HomeMercatiFrancia: macchine agricole in crisi per il terzo anno consecutivo, la ripresa slitta al 2027 Francia: macchine agricole in crisi per il terzo anno consecutivo, la ripresa slitta al 2027 Mercati 04/06/2026 - meccagri Tra instabilità geopolitica, crollo dei redditi agricoli e tassi d’interesse elevati, il mercato agromeccanico transalpino fotografato dal Rapporto Economico 2026 di AXEMA tocca i minimi storici. La filiera industriale francese delle macchine agricole e delle attrezzature per il verde sta attraversando una delle fasi più complesse della sua storia recente. Secondo il Rapporto Economico 2026 presentato a Parigi da AXEMA, l’associazione nazionale di categoria degli operatori industriali nei settori delle attrezzature agricole e agroambientali, il comparto è entrato nel suo terzo anno consecutivo di contrazione. Una vera e propria recessione che ha spinto gli analisti a posticipare ogni concreta previsione di ripresa al 2027. In altre parole, i “bei tempi andati” dei grandi record commerciali e dei primati espositivi – quando il Salone parigino SIMA si contendeva stabilmente con l’Agritechnica di Hannover lo scettro di fiera della meccanizzazione agricola più importante e influente d’Europa, attirando investitori e costruttori da ogni angolo del pianeta – lasciano il posto a una dura realtà economica. I NUMERI DEL CROLLO: LIVELLI MINIMI STORICI PER TRATTORI E MIETITREBBIE Mercato francese delle attrezzature agricole (in miliardi di euro) Cifre alla mano, come illustrato da Florent Guilleman, presidente del Comitato Economico di AXEMA e amministratore delegato di Amazone France, e David Targy, direttore Affari Economici e Internazionali di AXEMA, il mercato francese delle attrezzature agricole, a quota 7,33 ha registrato una contrazione del 9% nel 2025, che fa salire il calo cumulato dal 2023 a un pesante -22%. Francia – Immatricolazioni di trattori e macchine agricole semoventi (in unità) – Anni 2020-2025 A soffrire maggiormente sono i segmenti legati alle grandi colture e alla viticoltura, definiti ormai in uno “stato sinistrato”. I dati sulle immatricolazioni evidenziano una crisi senza precedenti: nel 2025 sono stati immatricolati appena 19.561 trattori standard (una cifra storicamente bassa), solo un migliaio di mietitrebbie e 205 vendemmiatrici. Al contrario, mostrano un’ottima resilienza il comparto della manutenzione del verde (+4%), spinto dal segmento consumer, e le attrezzature per l’allevamento e la fienagione, sostenute dagli investimenti nella modernizzazione delle stalle lattiero-casearie. LA TEMPESTA PERFETTA: I FATTORI CHE BLOCCANO GLI INVESTIMENTI A determinare questo clima di profonda incertezza concorrono molteplici fattori macroeconomici e geopolitici che colpiscono direttamente le aziende agricole, riducendone la capacità di spesa: Pressione sui redditi: i prezzi dei prodotti agricoli rimangono bassi, mentre i costi di produzione per gli agricoltori sono aumentati notevolmente. Tassi d’interesse: il costo del denaro costantemente elevato frena l’accesso al credito per l’acquisto di nuovi macchinari. Geopolitica ed energia: le tensioni internazionali, incluso il blocco strategico dello Stretto di Ormuz, mantengono alta la pressione sui costi energetici. In questo scenario, i costruttori stanno riducendo i propri margini per evitare ulteriori aumenti di listino, ma la domanda stenta a ripartire: i primi quattro mesi del 2026 hanno già fatto segnare un ulteriore calo del 6% negli ordini complessivi. AXEMA stima che il fatturato della Francia per il 2026 scenderà ancora fino a circa 7,15 miliardi di euro. Ti potrebbe interessare >>> Francia: crolla il mercato dei trattori (-15%), sempre più protagonisti della protesta agricola ALLARME IMPRESE: ACCELERANO I FALLIMENTI E CALA L’OCCUPAZIONE Fatturato del settore industriale dell’agromeccanica francese (in miliardi di euro) Le conseguenze economiche si stanno rivelando