HomePrimo pianoFrancia: crolla il mercato dei trattori (-15%), sempre più protagonisti della protesta agricola Francia: crolla il mercato dei trattori (-15%), sempre più protagonisti della protesta agricola Primo piano 28/01/2026 - Barbara Mengozzi Sono stati parecchi i colpi inferti negli ultimi due anni alla “grandeur” della Francia, anche sul fronte dell’agromeccanica. Nel 2024, stando al “Rapport économique 2025” di Axema (ultimi dati ufficiali disponibili), l’associazione francese di categoria degli operatori industriali nei settori delle attrezzature agricole e agroambientali, le vendite di macchinari agricoli, dopo una progressiva escalation del valore del mercato, salito dai 4,9 miliardi di euro del 2017 ai 9,3 miliardi di euro del 2023, hanno fatto registrare una flessione del 14% che ha rappresentato la fine di un glorioso periodo. Sempre nel 2024, dopo il picco raggiunto l’anno precedente, è crollato anche l’export francese di attrezzature agricole, sceso da 4,7 a 3,7 miliardi di euro. Come se non bastasse, i cugini d’Oltralpe sono stati praticamente costretti a rinunciare al loro Salone dell’agromeccanica, il SIMA, che dopo aver perso via via la sua connotazione internazionale, è entrato in crisi d’identità non riuscendo, almeno fino ad oggi, a trovare una formula valida per la rinascita. Una crisi tutt’altro che superata – anzi riacutizzatasi tra la fine del 2026 e gli inizi di quest’anno – che affonda le radici nelle difficoltà vissute dal mondo agricolo, alle prese, tra l’altro, con redditi in forte calo, elevati costi di produzione, forte concorrenza estera e severe regole ambientali. Ed è in un questo contesto che, come approfondiremo in seguito, il trattore da prezioso sostegno al lavoro nei campi ha assunto sempre più la connotazione di simbolo di una “rivolta” che riflette la profonda spaccatura in atto tra le esigenze del settore agricolo e le politiche governative nazionali e comunitarie. NEL 2025 SONO STATI IMMATRICOLATI IN FRANCIA 33.446 TRATTORI AGRICOLI (-14,6%), IL RISULTATO PIÙ BASSO DELL’ULTIMO DECENNIO Ma veniamo ai dati delle immatricolazioni, forniti agli inizi di gennaio da Axema (fonte: DIVA/APS-SIV). I trattori agricoli (compresi i caricatori telescopici) immatricolati per la prima volta in Francia nel 2025 sono stati 33.446, cifra che segna una flessione del 14,6 per cento rispetto al 2024 e del 16,3 per cento rispetto alla media degli ultimi cinque anni. Si tratta inoltre del risultato più basso dell’ultimo decennio. «Questo forte calo delle immatricolazioni è legato principalmente all’attuale situazione del mercato delle attrezzature agricole, ma è anche dovuto all’entrata in vigore del regolamento europeo sulla frenatura dei veicoli agricoli il 1° gennaio 2025 – ha fatto presente Axema –. Una scadenza che aveva spinto l’industria a pre-immatricolare i trattori (o i sollevatori telescopici) alla fine del 2024». I fattori entrati in gioco sono però anche altri, alla luce di un contesto agricolo complesso, con bassi prezzi dei raccolti e un forte aumento dei costi dei macchinari agricoli, I TRATTORI STANDARD SCENDONO PER LA PRIMA VOLTA SOTTO LE 20.000 UNITÀ E DIMINUISCE ANCHE LA POTENZA MEDIA Entrando nel dettaglio e analizzando gli andamenti delle immatricolazioni per categoria, i trattori standard, in calo per il secondo anno consecutivo (-18,5%, dopo il -8,4% del 2024), sono scesi sotto le 20.000 unità (per l’esattezza a quota 19.561 unità) per la prima volta dall’inizio delle statistiche. Si è anche interrotto il trend di crescita della potenza media, in atto dal 2017, che è scesa a 166 cavalli, a fronte dei 168 cavalli del 2025, a conferma di uno scenario più cupo per la cerealicoltura rispetto alla zootecnia, come evidenziato anche dai concessionari di macchine agricole. Riflettono la ridotta propensione agli acquisti da parte degli agricoltori e la scarsa fiducia nella ripresa anche i cambiamenti intervenuti nelle diverse fasce di potenza. Quella oltre i 300 CV che nel 2024 aveva registrato l’incremento maggiore, ha subito nel 2025 il calo più netto scendendo da 