HomeCome eravamoFiat 702: alle origini del mito Fiat 702: alle origini del mito Come eravamo 07/01/2026 - Francesco Ponti Il padre dell’industrializzazione nel settore della meccanica agricola: il Fiat 702 non è stato solo il primo trattore della celebre azienda torinese, ma è stato soprattutto un faro in un mondo che stava scoprendo a piccoli passi i vantaggi della lavorazione meccanizzata del terreno. L’Italia è stata protagonista di questa storia iniziata dalle ceneri della Grande Guerra, con la Fiat che ha posto le basi per una crescita che l’avrebbe portata dopo pochi decenni a essere la prima azienda in Italia e in Europa. 1918-1919: L’INIZIO DELLA STORIA DELLA PRODUZIONE INDUSTRIALIZZATA DI TRATTORI IN EUROPA Sui banchi di scuola si insegna che la storia ha avuto inizio con l’invenzione della scrittura, evento databile circa attorno al 3500-3000 avanti Cristo. Un momento rivoluzionario per la storia dell’umanità, capace di rivoluzionare il modo di vivere delle persone nei millenni successivi. Nell’ambito della meccanizzazione agricola, il 1918 è una di quelle date che vanno imparate a memoria tanta è la loro rilevanza: proprio in quell’anno vengono infatti testati i primi modelli di Fiat tipo 702, che entreranno poi in commercio l’anno successivo, nel 1919. Non si tratta certo del primo trattore al mondo – tanti esemplari di diverse aziende erano già al lavoro – bensì del primo trattore europeo costruito industrialmente, un primato conseguito nello stabilimento di Corso Dante a Torino. LA GRANDE GUERRA, UN’IMPORTANTE OPPORTUNITÀ NEL MEZZO DI UNA TRAGEDIA MONDIALE Facciamo un passo indietro, alla nascita del progetto “tipo 702”. Siamo nel 1916 e l’Europa è caduta da un paio di anni nel baratro di una guerra atroce che sta mietendo centinaia di migliaia di vittime. In Italia la situazione è tutt’altro che rosea, ma Giovanni Agnelli comincia già a pensare al mondo che verrà una volta finito il conflitto. L’imprenditore si rende presto conto della mancanza in Italia di un’azienda capace di offrire una produzione seriale di trattrici, esigenza accentuata dalla progressiva mancanza di uomini e animali da tiro, decimati dal conflitto in corso. È molto interessante a tal proposito la descrizione proposta dallo scrittore Massimo Mislei in incipit del suo libro “Fiat Trattori – Gloria meccanica italiana (1918-1968): «Fine 1918, l’Italia era uscita vincitrice dal primo conflitto mondiale. Durante gli anni della guerra, i tecnici Fiat iniziarono ad interessarsi del mondo agricolo e a esaminare più di duecento tipi di trattrici e motoaratrici esistenti, per lo più di costruzione americana, ma anche francese, inglese e italiana. Lo fecero a ragion veduta e per diversi motivi: diversificare la produzione, riconvertire quella bellica e, soprattutto, meccanizzare le campagne. Inoltre, durante la Prima guerra mondiale persero la vita quasi 600 mila giovani italiani e tanti altri rimasero feriti, mutilati o con gravi traumi psicologici. Quasi tutti agricoltori o braccianti che portavano avanti il loro lavoro nei campi con conseguente mancanza di manodopera accomunata dalla mancanza di trattrici. Infatti, nel 1916 in Italia operavano per l’aratura solamente 720 mezzi divisi tra trazione diretta e funicolare. Quelle macchine aravano non più del 3 per cento delle terre coltivabili, al resto provvedeva ancora la trazione animale anch’essa decimata dalla guerra. Gli studiosi dell’epoca stabilirono che per arare a macchina tutto il territorio sarebbero serviti non meno di 70 mila mezzi: un mercato potenziale enorme, senza considerare le necessità degli altri Paesi europei e non. Basti pensare che il governo italiano nel 1917 ordinò più di 6 mila trattori americani per affidarli ai