FederUnacoma: la Fiera di Bologna si fa bella per altri tredici anni di matrimonio

News 02/02/2017 -

Eima resterà a Bologna fino al 2030. Lo stabilisce l’accordo appena firmato tra BolognaFiere e FederUnacoma che impegna le parti per la realizzazione di sette edizioni biennali (a partire dal 2018), e consolida una collaborazione storica – iniziata con il debutto della rassegna nella città capoluogo nel 1969 – che ha visto lo svolgimento sino a oggi di 36 edizioni annuali e di 6 edizioni biennali (a partire dal 2006).

 

UN ARTICOLATO PIANO DI “REVAMPING” E AMPLIAMENTO

Per trattenere sul suolo felsineo la grande kermesse della meccanizzazione agricola, che alcuni costruttori avrebbero voluto far migrare a Milano, BolognaFiere si è impegnata ad un vasto piano di ristrutturazione e riqualificazione del Quartiere fieristico, affidato allo studio di architettura Di Gregorio, con interventi distribuiti nell’arco dei prossimi otto anni e il completamento dei lavori fissato per l’edizione del 2024.

Il contratto prevede altresì due “step” intermedi, rispettivamente nel 2018 e nel 2022, per monitorare l’avanzamento del progetto in funzione delle esigenze dell’evento fieristico.

Al termine del processo di ristrutturazione del Quartiere la superficie espositiva netta sarà pari a 140 mila metri quadrati all’interno di padiglioni di nuova concezione e con i più elevati standard in termini di comfort, funzionalità ed ecosostenibilità.

L’investimento complessivo per il piano di revamping del Quartiere fieristico di Bologna si inserisce nel più ampio Piano di Sviluppo della Società, approvato dalla Assemblea dei soci nel dicembre 2016.

 

L’IMPORTANZA DEL FATTORE UMANO

Franco Boni, presidente BolognaFiere.

 

«Con l’approvazione del Piano di Sviluppo da parte dell’Assemblea dei soci BolognaFiere andiamo a rafforzare ulteriormente la nostra competitività a livello internazionale offrendo alle nostre manifestazioni, organizzate direttamente o ospitate, nuove opportunità di business», ha dichiarato Franco Boni, presidente BolognaFiere, nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’accordo che si è svolta il 1° febbraio .

Nel suo intervento, finalizzato soprattutto ad evidenziare l’importanza determinante che hanno avuto nella trattativa i rapporti umani (considerazione peraltro condivisa da tutti gli intervenuti all’incontro stampa), Boni si è dichiarato fiducioso circa   il rispetto delle tempistiche stabilite, «nonostante la difficoltà di dover cambiare le ruote mentre la macchina è in marcia» e ha posto l’accento sui due aspetti della internazionalizzazione e della aggregazione che dovranno essere necessariamente alla base delle strategie future.

 

INTERNAZIONALIZZAZIONE: I RECORD DI EIMA

Massimo Goldoni, presidente di FederUnacoma.

 

Sull’internazionalizzazione, una delle carti vincenti di Eima, si è soffermato anche il presidente di FederUnacoma Massimo Goldoni che, visibilmente soddisfatto, ha snocciolato qualche cifra relativa all’ultima edizione della manifestazione bolognese che, sfiorando le 300mila presenze, ha battuto ogni record, affermandosi nel panorama internazionale delle fiere di settore come una delle prime in assoluto per numero di espositori e visitatori e come quella con il maggior livello di internazionalità, ospitando industrie costruttrici da 45 Paesi e visitatori da oltre 160 Paesi.

«Questi – ha ribadito Goldoni – sono i risultati concreti che si aspettano le aziende che investono nella partecipazione ad un evento fieristico».

 

BOLOGNA CAPITALE MONDIALE DELLA MECCANICA AGRICOLA

Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna.

 

Il tema dell’aggregazione è stato ripreso invece da Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna. «Questo fra BolognaFiere ed Eima è un accordo di straordinaria importanza – ha affermato – non solo perché con esso si mette un punto fermo per i prossimi anni sull’obiettivo di fare di Bologna la capitale della meccanica agricola mondiale, ma anche perché rappresenta un esplicito riconoscimento alla centralità del sistema fieristico emiliano-romagnolo, che rappresenta un pezzo rilevante del nostro sistema di marketing territoriale e che auspichiamo possa essere ricondotto ad una unica governance regionale».

 

VERSO UN UNICO SISTEMA FIERISTICO REGIONALE

Virginio Merola, sindaco di Bologna.

 

Sulla stessa linea il compagno di partito di Bonaccini, Virginio Merola, sindaco di Bologna, che ha rilanciato la formula di una fiera a controllo pubblico e gestione adeguatamente privatistica, ritenuta «una scelta necessaria per accelerare il processo di convergenza verso un sistema fieristico unico regionale».

 

IL NUOVO VOLTO DELLA FIERA

Entrando nei dettagli di quello che sarà il nuovo volto del quartiere espositivo – che, è stato garantito, si manterrà comunque fedele all’ispirazione originaria – gli interventi previsti sono suddivisi in step.

Il primo, a partire da settembre 2017, prevede la demolizione dei padiglioni 29 e 30 – realizzati come provvisori nel 1977 –, che verranno ricostruiti su una superficie ampliata in tempo per il Cersaie e l’Eima del 2018.

Una grande novità sarà costituita dalla realizzazione di un percorso a quota 6 metri che collegherà rendendoli notevolmente più fruibili i padiglioni 20, 18 e 15, che costituiscono rispettivamente i piani alti dei padiglioni biplanari 19, 16 e 14.

 

DUE INGRESSI ALTRETTANTO IMPORTANTI E FUNZIONALI

Il secondo tassello è costituito dal nuovo ingresso Nord che, come ha fatto presente il direttore generale di BolognaFiere Antonio Bruzzone, non costituirà più un ingresso di servizio, come avviene oggi, ma sarà finalmente all’altezza del secondo quartiere fieristico italiano. I lavori avranno inizio nel 2019, per essere ultimati a novembre 2020.

Sarà quindi la volta (l’ultimazione è fissata a settembre 2022) dell’ingresso di piazza Costituzione, che, ha spiegato Bruzzone, ha vissuto tempi ben più gloriosi e merita un forte revamping, con una ristrutturazione destinata ad ottimizzare sia l’ingresso del Palazzo dei Congressi sia quello della Fiera.

L’obiettivo è quello di inglobare oltre al Palazzo dei Congressi, di proprietà del Comune (che il sindaco Merola vorrebbe conferire al patrimonio di BolognaFiere e non solo darlo in affitto, in vista del controllo pubblico della Fiera), il Palazzo degli Affari, di proprietà della Camera di Commercio.

Il tutto accompagnato da un nuovo assetto del sistema di distribuzione logistica all’interno del quartiere fieristico, che prevede l’impiego di un’area “polmone” di circa 100 mila metri quadri per le attività di montaggio e smontaggio degli stand, secondo uno schema già testato all’ultima edizione di Eima.

 

© Barbara Mengozzi

 

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