Fendt 1162 Vario MT: grande potenza e minima pressione al suolo

Visto in campo 23/09/2021 -

Grande impegno in casa Fendt nel settore dei cingolati di elevata potenza; è stata presentata di recente la gamma 1100 Vario MT, completamente rivisitata e migliorata rispetto alla precedente, e progettata espressamente per il traino e le lavorazioni pesanti. La gamma si articola su 4 modelli: 1151 Vario MT, 1156 Vario MT, 1162 Vario MT e 1167 Vario MT (top di gamma). Le novità sono numerose, e riguardano il vano motore, gli organi di propulsione, le sospensioni e l’interno della cabina. Andiamo a scoprirle…

 

IL VANO MOTORE: TANTO SPAZIO E MANUTENZIONE PIÙ AGEVOLE

Sotto il cofano del 1162 Vario MT – che Meccagri ha potuto vedere direttamente in campo a Conselice, nell’entroterra ravennate, lo scorso luglio – è stata fatta una rivoluzione rispetto alle versioni precedenti. Il radicale cambio del propulsore, da un 12 cilindri a “V” a un 6 cilindri in linea, ha comportato una diversa gestione degli spazi, a tutto vantaggio di una più agevole manutenzione ordinaria e straordinaria.

Ciò che balza subito all’occhio aprendo il cofano è la robusta paratia in acciaio che separa la parte anteriore, dove è collocato l’impianto di raffreddamento, e il vano motore retrostante. Il pannello convoglia il flusso d’aria in uscita dall’impianto di raffreddamento verso le griglie laterali, in modo che l’aria calda non investa il motore, garantendo una migliore gestione termica del blocco propulsore.

L’impianto di raffreddamento è stato completamente rinnovato; anche la ventola ora è gestita idraulicamente, con un circuito indipendente. L’aria entra dalle griglie frontali ed è espulsa dalle feritoie poste sui lati del cofano. Il pacco radiatori ha una struttura classica; posteriormente è ricavato lo spazio per l’intercooler.

L’aria comburente viene invece aspirata da una griglia posta superiormente nel cofano; subisce una prima separazione dalle impurità grossolane tramite un prefiltro a ciclone, per poi attraversare il filtro principale, arrivare al turbocompressore e da lì al motore.

 

PRESTAZIONI ELEVATE RISPARMIANDO CARBURANTE

La gamma Fendt 1100 Vario MT monta motori MAN a 6 cilindri in linea con 4 valvole per cilindro, da 15.200 cm3 per i tre modelli di minor potenza, mentre sul top di gamma la cilindrata aumenta a 16.200 cm3. Ovviamente l’iniezione ha il common rail (fino a ben 2500 bar), coadiuvato nel fornire ottime prestazioni da un turbocompressore con turbina a geometria variabile (VTG). Il MAN da 15.200 cm³ è tarato per 3 differenti potenze, rispettivamente di 511, 564 e 618 CV, mentre sul 1167 Vario MT si arriva addirittura a 673 CV, con il motore di cilindrata più alta.

Su queste macchine, l’aumento dell’efficienza e la disponibilità di una potenza molto vicina al massimo per un ampio range del regime di rotazione è ottenuto con il Fendt-iD, una soluzione tecnica integrata di gestione di motore, trasmissione, ventole, impianto idraulico (oltre alle utenze secondarie) orientata a far lavorare il tutto con la massima efficienza a regimi il più bassi possibile, condizione nella quale non solo i valori di consumo specifico sono minimi, ma anche la rumorosità è contenuta e l’usura dei componenti in movimento risulta limitata.

La coppia pressoché costante in un ampio range, tra 800 e 1700 giri/min, consente una grande fluidità di gestione della macchina nei lavori di campo. La coppia massima è sviluppata a soli 1100 giri/min, mentre la potenza massima (nominalmente erogata a 1730 giri/min) si mantiene pressocché costante addirittura sino a 1300 giri/min.