1.169 a 826 unità (-29,3%), mentre il segmento sotto i 100 CV evidenzia il calo più moderato (-13,5%). TONFO DEGLI SPECIALIZZATI (-19,9%), PIÙ CHE DIMEZZATI NEGLI ULTIMI QUATTRO ANNI Marcata flessione, per il quarto anno consecutivo, degli specializzati (da vigneto e frutteto) – scesi nel 2025 da 2.531 a 2.027 unità (-19,9%), dopo un calo del 24,5% nel 2024 – che rappresentano un volume più che dimezzato rispetto al valore del 2021. In leggera diminuzione la potenza media, passata da 89 a 88 cavalli. RESTA INVARIATA LA TOP 5, CON JOHN DEERE CHE MANTIENE LA LEADERSHIP. FENDT E NEW HOLLAND COMPLETANO IL TERZETTO DI TESTA Sempre avvalendoci dei dati forniti da Axema e tenendo conto ai fini della compilazione del Palmarès sia dei trattori standard sia di quelli vigneto-frutteto per complessive 21.588 unità (-18,6%), rimane invariato il quintetto di testa della Top Ten dei costruttori, con John Deere al primo posto, seguita da Fendt e New Holland, e con Claas e Massey Ferguson che si sono scambiare le posizioni al quarto e quinto posto. I tre maggiori tassi di crescita nel 2025 sono stati registrati da Deutz-Fahr (con una quota di mercato in crescita di 1,3 punti percentuali), Claas (con una quota di mercato in crescita di 1,1 punti percentuali) e John Deere (con una quota di mercato in crescita di 0,5 punti percentuali). PODIO INVARIATO PER I TRATTORI STANDARD MENTRE NEGLI SPECIALIZZATI FENDT RICONQUISTA IL PRIMO POSTO E DEUTZ-FAHR BALZA IN SECONDA POSIZIONE Separando invece i due podi, John Deere si conferma leader indiscusso della classifica dei trattori standard con una quota di mercato del 23,4%, in aumento di 0,6 punti percentuali rispetto al 2024. Fendt rimane al secondo posto con il 15,9% delle immatricolazioni, in aumento di 0,3 punti percentuali. New Holland mantiene la terza posizione con una quota di mercato del 13,1%, in calo di 0,5 punti rispetto al 2024. Insieme, questi tre marchi rappresentano il 52,4% delle immatricolazioni di trattori agricoli standard in Francia nel 2025 (52% nel 2024). Da segnalare l’ottima performance di Claas, salita dalla quinta alla quarta posizione a spese di Massey Ferguson, con una quota di mercato del 12% (era il 10,7% nel 2024). Decisamente più movimentata la classifica degli specializzati dove il brand più popolare è Fendt (20,3%), che ha riconquistato la prima posizione detenuta nel 2024 da New Holland. Alle sue spalle Deutz-Fahr, salita sul secondo gradino del podio, con una crescita di ben 7 punti percentuali (dal 9,1% del 2024 al 16,1%). Ha dovuto accontentarsi del terso posto New Holland, scesa dal 20,7% al 15,8% di market share. Hanno guadagnato quote di mercato anche Antonio Carraro (+1,5 punti) e Landini (+1,1 punti). UN ANNO NERO PER I TELESCOPICI, SOTTO LE 5.000 UNITÀ IMMATRICOLATE Dopo la sostanziale tenuta registrata nel 2024, anche i sollevatori telescopici hanno subito un calo scendendo sotto la soglia delle 5.000 unità (4.791 per l’esattezza, a fronte delle 5.167 del 2024). Un risultato che Axema giudica nel complesso ancora soddisfacente, anche in considerazione del fatto che il segmento dei telescopici con portata superiore alle tonnellate e altezza di sollevamento oltre i 7 metri ha messo a segno un aumento delle immatricolazioni fino al +7,7% rispetto al 2024. Nella classifica per marchi conservano e rafforzano le loro posizioni Manitou e JCB, rispettivamente al primo e al secondo posto con il 31,1% e il 26,3% del mercato. La battaglia per il terzo posto vede invece un nuovo vincitore, la tedesca Kramer, che con l’11,1% di quota di mercato relega Merlo al quarto posto (10,2% di market share, in calo di 5,4 punti percentuali). Da segnalare che il terzetto di testa rappresenta il 68,5% delle immatricolazioni di sollevatori telescopici in Francia nel 2025. LA CATEGORIA “SPAZI VERDI”, SEPPURE IN CALO, RESTA AL DI SOPRA DELLE 6.000 UNITÀ In calo, dopo il record stabilito nel 2024, anche le immatricolazioni dei trattori per gli spazi verdi scesi da 6.653 a 6.328 unità (-4,9%): un valore che resta comunque superiore del 5,6% alla media degli ultimi cinque