Federazione Russa: opportunità e rischi di un mercato dalle grandi potenzialità

Mercati 18/03/2021 -

L’andamento del settore delle macchine agricole nella Federazione Russa nel corso del 2020 accomuna per certi versi il Paese alla Germania, visto che il comparto non solo non ha risentito dell’effetto Covid-19 in termini di immatricolato finale, ma è riuscito anche a mettere a segno un significativo incremento della produzione interna e dell’export.

Stando alle cifre fornite da Rosspetsmash, l’associazione russa dei costruttori di macchine agricole, movimento terra, edili e stradali, le vendite complessive di trattori hanno mostrato lo scorso anno una sostanziale stabilità rispetto ai buoni livelli dell’anno precedente salendo da 27.573  a 27.690 unità (di cui 7.940 unità sotto i 40 cavalli), con un leggero aumento (+0,4%) , mentre le mietitrebbie sono passate da 4.567 a 6.201 unità facendo registrare un incremento del 35,8 per cento.

Da segnalare, con riferimento al 2019, che trattori e mietitrebbie rappresentano insieme il 54 per cento delle vendite complessive di macchinario agricolo in Russia.

E il trend positivo sembra destinato a proseguire nel corso del 2021, visto che nel mese di gennaio i trattori venduti sono stati 1.926 contro i 1.609 del gennaio 2020 (+19,7%) e le mietitrebbie 277 (erano 272 nel 2020).

 

PRODUZIONE DOMESTICA A QUOTA 136,7 MILIARDI DI RUBLI NEI PRIMI NOVE MESI DEL 2020

Ma veniamo alla produzione. Sempre avvalendoci di dati di provenienza Rosspetsmash, da gennaio a novembre 2020 i costruttori russi hanno prodotto macchine agricole per 136,7 miliardi di rubli (all’incirca 1,572 miliardi di euro), che equivalgono al 30 per cento in più rispetto al 2019, e il valore delle macchine agricole destinate al mercato interno è salito a quota 121,3 miliardi di rubli (+46%).

Entrando nei dettagli la produzione interna di trattori è salita a 4.130 unità (+26%) e quella di mietitrebbie a 5.200 unità (+24%). In crescita anche le trinciacaricatrici (641 unità, +24%), le seminatrici (5.170 unità, +18%),  le irroratrici (1.100 unità, +12%), le pulitrici per cereali (1.440 unità, +16%) e le falciatrici semoventi (339 unità, +17%).

Da annoverare tra i fattori di forza del comparto la nutrita presenza di attività avviate fin dai tempi dell’ex Urss, le attenzioni prioritarie da parte del Governo, i costi di produzione più bassi in termini di manodopera rispetto ai Paesi europei e le ampie opportunità di potenziali vendite sul mercato interno.

Tra i principali produttori russi di macchine agricole figurano Rostselmash (con sede a Rostov sul Don), che nel 2007 ha acquisito la canadese Buhler Industries, detentrice dello storico marchio Versatile, e Kirovets Tractors –JSC Peterburgsky Traktorny Zavod (San Pietroburgo).

 

VOLUMI RECORD PER L’EXPORT

Particolare dello stand della Russia ad Agritechnica 2019.

 

L’export, a sua volta, si è reso protagonista di un autentico boom crescendo anch’esso nel 2020 del 30 per cento a quota 15,9 miliardi di rublo, che rappresentano un volume record, con consegne in 39 Paesi.

Com’era prevedibile, gli incrementi più consistenti sono stati registrati nei Paesi della CSI, con aumenti del 51 per cento in Kirghizistan e del 29 per cento in Kazakistan, ma anche nell’Unione Europea l’export russo ha realizzato buone performance, tant’è vero che le consegne in Germania sono aumentate in termini di valore di 4,6 volte, di 4,5 volte in Austria, di 2,9 volte nella Repubblica Ceca, di 2,1 volte in Bulgaria e del 44 per cento in Ungheria.

Decisamente consistente, poi, la crescita in Francia (+84%) e nei Paesi Bassi (+73%), anche se bisogna tener presente a livello generale che abbiamo a che fare con volumi contenuti, tenuto conto che la Russia è comunque penalizzata da una posizione geografica distante dagli attuali principali mercati di sbocco che comporta alti costi di trasporto.

Accanto ai  trattori, il cui export è aumentato del 43 per cento a 524 unità,  le tipologie di macchine più gettonate all’estero sono state gli erpici (810 unità,+41%), le trinciacaricatrici (112 unità, +35%), gli aratri (419 unità, +34%) i coltivatori (153 unità, +30%), le mietitrebbie per cereali (1.063 unità, +23%).

 

L’AGROMECCANICA PILASTRO DELL’ECONOMIA NAZIONALE E VOLANO DELL’AGRICOLTURA

Anche nel 2020, dunque, il settore delle macchine agricole ha confermato di essere uno dei settori fondamentali della meccanica nazionale, con una quota del 20 per cento dell’intero comparto, nonché uno dei pilastri dell’economia russa in quanto, come evidenzia il Report “il settore delle macchine agricole nella Federazione Russa, a cura dell’Ufficio ICE-ITA di Mosca   (settembre 2020), concorre su vasta scala alla realizzazione degli obiettivi che sono stati posti all’agricoltura nazionale e, contemporaneamente, si propone come un’attività economica separata in grado di apportare un sostanziale contributo alle casse dello Stato, fornendo significative opportunità occupazionali alla popolazione attiva.