militari che organizzarono la famosa “aratura di stato”. Un nuovo trattore serviva eccome, ed ecco apparire all’inizio del 1918 i primi prototipi del Fiat tipo 702». MOTORE A 4 CILINDRI DA 6.235 CENTIMETRI CUBI DERIVATO DALL’AUTOCARRO 18BL Il progetto di quello che prenderà il nome di Fiat 702 nasce dunque dall’osservazione e dalla constatazione della realtà che l’Italia e l’Europa stanno vivendo. Di cosa c’era bisogno? Di un trattore robusto e potente in grado di affrontare ogni tipo di terreno. Gli ingegneri torinesi si mettono al lavoro per sviluppare un trattore che soddisfi questi requisiti e che sia facile da realizzare. La fine della guerra fornisce uno spunto interessante, consentendo alla Fiat di riconvertire i suoi autocarri 18BL: il motore, infatti, è apprezzato per la sua affidabilità, caratteristica che lo rende ideale per l’utilizzo su un trattore. Il Fiat 702 risulta così equipaggiato con un motore a 4 cilindri verticali in linea da 6.235 centimetri cubi di cilindrata a fronte di un alesaggio per corsa di 105 x 180 millimetri. A un regime di 900 giri/min il motore eroga una potenza di 30 cavalli, lavorando in condizioni ottimali grazie al raffreddamento ad acqua con pompa e ventola e alla lubrificazione con pompa, filtro e manometro. È sempre affascinante ricordare come avvenisse l’accensione di questi trattori: il Fiat 702 richiedeva l’avviamento a manovella e l’accensione a magnete, utilizzando benzina per la prima operazione e petrolio per il funzionamento. Un importante testimonianza di come sia cambiata la meccanizzazione agricola nel corso dei decenni. TRASMISSIONE CON 3 MARCE IN AVANTI E UNA IN RETRO PER RAGGIUNGERE I 6,6 CHILOMETRI ORARI DI PUNTA Il Fiat 702 offre una struttura portante e dispone di una trasmissione con 3 marce in avanti e una in retro, spostandosi così a una velocità minima di 3 chilometri orari e una massima di 6,6. Un’altra nota interessante riguarda la frizione multidisco inserita nella scatola in acciaio della trasmissione: questa, infatti, funziona “al contrario” rispetto ai mezzi che usiamo abitualmente, dato che la trasmissione si attiva con il pedale premuto. Per comodità è possibile bloccare il pedale una volta premuto tramite un dente di arresto, che può essere facilmente e rapidamente sganciato. PULEGGIA COLLEGATA ALLA TRASMISSIONE PER OFFRIRE TRE VELOCITÀ DI LAVORO Il differenziale del 702 poggia nella parte anteriore su un balestrone in modo da attutire le asperità del terreno, allora molto accidentato. Il freno di servizio e stazionamento viene ricavato nella puleggia posteriore che, lavorando combinatamente alla trasmissione, permette di ottenere tre velocità di funzionamento. Un’altra curiosità riguarda proprio la puleggia: nel primo modello per poterla utilizzare era necessario smontare la ruota posteriore. La Fiat 702, definita dai giornali dell’epoca la prima “macchina per la terra”, era lunga circa 3,45 metri, larga 2 e alta 1,90, a fronte di un passo di 1.750 millimetri e di una massa di 2.835 chilogrammi. Le ruote erano realizzate in ferro con raggi a lamina. NEL 1919 IL VIA ALLA PRODUZIONE CHE SI CONCLUDERÀ L’ANNO SUCCESSIVO CON 1.100 ESEMPLARI REALIZZATI È l’ottobre del 1918 quando la Fiat 702 viene provata nell’azienda agricola Segre di Nichelino, vicino a Torino. Il trattore, realizzato negli stabilimenti di Corso Dante nel capoluogo piemontese, viene apprezzato per le sue qualità e, dopo qualche modifica, è pronto per la produzione. Nel 1919 inizia ufficialmente l’avventura commerciale del Fiat 702, divenendo così il primo trattore prodotto industrialmente in Italia e in Europa. La produzione del 702 dura dal 1919 al 1920 per un totale di 1.100 esemplari venduti in Italia dai Consorzi Agrari ed esportati