Goldoni Keestrack: un salto tecnologico per i nuovi prodotti

Macchine , Trattori 15/04/2021 -

Marcato dinamismo, tecnologie di ultima generazione, massima affidabilità. Keestrack, neoproprietaria di Goldoni, è fermamente intenzionata a trasferire nell’azienda di Migliarina  di Carpi i propri tratti distintivi. Si va così delineando la fisionomia della newco Goldoni Keestrack, ormai pronta a fare il suo ingresso nel mercato. Lo scorso 13 aprile, infatti, si è assistito all’uscita della prima macchina dalle linee di produzione ferme da quasi due anni.

Ma le novità che attendono il rivitalizzato brand carpigiano ormai prossimo al traguardo dei cent’anni (la nascita dell’azienda risale al 1926) non si fermano qui e abbracciano tutte le sfere di attività, a cominciare dalla rete distributiva, che già si sta allenando per svolgere un ruolo da protagonista nella ripresa aziendale.

I dettagli della ripartenza, insieme a qualche anticipazione e rivelazione inedita ce li fornisce Roberto Lopes Jr. (nella foto di apertura), nuovo CEO di Goldoni Keestrack, nell’intervista che segue, frutto di un lavoro di squadra che coinvolto le tre testate di settore Agrotecnica, Macchine Trattori, Meccagri.

 

L’ESISTENZA DI IMPORTANTI SINERGIE TRA LE DUE AZIENDE

Lo scorso 13 aprile è sceso dalla linea 2 dello stabilimento di Migliarina di Carpi il primo trattore assemblato della nuova era: una trattrice con pianale di carico Transcar 40

Peter Hoogendoorn, Vicepresidente Operations Keestrack Group, nelle dichiarazioni rilasciate subito dopo l’acquisizione della Goldoni ha evidenziato l’esistenza di molta sinergia tra i settori e le attività dell’azienda di Migliarina di Carpi e di Keestrack. Potrebbe illustrarci più dettagliatamente questo aspetto e in che modo intendete valorizzarlo?

«Tengo a sottolineare che l’esistenza di sinergie ha sempre rappresentato per Keestrack un importantissimo criterio guida nella identificazione delle aziende alle quali rivolgere il proprio interesse ai fini di una futura acquisizione. Nel caso della Goldoni le sinergie sono apparse da subito evidenti su più fronti, a cominciare dalla catena di fornitura che, visto l’approvvigionamento condiviso di motori, trasmissioni, componenti idraulici, elettrici e via dicendo, ci avrebbe garantito delle proficue economie di scala. A ciò si aggiungevano la possibilità di sfruttare per la progettazione dei nuovi prodotti Goldoni le elevate competenze dell’ufficio tecnico Keestrack, e, da ultimo, le incrementate potenzialità della rete di distribuzione, essendo la Goldoni focalizzata sull’area mediterranea mentre la clientela di Keestrack risiede principalmente nei Paesi nordici ma abbiamo anche concessionari negli Usa, in Brasile, in Asia e in Africa e, dal momento che molti di loro già commercializzano macchine agricole, ci sono le premesse per un completamento del portafoglio prodotti con i nostri marchi».

 

Resta però il fatto che il gruppo Keestrack è stato finora estraneo al mondo della meccanizzazione agricola? Al di là delle sinergie, quale strategia l’ha portato ad interessarsi a questo specifico settore? 

«È vero che la nuova proprietà di Goldoni non vanta un’esperienza agricola a livello di Società, però l’agricoltura è un secondo business per la famiglia Hoogendoorn (nella foto sopra), che non a caso possiede alcune aziende agricole nel nord dell’Olanda.

Ripeto, a portare Keestrack in questo mercato sono state le sinergie. Non vogliamo paragonarci a dei colossi del calibro di John Deere e CNH, però ci limitiamo a far presente che oggi, esattamente come loro, abbiamo la linea “gialla”, per il mercato del movimento terra, e la linea agricola: una diversificazione dei rami d’azienda per tanti versi lungimirante poiché sappiamo bene che sia il mercato agricolo sia quello delle costruzioni sono caratterizzati entrambi da una forte stagionalità».

 

GIÀ DISPONIBILE IL KNOW HOW, SVILUPPATO INTERNAMENTE, PER L’AGRICOLTURA 4.0

Le scelte fatte fino ad oggi per Goldoni dal punto di vista tecnologico l’hanno lasciata un po’ ai margini dell’evoluzione dell’agricoltura in direzione 4.0 e, conseguentemente, della possibilità di accedere per le macchine del brand alle agevolazioni del credito d’imposta che ultimamente sono state determinanti nel sostenere le vendite. Pensate di continuare a procedere lunga la direzione seguita fino ad oggi o prevedete un’inversione di rotta?