drammatiche per il tessuto industriale. Come evidenziato dall’analisi dei media di settore francesi, le insolvenze e le crisi aziendali tra i costruttori stanno accelerando in modo preoccupante: il 27% delle imprese ha registrato perdite operative nel 2024 e si è passati da appena 3 fallimenti nel 2022 a ben 16 imprese liquidate dal 2024. Evoluzione del margine operativo lordo dei produttori (in percentuale del fatturato) dal 2017. Ciò che allarma maggiormente è l’aumento della dimensione media delle aziende coinvolte. Se nel biennio 2022-2023 la crisi colpiva quasi esclusivamente le microimprese, nel 2024 e 2025 il fatturato medio delle società in fallimento si è aggirato tra i 4 e i 7 milioni di euro, arrivando a colpire anche start-up innovative di robotica agricola (come Naïo Technologies). Per la prima volta dal 2017, la filiera ha dovuto registrare una contrazione netta dei posti di lavoro. A contrarsi è anche la base clienti nazionale: le aziende agricole attive in Francia sono scese dalle 390.000 del 2020 alle 360.000 del 2023, con previsioni scientifiche (INRAE) che ipotizzano un calo fino a 275.000 entro il 2035. LA SPINTA DELL’EXPORT E IL PRIMATO EUROPEO DELLA FRANCIA Nonostante la crisi, la Francia si conferma il primo mercato delle attrezzature agricole in Europa. Nonostante la crisi interna, la Francia si conferma il primo mercato europeo per il macchinario agricolo e il secondo per le attrezzature da giardinaggio. Produzione francese di macchinario agricolo in miliardi di euro A tenere a galla la produzione industriale transalpina – che si attesta a un valore complessivo di 7,1 miliardi di euro – è soprattutto il dinamismo del commercio estero, visto che, come anticipato, le vendite sul mercato nazionale sono scese a 7,3 miliardi di euro (rispetto agli 8,1 miliardi del 2024). Esportazioni francesi di macchinario agricolo ripartite per grandi aree geografiche – Anno 2025 Ben il 57% della produzione francese viene esportata, registrando una crescita del 4% a livello globale (pari a 4,05 miliardi di euro). I mercati di sbocco stanno vivendo una forte diversificazione geografica: volano le esportazioni verso l’Africa (+46%), l’Europa dell’Est (+17%) e l’Europa Occidentale (+11%). Questo exploit compensa il crollo subito sul mercato del Nord America (-24%, penalizzato dai dazi doganali statunitensi) e nell’area Asia-Pacifico (-30%), in un contesto globale in cui la Cina ha superato gli Stati Uniti diventando il secondo esportatore mondiale di macchinario agricolo. L’ELETTRIFICAZIONE COME LEVA STRATEGICA PER IL FUTURO Per uscire dalle secche della crisi, la filiera punta tutto sull’innovazione tecnologica e la transizione ecologica, posizionandosi come il secondo settore più innovativo del Paese subito dopo l’aerospaziale. La principale carta strategica è l’elettrificazione dei macchinari. Come sottolineato da Delphine Guey, direttrice generale di AXEMA, nell’ambito dell’iniziativa “Team France Electrification”, l’Associazione ha condiviso con il Governo una nota tecnica che individua oltre 750.000 mezzi semoventi agricoli (tra cui trattori scavallatori e sistemi per serre) pronti per essere elettrificati nel breve termine. Un progetto pienamente sostenuto dalla Ministra dell’Agricoltura francese, Annie Genevard, che ha definito l’elettrificazione «un fattore chiave per la resilienza, la competitività e il miglioramento delle risposte alle sfide climatiche». «Prevediamo un rimbalzo nel 2027, a patto che i redditi agricoli si stabilizzino e la visibilità normativa migliori», ha concluso Florent Guilleman, presidente della commissione economica di AXEMA. La transizione verde, supportata da una filiera industriale strutturata, rappresenta la via obbligata per difendere la sovranità alimentare e superare i prossimi anni di transizione. © Meccagri – riproduzione riservata. Fonte tabelle: AXEMA, Rapport économique 2026. Axema | Francia | macchine agricole