La grande disponibilità di potenza a regimi motore molto bassi rappresenta un vantaggio sostanziale rispetto ad altri concorrenti sul mercato, dato che mezzi come questi nel nostro Paese sono dedicati quasi esclusivamente al traino pesante e a lavorazioni gravose di campo.

 

NORMATIVE ANTINQUINAMENTO E DISPOSITIVI

L’intera gamma dei cingolati Fendt 1100 Vario MT soddisfa i requisiti dello Stage V in tema di emissioni gassose inquinanti, grazie ad un pacchetto composto in sequenza da DOC (Diesel Oxidation Catalyst), DPF (Diesel Particulate Filter) ed SCR (Selective Catalytic Reduction).

La rigenerazione del DPF è automatica e passiva; in caso di necessità può essere posticipata e avviata manualmente dall’operatore in un momento successivo, per poterla eseguire in sicurezza. Per una più efficiente dissipazione di calore, tutti i dispositivi antinquinamento sono stati collocati esternamente al vano motore, in prossimità del montante anteriore destro della cabina.

Nonostante il significativo ingombro, l’angolo di inclinazione che è stato conferito all’insieme lo rende poco impattante, in modo da non interferire con la visibilità dell’operatore.

Per garantire un’opportuna autonomia, i modelli della gamma sono dotati di un serbatoio per il gasolio da 1350 l, unitamente ad uno dell’AdBlue da 135 l. Per ottimizzare i tempi di rifornimento, i bocchettoni dei due serbatoi sono collocati molto vicini tra loro.

 

 LA TRASMISSIONE VARIODRIVE: MASSIMA FLUIDITÀ DI FUNZIONAMENTO IN QUALUNQUE CONDIZIONE

Anche sulla gamma 1100 Vario MT è montato l’ormai affermato CVT di Fendt VarioDrive. La parte idraulica della trasmissione si avvale di due motori indipendenti, alimentati da una pompa a sua volta azionata dal motore diesel. Il secondo motore idraulico può essere accoppiato o disaccoppiato secondo necessità, per limitare gli assorbimenti di potenza (ad esempio durante la percorrenza ad alta velocità).

Il TMS (Tractor-Management-System) accoppiato al sistema permette di impostare e mantenere costante direttamente dalla cabina la velocità di avanzamento e, grazie alla gestione integrata di motore e trasmissione, il trattore lavorerà alla massima efficienza.

Derivata direttamente dall’albero motore, tramite una coppia di ingranaggi di riduzione, la presa di potenza può funzionare a 1000 giri/min (con il motore a circa 1600 giri/min), in modalità 1000 ECO (in tal caso, il motore gira a 1250 giri/min) e all’inedito regime di 1300 giri/min, uno “standard” pochissimo adottato sulle operatrici commercializzate in Europa, che però riesce a trasmettere un’elevata potenza senza incrementare la coppia motrice, dato che  in tale condizione il motore gira a poco più di 1600 giri/min.

L’attivazione della pdp è accessibile anche in remoto con comandi dedicati collocati sui parafanghi posteriori della macchina.

 

CINGOLI SPECIFICI, PER OGNI EVENIENZA

La serie Vario 1100 MT si caratterizza per un passo di ben 3000 mm e una carreggiata che varia tra 2235 ed  3251 mm, in funzione del modello e della larghezza di cingolo montato.

 I carri hanno la ruota motrice posteriore, quella tendi cingolo anteriore e 4 rulli (o ruotini) accoppiati. La loro manutenzione è molto ridotta, poiché esenti da ingrassaggio. La corretta tensione della fascia battistrada è mantenuta idraulicamente con un cilindro dedicato, ed è costantemente monitorata tramite il terminale Vario da 10.4”. In serie al cilindro è montato un accumulatore ad azoto, per smorzare i picchi di tensione.

