Goldoni Keestrack: cent’anni di storia alle spalle e un futuro sempre più incerto

News 02/02/2026 -
Goldoni Keestrack: cent’anni di storia alle spalle e un futuro sempre più incerto

Si prospetta un anniversario decisamente amaro per la Goldoni Keestrack, la storica impresa di Migliarina di Carpi che quest’anno compie 100 anni. La crisi in cui versa l’azienda si fa infatti sempre più cupa. Risale allo scorso giugno la notizia del possibile ingresso di un nuovo partner industriale intenzionato a rilanciare le attività produttive e progettuali. Un potenziale investitore, identificato poi nella holding turca Asko, proprietaria di Başak Traktör, nel quale sono state riposte tutte le speranze di rilancio che l’ultimo acquirente dell’impianto produttivo modenese, il gruppo belga Keestrack specializzato in macchinari per il movimento terra, non era stato in grado di concretizzare.

Con il passar del tempo però la trattativa per il passaggio di proprietà al Gruppo turco,  annunciata ufficialmente lo scorso settembre ai tavoli istituzionali nazionali e regionali e apparentemente destinata a chiudersi in breve tempo, si è arenata e sulle negoziazioni è calato il silenzio.

«È da più di un anno che vanno avanti le trattative per il passaggio di proprietà della Goldoni Keestrack a un Gruppo turco, ma ad oggi, sindacato, RSU e lavoratori non hanno nessuna notizia concreta», si legge in una nota stampa diffusa da Cgil Modena. Attualmente, l’azienda, che ha alle spalle due concordati per liquidazione (nel 2015 e nel 2020), ha attivato dallo scorso 10 novembre la Cassa Integrazione Straordinaria (Cigs) per cessazione di attività, una misura che coprirà i 95 dipendenti rimasti fino al 9 novembre 2026 ma la situazione e estremamente precaria.

 

GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI VINCOLATI AL SUBENTRO DELL’ACQUIRENTE

Goldoni Keestrack

«L’apertura dell’ammortizzatore sociale – affermano Leo Puca e Manuele Pelatti della Fiom Cgil di Carpi – è vincolata alla trattativa per il subentro di una nuova proprietà che era stato annunciato al sindacato e alla RSU già lo scorso settembre, ma da mesi sollecitiamo una risposta senza alcun esito». «Abbiamo ripetutamente contattato i consulenti di Confindustria, il legale dell’azienda, lo stesso Tribunale coinvolto per la composizione negoziata legata alla vendita (per favorire il rientro del debito ed evitare la liquidazione giudiziale), ma ad oggi non abbiamo nessuna notizia certa dello stato di avanzamento della trattativa e sul contenuto di un’eventuale offerta» aggiungono Puca e Pelatti.

 

COMINCIANO AD EMERGERE DUBBI SULLA PRESENTAZIONE DI UN’OFFERTA UFFICIALE

Ai tavoli istituzionali (ministeriale e regionale), la Goldoni Keestrack ha preso impegni per comunicare lo stato della trattativa con l’eventuale nuovo acquirente. Lo scorso settembre, come anticipato, sembrava che la trattativa fosse alle fasi conclusive, «ma ad oggi – ripetono i sindacalisti Fiom Cgil – non sappiamo se è arrivata ufficialmente un’offerta, e neanche il contenuto di questa offerta, in particolare rispetto agli impegni sulla tenuta occupazionale».


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LAVORATORI ALLO STREMO: 10 ANNI DI DIFFICOLTÀ E SACRIFICI

Goldoni Keestrack

Sindacato, RSU e lavoratori vogliono notizie certe sull’offerta d’acquisto, sul rilancio del brand, sugli investimenti nello stabilimento di Migliarina di Carpi, sulle garanzie per la tenuta occupazionale.

Stanno montando rabbia e tensione fra i lavoratori che sono in cassa integrazione a zero ore, con poco più di 1.000 euro al mese, senza anticipi delle mensilità pagate direttamente dall’Inps con ritardi per la prima erogazione intorno ai 2/3 mesi. «Hanno paura di perdere il lavoro – fanno presente i sindacalisti – ricordiamoci che vengono da 10 anni di cassa integrazione e due concordati, quasi non sanno più cosa vuol dire avere uno stipendio pieno. Questa attesa snervante non aiuta, si rischia anche lo svuotamento di professionalità che sono indispensabili per l’eventuale ripartenza con una nuova proprietà e il rilancio del brand».

 

VERSO LA MOBILITAZIONE

Se il passaggio di proprietà della Goldoni dovesse andare in porto, si tratterebbe del terzo cambio di mano in poco più di dieci anni. Ma senza conferme ufficiali, il sindacato e la RSU non intendono più restare a guardare. «Siamo stanchi di chiedere sempre le stesse cose», ribadiscono dalla Fiom Cgil, annunciando che non si escludono imminenti mobilitazioni per forzare la mano e ottenere la chiarezza necessaria a salvare un pezzo di storia della meccanica agricola italiana.

 

Fonte: Cgil Modena

 

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