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Eima Show 2018: un evento che merita di più

By at luglio 26, 2018 | 18:00 | Print

Eima Show 2018: un evento che merita di più

«Per svilupparsi in modo significativo e per mettere a frutto le sue straordinarie potenzialità, Eima Show deve superare la dimensione locale divenendo nel calendario fieristico un evento di richiamo nazionale». A sostenerlo è FederUnacoma, uno degli enti organizzatori della tre giorni di prove dimostrative di macchine e tecnologie per l’agricoltura 4.0 che si è svolta a Casalina di Deruta (PG) dal 13 al 15 luglio.

 

LE POTENZIALITÀ NON MANCANO

E in effetti Eima Show, stando a quello che si è visto nelle prime due edizioni della manifestazione, ha le potenzialità per crescere e fare il salto di qualità.

Ci riferiamo soprattutto ai contenuti tecnici della rassegna che, nonostante alcune defezioni – è inutile negarlo – di un certo peso, è riuscita comunque a fornire un interessante spaccato della precision farming mettendo in campo trattori, mietitrebbie, macchine operatrici e attrezzature gestite con strumenti satellitari, informatici ed elettronici d’avanguardia, unitamente ad una componentistica specifica e ai supporti operativi di nuova generazione come i droni agricoli specializzati (coloro che non hanno partecipato dal vivo all’evento possono farsene un’idea attraverso la carrellata di macchine ed attrezzature al lavoro all’interno di questo articolo).

 

LE DIMOSTRAZIONI PRATICHE E LA CONVEGNISTICA

Tra gli aspetti positivi vanno annoverate anche le soluzioni logistiche ed organizzative, volte a razionalizzare il programma delle lavorazioni e ad agevolare le visite da parte di agricoltori, contoterzisti e operatori economici che, in occasione delle demo guidate, hanno anche potuto usufruire del supporto di tecnici di FederUnacoma e delle industrie espositrici, in grado di illustrare in tempo reale le caratteristiche dei mezzi al lavoro e il funzionamento dei sistemi di controllo digitale.

Di buona caratura, infine, il convegno scientifico sul tema “Digitalizzazione e connettività. La nuova sfida per la meccanizzazione agricola” (nella foto sopra), che ha consentito una ricognizione sullo stato attuale e sulle prospettive dell’agricoltura digitalizzata e di precisione, e quello dedicato a “La gestione del rischio in agricoltura: le prospettive per le aziende 4.0” (nella foto sotto), promosso da Asnacodi (Associazione Nazionale Condifesa), l’organizzazione che opera nel settore della prevenzione e della gestione dei rischi d’impresa in agricoltura.

 

L’AFFLUENZA DI PUBBLICO, ASPETTO DA MIGLIORARE

La nota dolente di Eima Show 2018, soprattutto nel corso della prima giornata, è stata l’affluenza di pubblico. Le cifre fornite dagli organizzatori si fermano a un totale di 6 mila visitatori, in larga parte provenienti dall’Umbria, obiettivamente pochi per un evento del genere.

Ed è proprio su questo fronte che gli organizzatori dovranno lavorare in vista della prossima edizione, per fare della kermesse dell’agricoltura 4.0 un appuntamento fisso tra quelli nazionali dedicati alla meccanica agricola.

«È una sfida che possiamo affrontare grazie al prezioso supporto di UmbriaFiere e della Fondazione per l’Istruzione agraria di Casalina – ha dichiarato il presidente di FederUnacoma Alessandro Malavolti – ma che necessita di un grande impegno anche da parte dell’organizzazione professionale agricola coinvolta nell’iniziativa». Struttura sindacale di categoria, aggiungiamo noi, che in più occasioni ha dimostrato di saper mettere in moto una poderosa macchina organizzativa.

 

UN “PRESIDIO STRATEGICO” PER L’AGRICOLTURA 4.0

D’altra parte fare opera di promozione e di divulgazione di un evento incentrato sull’informatizzazione dell’agricoltura – unanimente identificata come una via obbligata per mantenere competitiva l’economia primaria – non dovrebbe essere così difficile.

«L’agricoltura 4.0 costituisce la nuova frontiera della meccanizzazione – ha ribadito lo stesso Malavolti – ed eventi come quello di Casalina rappresentano un presidio strategico perché servono proprio a diffondere (anche mediante la presenza della stampa e la risonanza nelle reti e nei social network) quei concetti di agricoltura di precisione e agricoltura digitale che saranno il tema forte di Eima International a novembre, e che rappresentano il futuro stesso dell’agricoltura».

 

LA PAROLA ALLE MACCHINE

 

Cantieri lavorazione del terreno

 

ALPEGO

Interrasassi inversa IZ-300 + packer (nelle foto sopra e sotto), per trattori da 110 a 280 cavalli, equipaggiata con esclusiva e brevettata trasmissione centrale ad ingranaggi.

Larghezza di lavoro di 2.930 millimetri, rotore esclusivo a 6 zappe rinforzate più controflange, e pettine speciale su due file, configurabile in fila singola posizionata avanti o indietro.

