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Fieragricola 2014: come sarà la meccanizzazione nel 2030?

By at Febbraio 5, 2014 | 11:40 | Print

Fieragricola 2014: come sarà la meccanizzazione nel 2030?

Una rassegna storica come Fieragricola, con 115 anni di storia alle spalle, è chiamata a svolgere il proprio ruolo di leadership in Italia e sui mercati internazionali anche attraverso una lettura a lungo termine di come sarà l’agricoltura. Risponde a questa esigenza lo Speciale realizzato da Veronafiere “Agricoltura 2030, strumenti di analisi per pianificare il futuro”, che, attraverso i contributi di economisti, docenti universitari, sindacati del mondo agricolo, rappresentanti di organizzazioni del settore, cerca di individuare quali saranno i grandi temi, le macro tendenze di un orizzonte temporale che, seppure apparentemente lontano, è in realtà alla portata.

Figura tra i protagonisti di questo dossier di approfondimento la meccanica agraria, che da sempre ha marciato di pari passo con le tecniche agronomiche, mettendo a disposizione soluzioni tecnologiche atte a rendere più efficiente il lavoro e l’uso di mezzi produttivi.

 

EVOLUZIONE, NON RIVOLUZIONE DELLE MACCHINE AGRICOLE

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BIOCTRL, sistema integrato di gestione della coltura biologica. Politecnico di Milano – Facoltà del Design.

Per Luigi Sartori, professore associato di Meccanica agraria all’Università degli Studi di Padova, quello che dobbiamo attenderci su questo fronte non è una rivoluzione, bensì un ulteriore e più brillante sviluppo delle nuove tecnologie legate all’informatica e all’elettronica. «Ci dovremo abituare – sostiene Sartori – a tecnologie semplici, dal punto di vista meccanico, ed altamente affidabili, ma dotate di complesse reti di sevizio atte a interagire con le componenti che caratterizzano l’agricoltura: il terreno, le piante, gli animali». Un percorso che darà grande impulso alla sensoristica per la raccolta di dati e aprirà le porte ad una nuova generazione di imprenditori e tecnici in grado di gestire ed interpretare le nuove tecnologie».

 

VERSO UNA MECCANIZZAZIONE “MULTIPLE CHOICE”

 

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Super Duty Combine Train. 2010 Pope Design.

Secondo Dario Casati, docente di Economia agraria, la parola d’ordine per l’agrimeccanica del futuro sarà flessibilità, in base alla contingenza economica, al grado di specializzazione dell’agricoltura e dei suoi operatori, ai singoli mercati. «Questo significa – precisa Casati – software sofisticati nelle aree agricole più evolute, dall’Europa al Nord America, mentre in altri Paesi, come l’India o l’Africa, accanto a mezzi di elevata potenza non mancheranno, in futuro, possibilità per i mezzi specializzati. Ma la semplicità di utilizzo sarà una priorità per spingere sulla meccanizzazione».

«Avremo una meccanizzazione “multiple choice” – aggiunge Casati –, ad offerta multipla. Ogni costruttore adotterà la linea che più risponde alle proprie strategie aziendali. Tale soluzione consentirà alle aziende di scegliere se specializzarsi oppure offrire una gamma completa; se produrre solo trattori o anche attrezzature, se potenziare il ruolo dei software o meno; se guardare all’export in maniera aggregata con altri partner o se avventurarsi autonomamente».

 

 UN’AGRICOLTURA INTENSIVA E  UNA “AGRICOLTURA DI CULTO”

 

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2000 HP Super Duty Dual Articulating Tractor. 2010 Pope Design.

Sulla stessa linea Massimo Goldoni, presidente di FederUnacoma: «Nel 2030 la popolazione mondiale sarà ulteriormente cresciuta e l’agricoltura dovrà garantire, in ogni regione del mondo, la sicurezza alimentare e una sufficiente varietà di coltivazioni anche per rendere più ricchi gli apporti nutrizionali nella dieta di ogni popolo. Nello stesso tempo, si andrà sviluppando un’agricoltura di altissimo livello, vissuta e gestita come un vero e proprio patrimonio culturale, espressione di un’arte antica e di territori unici. Anche la meccanizzazione sarà in linea con questo tipo di evoluzione, e offrirà, da una parte, macchine straordinariamente efficienti per l’agricoltura industrializzata e intensiva, e dall’altra macchine appositamente progettate per questa “agricoltura di culto”, che saranno elettriche, robotizzate, e persino adeguate nelle forme e nei colori al paesaggio agricolo nel quale, discrete e silenziose, pascoleranno come fossero animali in libertà, essendo programmate per sapere come e quando intervenire per le operazioni colturali».

 

TRASMISSIONE E TRASFORMAZIONE DELL’ELETTRICITÀ

 

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L’immagine si riferisce al progetto Rhea, finalizzato a sviluppare e collaudare una nuova generazione di sistemi robotizzati per il controllo chimico e fisico-meccanico delle infestanti.

 

Punta l’attenzione sulle energie rinnovabili e sulla efficienza energetica Marco Vieri, docente di Ingegneria dei Biosistemi all’Università di Firenze (partner progetto europeo www.rhea-project.eu): «I nuovi trattori e, conseguentemente, le macchine operatrici ad essi collegate avranno propulsori elettrici o ibridi (termico-elettrico) con la sostituzione delle trasmissioni idrauliche (oleostatico-oleodinamico) in elettriche. Le nuove tecnologie di trasmissione e trasformazione dell’elettricità rappresentano oggi l’evoluzione concreta e fattibile nei prossimi 15 anni. Si arriverà così a trattori dotati di dispositivi multifunzione di guida e monitor di controllo dell’intero sistema motrice-operatrice che, oltre alla gestione operativa interattiva con il centro aziendale e con le altre unità in campo, visualizzeranno le condizioni energetiche di esercizio con registrazione all’operatore e al sistema centrale (aziendale) degli indici critici (energia, emissioni, ecc.)».

 

CONTOTERZISMO IN CRESCITA

 

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Per il 2030, infine, dobbiamo attenderci la definitiva affermazione di uno dei grandi trend del settore primario: l’agricoltura in outsourcing. «Rimarranno pochissimi coltivatori diretti e saranno sempre di più le imprese agricole che opteranno per un massiccio ricorso a servizi in conto terzi», afferma Leonardo Bolis, presidente della Confederazione agromeccanici e agricoltori italiani (Confai), convinto anche del fatto che sia alle porte, non appena si attenueranno gli effetti della crisi, «una decisa affermazione dell’agricoltura di precisione con l’intelligenza elettronica che regolerà le macchine agricole in tempo reale».

Dello stesso avviso Silvano Ramadori, presidente di Unima (Unione nazionale imprese di meccanizzazione agricola) per il quale la contrazione del numero delle aziende porterà ad una netta separazione fra proprietà e conduzione dei terreni. «Le imprese agromeccaniche – sostiene Ramadori – saranno doppiamente protagoniste in questo processo epocale di ristrutturazione dell’agricoltura: da un lato come soggetto attivo della produzione agricola, specialmente nel settore delle commodity, dall’altro come “fattore di elasticità” del sistema, in grado di mitigare lo choc sociale».

 

Fonte: Speciale Fieragricola-Veronafiere “Agricoltura 2030, strumenti di analisi per pianificare il futuro”. Il documento è scaricabile dal sito di Fieragricola www.fieragricola.it
Fonte foto di apertura: Challenger.

 

 

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