Sia le ruote motrici che quelle tendi cingolo sono rivestite in gomma, con motivo a lisca di pesce, per limitare lo slittamento relativo e assicurare al contempo una buona auto-pulizia. I 4 rulli Longlife (collegati tramite mozzi in bagno d’olio, ciascun con un oblò per poterne controllare il livello), hanno lo scopo di mantenere aderente il cingolo al profilo del terreno. Nello specifico, sono abbinati a coppie su sospensioni a balestra, per assicurare il miglior contatto del cingolo con il terreno.

Grazie alla superficie di appoggio estremamente ampia, il peso della macchina è distribuito convenientemente, a tutto vantaggio di un compattamento limitato. Nonostante la massa notevole, Fendt stima che la pressione media sul suolo di queste macchine sia paragonabile a quella di un uomo eretto su un piede solo.

I carri possono montare 3 diverse fasce battistrada, definite rispettivamente cingolo agricolo, estremo e speciale, e caratterizzati da differenti spessori e disegni di costolatura. Per il tipo di lavorazioni svolte, in Italia è consigliato il cingolo speciale, quello con lo spessore più alto e la massima larghezza, ma la più bassa altezza delle costole, in modo da sopportare meglio carichi e lo stress strutturale dovuto a trazioni elevate. In ogni caso, le carcasse sono rinforzate con un cavo d’acciaio annegato longitudinalmente a spirale nell’intera struttura portante della fascia battistrada.

 

SOSPENSIONI SMARTRIDE E SMARTRIDE+, PER MANTENERE PERFETTAMENTE LA GEOMETRIA ANCHE CON ATTREZZI PESANTI

Un valore aggiunto più che tangibile sulla gamma 1100 Vario MT di Fendt sono le sospensioni SmartRide, che collegano il telaio di supporto allo chassis, costruite sulla base del classico schema molla, ammortizzatore e silent block. In più, una barra ventrale collega i cingoli, limitando le oscillazioni trasversali; si tratta di una funzione utile soprattutto quando si transita su terreni irregolari.

La versione SmartRide+ dispone in aggiunta di due cilindri idraulici supplettivi, per variare direttamente dal posto di guida l’orientamento e l’altezza dell’avantreno. Si tratta di un’opzione particolarmente utile per correggere l’assetto della macchina in seguito all’accoppiamento di attrezzature pesanti all’attacco a 3 punti posteriore o quando sono richieste elevate forze di trazione.

 

NUMEROSE COMBINAZIONI DI ZAVORRE

In considerazione della vocazione tipica della gamma di questi cingolati per i lavori pesanti e i traini gravosi, la possibilità di incrementarne la massa (e quindi le loro capacità di tiro) mediante la zavorratura risulta fondamentale. Sebbene la macchina a vuoto abbia già una massa considerevole (quasi 19 tonnellate), questi modelli possono montare numerose combinazioni di zavorre, differenti per collocazione, dimensione e ovviamente massa, per un totale di quasi 8 tonnellate.

Nel dettaglio, si possono applicare zavorre da 1600 a 2000 kg anteriormente (sia di tipo monolitico che a valigetta), ma anche sulle ruote tendicingolo, sui carri porta-cingolo e in corrispondenza delle ruote motrici. Il trattore tal quale presenta una distribuzione paritetica della sua massa sugli assi, ma per massimizzare la trazione è consigliabile aumentare al 60% la quota parte sull’anteriore, per compensare adeguatamente il carico delle attrezzature portate posteriormente.

Sulle ruote (sia tendicingolo che motrici) si montano dischi di ghisa, da ripartire possibilmente in modo paritetico tra i lati interno e esterno, per mantenere la miglior stabilità trasversale. Le zavorre per i carri porta cingolo sono a valigetta, e anche in questo caso è consigliata un’applicazione bilaterale (interno-esterno), nonostante il montaggio all’interno possa essere poco agevole.

 

UN IMPIANTO IDRAULICO VERSATILE

La pompa idraulica di serie garantisce già di per sè 220 l/min, ma in opzione se ne può abbinare un’altra uguale (che alimenta utenze separate, con pressioni di lavoro differenziate), per un totale “monstre” di 440 l/min, erogati con il motore a 1700 giri/min.