in tutto il mondo. Anche all’estero, infatti, il trattore torinese si guadagna un’ottima fama, vincendo importanti gare d’aratura in diversi continenti. TANTE VARIANTI SUCCESSIVE PER UNA DINASTIA DI SUCCESSO Nel 1920 il 702 cede il testimone al suo successore 702 A (nella foto sopra), che offre in buona parte le medesime caratteristiche tecniche. Stessa sorte per il 702 B del 1923, che però vede aumentare la potenza al volano a 35 cavalli a 1.100 giri/min e la velocità di punta a 8 chilometri orari. Infine, arriva il 703 B nel 1924, capace di offrire uno sforzo di trazione alla barra di 2.400 chilogrammi e caratterizzato da una massa di 3.270 chilogrammi. Sia il 702 B che il 703 B erano disponibili anche nella versione “BN”, indicante l’alimentazione a nafta. Di questa famiglia di trattori realizzati fra il 1919 e il 1925 il più venduto rimane il 702: per il 702 A le vendite sono infatti 627, mentre per il 702 B e 703 B con le rispettive varianti BN sono 370 in totale. DAL LAVORO ALLA LEGGENDA: IL MITO DEL 702 VIVE ANCORA OGGI NEI RADUNI DI MACCHINE AGRICOLE Il Fiat 702 in mostra a EIMA 2018. Che eredità ha lasciato il Fiat 702? Il valore storico e industriale di questo trattore è praticamente inestimabile, considerando che ha “dato il la” alla produzione industriale di trattrici in Italia e in Europa, riuscendo nell’intento di meccanizzare le campagne che deficitavano di forza lavoro umana e animale. Non sono molti gli esemplari di Fiat 702 arrivati ai giorni nostri: stando a quanto riportato da alcune fonti, potrebbero essere circa una decina le unità che hanno superato il secolo di vita, facendo oggi bella mostra di sé a eventi e raduni tematici. Un bel modo per conservare questo importante patrimonio ingegneristico, con la speranza che possa essere ancora fonte d’ispirazione per i veicoli del futuro. FIAT TRATTORI E IL CONCEPT CENTENARIO PER CELEBRARE IL SECOLO DI VITA DEL 702 E DELL’AZIENDA Il Fiat 702 e “Il Trattore”, esposti ad Agritechnica 2025. Il 702 ha dato il via alla grande storia Fiat Trattori, un’azienda che ancora oggi gli agricoltori portano nel cuore e che New Holland ha deciso di celebrare negli ultimi anni con due importanti iniziative: il “Fiat Centenario”, presentato a EIMA 2018, e “Il Trattore”, esposto ad Agritechnica 2025. Immaginate di essere un visitatore di EIMA 2018 in procinto di entrare nello stand New Holland. In mezzo ai trattori, alle mietitrebbie e alle trinciacaricatrici dai caratteristici colori giallo-blu New Holland si fanno largo dei modelli che vestono una elegante livrea rossa e, al centro, un trattore unico, elegante, che sembra aver riavvolto la linea temporale: il Fiat Centenario (nella foto sotto). Presentato proprio nel 2018 per celebrare i 100 anni dalla nascita di Fiat Trattori con la presentazione del modello 702, Centenario è stato ispirato alla iconica Serie 90, prodotta fra gli anni 80 e 90. Basato sulla meccanica dei moderni T5, il concept ha celebrato i successi di un’azienda che in un secolo di vita ha conquistato i mercati nazionale, europeo e mondiale, facendo uscire dalle storiche linee di produzione dello stabilimento di Modena alcuni dei trattori più iconici che il mondo agricolo abbia mai conosciuto. Dal concept “Fiat Centenario” è derivata un’edizione speciale limitata disponibile su alcuni modelli della gamma New Holland, che riproponeva in chiave moderna la livrea dei trattori Fiatagri degli anni 80 e 90. “IL TRATTORE”: UN OMAGGIO ALLA STORIA, AI VALORI E ALL’EREDITÀ FIAT TRATTORI Il più anziano e il più giovane separati da pochi metri, uniti per continuare a rivoluzionare l’agricoltura: dopo oltre cento anni di vita il 702 continua a far parlare di sé e questa volta lo ha fatto alla più importante fiera