono operare in India, messi a punto dalle agenzie nazionali italiane Sace e Simest, che prevedono accordi con Gruppi finanziari indiani di primaria importanza. Fonte: FederUnacoma EIMA Agrimach 2025 | India