 

Ripuntatore Mega craker KX 500 (nelle foto sopra e sotto), per trattori da 200 a 500 cavalli, con nuovo telaio (brevettato) pieghevole idraulicamente caratterizzato da una larghezza di lavoro di 4.100 millimetri e ingombro stradale di 2.500 millimetri, ancore con angolo di penetrazione progressivo tipo “craker” e correttore di profondità di lavoro (brevettato) con parallelogramma a comando idraulico.

Abbinato a trattore New Holland T7.315 Auto Command da 313 cavalli di potenza massima.

 

Coltivatore a denti pesanti Cayman  (nelle foto sopra e sotto), a 3 ranghi, per un utilizzo a profondità tra 5 e 30 centimetri. Si presta sia alla lavorazione superficiale delle stoppie sia al rimescolamento totale garantito dalle tre file, dal passo 300 e dall’elevata altezza.

Abbinato a trattore Massey Ferguson MF 7718 S da 200 cavalli di potenza massima con EPM.

 

Seminatrice combinata Fertidrill ASF600 con erpice rotante pieghevole DmaX 500 (nelle foto sopra e sotto), in grado di seminare e fertilizzare allo stesso tempo sulla fila. La tramoggia anteriore, di notevole capacità, può essere suddivisa in due volumi di dimensione variabile in modo da gestire le due fasi di semina e di fertilizzazione: oltre ad essere utilizzata per la distribuzione di un solo prodotto, infatti, può essere variamente ripartita (metà a semi e metà a fertilizzanti oppure un terzo e due terzi) per distribuire due prodotti in contemporanea, anche con dosaggi differenti.

Abbinati a trattore New Holland T7.315 Auto Command da 313 cavalli di potenza massima.

 

DONDI

Coltivatore combinato Junior (nelle foto sopra e sotto), per la lavorazione minima del terreno, in grado di lavorare contemporaneamente su tre cantieri.

Composto da una dischiera anteriore per una prima lavorazione, sminuzzamento e copertura dei residui di colture precedenti, seguita da un coltivatore ad ancore centrale per una lavorazione di 25 centimetri di profondità; per finire, un rullo posteriore a doppia fila di dischi ondulati per una frantumazione ottimale delle zolle e il livellamento del terreno pronto per la semina che può essere sostituito con altri modelli di rullo finitore in base al tipo di terreno che viene lavorato.

Macchina modulare, si può usare anche con componenti di lavorazione separati.

Abbinato a trattore Massey Ferguson 7726.

 

FERRARI COSTRUZIONI MECCANICHE

Trapiantatrice FMAX (nella foto sopra), adatta per vari tipi di ortaggi: pomodoro, cavolo, melanzane, peperoni, tabacco e alcuni tipi di insalata (purché in contenitore e con foglia sviluppata).

Lavora con diverse forme di zolle (piramidali, cilindriche, coniche ed eventualmente anche cubetto pressato) e si adatta a piante delle più svariate dimensioni, anche sino a 2o-25 centimetri di altezza.

È dotata di un distributore rotante a intermittenza.

 

FORIGO

Sterilizzatrice Deeper-ino – 300 (nelle foto sopra e sotto), macchina passiva per la distribuzione di prodotti fumiganti liquidi in profondità – senza quindi generare emissioni in atmosfera ­–, con larghezza di lavoro di 3.000 millimetri, profondità di lavoro da 8 a 35 centimetri, idraulica maggiorata per lavorare con una velocità di avanzamento fino ad un massimo di 7 chilometri orari, serbatoio a bordo macchina con capacità massima di 650 litri.

Con sistema di distribuzione “on demand” proporzionale rispetto alla velocità del binomio trattore-applicazione, antenna Gps che ottimizza la qualità dei trattamenti, ancore a ridotto assorbimento di potenza, progettate per garantire una distribuzione omogena del prodotto su tutta la larghezza di lavoro dell’applicazione.

 

Erpice rotante pieghevole FR120-400 (nelle foto sopra e sotto), per trattori fino a 250 cavalli.

La gamma comprende diversi modelli in un range di potenza dai 20 ai 400 cavalli con larghezza di lavoro fino a 7 metri.

 

Interratrice fissa G35-150, (nelle foto sopra e sotto) per trattori da 50 a 100 cavalli, equipaggiata con ruote e rullo liscio folle per lavoro su proda.

Abbinata a trattore Massey Ferguson 3655 F.

 

Zappatrice pieghevole DF6-500 (nella foto sotto), con speciale trasmissione a 6 ingranaggi indicata per trattori di elevata potenza e fino a 400 cavalli.

 

KUHN

Coltivatore combinato Performer 4000 (nelle foto sopra e sotto): dispone di un timone articolato, di una doppia fila di dischi indipendenti da 510 millimetri di diametro e 6 di spessore, con profilo a piccole merlature (profondità di lavoro: 10 centimetri), di quattro file di denti (35 centimetri di profondità di lavoro), di una fila di dischi di livellamento e di un rullo per il controllo della profondità di lavorazione e il consolidamento che, ai fini di un eccellente compattamento, può avere anche un grande diametro.