del settore, Agritechnica. Lo scorso novembre New Holland ha infatti portato ad Hannover un esemplare del 1918 perfettamente restaurato e gentilmente prestato da un collezionista bolognese, divenendo immediatamente uno dei trattori più fotografati della kermesse. Al suo fianco, un concept denominato “Il Trattore” che ha voluto omaggiare il primo trattore Fiat con una speciale livrea verde-rossa e con un inedito design commemorativo. Il T5.120 che ha fatto da base meccanica al concept è stato infatti “vestito” con un cofano e dei parafanghi ispirati al 702, con la scritta Fiat sulla griglia anteriore a impreziosire elegantemente il forte legame instaurato fra i due modelli. Gli interni del Trattore sono stati progettati in maniera decisamente più curata rispetto a quelli spartani del 702, offrendo rivestimenti in pelle per i sedili e una cura maniacale dei dettagli, dalle cuciture sul volante sino alla cassetta porta-attrezzi. Come ha spiegato David Wilkie, responsabile del design industriale di CNH: «Lo stile del nostro “Trattore” si ispira alla semplicità e al volto iconico del Fiat 702. Abbiamo preso l’essenza del design originale e l’abbiamo ricreata per gli agricoltori di oggi, mantenendo alcuni tocchi retrò. Dalla grafica Fiat sulla griglia anteriore alla cassetta degli attrezzi e al sedile in pelle, c’è un meraviglioso legame tra forma, colore e materiali in questi due design iconici. È stato fantastico poter reimmaginare una macchina così importante e celebrare l’essenza del “Made in Italy”». FIAT TRATTORI E MONDO AGRICOLO, UNA STORIA D’AMORE CHE SEMBRA NON FINIRE MAI Così come il Fiat Centenario, anche il Trattore è destinato a rimanere un esercizio di stile relegato esclusivamente alle esposizioni. L’intento di New Holland è infatti quello di celebrare il suo passato, rimarcando la continuità fra lo storico brand Fiat Trattori e il moderno New Holland e abbracciando quella visione avanguardista che ha sempre contraddistinto i progetti della Casa modenese. Ciò che più fa riflettere, tuttavia, è l’amore che gli agricoltori di tutto il mondo provano ancora per il marchio Fiat Trattori, divenuto ormai leggendario per i cultori della meccanica agricola. Nonostante siano passati circa 25 anni dalla scomparsa della scritta FiatAgri dai cofani dei trattori e della storica livrea rosso terracotta – 30 se si considera che i Serie M del 1996 erano figli della collaborazione con Ford e quindi non dei FiatAgri “puri” –, gli appassionati non hanno mai dimenticato quel marchio che ha accompagnato generazioni di agricoltori nel duro lavoro nei campi, facendo innamorare appassionati di ogni età in ogni angolo del pianeta. Forza, robustezza e qualità hanno reso grande il nome Fiat Trattori nel mondo, stabilendo record di vendita in Italia e in Europa. Oggi, dunque, non si può che guardare con rispetto e ammirazione agli esemplari 702 giunti sino a noi, sapendo che proprio lì ha avuto inizio una delle storie più belle e di successo dell’industria italiana. © Francesco Ponti Bibliografia: Fiat Trattori – Gloria meccanica italiana (1918-1968), Edizione e diffusione Opere di Cultura Locale, Finale Emilia, 2018. Sitografia: Centro Storico Fiat, 2025, [online], https://centrostoricofiat.com/, (ultimo accesso: 16 dicembre 2025) Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, 2023, [online], https://www.museoscienza.org/it, (ultimo accesso: 16 dicembre 2025) New Holland, 2025, [online], https://agriculture.newholland.com/it-it/europe, (ultimo accesso: 16 dicembre 2025) Le immagini storiche del Fiat 702 provengono dalle fonti bibliografiche e sitografiche citate. Le immagini del Fiat 702 e de “Il Trattore” realizzate ad Agritechnica 2025 sono di proprietà di Meccagri. Fiat 702