«Rispondo a questa domanda con una anteprima assoluta. Goldoni Keestrack dispone già del know-how, sviluppato internamente, per l’agricoltura 4.0, dalla quale ci aspettiamo un grosso contributo all’incremento delle vendite e all’innalzamento della tecnologia offerta alla clientela. Si tratta, del resto, di un traguardo pressoché obbligato se prendiamo in considerazione l’accentuato dinamismo che ha sempre contraddistinto Keestrack, unitamente al fatto che il nostro reparto Ricerca e Sviluppo, vale a dire il “cervello pensante” di Keestrack a livello mondiale per quanto riguarda tecnologia idraulica, elettrica ed elettronica, si trova proprio in Italia, a Ponzano Veneto».

 

DECISI AD ALZARE L’ASTICELLA DEL PRODOTTO PER RIVOLGERSI AD UNA FASCIA DI MERCATO MEDIO-ALTA

Potrebbe fornirci qualche elemento in più in merito a questo nuovo trattore? Sarà una delle classiche macchine Goldoni ossia uno specializzato da vigneto e frutteto o avrà un impiego e caratteristiche tecniche diverse, visto che nei futuri progetti di Goldoni Keestrack è stato fatto riferimento anche ad una nuova serie da campo aperto?

«Posso anticipare che come Goldoni Keestrack abbiamo già elaborato un piano strategico per i prossimi sette/otto anni. Nei primi due anni intendiamo focalizzarci sulle linee Goldoni, sulla ripartenza dell’azienda, intesa non solo come produzione e relativo adeguamento alle normative comunitarie, per quanto riguarda ad esempio le motorizzazioni, ma anche come catena di distribuzione, un aspetto questo che negli ultimi due anni è stato notevolmente trascurato. Con tale finalità stiamo già avviando diverse attività promozionali incentrate anche su ricambi e After Sales per riconquistare la fiducia del nostro cliente finale.

Portato a termine questo primo step, abbiamo previsto un piano a medio termine, da due a cinque anni, che è finalizzato in primis ad alzare l’asticella del prodotto Goldoni avvalendoci del know-how e dell’innovazione che fanno parte del Dna di Keestrack.

In altre parole, i trattori Goldoni hanno fama di essere macchine basiche altamente affidabili e questo requisito per noi va benissimo ma non vogliamo fermarci qui né intendiamo legare il nostro nome ad un prodotto che abbia come elemento caratterizzante il prezzo. Questo non fa parte del nostro piano strategico. La nostra intenzione è piuttosto quella di affermarci con un prodotto made in Italy, rivolto per le sue specifiche tecniche ad una fascia di mercato medio-alta e qui mi riferisco non solo all’industria 4.0 e ai motori emissionati in stage V, ma anche, tanto per fare qualche esempio, alla trasmissione powershift o all’assale anteriore sospeso … Tutto questo è nei nostri piani futuri ma è chiaro che non si può avere tutto subito e occorre procedere per gradi».

 

LA ARBOS INTELLECTUAL PROPERTY ESCLUSA DALL’ACQUISIZIONE

Il sito produttivo di Migliarina di Carpi (MO).

Restando su questo tema, come mai non avete pensato di includere nel contratto di acquisto della Goldoni i modelli Arbos da campo aperto che senza dubbio avrebbero innalzato il vostro livello di competitività garantendovi l’accesso ad altri segmenti di mercato?

«Effettivamente era quella la nostra intenzione iniziale, tant’è vero che la nostra prima offerta, risalente allo scorso dicembre, includeva anche la parte Arbos Intellectual Property. Arbos però non è rientrata nel concordato, abbiamo quindi riformulato la nostra offerta e pertanto l’intera produzione Arbos da campo aperto è rimasta fuori dall’acquisizione. Questo non significa che Goldoni Keestrack non potrà avere in futuro un trattore oltre i 100-130 cavalli. Sta di fatto però che la base di partenza non potrà essere un P5000, poiché non ci appartiene, anche se non è da escludere a priori che in futuro non si possa avviare una partnership con questo obiettivo. È un’eventualità da tener presente, al pari di tante altre che però al momento non costituiscono una priorità».

Che strategie intendete mettere in atto, in Italia e all’estero, per ridare una piena identità al brand Goldoni presso un pubblico che negli ultimi anni è rimasto un po’ disorientato dal cambio di livrea, dall’arancione al bianco-verde, e dai reiterati tentativi di full-line?

«Per prima cosa abbiamo deciso di dare continuità al brand Goldoni perché con una storia quasi centenaria alle spalle sarebbe stato assurdo rinunciarvi, poi abbiamo assegnato un ruolo trainante nelle strategie di marketing all’appeal del “made In Italy”, avendo a che fare con un marchio legato a doppio filo all’Italia e, più in generale, all’area mediterranea, e infine abbiamo reintrodotto l’originario colore rosso arancione per ristabilire un legame con la tradizione.