Abbinato a trattore Fendt 1050 Vario.

Coltivatore a denti polivalente Cultimer L 6000 (nelle foto sopra e sotto), a suo agio nella lavorazione superficiale (4-7 cm), media (10-20 cm), ma adatto anche alla  pseudo-aratura in profondità fino a 35 centimetri, il Cultimer L consente di ottenere un rimescolamento omogeneo terra/paglia favorendo la decomposizione dei residui.

Abbinato a trattore cingolato Fendt 943 Vario MT.

 

Spandiconcime centrifugo per precision farming Axis 40.2 M-EMC-W (nelle foto sopra e sotto)

Abbinato a trattore John Deere 5115R con caricatore.

 

Seminatrice da sodo meccanica SDE 3000 (nelle foto sopra e sotto), da 3 metri, per la semina delle colture in linea su sodo.

Oltre a conservare le linee di semina con sospensione flottante su parallelogramma, – uno dei principali successi delle seminatrici SDE – Kuhn ha dotato la SDE 3000 dell’innovativo attacco a doppia testa al trattore e della tramoggia intelligente per sementi e concimi, con la possibilità di sincronizzare la distribuzione di entrambi i prodotti.

 

Erpice rotante pieghevole HR 6040 R (nelle foto sopra e sotto), con larghezza di lavoro di 6 metri. Tutti gli organi (scatola centrale e carter laterali con circolazione forzata d’olio, cassone, trasmissione dei rotori, attacco, ecc.) e la trasmissione sono stati progettati in modo da poter essere azionati da trattori con potenza fino a 460 cavalli.

Regolazioni idrauliche della profondità di lavoro e della barra livellatrice direttamente dalla cabina del trattore.

Abbinato a trattore cingolato John Deere 8370RT.

 

MASCHIO GASPARDO

Erpice rotante pieghevole Toro (nelle foto sopra e sotto)

 

Zappatrice pieghevole Pantera

Abbinata a trattore John Deere 6250R.

 

Coltivatore a denti Dracula (nelle foto sopra e sotto)

Abbinato a trattore John Deere 8400R.

 

Dissodatore Artiglio

Abbinato a trattore  John Deere 6215R.

 

NARDI

Aratro semiportato reversibile monoruota Ergon (nelle foto sopra e sotto)

Abbinato a trattore Challenger MT765.

 

Aratro mod. NX23XTO

 

Coltivatore-preparatore Fast

 

VALENTINI

Rotofresa Caiman 5700 (nelle foto sopra e sotto) da 5.750 millimetri di larghezza di lavoro, ad una profondità di 18 centimetri.

Abbinata a trattore Challenger MT765E.

 

Cantieri fienagione

 

ENOAGRICOLA ROSSI

Falciatrice a 6 dischi retroportata laterale DM 6 (nelle foto sopra e sotto), con larghezza di taglio di 245 centimetri, munita di sollevamento idraulico, sistema automatico di protezione per salvaguardare la barra da eventuali ostacoli e completa di albero cardanico a ruota libera.

Barra di taglio Enocut in acciaio di elevata qualità.

 

Falciatrice a 7 dischi portata frontale Enostorm 300 da 300 centimetri di larghezza di lavoro.

Abbinate entrambe a trattore John Deere 6155M.

 

Giroandanatore portato rotativo a due giranti Enoduo 610, (nelle foto sopra e sotto), da 610 centimetri di larghezza di lavoro, con trasmissione a cardano, attacco a tre punti pivottante e blocco meccanico azionato automaticamente.

Abbinato a trattore New Holland T5.120.

 

Ranghinatore stellare trainato Maximus Rake M 14 (nelle foto sopra e sotto), a 14 ruote stellari, con sistema di apertura e chiusura completamente idraulico.

 

FENDT

Falciatrice frontale Slicer 310 FZ RC (nelle foto sopra e sotto), abbinata a trattore Fendt 516 Vario.

 

Rotopressa a camera variabile 4160V (nelle foto sopra e sotto), abbinata a trattore Fendt 211 Vario.

 

MASCAR

Rotopressa a camera variabile Monster 770 (nelle foto sopra e sotto)

 

ROC

Andanatore RT730 (nelle foto sopra e sotto, composto da 2 elementi, con una larghezza di lavoro variabile che va dai 5,95 ai 7,30 metri grazie a un sistema di doppio bilanciere idraulico che permette di variare la distanza tra i due pick up.

Si differenzia dai ranghinatori tradizionali per il sistema di raccolta: il prodotto infatti viene caricato per poi essere trasportato su un nastro andanatore, mentre i ranghinatori normali trascinano il prodotto sul campo fino all’andana.

Andanatore RT870 (nelle foto sopra e sotto), stesse caratteristiche del precedente, fatta eccezione per la larghezza di lavoro che raggiunge gli 8,7 metri.

 

© Barbara Mengozzi

Fonte immagini: FederUnacoma e Meccagri.
 
 

 

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