Nell’ottica degli obiettivi della Dottrina della Sicurezza Alimentare Nazionale (v. Decreto del Presidente della Federazione Russa 20 del 21.01.2020), infatti, il comparto è considerato una delle leve da attivare per aumentare il livello di autosufficienza in termini di macchinari e tecnologie, garantendo l’ammodernamento delle tecniche agricole e l’incremento della produzione agroalimentare.

 

INGENTI MISURE DI SOSTEGNO AL SETTORE

L’obiettivo per il 2030 è quello di fare in modo che l’80 per cento delle macchine agricole impiegate nella Federazione siano prodotte a livello nazionale, triplicando la produzione e incrementando al contempo in maniera significativa anche l’export.

Si giustificano così gli elevati aiuti e sussidi statali al settore che, come si legge nel sito di Rosspetsmash, continueranno anche nel corso di quest’anno. In particolare in un recente incontro con i rappresentanti dell’industria agromeccanica nazionale il primo ministro russo Mikhail Mishustin ha garantito il mantenimento del supporto fornito ai costruttori sotto forma di sovvenzioni compensative dei costi, compresi quelli di trasporto.

 

IMPORT ANCORA DOMINANTE

Foto scattata alla fiera internazionale AGROSALON di Mosca, appuntamento di primaria importanza per il settore della meccanizzazione agricola la cui prossima edizione è in calendario dal 4 al 7 ottobre 2022.

 

Tuttavia, nonostante i grandi sforzi fatti per incrementare la produzione nazionale, il mercato russo delle macchine agricole rimane ancora fortemente dipendente dalle importazioni.

Nel 2019, sempre da fonte International Trade Administration, la quota dei macchinari importati è stata del 42 per cento (+ 2% rispetto al 2018), mentre, sempre nel 2019, la quota dei marchi russi sul totale dei trattori “made in Russia” è stata del 51,1 per cento.

Per il restante 48,9 per cento si è trattato di trattori assemblati in Russia utilizzando parti di fabbricazione estera, provenienti per il 26,9 per cento dallo stabilimento bielorusso di Minsk e per il 4,6 per cento  dallo  stabilimento ucraino di Kharkov, mentre il 17,4 per cento apparteneva a marchi stranieri come John Deere, Claas, Versatile, New Holland e  Deutz-Fahr.

 

ITALIA IN QUINTA POSIZIONE NELLA CLASSIFICA DEI PAESI FORNITORI

Secondo il già menzionato Report di settore a cura dell’Ufficio ICE-ITA di Mosca, nel 2019 l’interscambio tra la Russia e il resto del mondo relativo al settore delle macchine agricole superava di poco il valore di un miliardo di euro, mentre le importazioni si attestavano sugli 825 milioni di euro.

L’Italia, con 51 milioni di euro di fatturato export (-20,6% rispetto al 2018), ha mantenuto la quinta posizione tra i Paesi fornitori della Federazione Russa, con una quota di mercato pari al 6,2 per cento, alle spalle di Germania (29,15%), Cina (13,64%), Bielorussia (9,14%) e USA (7,64%).

Nel gennaio-giugno 2020 l’interscambio tra la Russia e il resto del mondo è stato di 619,6 milioni di euro, mentre le importazioni verso la Russia hanno registrato un valore di poco superiore ai 520,7 milioni  di euro, di cui 26,3 milioni di euro costituiti da esportazioni provenienti dall’Italia (-18,4% rispetto allo stesso periodo del 2019).

 

ACCORDI E PARTNERSHIP PER PRODURRE IN LOCO: UN PERCORSO NON FACILE MA RICCO DI VANTAGGI

È evidente da quanto sopra esposto che il mercato russo presenta un grande potenziale in termini di produzione e ammodernamento delle macchine agricole.

Non mancano però degli ostacoli e uno di questi è certamente costituito dalla politica di sostituzione delle importazioni rientrante nel programma statale N°328 “Sviluppo dell’industria e aumento della sua competitività”, che tende a ridurre progressivamente gli spazi di mercato per i produttori stranieri.

«I costruttori di macchine agricole  che intendono rafforzare la propria presenza sul mercato russo – fa presente la nota di settore ICE-ITA – dovrebbero puntare innanzitutto a organizzare la produzione in loco. La delocalizzazione verso la Russia consentirebbe di mettere in sicurezza il proprio business da imprevisti, di produrre a costi più bassi, e quindi di avere accesso a sovvenzioni e agevolazioni statali nonché di avvicinarsi materialmente all’utente finale per capirne le esigenze».

 

© Barbara Mengozzi

 
Fonte immagini: Rostselmash, Investment and Innovation Rostov-on-Don, Kirovets.
 
 

 

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