Goldoni Keestrack, asta deserta: resta solo la “penalizzante” offerta turca

News 26/04/2026 -
Goldoni Keestrack, asta deserta: resta solo la “penalizzante” offerta turca

Si è conclusa con un nulla di fatto l’attesa asta per il futuro della Goldoni Keestrack, lo storico marchio di macchine agricole di Migliarina di Carpi. Alla scadenza dei termini, fissata per lo scorso 23 aprile, il Tribunale di Modena non ha riscontrato nuove proposte migliorative: l’asta è andata ufficialmente deserta. Sul piatto rimane dunque un’unica opzione: l’offerta già presentata dal gruppo turco Asko Holding, che non ha trovato concorrenti pronti a rilanciare sul piano finanziario o occupazionale.

 

I DETTAGLI DELL’OFFERTA ASKO: 8 MILIONI DI EURO PER IL RILANCIO

La proposta della multinazionale turca prevede un investimento di 8 milioni di euro per l’acquisto dell’intera azienda, comprensiva di beni, diritti e avviamento. Se dal punto di vista economico l’offerta rappresenta una base di partenza, è il piano industriale a preoccupare maggiormente istituzioni e rappresentanti dei lavoratori.


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IL “DÉJÀ-VU” DEL 2021: UN’EREDITÀ DIFFICILE

L’attuale situazione presenta analogie sorprendenti con quanto accaduto circa cinque anni fa, prima che l’azienda venisse acquisita da Keestrack. Nel marzo 2021, l’asta si aprì in un clima di incertezza simile, con un’offerta allora giudicata «di molto inferiore al valore corrente di mercato». Oggi come allora, il territorio si trova a fare i conti con proposte finanziarie che sembrano non rendere giustizia allo storico valore del brand di macchine agricole.

 

LA SCURE SUI POSTI DI LAVORO: OLTRE IL 50% DEGLI ESUBERI

Stabilimento Goldoni Keestrack

Il parallelo più critico tra presente e passato riguarda i livelli occupazionali. Se nel 2021 il piano di salvataggio prevedeva già 69 esuberi su un organico più ampio, oggi la proposta di Asko Holding  appare ancora più drastica: il subentro nei contratti riguarda soli 41 dipendenti su un totale di 97. Si prospetta quindi un taglio superiore al 50% della forza lavoro, nel tentativo di riportare i conti in equilibrio, nell’arco di due anni: una condizione definita “inaccettabile” dai sindacati Fiom Cisl e Cgil. Secondo i rappresentanti dei lavoratori, un rilancio industriale serio non può prescindere dalla salvaguardia delle professionalità che hanno fatto la storia della Goldoni.«Solo così sarà possibile il rilancio dell’azienda e del brand».

 

VERSO UNA TRATTATIVA IN SALITA E TEMPI STRETTI

Con l’asta andata deserta, si apre ora una fase di negoziazione diretta con il gruppo turco, ma con la pressione di scadenze imminenti. Anche le istituzioni, con in testa la Regione Emilia-Romagna, seguono con apprensione la vicenda, nella consapevolezza che la situazione attuale si profila ancora più difficile del passato. Lo stesso assessore al Lavoro Giovanni Paglia ha espresso forte preoccupazione per la continuità produttiva e le prospettive occupazionali, sollecitando un confronto rapido per affrontare le criticità ancora aperte.

Per i lavoratori della Goldoni, che in passato avevano già lottato duramente per difendere lo stabilimento, si apre ora una nuova, difficile fase di resistenza per ridurre al minimo il numero degli esuberi e garantire un futuro solido a uno dei simboli della meccanica agricola italiana.

 

© Meccagri – riproduzione riservata.
Fonte immagini: Goldoni Keestrack (apertura), Riccardo Righi Sindaco di Carpi Facebook.

 

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