Posteriormente, sono disponibili fino a 8 distributori; in caso di lavorazioni particolarmente gravose è possibile sfruttare il power beyond (da aggiungere come optional sul trattore in fase di configurazione) al fine di indirizzare tutto il flusso idraulico verso un’unica utilizzazione.

 

TRE DIVERSE VERSIONI PER LA BARRA DI TRAINO

Vista la destinazione d’uso di queste macchine, è facile presupporre che la maggior parte delle attrezzature accoppiate siano trainate. Per questo, i Fendt 1100 Vario MT hanno di serie una barra di traino di categoria 5 (trasformabile in categoria 4 mediante un adattatore), disponibile in 3 diverse versioni: ad oscillazione libera, comandata idraulicamente oppure adattata per l’impiego con l’attacco a 3 punti.

Nei primi due casi, il vantaggio consiste nella migliore gestione delle operatrici durante le sterzate, in modo da consentire la formazione di un angolo con la motrice fino a 28° per lato. Si tratta di un valore aggiunto importante, considerando le modalità di sterzata del cingolato, che per curvare non può ovviamente orientare le ruote direttrici, ma deve agire sulla differente velocità periferica dei cingoli.

L’attacco a 3 punti è disponibile come optional, con l’acquisto della barra di traino predisposta, che è resa solidale tramite una robusta traversa fissata agli stegoli inferiori; di conseguenza, anche l’attacco a 3 punti risulta sterzante, in questo caso con un angolo ridotto a 11° per lato.

IN CABINA OTTIMO COMFORT PER L’OPERATORE

La cabina è sospesa tramite una combinazione di silent-block davanti e due ammortizzatori dietro (meccanici nella versione base e idraulici a richiesta). I comandi principali sono collocati nel bracciolo di fianco al posto di guida e sul joystick, disponibile in due versioni: quella base permette di gestire la velocità (con il cruise control), il senso di avanzamento e il regime motore, mentre con la versione multifunzione (optional) si può anche memorizzare il regime motore e attivare le routine automatizzate di fine campo.

Lateralmente alla cabina sono collocati i serbatoi, che grazie alla loro robusta struttura risultano essere accessibili come piattaforma per eventuali interventi di manutenzione. La visibilità è ottimale, nonostante il rimarchevole ingombro del vano motore e dei dispositivi antinquinamento posti sul lato anteriore destro della cabina. A richiesta, possono essere montate delle videocamere, per controllare sullo schermo da 10.4” la parte posteriore del trattore.

Grazie al pacchetto luci full LED (optional) si assicura una valida illuminazione a 360° nell’intorno della macchina; allo spegnimento del motore è possibile attivare le luci di emergenza, che mantengono illuminata la scaletta di accesso al posto guida, per potersi allontanare o avvicinare al trattore in sicurezza anche quando è buio.

 

UNA MACCHINA 4.0

Il ricevitore satellitare per la guida parallela e georeferenziata e diversi sistemi integrati (come il VarioTronic ed il VarioGuide Countour Assistant) consentono una conduzione ottimale del mezzo, anche in appezzamenti dalla conformazione complicata. Tra le varie opzioni offerte, con il Variotronic è possibile memorizzare diverse routine automatizzate di fine campo, ma anche la traiettoria della passata successiva, in modo da ottimizzare il tempo di svolta (Turn Assistant). Il FendtConnect monitora le attrezzature collegate, mentre con il VarioDoc Pro si possono trasferire i dati acquisiti tramite supporto USB o wireless.

Come ormai avviene su tutti i trattori evoluti, posteriormente sono installate di serie delle prese, tramite le quali sono riportate sul monitor le più opportune informazioni delle attrezzature collegate.  Più in dettaglio, con il SectionControl si può ottimizzare lo schema di lavoro nel campo, mentre il VariableRateControl definisce gli output (di semente, concime, ecc.) secondo mappe predefinite.

 

© Lavinia Eleonora Galli

 

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