anni. Come nell’anno precedente, i trattori da 20 a 29 cavalli – modelli entry-level destinati alla clientela privata – costituiscono il cuore del mercato rappresentando il 65,5% delle prime immatricolazioni nel 2025, con un leggero aumento dello 0,9% rispetto al 2024. Lo scorso anno 25 marchi hanno immatricolato almeno un trattore da giardino in Francia. L’evento clou è stato l’arrivo di Iseki al primo posto nella Top Ten per brand (24,2% di quota di mercato), davanti a Kubota (23,6%) e Solis (20,8%). Da segnalare anche l’ingresso in classifica di un nuovo attore del mercato B2C, Tom-K, by Temvert. Ti potrebbe interessare >>> Francia: scende ancora il trattore nel 2024 ma il gardening salva il mercato dal tonfo FLETTONO GLI “ALTRI TRATTORI” Per finire, la categoria “Altri trattori” – della quale fanno parte scavallatori per vigneto e per mais, trattori cingolati, articolati, forestali e porta-attrezzi – dopo la crescita registrata nel 2024, ha subito una nuova flessione scendendo da 814 a 739 unità (-9,2%). IL TRATTORE SIMBOLO DELLA MOBILITAZIONE DEL MONDO AGRICOLO Sebbene nel “Rapport économique 2025” di Axema si prospetti una timida ripresa dell’intera agromeccanica francese già a partire dal secondo semestre 2025, per arrivare alla crescita tanto attesa nel corso del 2026, la crisi del mondo agricolo d’Oltralpe si va facendo sempre più tangibile, con gli agricoltori che sono tornati di recente a mettere in moto i loro trattori raggiungendo i luoghi simbolici di Parigi con l’Arco di Trionfo e la Torre Eifel, e protestando il contro il Mercosur davanti al Parlamento di Strasburgo. Ma la rivolta dei paysan non si ferma al rifiuto dell’accordo di libero scambio con i Paesi dell’America Latina per la concorrenza sleale e la mancanza di reciprocità. Nel mirino, accanto all’intera politica comunitaria, rea di aver imposto standard ambientali troppo elevati e costosi, ci sono le politiche nazionali, per quel che riguarda in particolare la gestione delle crisi sanitarie, le restrizioni particolarmente severe rispetto agli altri membri UE su pesticidi, fertilizzanti e gestione idrica, l’eccessiva burocrazia. PREZZI E CONCORRENZA, LE ZONE D’OMBRA DEL MERCATO E mentre il 21% dei concessionari segnala un aumento dei rifiuti di finanziamento da parte delle banche, preoccupate per la solvibilità degli agricoltori di fronte a macchinari sempre più onerosi, le case costruttrici sono finite nel mirino dell’Autorità francese garante della concorrenza a causa di una struttura di mercato estremamente concentrata, in cui solo quattro gruppi (CNH, Agco, John Deere e Claas) controllano il 90% delle vendite. VERSO NORME PIÙ RESTRITTIVE SULLA VENDITA E LA RIPARAZIONE DEI MEZZI AGRICOLI? L’Autorità della concorrenza, ufficialmente incaricata dalla Commissione per gli affari economici del Senato, di fornire un parere ha evidenziato, oltre all’oligopolio, gravi criticità strutturali di un sistema che rende gli agricoltori “clienti captivi”, intrappolati da clausole di esclusività territoriale che impediscono il confronto dei prezzi e penalizzati da un’inflazione alimentata non solo dai costi normativi, ma anche dalla proliferazione di “accessori tecnologici” superflui che gonfiano i listini. Il Senato (in particolare Laurent Duplomb, autore di una legge sulla competitività agricola) ha dichiarato esplicitamente di voler “andare oltre”, e per il momento, nonostante la natura consultiva dell’indagine, sono già scattate delle contromisure:, quali diffide ai costruttori e vigilanza sui prezzi, che potrebbero preludere a nuove proposte di legge per limitare l’eccesso di potere dei costruttori. L’obiettivo del Governo francese è in pratica quello di cercare di bilanciare il sostegno fiscale diretto con una pressione normativa sui grandi gruppi industriali per restituire margini di manovra alle aziende agricole. © Barbara Mengozzi Fonte tabelle: Axema – DIVA/APS-SIV. Fonte immagini: Adobe Express IA (apertura), FNSEA (foto relative alle proteste degli agricoltori), SIMA 2017 (credits ©FouchaMuyard). Francia | Mercato trattori agricoli