Recupero del brand ha significato anche recupero della rete distributiva e per riuscirci abbiamo deciso di puntare sulla fiducia, “mettendoci la nostra faccia” che è un po’ una prerogativa delle aziende a carattere familiare».

 

OTTIMIZZARE LA VOCAZIONE INTERNAZIONALE DI KEESTRACK

A tal proposito, come pensate di gestire e sviluppare la rete distributiva Goldoni, soprattutto per quanto riguarda l’assistenza post-vendita? Opererà in sinergia con i concessionari Keestrack o sarà autonoma? In caso di sinergia, entrambe le reti seguiranno sia la parte commerciale sia quella di assistenza o saranno differenziate le competenze?

«Innazitutto vorrei fare una precisazione perché non esiste una regola generale e anche in questo caso, come accennavo all’inizio, bisogna saper sfruttare le possibili sinergie, che vanno cercate in entrambe le direzioni. In altre parole, Keestrack non intende avvalersi a priori della propria rete per distribuire i prodotti Goldoni in ambito internazionale, così come non è da escludere che un concessionario Goldoni possa distribuire i prodotti Keestrack se possiede la capacità e le conoscenze richieste e se il mercato si presta in tal senso.

Per sua natura Keestrack non si accontenta ma va sempre alla ricerca del meglio e il meglio lo decide il campo, come nel calcio, partendo però da un dato di fatto, che Keestrack ha una propensione  internazionale che Goldoni non ha mai conosciuto, visto che prima di Arbos, ma anche con con Arbos, realizzava il 90 per cento delle  proprie vendite in Italia e nel mercato mediterraneo».

 

VERSO L’AMPLIAMENTO DEL PORTAFOGLIO PRODOTTI, STEP BY STEP

Tornando a parlare di prodotto, Arbos aveva cercato, anche nel settore degli specializzati, di ragionare in termini di full-line mettendo a punto una serie di attrezzature per il vigneto e il frutteto. È un progetto che pensate di riprendere?

«Di certo in un orizzonte temporale medio-lungo dovremo pensare ad ampliare il portafoglio prodotti e potremo farlo attraverso una partnership o con un’altra acquisizione, di un’azienda di implements ad esempio. Ma, come dicevo prima, non avrebbe alcun senso adesso fare il passo più lungo della gamba. Per questo siamo intenzionati a rimanere con i piedi per terra, focalizzati per il momento sul recupero del brand Goldoni, sull’ingresso in gamma di un trattore frutteto made in Italy di avanzato livello tecnologico, e sulla presenza all’interno della nostra offerta di una famiglia di trattori da campo aperto per presidiare anche questo importante mercato».

 

Per finire, la vecchia proprietà aveva dipendenti anche in altri Paesi, oltre all’Italia. Non avete pensato di assumere direttamente questa manodopera mettendo a frutto in qualche modo la sua esperienza?

«Keestrack non ha fatto acquisti al di fuori dal perimetro italiano. Questo però non significa che non possiamo pensare di avvalerci del personale delle ex filiali Arbos di Francia e Spagna chiamandolo a lavorare per Goldoni Keestrack. Di sicuro c’è la nostra determinazione ad essere presenti nei mercati francese e spagnolo ma possiamo farlo sia con ex dipendenti Arbos Goldoni sia con altre persone che abbiano una buona conoscenza del mercato agricolo locale».

 

CHI È KEESTRACK

Keestrack è stata fondata nel 1996 dall’olandese Kees Hoogendoorn, e da sua moglie Annet Schoenmaker che, dopo essersi rivolti inutilmente ad alcuni costruttori del settore per la realizzazione di una macchina specifica, un vaglio mobile ad alimentazione diretta, hanno deciso di fabbricarsela direttamente. In precedenza i due avevano portato avanti un’attività commerciale nel settore delle attrezzature per le costruzioni.

L’azienda, che è ancora al 100 per cento di proprietà della famiglia Hoogendoorn, ha oggi il suo quartier generale a Munsterbilze, in Belgio. La produzione si concentra in 4 siti produttivi in Repubblica Ceca (nella foto sopra), in Cina, a Chuzhou, in India, a New Delhi, e in Italia, a Ponzano Veneto, in provincia di Treviso (si tratta dello stabilimento del costruttore di frantoi OM spa acquisito nel 2010).

Il fatturato complessivo si aggira intorno ai 150 milioni di euro, con 850 dipendenti, senza contare l’apporto della Goldoni, ed è realizzato per il 50 per cento in Europa e per il restante 50 per cento in Cina e America.

In Italia lo scorso anno il fatturato ha raggiunto i 35 milioni di euro con un prodotto destinato per il 90 per cento all’export, e le stime per l’anno in corso prevedono di sfiorare i 42 milioni di euro.

 

 
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